Festa a Milano per il Beaujolais Nouveau

IL BEAUJOLAIS NOUVEAU ARRIVA A MILANO

Il 15 novembre, in Piazza del Carmine, si svolgerà la Festa del Déblocage del Beaujolais Nouveau, il famoso vino novello francese

Il Beaujolais Nouveau – il vino novello Doc più conosciuto al mondo – celebra il suo arrivo sul mercato italiano con la tradizionale Festa del Déblocage in Piazza del Carmine, dalle ore 18:00 in poi.
Giunta in Italia alla sua 11a edizione, la Festa – che costituisce un appuntamento ricorrente e di prestigio nel calendario degli eventi di Milano – brinda, lo stesso giorno in oltre 200 paesi del mondo, all’apertura delle cantine ed alla messa sul mercato del Beaujolais Nouveau.
Durante la Festa del Déblocage, in un clima allegro e conviviale, gli appassionati e gli esperti di vino potranno degustare i nuovi millesimati di diverse cantine ed assaggiare altre specialità della gastronomia francese.
Dal 1951 la vendita del Beaujolais Nouveau è sottoposta ad un rigido regolamento che ne vieta la commercializzazione prima del 3° giovedì di novembre. Il Déblocage è così l’atteso momento in cui diventa finalmente possibile assaggiare il primo novello francese dell’anno.
Il Beaujolais Nouveau è ottenuto dall’impiego esclusivo di grappoli integri del vitigno Gamay con uve nere a succo bianco, selezionate e raccolte a mano. La vinificazione segue il sapiente Metodo Beaujolaise che, coniugando perfettamente tradizione tipica e tecniche moderne, ne determina l’inimitabile sapore fruttato, l’inconfondibile aroma leggero ed il tipico colore rosso rubino.
Nel 2000, il giro d’affari relativo alla commercializzazione del Beaujolais Nouveau ha raggiunto 100 milioni di Euro, mentre la produzione è stata di circa 60 milioni di bottiglie, di cui il 50% destinate al mercato estero.
Per ricordare i 50 anni della festa, l’U.I.V.B. – Union Interprofessionnelle des Vins du Beaujolais – realizzerà un concorso: acquistando una bottiglia di Beaujolais Nouveau si potrà vincere un volo+soggiorno in Francia, alla scoperta della Terra del Beaujolais, una regione rinomata per i suoi itinerari enogastronomici e la dolcezza dei paesaggi. Inoltre, durante i giorni successivi – dal 20/11 al 22/11 – saranno allestite delle degustazioni presso la sede dell’Ente del Turismo Francese a Milano, e sui voli di linea Firenze-Parigi con Meridiana il 15, 16 e 17 novembre.
La recente creazione del sito Internet ufficiale (www.beaujolais.com) offre numerose informazioni sulla storia, la collocazione geografica, le tecniche di vinificazione, di questo vino novello Doc ed inedite curiosità turistiche sulle bellezze della regione.

LA STORIA DEL BEAUJOLAIS NOUVEAU
Nato nell’antichità come bevanda degli schiavi,
oggi è un vino apprezzato anche dagli intenditori

Il ”PaysBeaujolais” deve il suo nome alla famiglia dei Beaujeu, le cui origini risalgono al 950. Nel corso dei secoli questa terra divenne appannaggio di signori appartenenti alle famiglie dei Bourbons e di seguito degli Orléans.

Nell’antichità i vini novelli inizialmente nacquero come bevanda per gli schiavi che -lavorando nei vigneti – si dissetavano con il succo delle uve appena pigiate.
Successivamente, in epoca Medioevale, si affermò la consuetudine di mettere in vendita il vino già quindici giorni dopo la vendemmia per sfruttare il vantaggio di essere tra i primi a commerciarlo – spuntando così il miglior prezzo – e nel contempo ovviare a qualsiasi problema di conservazione.

In seguito – fino al XIX secolo – il mercato francese del vino soffrì di una carenza nell’offerta tale per cui solamente il Re, i ricchi Signori e la Chiesa furono in grado di venderne quantità significative. La raccolta dei novelli divenne così ogni anno, un avvenimento atteso con impazienza ed occasione di festa.

Col passare del tempo i flussi commerciali crebbero al crescere della popolazione e si interruppero soltanto durante il periodo della Grande Guerra, per poi riprendere il loro corso. Tuttavia la commercializzazione non fu mai né regolamentata né organizzata.

A Lione e successivamente a Parigi – all’interno della zona libera – i giovani intellettuali, giornalisti e letterati, conobbero, apprezzarono e decantarono i pregi del vino novello. La celebrità non tardò ad arrivare e ben presto in quasi tutti i bistrot di Parigi veniva offerto un bicchiere di ”vin nouveau Beaujolais”.

Bisogna però attendere la fine della Seconda Guerra mondiale ed il decreto del 13 novembre 1951 perché sia ufficializzata la commercializzazione anticipata di questo vino novello. Da quel momento il Beaujolais Nouveau comincia a costruire attorno a se quella celebrità che ne contraddistingue il nome.

Le modifiche normative proseguirono, tra ordinanze e decreti, al pari della severità nei controlli sulla qualità del Beaujolais Nouveau.

Di fronte all’incredibile sviluppo delle richieste di Beaujolais Nouveau, si rese necessario apportare alcune modifiche alle norme che ne regolavano la vendita. Al fine di consentire anche alle destinazioni più remote di disporre lo stesso giorno del vino Beaujolais Nouveau. Nel 1985 fu modificata la data di commercializzazione fissata fino a quel momento, per tradizione, al 15 novembre. Da allora, il Beaujolais Nouveau viene immesso sul mercato il terzo giovedì di novembre consolidando la ricorrenza meglio conosciuta come Fête du Déblocage.

Dal 1974, una commissione ad hoc è incaricata della degustazione e certificazione dei vini Beaujolais, con il preciso compito di verificare il rispetto degli standard qualitativi imposti.

Nel corso degli anni Sessanta nacque il famoso slogan ”Le Beaujolais Nouveau est arrivé”, in poco tempo diffusosi in tutti i paesi del mondo per festeggiare l’arrivo del nuovo millesimato dell’anno.

Grazie, quindi, all’effetto trainante delle grandi feste di piazza, il vino Beaujolais Nouveau si è diffuso velocemente anche all’estero. Dapprima nei paesi europei francofoni come la Svizzera ed il Belgio, successivamente in quelli anglofoni, con un grande successo in Gran Bretagna.

Poi sono seguiti i Paesi Bassi, gli Stati Uniti, il Canada, e la Germania (che rimane ancora oggi il cliente più importante). Passo dopo passo, il Beaujolais Nouveau ha accresciuto la sua internazionalizzazione durante gli anni ’80 con la conquista del mercato australiano nel 1982 e di quello giapponese e italiano nel 1985.

Gli anni ’90 sono stati segnati dall’apertura al Beaujolais Nouveau dei mercati del Sud Est asiatico, in particolare Corea del Sud, Tailandia e Taiwan (uno dei segreti del suo successo sta nel perfetto abbinamento tra questi vini leggeri e fruttati e la cucina asiatica).

Dal 1995, un interesse sempre maggiore nei confronti del Beaujolais Nouveau, ha coinvolto anche i paesi dell’Europa orientale – Polonia, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca e Romania – anche loro desiderosi di partecipare alla grande festa del déblocage.

Geografia del Beauyolais

Si è soliti attualmente fare riferimento a tre limiti geografici per definire il ”Pays Beaujolais”:

· A Est, il Beaujolais Bleu: la valle della Saona dove si incontrano le principali linee di comunicazione.

· A Ovest, il Beaujolais Verde: i Monti del Beaujolais con le industrie tessili e attività di allevamento.

· Al Centro, il Beaujolais Rosso: l’area ricca di vigne del Beaujolais con una ricca attività agricola.

Con il trascorrere del tempo e fino ai giorni della Rivoluzione, la geografia del “Pays Beaujolais” è stata oggetto di numerosi cambiamenti.

Il ” Pays Beaujolais” si estende attualmente su un’area pari a 1 601 kmq (160 100 ettari di cui 22 700 coltivati a viti DOC) suddivisa in 147 comuni, agricoli al 90% e riuniti in 12 cantoni. Tra questi comuni, undici sono siti nel dipartimento Saône et Loire e, precisamente, nel cantone della Chapelle de Guinchay. Quest’ultimo, incluso originariamente nel territorio del Rodano, fu annesso alla Saona e Loira nel 1793 quale ”castigo” inflitto a Lione per essersi schierata contro la Rivoluzione. Si annoverano più di 200 000 abitanti oggi nel comprensorio, di cui 50. 000 nel distretto di Villefranche-sur- Saône, il capoluogo.

Geograficamente il ”Pays Beaujolais” è il prolungamento del Massiccio Centrale con il Mont St. Rigaud a Nord Ovest che svetta 1009 m. A ovest, i Monti del Beaujolais formano una barriera che oscilla, in altezza, tra i 600 e 900 metri. Poste al riparo di queste piccole catene montagnose troviamo le collinette ricche di vigne orientate a Sud-Sud Est e disposte a terrazza tra i 200 e 400 metri.

Le vigne, benché onnipresente, non offusca di certo la presenza dell’acqua nella regione: sorgenti, fiumi e torrenti sono molto numerosi, alimentati dalle piogge che si riversano sulle regioni ad ovest. Il Beaujolais viticolo, invece, è interessato da un effetto Föhn e quindi caratterizzato da una pluviometria più contenuta (740 mm/anno circa). In compenso, il Beaujolais è una delle regioni maggiormente colpite da temporali e grandinate che danneggiano i raccolti nel periodo estivo più caldo.

Il termometro, infatti, può toccare punte altissime nel Beaujolais (38°C nel luglio del 1983) ma la colonnina di mercurio non esita a scendere in basso durante l’inverno (- 21°C nel 1963). Indipendentemente da queste escursioni massime, si registrano spesso gelate comprese tra – 5 e – 10°C che tra l’altro nel 1956, distrussero in parte i vigneti (gelate < 17°C). I venti dominanti sono quelli che soffiano da nord (la tramontana, che annuncia il ''Mistral''), da ovest (la ''Traverse'') e da sud (il vento del Midi); meno frequenti quelli che spirano da est (il ''Matinal''). Nel complesso, il sottosuolo dei Monti del Beaujolais e dell'area viticola che si estende a nord, è riconducibile ad un massiccio primario formato da granito e scisto. La regione delle Pierres Dorées, a sud, si contraddistingue per la natura argillosa e calcarea del suolo, risalente quindi all'era secondaria. Ai confini della Saona, il suolo è di natura alluvionale. I vigneti I vigneti si estendono sul versante est della regione del Beaujolais. La superficie delle vigne, ossia 22 700 ettari circa, è pari grosso modo a due volte quella di Parigi. Come per le altre regioni DOC, la produzione nel Beaujolais è conforme a normative precise e molto severe che disciplinano ogni fase della coltivazione e vinificazione. Nel Beaujolais esiste un unico vitigno : il Gamay Noir a succo bianco, con il quale vengono prodotti vini rossi (un’area di piccolissime dimensioni coltivata a Chardonnay dà origine ai Beaujolais Blancs). I vigneti : si contraddistinguono per via della densità, superiore a qualsiasi altra parte del mondo, da 7 000 a 13 000 ceppi ogni ettaro. A causa dell’elevata densità dei ceppi posti su appezzamenti scoscesi, la gestione delle viti richiede un numero superiore di interventi manuali. La potatura : due sistemi vengono utilizzati per la potatura:
La potatura corta o ”Gobelet”, obbligatoria per i Crus du Beaujolais e i Beaujolais Villages. La potatura lunga o ”Guyot” utilizzata per la denominazione Beaujolais.

Le rese sono tra le più basse per i DOC francesi:

· 640.200 ettolitri per il Beaujolais (66 ettolitri/ettaro)

· 351.000 ettolitri per il Beaujolais Villages (60 ettolitri/ettaro)

· 357.300 ettolitri per i Crus du Beaujolais (58 ettolitri/ettaro)

La vinificazione

La ”Vinification beaujolaise” è unica perché coniuga le tradizioni tipiche della zone con le tecniche più moderne. Il raccolto delle uva avviene solo manuale per salvaguardare l’integrità dei grappoli. L’uvaggio, così come viene raccolto, è disposto all’interno delle vasche senza essere pigiato poiché la vinificazione avviene partendo da grappoli integri. La macerazione in vasca (ossia il contatto ottenuto tra parti solide e mosto) dura :
» fino a 4 giorni per il Beaujolais Nouveau
» da 6 a 10 giorni per il Beaujolais Villages o i Crus du Beaujolais.

Durante la fermentazione, le temperature oscillano tra i 18 e 30°C a seconda della fase di vinificazione. Ai fini della qualità, il controllo delle temperature assume una notevole importanza.

Vinificazione con grappoli interi

La vinificazione beaujolaise è del tutto particolare in quanto si basa nello stesso tempo su una fermentazione tradizionale e una macerazione semi-carbonica interamente naturale. Questa vinificazione conferisce al vino un fruttato, una morbidezza e una freschezza inconfondibili nel caso, in particolare, del Beaujolais Nouveau e del Beaujolais (12/18 mesi). Per i Beaujolais Villages e i Crus du Beaujolais, una maggior permanenza nelle vasche consente lo sviluppo degli aromi di conservazione e di una struttura tannica più corposa, imprescindibili per un buon invecchiamento.

Storia del Beaujolais Nouveau

Già durante il XIX secolo, i viticoltori e negozianti di Beaujolais erano ormai soliti commercializzare il raccolto precocemente. Questi flussi commerciali, di gran lunga inferiori ovviamente a quelli odierni, si svilupparono nonostante alcune vicissitudini fino alla seconda guerra mondiale. Il decreto del 9 novembre 1951 ne ufficializzò la commercializzazione precoce. Fu allora che il Beaujolais Nouveau riuscì a crearsi uno spazio vero e proprio a Parigi. Come avvenne a Lione, fu l’ardore dei giovani giornalisti che si erano ritirati nella ”zona libera” dove impararono a conoscere questi vini, che fece del Beaujolais Nouveau il vino prediletto dei clienti dei bistrots parigini.
Nel 1960, il volume certificato di Beaujolais Nouveau si attestava intorno ai 40 000 ettolitri, allorché la quota immessa all’epoca sul mercato non era superiore al 75% di questo volume. Nel corso dello stesso decennio nacque all’improvviso il famoso slogan ”le Beaujolais Nouveau est arrivé” che fece, in un batter d’occhio, il giro del mondo. Sotto l’impulso conferito loro da questa ”bandiera”, i Beaujolais Nouveaux approdarono velocemente nei paesi europei francofoni prima, Svizzera e Belgio, e in un secondo momento in quelli anglofoni come, ad esempio, la Gran Bretagna. Le modifiche normative proseguirono, tra ordinanze e decreti, e il controllo qualità del Beaujolais Nouveau divenne sempre più rigido.
Dal 1974, una commissione ad hoc è stata incaricata della degustazione e certificazione dei Beaujolais che le sono sottoposti, a condizione che adempiano ai criteri prefissati. Di fronte all’incredibile sviluppo del Beaujolais Nouveau, era altresì necessario procedere a modifiche che consentissero spedizioni anticipate verso le destinazioni più remote in modo tale che ognuno, indipendentemente dall’ubicazione, potesse disporre lo stesso giorno del ”suo” Beaujolais Nouveau.
Nel 1985 fu modificata la data di commercializzazione del Beaujolais Nouveau, fissata fino a quel momento, per tradizione, al 15 novembre. Da allora, il Beaujolais Nouveau viene commercializzato il terzo giovedì di novembre. Fu poi il turno dei paesi d’oltreoceano, gli Stati Uniti e il Canada, seguiti dalla Germania (il maggior cliente ad oggi per il Beaujolais Nouveau) e i Paesi Bassi. Tappa dopo tappa il Beaujolais Nouveau proseguì sulla via dell’internazionalizzazione durante gli anni ’80 con la conquista del mercato australiano nel 1982, giapponese e italiano nel 1985.

Gli anni ’90 sono stati segnati dall’apertura ai Beaujolais Nouveaux dei mercati del Sud Est asiatico (Corea del Sud, Tailandia e Taiwan, in particolare). Questi vini leggeri e fruttati si adeguano perfettamente alla cucina asiatica. Si è continuato a registrare, sin dal 1995, un interesse sempre maggiore, nei confronti di questo vino, dei paesi dell’Europa orientale – Polonia, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca e Romania – ad esempio, desiderosi di partecipare alla grande festa del Beaujolais Nouveau. Il Sud America, con il Brasile (al dodicesimo posto nell’elenco dei paesi clienti per il 1997), sta diventando una meta privilegiata. Forte del successo conseguito a Shanghai nel 1997, il Beaujolais Nouveau ha ”presidiato” la città in occasione di una grande serata ufficiale svoltasi all’Hotel della Pace. Il 1998 potrebbe, per giunta, essere considerato l’anno in cui il Beaujolais Nouveau è approdato sulla Grande Muraglia Cinese! Un vino magico, adatto ai festeggiamenti, multiculturale ma nello stesso tempo tipicamente francese. Un vino che si adegua ad ogni stile di consumo, a qualsiasi cucina pur essendo un ottimo ambasciatore dell”’,art de vivre” d’oltralpe.

Caratteristiche del Beaujolais Nouveau 2001

All’occhio il Beaujolais Nouveau 2001 è di colore rosso intenso, colore ribes, ciliegia, a volte rubino con riflessi viola che testimoniano la sua giovinezza. Molto aromatico al naso, uva fresche, piccoli frutti neri (ribes, mirtilli) e a volte profumi floreali, molto fini. In bocca, lo scopriamo fruttato, leggero, tenero, soffice, un vino gioioso da degustare tra 10 e 14° C. Il Beaujolais Nouveau è migliore tra il 3° giovedì del mese di novembre e la fine del mese di gennaio ma non esiste una data di scadenza …. Un millesimato tutto da scoprire!

Denominazioni

Il Beaujolais non è soltanto il Beaujolais Nouveau.
Anche se il Nouveau è il più celebre ambasciatore delle terre del Beaujolais, non è certo una buona ragione per dimenticare le altre denominazioni. Già, perché c’è un Beaujolais per tutto l’anno: 12 Beaujolais diversi, tanti come i mesi.

Il Beaujolais :

Il Beaujolais è la denominazione più estesa, e una parte si degusta a novembre, con il nome di Beaujolais Nouveau.

I Beaujolais Villages :

Distribuiti su 39 comuni, rappresentano il 25% della produzione totale del vitigno Beaujolais. Anche il Beaujolais Villages è in parte commercializzato come Beaujolais Villages Nouveau.

I Crus del Beaujolais:

Brouilly, Chénas, Chiroubles, Côte de Brouilly, Fleurie, Juliénas, Morgon, Moulin à Vent, Régnié e Saint Amour : i 10 Crus del Beaujolais sono i veri gioielli della produzione del Beaujolais. Vini che si avvantaggiano di qualche anno di invecchiamento in bottiglia. D’altra parte, gli intenditori aspettano la primavera dopo la vendemmia per degustarli. Aspettano, come dicono i vignaioli, che ”i Crus del Beaujolais abbiano fatto la loro Pasqua”. Il che significa che i Crus sono arrivati alla loro piena maturità e si può finalmente apprezzarne appieno il valore.

WWW.BEAUJOLAIS.COM

Il sito Internet – aggiornato e di facile consultazione – offre informazioni sui vini ed inedite curiosità sul territorio
Il sito Internet ufficiale dei vini Beaujolais è visitabile all’indirizzo www.beaujolais.com ed è disponibile in ben 15 lingue diverse: italiano, inglese, tedesco, russo, cinese, giapponese, spagnolo, olandese, danese, svedese, norvegese, cecoslovacco, polacco, portoghese e coreano.

Sul sito si possono trovare notizie riguardanti le varie Denominazioni dei vini Beaujolais, i dati economici e storiografici, le tecniche di vinificazione ma anche numerose curiosità sulle feste e le iniziative che vengono di volta in volta organizzate per rendere questa regione interessante sia per gli amanti del vino, sia per chi desideri trascorrervi alcuni giorni in completo relax, abbandonandosi ai piaceri della buona tavola.

La suddivisione del sito in aree tematiche è pensata per permettere un facile ed immediato reperimento delle informazioni ricercate, oltre che per offrire la migliore chiarezza nell’esposizione dei contenuti.

Tutta la documentazione consultabile online nella versione italiana è disponibile in 5 gruppi di argomenti, a loro volta articolati in sottogruppi a seconda del soggetto presentato:

· Geografia e clima
· Storia e personaggi famosi
· Vigneti e denominazioni
· Turismo e dati economici
· Gastronomia

Inoltre, il sito del Beaujolais offre uno spazio dedicato ai professionisti (accessibile tramite password) per consentire la maggiore riservatezza possibile nello scambio di informazioni di tipo commerciale.

A cura di Rocco Lettieri in collaborazione con:

SOPEXA ITALIA
Tel. 0039. 02.86.37.41
Responsabile Italia: Delphine.Jaillot (0039.02. 86.37.443)
e-mail: delphine.jaillot@sopexa.com