La Lombadia enologica e gastronomica

Escursus alla ricerca di vini e di ristoranti

I Vini di Lombardia hanno raggiunto livelli di eccellenza assoluta e la vitivinicoltura è sempre più sinonimo di altissima qualità scandita e sancita dai numeri certi come i 75 milioni di bottiglie a denominazione d’origine controllata prodotti ogni anno, il relativo fatturato di oltre 500 milioni di euro e, ancora, i 23.000 ettari di territorio censito e le 14 DOC e le 2 DOCG prodotti in Lombardia. Numeri che ci fanno capire quanto grande ed importante sia il fenomeno della vitivinicoltura in questa regione, dove si assommano anche le maggiori industrie italiane, creando anche il polo più importante d’Europa. Un settore quello enologico che, grazie alle scelte strategiche dei Consorzi, continua a caratterizzarsi e ad affermarsi per scelte precise e puntuali, basate esclusivamente sulla qualità. I Consorzi, tutelando e promuovendo i loro prodotti, hanno contribuito in maniera determinante ad elevare i vini di Lombardia. Gli operatori di ogni zona viticola stanno operando con grande impegno. I nuovi sistemi di allevamento della vite con maggior densità di impianti per ettaro, la selezione clonale e la valorizzazione dei vitigni autoctoni sono solo alcuni esempi concreti di come oggi la vitivinicoltura lombarda stia crescendo. La cura dei vigneti sommata all’altissima tecnologia portata in cantina, fanno sì che la Lombardia sia ormai, a tutti gli effetti, un modello da seguire e da apprezzare. Le aziende che hanno avuto il coraggio di investire, di credere nei loro mezzi, nella loro forza possono con orgoglio mostrare i loro successi. I vini lombardi mietono successi in Italia, in Europa, nel mondo. I prodotti dell’Oltrepò Pavese, della Franciacorta, della Valtellina, della Valcalepio, del Garda bresciano, unitamente a quelli di San Colombano e del Mantovano, recitano un ruolo da protagonista con un’altissima qualità capace di differenziarsi a seconda delle zone di provenienza.

Le indagini ci portano anche a sapere che il 56% della popolazione Lombarda con più di 18 anni beve un bicchiere di vino almeno una volta al giorno. Così è pure emerso che il 74% degli intervistati dichiara di bere prevalentemente vino rosso mentre il 22% predilige il bianco e questi ultimi sono prevalentemente compresi tra i 18 e i 34 anni e il 26% è composto da donne. Per il 22% degli intervistati il prodotto “made in Lombardia ” è superiore a quello delle altre regioni, per il 41,5% è allo stesso livello delle altre regioni che si caratterizzano come valide produttrici di vino. In materia di vino, alla base delle scelte effettuate dai consumatori lombardi, c’è l’elemento della qualità: per il 42% degli intervistati è proprio la qualità il motivo che influisce maggiormente sull’acquisto di una bottiglia di vino. Il 24% dei consumatori si basa sul gusto, il 6% sul prezzo, un altro 6% sulla marca e il 5% sulla provenienza geografica. A far prevalere questo orientamento, sempre secondo i dati elaborati dal Cirm, è stato anche il positivo atteggiamento delle Camere di Commercio e dei Consorzi di tutela: infatti, il 73% degli intervistati (tra i quali spiccano i giovani fino a 34 anni e le donne), ritiene che questi due soggetti siano stati molto (31%) o abbastanza (42%) utili per promuovere la cultura della qualità del vino. Una sezione dell’indagine ha infine analizzato nello specifico la conoscenza e l’apprezzamento nei confronti dei vini di Lombardia.

L’OLTREPÒ PAVESE

L’Oltrepò Pavese si trova nella parte meridionale della Lombardia, a formare un cuneo che s’inserisce tra Piemonte ed Emilia Romagna. Il territorio collinare dell’Oltrepò Pavese presenta un’orografia complessa, con la definizione di valli principali, valli secondarie e di ordine inferiore. L’andamento di queste è variabile: percorrendo il territorio dall’Emilia verso il Piemonte ed a partire dalle zone più orientali in corrispondenza del confine con la provincia di Piacenza, si incontra la Valle Versa che è disposta con asse principale in direzione nord-sud. In alta Valle si trovano vigneti anche oltre i 400 m. mentre Santa Maria della Versa, principale località, ha vigneti non superiori a 350 m di quota; scendendo si arriva al centro di riferimento della Valle, Stradella. Spostandosi verso ovest s’incontra la Valle Scuropasso, il cui centro di riferimento è Broni. La Valle ha caratteristiche orografiche del tutto simili alla precedente. Comuni importanti sono Pietra de’ Giorgi, Rocca de’ Giorgi e Cigognola. Proseguendo si trova la cosiddetta zona dell’Oltrepò Centrale. Qui il territorio è costituito da un insieme di piccole valli, con andamento che apre a ventaglio e piega verso ovest rispetto all’asse della Valle Versa. Nel territorio occidentale si raggiungono le altezze più considerevoli per la viticoltura, con rilievi che raggiungono 467 m. (Castello di Montalto Pavese). Casteggio è il comune di riferimento a valle. La zona occidentale si estende da Casteggio sino al limitare del tortonese, al confine con il Piemonte. L’Oltrepò Pavese è una zona da considerarsi ad alta vocazionalità viticola, grazie alle sue caratteristiche pedologiche. Nella zona più orientale, con riferimento ai comuni di S. Damiano al Colle e Rovescala, al confine con la provincia di Piacenza, è diffusa la coltivazione delle due principali uve a bacca rossa, barbera e croatina. Le uve raggiungono, per motivi legati oltre che al suolo anche al clima, ottimi livelli di maturazione, dando vini alcolici e strutturati. Qui anche il pinot nero con cloni adatti fornisce degli invidiabili vini rossi. Di converso, la zona, non si presta all’ottenimento di bianchi. La migliore espressione per le varietà a bacca bianca si ha in alta Valle Versa e in alta Valle Scuropasso, dove si ottengono ottime basi spumante con pinot nero, chardonnay, riesling italico. Nella parte più occidentale si esprime bene lo chardonnay.

CONSORZIO TUTELA VINI OLTREPÒ PAVESE

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è stato ufficialmente costituito il 19 luglio 1977 e riconosciuto dal Ministero il 29 settembre 2001. Oggi raggruppa 200 aziende vitivinicole private e cinque cantine sociali a loro volta comprendenti oltre 3.500 viticoltori. La sua opera iniziale fu quella di far verificare sotto la sola denominazione Oltrepò Pavese il vino tutelato, di definirne la zona di origine, i vitigni, le tecniche di produzione di ciascuna delle tipologie che caratterizzano la denominazione. L’attività odierna si poggia sostanzialmente su due importanti filoni di attività: la tutela e la promozione. Un’azione efficace e generalizzata di assistenza ha consentito di uniformare ed elevare lo standard qualitativo generale della zona, innalzandone e qualificandone l’immagine. Il Consorzio s’impegna pure in una oculata gestione dell’immagine, nella costante presenza a manifestazioni e banchi d’assaggio, nel contatto costante con Associazioni, sodalizi o centri di acquisto e nella sensibilizzazione delle Amministrazioni locali tesa a coagularne l’attività intorno all’obiettivo consortile.

Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
Piazza Vittorio Veneto, 24
27043 Broni (PV)
Tel. 0385 25.02.61
info@vinoltrepo.it
www.vinoltrepo.it

I Ristoranti e i Produttori Oltrepò Pavese

Ristorante I Castagni
27029 Vigevano (PV)
Tel. 0381. 42.860
chiusura: domenica sera e il lunedì
Nella campagna di Vigevano si trova questo ristorante ricavato da un vecchio casolare lombardo all’ombra di ultracentenari castagni. Un’atmosfera rustico elegante con mobili antichi ed un’accoglienza cordiale fanno da contorno ad una cucina creativa con forti legami al territorio ed alle tradizioni. I piatti da ricordare: carpaccio di testina di vitello alle acciughe e composta di lingua, animelle e funghi con succo di prezzemolo; turbantino di storione in umido ripieno di gamberi di fiume con carciofi marinati e vellutata di topinambur; ravioloni ripieni di anitra brasata al vino rosso con sugo di sedano verde, guanciale e lenticchie di Castelluccio; piccione novello alle due cotture con ciliegie in conserva all’aceto invecchiato e spinaci saltati con nocciole; tortino caldo di castagne, tiramisù e gelato ai marroni, caramello di arancia.

Ristorante Al Cassinino
27100 Pavia
Tel. 0382. 42.31.98
e-mail: agoscrem@tin.it
chiusura: il mercoledì
Un locale familiare di bella eleganza, dove si possono apprezzare piatti della tradizione con cucina di territorio e tanta creatività. Ottima anche la scelta dei formaggi da abbinare ai vini che sono pure di grande scelta nazionale ed estera. Piatti da ricordare: lumache tiepide su letto di patate; “la frittura pavese”; dentice ai pistilli di zafferano; filetto di sbottona piemontese con funghi porcini freschi; zuppettina di ciliegie al profumo di cannella.

Casa Vinicola Monsupello
Via San Lazzaro, 5
27050 Torricella Verzate (PV)
Tel. 0383. 89.60.43
monsupello@monsupello.it
www.monsupello.it
L’Azienda nasce oltre un secolo fa, nel 1893. Nel 1914 i Boatti acquistano a pochi chilometri di distanza, un altro fondo detto “Podere La Borla” nel Comune di Torricella Verzate. Qui costruirono la cantina, quella stessa che oggi è stata potenziata e ammodernata per la vinificazione delle uve dei poderi originari e di quelli via via acquistati. Nel 1959, Carlo Boatti, che rappresenta la terza generazione di vitivinicoltori, ora coadiuvato dal figlio Pierangelo, imprime all’Azienda un ulteriore sviluppo rimodernandola e acquisendo nuovi terreni.
I Vini dei miei desideri:
Chardonnay Senso bianco IGT
O.P. Pinot Nero Brut Classese
Mosaico O.P. Rosso Riserva
O.P. Pinot Nero in rosso

Azienda Agricola Biointegrata Le Fracce
27045 Casteggio (PV)
Tel. 0383. 82.526
info@le-fracce.it
La casa fondata nel 1905 opera da sempre con particolare sensibilità ed attenzione per l’ambiente. Ora proprietà della Fondazione Bussolera Branca, istituzione privata che promuove lo sviluppo, la ricerca e la formazione nel settore scientifico e agricolo con particolare attenzione ai vini.
I Vini dei miei desideri:
Cirgà O.P. Rosso
Boheme O.P. Rosso
O.P. Cuvée Extra Brut Pinot Nero Bussolera

LA VALTELLINA
Il territorio della provincia di Sondrio si estende per tutta la valle del fiume Adda, chiamata Valtellina, dalle sorgenti alla foce del Lario, e per tutta la Valchiavenna che è percorsa dal fiume Liro-Mera. Non vi rientrano due lembi che, pur essendo in versante idrograficamente abduano, fanno parte della Confederazione Svizzera (Grigioni). Si tratta della valle Bregaglia, da Castasegna al passo del Maloja, percorsa dal fiume Mera, e della val Poschiavina, da poco sopra Tirano al passo Bernina, percorsa dal fiume Poschiavino. D’altra parte entrano nel territorio due valli i cui fiumi mandano le loro acque non solo in altri grandi fiumi, ma addirittura in altri mari. Esse sono la breve ed elevata valle del Reno di Lei, confluente nella grande valle renana (mare del Nord) e la più imponente alta valle di Livigno, il cui fiume Spöl confluisce nell’Inn (Danubio, mar Nero). La superficie è di 3.212 Kmq. La lunghezza massima da Est a Ovest è di Km 119; la larghezza da Nord a Sud è di Km 66. La minima altezza sul livello del mare è di m 198 in località S. Agata del comune di Piantedo; la quota massima, punta Perrucchetti (Bernina), è m 4.021. La Valtellina è posta in caratteristica e particolare posizione geografica: essa è, infatti, la vallata più a nord della Lombardia, rientrando in quella provincia di Sondrio che sovrappone i propri confini estremi con quelli dell’Italia. Per quanto concerne la viticoltura, essa è al limite delle possibilità consentite dalla natura. Si può ben dire che oltre le vigne valtellinesi non c’è altro che la montagna, sempre più alta ed imponente, che costituisce la fascia alpina che la separa dalla Svizzera. La vite in Valtellina si estende lungo una fascia di circa 40 Km ripartita sul versante nordico della valle (Retico) da Ardenno a Tirano, su due esigue pendici del versante sud (Orobico) nei comuni di Albosaggia e Villa di Tirano, su quasi tutto il fondo valle della Val Chiavenna, del Morbegnese, sui pendii del versante retico, da Dubino a Dazio, sul fondo valle del versante orobico, da Colorina a Stazzona ed in alta Valtellina tra Sernio e Grosio.

I tipici Terrazzi e la vitivinicoltura eroica
Si pensi che praticamente, sulla nuda roccia e sulle pendici spesso già molto inclinate delle Alpi Retiche, l’uomo ha inventato la viticoltura, creando, mediante l’erezione di muri di pietre a secco ed il trasporto del terreno dall’Adda che scorre nel fondovalle, i terrazzamenti che costituiscono l’attuale superficie vitata dalla quale si ricavano i vini di maggior prestigio. Tali trasporti furono eseguiti tutti a spalla e tuttora la realizzazione di nuovi vigneti e la conduzione di quelli esistenti, non può essere realizzata con l’ausilio dei mezzi meccanici, che viceversa trovano largo impiego in terreni di pianura o comunque non verticali, come questi del versante Retico della Valtellina che guardano sulla piana dove scorre il fiume Adda. La Valtellina enologica ha compiuto in questi ultimi anni dei passi da gigante. Certo, ci sono volute delle scelte precise da parte dei produttori, un lavoro lento e costante sul territorio, investimenti notevoli in vigna e nelle cantine, confronto dinamico con l’evoluzione dei consumi e con le moderne tendenze dei mercati. Tutto questo senza perdere di vista il territorio e la specificità dei vini valtellinesi, che – pur rivisti e corretti – hanno mantenuto intatta la loro natura. Tutti basati su un grande vitigno, il nebbiolo, localmente chiamato chiavennasca. Forse, ma senza ombra di dubbio, il vino-simbolo dell’area è lo Sforzato della Valtellina, che deve il suo nome alla tradizionale pratica di appassimento dell’uva nebbiolo. Lo Sforzato nasce nella zona di produzione dei Valtellina Doc e Docg dopo la selezione accurata dei migliori grappoli che devono essere piccoli e spargoli. Raccolti a mano per non danneggiare gli acini, i grappoli vengono depositati con delicatezza in piccole cassette a liste per consentire il passaggio dell’aria. In seguito, dopo un’attenta mondatura, vengono distesi su graticci o in cassette in locali (fruttai) asciutti e ben aerati. In questa fase, assai delicata, sono necessari controlli continui per l’eliminazione degli acini rotti che tendono a marcire. Un corretto appassimento dura almeno 3/4 mesi (ottobre-gennaio) e comporta un calo notevole del peso originario dell’uva, dal 35 al 40%. Tra fine gennaio e febbraio si procede alla pigiatura, e, dopo la fermentazione, sono più di 24 i mesi di elevazione, tra legno e vetro. Non vanno dimenticati però i vari Sassella, Inferno, Grumello e Valgella, che sono un’ancora più esemplare espressione del territorio. Infine vanno sottolineate le difficoltà di una viticoltura eroica come quella valtellinese, con terreni vitati pressoché tutti terrazzati, data la loro elevata pendenza. Una viticoltura “eroica” come la definì il padre dell’enologia italiana Arturo Marescalchi, un lavoro sovrumano di generazioni di viticoltori che non hanno mai pensato di abbandonare questa terra.

Consorzio Tutela Vini di Valtellina
Il Consorzio Vini Valtellina, nato nel 1972 e rinnovato nel 1997 con un nuovo Statuto e Regolamento in relazione ai dettami della Legge 164, attualmente rappresenta tutte le case vinicole sul territorio della Provincia di Sondrio, circa 1250 ettari, vocati nei secoli alla coltivazione della vite dove operano 4000 piccoli viticoltori. Il Consorzio si sente garante di un patrimonio di secoli di tradizione e come nel passato il vino valtellinese diventa ambasciatore dell’immagine della Valtellina nel resto d’Italia e nel mondo. Il Consorzio si pone come primo interlocutore nei riguardi delle istituzioni per le scelte programmatiche e per le politiche di mercato, ed é convinto che il vino possa ancora creare quelle motivazioni culturali, ma anche economiche, che spingano le giovani generazioni a continuare a coltivare il vigneto e quindi a mantenere intatto il paesaggio valtellinese.

Lo SFORZATO
Lo Sforzato (Sfursat) deve il proprio nome a una tradizionale pratica di “forzatura” dell’uva Nebbiolo in Valtellina che ha origini antichissime e che fa rientrare questo vino nella categoria dei vini speciali, ottenuti con sovra maturazione delle uve. In questo processo l’intervento del tecnico è subordinato alla qualità dell’uva, al favorevole andamento climatico e alla zona di origine, lo Sforzato è quindi un’espressione tipica del territorio. L’ideale abbinamento dello Sforzato si ha con un formaggio stagionato particolarmente ricco in grassi e sapori come Bitto Dop della Valtellina, ma è anche un grande vino da meditazione.

Consorzio di Tutela Vini DOC di Valtellina
Via Piazzi, 23
23100 Sondrio
Tel. 0342 52.72.47
info@valtellinavini.com
www.valtellinavini.com

I Produttori e i Ristoranti della Valtellina

Casa Vinicola Nino Negri
23030 Chiuro (SO)
Tel. 0342. 48.25.21
negri@giv.it
www.giv.it
La casa vinicola ha sede nel prestigioso Castello Quadrio, edificato nel 1432 da Filippo Visconti. Fondata nel 1897 da Nino Negri, oggi è di certo la più rappresentativa realtà valtellinese a cui si uniscono anche i marchi: Pellizzatti ed Enologica Valtellinese. Le cantine sono le più suggestive di tutta la Valtellina.
I Vini dei miei desideri:
Valtellina Sfurzat Cinquestelle
Valtellina Superiore Sassella Le Tense
Cà Brione Terrazze Retiche di Sondrio
Nino Negri Riserva

Casa Vinicola Conti Sertoli Salis
23037 Tirano (SO)
Tel. 0342. 71.04.04
info@sertolisalis.com
www.sertolisalis.com
L’azienda ha sede nello storico Palazzo Salis che risale al XVII° secolo. I vini prodotti sono il risultato di una meticolosa selezione delle uve che provengono da circa 10 ettari + uve di altri piccoli viticoltori. L’enologo di casa ha esperienze sufficienti per potersi esprimere ai massimi livelli, e lo dimostrano i numerosi riconoscimenti che ogni anno premiamo i vini di quest’azienda.
I Vini dei miei desideri:
Canua Valtellina Sforzato
Valtellina Superiore Corte della Meridiana
Il Saloncello Terrazze Retiche di Sondrio
Torre della Sirena Terrazze Retiche di Sondrio

Ristorante Lanterna Verde
Frazione San Barnaba, 7
23029 Villa di Chiavenna (Sondrio)
Tel. 0343. 38.588
ristorante@lanternaverde.com
www.lanternaverde.com
Presso il confine italo svizzero, lungo la strada che porta a St. Moritz, il ristorante, immerso nel verde dei castagneti, offre una gustosa e raffinata cucina regionale. Fresco dehor nella stagione estiva con veranda e pergolato. La “Carta dei Vini” e la relativa cantina offre il meglio della produzione locale, italiana ed estera. Vivaio di trote. Tra i piatti si suggerisce: composizione di caprino e trota affumicata in manto di aneto e olio di frantoio di Lenno; ravioli ai gallinacci con burro al timo selvatico; filetto di cervo in manto di verze con castagne e pera Martin Sec al vino; rotolo di maialino allo zenzero su letto di insalatine novelle, mela verde e vinaigrette all’agro di mele; mela in pastafilo croccante ripiena di ricotta con noci e uva sultanina su salsa vaniglia al rum e gelato alla cannella.

Ristorante Della Posta da Sozzani
Piazza Garibaldi, 19
23100 Sondrio
Tel. 0342. 51.04.04
info@hotelposta.so.it
www.hotelposta.so.it
L’hotel non avrebbe bisogno di presentazioni. Luogo di posta negli negli, oggi è un prestigioso Hotel 4 stelle, sicuramente il più conosciuto della valle. Situato nella centralissima Piazza Garibaldi, è punto di ritrovo gastronomico dove la tipicità è rispettata in ogni piatto e pietanza. “Carta dei Vini” puntata sui vini regionali e sui vini italiani prestigiosi. Tra i piatti: piccoli “sciatt” su insalatina di campo all’aceto di Grumello; pizzoccheri alla Tellina con verze e patate novelle; lombo di cervo al Sassella e ribes rosso; i formaggi di capra e di vacca con mostarde e miele d’acacia; tortino di saraceno con passata di mirtilli rossi.

La VALCALEPIO

In provincia di Bergamo la vite viene coltivata fin dall’epoca romana, tanto che si parla di un tempio dedicato a Bacco che sorgeva in città nell’antico borgo di S.Lorenzo. Plinio racconta che la coltivazione della vite era molto sviluppata, soprattutto nei luoghi più appropriati, cioè sulla collina. La leggenda ci dice che i Romani impiantarono la vite in quel di Scanzo, ma i primi documenti che provano l’esistenza della vite risalgono al 1000-1100 d.C.; si tratta di carte di permuta e vendita di terre vitate. Il Ronchetti afferma che il 27 febbraio 1398 duecento Guelfi della città e dei borghi fecero un saccheggio nelle case ghibelline di Scanzo, depredando ben 60 carri di vino “parte moscato e parte vermiglio”. Gli storici riferiscono che nel XVI secolo la provincia produceva molto più vino del suo fabbisogno, circa tre volte tanto e che la vite non veniva coltivata solo nella collina, ma anche nella pianura dell’Isola, chiamata dal Micheli “vitium feracitate et vini generositate celebris”. Molto ricercati erano allora i vini della Valle S.Martino che venivano smerciati nel milanese e anche quelli delle valli del Brembo e del Serio, sia neri che bianchi, di pronta beva e anche resistenti ed adatti all’invecchiamento. Dopo l’introduzione del gelso e quindi dell’allevamento dei bachi da seta, avvenuta agli inizi del 1700, la vitivicoltura decadde gradatamente in modo che, già verso la fine di quel secolo, la produzione locale non bastò più a soddisfare il consumo della popolazione bergamasca. Nel 1886 comparve la fillossera che in breve tempo distrusse tutti i vigneti; però i bergamaschi non si sgomentarono ed in breve tempo ripiantarono vastissime superfici, innestando le viti su piede americano, tanto che già nel 1912 la superficie investita con questa coltura superava quella di un tempo e continuò ad aumentare sino ai nostri giorni. Le due basi geologiche della produzione vitivinicola della Valcalepio sono i terreni argilloso-calcarei della fascia collinare a est di Bergamo, fino al lago di Iseo, e i terreni silicici e scisto argillosi della zona a nord-ovest della città. Gli appezzamenti di buona esposizione e con elevate pendenze, il clima caratterizzato da forti escursioni termiche e idonea piovosità induce alla produzione di vini di lunga durata caratterizzati da una perfetta sintesi aromatica. Anche la zona della bergamasca, pur nell’ambito di un territorio fortemente urbanizzato, ha delle profonde radici storiche da un punto di vista vitivicolo, sia per quanto riguarda vini rossi, sia bianchi, spumanti e passiti.

IL CONSORZIO VALCALEPIO
La Valcalepio enologica, che comprende tutta la fascia collinare bergamasca, è una zona dalla tradizione vinicola millenaria, come testimoniano le antiche cantine scavate nella roccia che si susseguono dal lago d’Iseo al fiume Adda, e l’adattamento della vite a questo territorio fin dai tempi dei Romani. Il Consorzio Tutela Valcalepio, costituito nel 1977 da 22 soci, comprende oggi circa il 90% dei produttori di Valcalepio Doc e si pone come scopo principale la tutela della produzione e della commercializzazione di questo vino.

I VINI DELLA VALCALEPIO
Il Valcalepio rosso è prodotto da una selezione di uve merlot e cabernet sauvignon coltivate nelle migliori posizioni della fascia collinare bergamasca. Dopo un’attenta vinificazione in purezza, si procede – all’inizio della primavera – al cosiddetto taglio a freddo “bordolese” nelle percentuali indicate dal disciplinare di produzione: merlot dal 40% al 75%, cabernet dal 25% al 60%.
Il Valcalepio bianco è prodotto con una selezione di uve pinot bianco, pinot grigio e chardonnay coltivate nelle migliori posizioni della collina bergamasca. La vinificazione “in bianco” si fa con una mescolanza dal 60% all’85% di pinot bianco e chardonnay e dal 40% al 15% di pinot grigio.
Il Valcalepio Moscato di Scanzo è l’emblema “storico” dei viticoltori bergamaschi che, in questo moscato rosso che arriva ai 18 gradi, hanno conservato la tradizione degli antichi romani di impiantare le uve moscato nella zona. Il processo di produzione prevede che le uve siano fatte appassire per 21 giorni sui graticci in locali asciutti e areati, che si proceda alla vinificazione e che il vino sia infine affinato per un anno.

Consorzio Tutela Valcalepio
Via Rovelli, 21
24100 Bergamo
Tel. 035 27.02.78
ctv@uninetcom.it
www.valcalepio.org

I Ristoranti e i Produttori della Valcalepio

Ristorante Frosio
Piazza Lemine, 1
24911 Almè (BG)
Tel. 035. 54.16.33
Inserito in una villa del ‘600, con quattro belle salette separate, sala camino e giardino estivo all’aperto, è stato inaugurato nel 1990. La sua cucina si ispira alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna. Alcuni piatti sono tipici del territorio bergamasco. La “Cantina” è corposa e privilegia il panorama lombardo. I piatti da ricordare: carciofi con cappesante e salsa al Martini Dry; tortino di cipolle e tartufo nero; cannelloni ripieni di branzino con fagiolini e vongole; filetto di triglia con patata novella arrosto e salsa al rosmarino; pesca cotta al forno con gelato all’amaretto.

Ristorante Da Vittorio
Viale Giovanni XXIII°, 21
24121 Bergamo
Tel. 035. 21.80.60
info@davittorio.com
www.davittorio.com
Punto di riferimento eno-gastronomico di gourmet e gourmand dal 1966, la famiglia Cerea propone la sua cucina ricca di sorprendenti sensazioni sia che si tratta di pesci che di funghi o di carni. I piatti sono inventati giorno via giorno. Vanto del locale è di certo la cantina in grado di soddisfare ogni abbinamento. Tra i piatti preferiti: carpaccio di funghi porcini; risotto ai crostacei in salsa di scampi; branzino con trombette e caviale; maialino croccante in salsa al Porto, ravioli di lardo e purea di patate; semifreddo alla nocciola con croccante all’amaretto.

Casa Vinicola Az. Agr. La Brugherata
Via G. Medolago, 47
24020 Scanzorosciate (BG)
Telefono: 035. 65.52.02
labrugherata@mediacom.it
www.mediacom.it/labrugherata
L’azienda, a corpo unico, è uno splendido esempio di coniugazione tra bellezza ed essenzialità. Si estende su una superficie di oltre 10 ettari di cui 5 a vigneti ed 1 a oliveto. Splendidi vigneti “a ritocchino” sono contornati da essenze floreali tipicamente mediterranee come corbezzolo, mirto, lavanda e rosmarino. Cespugli multirose in notevole assortimento di varietà e colore, assicurano piacevoli macchie fiorite per tutto l’anno. Il centro aziendale ruota intorno alla cantina, suddivisa in vinificazione, invecchiamento e affinamento. Di moderna concezione e dotata delle più attuali attrezzature, assicura l’ottenimento di vini d’elevato pregio e personalità.
I Vini dei miei desideri:
Doge Moscato di Scanzo Passito DOC
Doglio Valcalepio Rosso Riserva
Vescovado Valcalepio Rosso

Casa Vinicola Tenuta Castello di Grumello
Via Fosse, 11
24064 Grumello del Monte (BG)
Tel. 035. 44.20.817
info@castellodigrumello.it
www.castellodigrumello.it
La cantina Tenuta Castello di Grumello è sicuramente una delle case/cantina più antiche d’Italia essendo stata edificata nel 1200. 37 ettari di 20 vitati sulla collina del Calvario. Dalla torre merlata si può ammirare tutta la fascia collinare sottostante sin al Lago d’Iseo.
I Vini dei miei desideri:
Valcalepio Rosso Colle del Calvario
Aurito Chardonnay della Bergamasca
Valcalepio Moscato Passito di Grumello

FRANCIACORTA

Con il nome di Franciacorta si identifica un territorio collinare situato in Lombardia e costituito dai territori parziali o totali di 19 comuni della provincia di Brescia. Più precisamente si tratta dell’area delimitata ad oriente dalle colline rocciose e moreniche, a occidente dalla sponda sinistra del fiume Oglio, a nord dalle sponde del lago d’Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche e, infine, a sud dalla fascia pianeggiante subcollinare alluvionale delineata dalla strada Statale che unisce Brescia a Bergamo.
Nel 1967, anno di concessione della DOC, erano 11 le aziende iscritte all’Albo dell’unica DOC Franciacorta bianco, per un totale di 32 ettari; oggi 750 ettari sono destinati alla produzione di uve chardonnay, pinot bianco e pinot nero per il Franciacorta docg, suddivisi fra 183 viticoltori. L’attuale realtà viticola franciacortina è completata da una estensione di circa 450 ettari destinati alla produzione dei vini tranquilli Terre di Franciacorta doc, bianco e rosso. Comunque, dal 1960, anno dopo anno è cresciuto il numero delle aziende produttrici di vino. Alcune sono aziende agricole esistenti da sempre che vengono continuamente ammodernate, altre sono aziende create ex-novo. Tutte sono dotate di cantine moderne, razionali, tecnologicamente all’avanguardia, che sono d’ausilio per trasformare la materia prima, l’uva, in un ottimo prodotto con le bollicine. Contestualmente alla crescita qualitativa, oggi la Franciacorta può contare su una superficie vitata di millecinquecento ettari, mentre tra poco la produzione toccherà il traguardo di quattro milioni di bottiglie di Franciacorta DOCG, conquistando il primato nazionale di produzione di bollicine metodo classico. La scelta difficile, ma lungimirante, della DOCG Franciacorta, sottolinea la volontà degli imprenditori franciacortini di credere nel valore assoluto del territorio: infatti nel disciplinare di produzione si afferma che il Franciacorta Docg deve essere ottenuto unicamente utilizzando la fermentazione naturale in bottiglia e, in particolare, è espressamente vietato specificare in etichetta e nella designazione il metodo di elaborazione (cioè metodo classico o metodo tradizionale) e utilizzare la parola “vino spumante”.

CONSORZIO TUTELA VINI DI FRANCIACORTA
Costituito nel 1990 da 29 produttori, il Consorzio per la tutela del Franciacorta conta attualmente 120 associati, appartenenti alle tre categorie professionali dei vinicoltori, viticoltori e imbottigliatori interessati alla filiera produttiva dei vini Docg, Doc e Itg Sebino. Grazie ad un’attività consortile ampia ed efficace, che prevede non solo controlli e vigilanza sulla denominazione, ma anche studi e ricerche, promozione e valorizzazione del vino e del territorio, la piccola zona della Franciacorta e il suo Metodo, sono ormai nota livello mondiale.

I VINI della Franciacorta
Franciacorta DOCG: è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot nero e/o bianco e si ottiene dalla maturazione ed elaborazione, per almeno 25 mesi dalla vendemmia di cui almeno 18 di lenta fermentazione in bottiglia, a contatto dei lieviti.
Franciacorta DOCG Satèn brut: è una delle massime espressioni dell’armonia, del piacere e del gusto del Franciacorta. È ottenuto solo con uva Chardonnay e pinot bianco, con una pressione inferiore a 4,5 atm. Il perlage è finissimo e persistente quasi cremoso, il colore giallo intenso, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostate (mandorla e nocciola); al gusto, una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta.
Terre di Franciacorta DOC: è prodotto con uve Chardonnay, in maggior parte, e Pinot bianco. Il Terre di Franciacorta Bianco è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, di gusto particolarmente delicato.
Terre di Franciacorta DOC Rosso: è prodotto principalmente con uve Cabernet Franc e Cabarnet Sauvignon; in minima parte Barbera, Nebbiolo e Merlot. Le principali caratteristiche sono il colore rosso vivace, con riflessi violacei; di sapore erbaceo e fruttato.

Per sapere sulle strade del vino di Franciacorta è attivo il sito:
Associazione Strada del Franciacorta
Via Verdi, 53
25030 Erbusco (Brescia)
Tel. 030. 77.60.870
www.stradadelfranciacorta.it
associazione@stradadelfranciacorta.it

Consorzio per la Tutela del Franciacorta
Via Verdi, 53 – 25030 Erbusco (BS)
Tel. 030 7760477
consorzio@franciacorta.net
www.franciacorta.net

I Ristoranti e i Produttori della Franciacorta

Gualtiero Marchesi Relais & Châteu L’Albereta
Via Vittorio Emanuele, 11
25030 Erbusco (BS)
Tel. 030. 77.60.562
ristorante@marchesi.it
www.albereta@relaischateaux.com
La villa che ospita il ristorante è un lussuoso Relais & Châteaux di proprietà della famiglia Moretti con alla direzione Carmen Moretti De Rosa. La cucina di Gualtiero è studiata dall’artista che è capace anche di sublimare gli ospiti. In sua assenza non ci dovrebbero essere problemi: i suoi collaboratori sono esperti e fidati, anche per quanto riguarda i vini. I piatti da non dimenticare: cappesante crude allo zenzero e pepe rosa; il risotto giallo e oro; ragù di rognone e animelle in salsa al foie gras; il maialino da latte fritto in salsa tai; i “tre gusti per un dolce”.

Ristorante Miramonti L’Altro
Via Cosette, 34
25062 Concesio (BS)
Tel. 030. 27.51.063
Tipica villetta di stile neoclassico con deliziosa veranda che si affaccia su un giardino privato. L’ambiente è raccolto ed elegante e la cucina proposta è di territorio integrata e legittimata dalla grande esperienza e creatività di Philippe. Eccellente il carrello dei formaggi. Tra i piatti da non dimenticare: croccante di astice e tortino di crostacei; risotto ai funghi e formaggella di montagna; spaghetti alla chitarra con ragù di pesce di scoglio e bottarga di muggine; coscia di anatra al pepe di Sechuan, aceto balsamico tradizionale e miele; caldo freddo di pere alla zabaglione e gelato alla cannella.

Azienda Vinicola e Spumantistica Contadi Castaldi
Via Colzano, 32 – Fornace Biasca
25030 Adro (BS)
Tel. 030. 74.50.126
contadicastaldi@contadicastaldi.it
www.contadicastaldi.it
Contadi Castaldi è un’azienda e un progetto. La cantina, che occupa le strutture di una fornace dei primi del ‘900 sapientemente restaurata. L’Azienda è produttrice di Franciacorta (spumanti) e Terre di Franciacorta (bianco e rosso fermi). Raccoglie e vinifica le uve provenienti dai diversi vigneti di numerosi comuni che un tempo corrispondevano alle antiche contee della Franciacorta. Accanto alla produzione di vini d’eccellenza, Contadi Castaldi affianca un’intensa attività di ricerca culturale ed enologica mirante ad approfondire le potenzialità territoriali della Franciacorta atte ad individuare le caratteristiche peculiari delle uve in funzione della destinazione enologica della materia prima.
I Vini dei miei desideri:
Franciacorta DOCG Satén, Brut, Rosè e Zero
Terre di Franciacorta bianco Mancapane
Marconero Sebino rosso IGT
Pinodisè vino liquoroso

Casa Vinicola Bellavista
Via Bellavista, 5
25030 Erbusco (BS)
Tel. 030. 77.62.000
bellavista@terramoretti.it
www.terramoretti.it
La casa nasce nel 1977 per opera e volontà di Vittorio Moretti, industriale locale con una grande volontà di fare in Franciacorta solo grandi vini. Dopo solo alcuni anni era già in grado di proporre vini eccellenti in un’area in cui non si erano mai prodotti vini. L’enologo Mattia Vezzosa ha chiuso il cerchio. La sua grande esperienza e passione ha portato la Bellavista ad essere una delle più importanti aziende spumantistiche d’Italia e del mondo. Vittorio Moretti è anche attivo in Toscana con due aziende: Petra e La Badiola.
I Vini dei miei desideri:
Franciacorta Gran Cuvée Brut DOCG
Uccellanda Terra di Franciacorta Bianco DOC
Convento della S. Annunziata Terre di Franciacorta DOC
Solesine Sebino Rosso IGT

Casa Vinicola Cà del Bosco
Via Case Sparse, 20
25030 Erbusco (BS)
Tel. 030. 77.66.111
cadelbosco@cadelbosco.com
www.cadelbosco.it
Dire Cà del Bosco sta anche a significare Franciacorta. Indubbiamente molti meriti vanno al giovane Maurizio Zanella che seguendo le orme di un’altra grande casa della zona ha creato i presupposti per il rilancio capillare di tutto un territorio. Cà del Bosco è in continua evoluzione e la sua nuova avveniristica cantina sarà punto di riferimento internazionale.
I Vini dei miei desideri:
Franciacorta DOCG Cuvée Annamaria Clementi
Franciacorta DOCG Dosage Zero, Brut, Rosè e Satén
Maurizio Zanella Rosso del Sebino IGT

GARDA & LUGANA

Nella zona del basso Garda si incontrano ben sei aree a DOC composte da uve bianche: garganega, chardonnay, tocai, pinot bianco e grigio, sauvignon e trebbiano, e da uve rosse: merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, marzemino, barbera, pinot nero, sangiovese, corvina. Fortuna vuole che qui l’acclimatamento di questi vitigni trova nel terreno e nel clima lo sviluppo ideale per dare poi grandi vini. Il Lago di Garda, il più grande dei laghi italiani, con la sua luminosità crea le condizioni ideali per l’esaltazione dei frutti della vigna. Per questi motivi ai vini del Garda, che si producono lungo la sponda occidentale, da Moniga sino a Limone, è stata riconosciuta la specificazione di Garda Classico, fortemente voluta per sottolineare la passione e la tradizione di un territorio da sempre vocato alla coltivazione della vite. A Sud si trova invece la Lugana. Grandi movimenti idrogeologici hanno creato il profilo delle colline della zona del Garda bresciano e hanno determinato una varietà di terreni e microclimi singolari, che molto influiscono sui prodotti della terra. Le viti della zona del Garda Classico albergano sulle colline della sponda occidentale del lago e rappresentano una curiosa cerniera di congiunzione tra i vitigni autoctoni e i vitigni importati dalle vicine regioni o dall’estero. Una vitivinicoltura moderna pur nella tradizione, che ha portato alla ribalta grandi produttori e grandi vini che da qualche anno sentono la necessità di proporsi ad un pubblico internazionale. Nelle vicinanze un’altra area importante è determinata dalla fascia dove si producono i vini DOC San Martino della Battaglia.

L’ENTE VINI BRESCIANI
L’Ente Vini Bresciani rappresenta e gestisce gli interessi generali comuni delle Doc Botticino, Capriano del Colle, Cellatica, Garda Classico, Lugana, San Martino della Battaglia e Franciacorta, tutelando, valorizzando e garantendo la qualità dei vini Doc e Igt della propria zona attraverso numerose azioni, come il controllo sul rispetto delle regole dei disciplinari di produzione e l’assistenza tecnica alle Aziende associate. I Consorzi bresciani aderenti all’Ente rappresentano un totale di circa 1.800 ettari di vigneti Doc posti su terreni vocati alla viticoltura, che producono circa 21.000 tonnellate di uva e 14.500 ettolitri di vino.
Ente Vini Bresciani
Viale della Bornata, 110
25100 Brescia
Tel. 030. 36.47.55
info@entevinibresciani.com
www.entevinibresciani.it

CONSORZIO TUTELA GARDA CLASSICO DOC
Quest’area limitrofa al Lago di Garda, che ha come fulcro le splendide colline della Valtenesi, produce dei vini di qualità cresciuti di anno in anno fino a meritarsi, nel 1996, la menzione “Classico”. Questa parola racchiude in sé significati che nel mondo del vino hanno immenso valore: tradizione, poiché l’accezione Classico viene concessa solo alle zone di più antica coltivazione della vite; qualità, poiché l’importanza dell’attribuzione ad un vino del termine Classico impone che tutti i produttori siano coscienti che dalle loro terre e cantine debbono nascere vini di alto pregio; passione per la terra, dato che solo da vigneti rispettati e curati con ogni attenzione possono nascere le pregiate uve base per questi mirabili vini. Il Garda Classico Bianco, proveniente da uve Riesling renano ed italico, è un vino piacevolissimo leggermente ammandorlato, si adatta perfettamente a piatti delicati a base di pesce o sformati di verdure e formaggi dolci. Dalla vinificazione congiunta di varietà locali (Groppello e Marzemino) e varietà diffuse a livello internazionale (Barbera e Sangiovese) si ottiene invece il Garda Classico Rosso e Rosso Superiore. Vino particolarmente originale, il Garda Classico Chiaretto è ottenuto dalle uve rosse del Garda Classico rosso, ma vinificato in modo da ottenere un vino dal colore rosato. Vino da bersi giovane, si adatta perfettamente a piatti delicati ed estivi, a pesce saporito, a carni bianche anche abbastanza speziate, ad antipasti, verdure cotte e salumi dolci. Il Garda Classico Groppello e Groppello Riserva sono ottenuti dall’omonima uva, coltivata solo in Valtenesi sulle pendici delle colline. Nell’area gardesana i vigneti sono parte integrante ed essenziale del paesaggio e dell’ambiente di una delle zone a maggior afflusso turistico d’Italia. L’ambiente agricolo vive un proprio delicato, rispettoso e particolare equilibrio con il resto della natura tanto da trasformarsi in ambiente “turistico”, pronto ad accogliere in ogni istante chi si inoltra nella campagna o fra le colline alla ricerca di inaspettate e piacevoli sorprese, lontano dal turismo chiassoso ma vicino alle meraviglie naturali del lago più grande d’Italia e del suo entroterra.
Consorzio Tutela Vini di Lugana
Condensare in poche righe i pregi dei vini e le meraviglie naturali della zona DOC Lugana è impresa assai ardua, tanto che la miglior sintesi possibile si ottiene degustando un Lugana DOC abbinato ad un buon piatto di prelibato pesce di lago e visitando un’Azienda di Lugana. I vini di Lugana, ottenuti da un particolare biotipo di Trebbiano detto appunto “di Lugana” (min. 90%), dalle strabilianti potenzialità enologiche, selezionato nei secoli dai vignaioli locali, sono marcati indelebilmente dalla terra che li fa nascere e che conferisce loro la grande sapidità, la struttura, la schiettezza e l’armonia di profumi e gusti che rapiscono per intensità e carattere.
Il Disciplinare del Lugana è stato tra i primi a essere riconosciuto in Italia (1967), a testimonianza della forte tradizione qualitativa della viticoltura di queste terre. La Lugana è una piccola zona adiacente alla sponda meridionale del Lago di Garda, che da Desenzano attraversa Sirmione fino a Peschiera e prosegue all’interno dei territori di Pozzolengo e Lonato. Qui il terreno, influenzato dalla remota origine morenica, è costituito da una variegata combinazione di argilla prevalentemente calcarea ricca di sali minerali. I vini che si ottengono hanno le tonalità delle colorazioni del paglierino tipico con accennate sfumature verdognole, che raggiungono riflessi dorati con l’affinamento. Il profumo subito riconoscibile per la delicatezza di note ben armonizzate fra loro, anticipa un gusto inconfondibilmente sapido e strutturato, secco e ricco di personalità. A dimostrazione delle sue pregiate caratteristiche il bianco di Lugana può essere prodotto nella tipologia Superiore, invecchiato almeno un anno; questa tipologia riserva eccezionali sorprese alla degustazione, con la quale si scopre un vino intenso, ampio, dai sentori di spezie fresche, fiori e frutta matura, incredibilmente sapido, strutturato, persistente e longevo, tanto da poter sopportare senza problemi alcuni anni di bottiglia. Il Lugana è stuzzicante come aperitivo, pregevole sugli antipasti all’italiana e destinato a matrimonio d’amore con il pesce di lago, in particolare con il coregone e l’anguilla; il Lugana Superiore viene apprezzato a temperature di 12-14 °C, abbinato a pietanze eleganti e delicate di ogni genere, formaggi dolci, insaccati. Nell’ottenimento del Lugana Spumante DOC il procedimento di spumantizzazione può essere effettuato secondo il metodo Charmat o il metodo Classico. Il colore è paglierino, il perlage vivace e consistente, il profumo fresco e intenso con note di lievito e ricordi di fermentazione, il gusto, in cui si riscontra l’armonia del vino bianco tranquillo da cui deriva, sapido asciutto e sostenuto. Si può impiegare per aperitivi, piatti delicati e portare a base di pesce.

Per saperne di più:
Associazione Strada dei vini Bresciani del Garda
Palazzo del Turismo, Piazzale Porto Vecchio, 34
25015 Desenzano del Garda (BS)
Tel. 030. 99.90.402
info@stradadeivini.it
www.stradadeivini.it

I Ristoranti e i Produttori della zona Bresciana del Garda

Ristorante La Rucola
Vicolo Strentelle, 3
25019 Sirmione (BS)
Tel. 030. 91.63.26
www.ristorantelarucola.it
Il locale si trova all’interno della fortezza di Sirmione in un antico edificio della famiglia Bigotti. Il posto è caratteristico ed elegante diviso in tre piccole sale curate nei minimi particolari. La cucina di Gionatha è creativa e personale calibrata dalla scelta della materia prima. L’offerta cambia ogni mese in una sorta di “paradiso” per gourmet. Carta dei vini adeguata curata personalmente dalla deliziosa Elena. Piatti da non perdersi: tartar di branzino con caviale sevruga; sformato di astice e polpo al profumo di basilico in veli di zucchine e lardo di Arnad con purea di patate schiacciate; tortellaccio al nero di seppia con trota nostrana, gamberi di fiume e pomodorini appassiti all’erba cipollina; carrè d’agnello in crosta di erbette aromatiche su letto di funghi porcini; bicchierino di cialda croccante con crema al recioto passito, spuma al gianduia e alchechengi ai pistacchi.

Ristorante Vecchia Lugana
Piazza Vecchia Lugana, 1
25019 Sirmione (BS)
Tel. 030. 91.90.012
vecchialugana@libero.it
www.vecchialugana.it
Continua in questo locale una vecchia tradizione di famiglia che è iniziata nel 1911. Il ristorante si affaccia sul lago e pertanto le pietanze sono principalmente lacustri ma non mancano piatti di ricerca con stagionalità degli ingredienti. Pasta, pesci e carni sono interpretati secondo i dettami della cucina italiana di classe. Grande griglia a vista. La Cantina propone il meglio dell’enologia locale e nazionale. Tra i piatti da non dimenticare: l’anguilla prezzemolata con grasselli alla vinaigrette di senape; la zuppa di cannellini e pesci di lago; gnocchetti alle olive nere con gamberi di fiume; capretto alla bresciana con polenta; semifreddo al maraschino con ciliegie al vino rosso e miele.

Podere Corte Tosini di Nunzio Ghiraldi
Via Chiodi, 34
25019 Sirmione (BS)
Tel. 030. 99.06.612
cortetosini@libero.it
www.digilander.iol.it/cortetosini
L’azienda Podere Corte Tosini, che si trova in località Pirenei di Sirmione, è un’azienda giovane con una grande passione per la vigna. Ha una superficie complessiva di 15 ettari di cui 4 ettari sono vignati a Trebbiano di Lugana, punteggiata da viti di Picolit e Verduzzo di Ramandolo che nei prossimi anni daranno vita ad un vino dolce, da assemblaggio, passato in barriques.
I Vini dei miei desideri:
Lugana Superiore DOC
Lugana Superiore DOC cru Il Gruccione

Casa Vinicola Pasini
Via Videlle, 2
25080 Raffa di Puegnago (BS)
Tel. 0364. 65.15.17
info@pasiniproduttori.com
www.pasiniproduttori.com
L’azienda nasce nel 1958 quando Andrea Pasini, trasforma la sua trattoria in una vera rivendita di vini che poi sfocia in un’azienda agricola con produzione di vini propri. Oggi i due figli hanno saputo creare un connubio tradizione/innovazione con la produzione di vini molto qualificati.
I Vini dei miei desideri:
Vigneto Montezalto
Ceppo 326 Brut metodo classico
San Gioan I Carati Rosso del Garda
Groppello Vigneto Arzane Riserva

CONSORZIO TUTELA SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA DOC
San Martino della Battaglia, oltre ad essere una zona di grandissimo interesse storico per le famose vicende che l’hanno vista protagonista, è anche una piccola nicchia geologica tra le colline moreniche e l’entroterra a sud del lago di Garda, dove il Tocai friulano ha trovato il suo ambiente di elezione proprio sui colli sassosi. Bianco secco dalle fresche note floreali, il San Martino della Battaglia è caratterizzato da una moderata acidità, che lo rende adatto ad aperitivi, antipasti e pietanze leggere. Dal Tocai di San Martino si ottiene anche il San Martino della Battaglia Liquoroso, un vino fortificato, che evoca i profumi del miele, della frutta secca, dei canditi, da scoprire a fine pasto in abbinamento con dolci secchi, formaggi piccanti o addirittura da solo come vino da meditazione.

CONSORZIO SAN COLOMBANO AL LAMBRO
In seno all’antica tradizione enologica della zona collinare di San Colombano al Lambro, tramandatasi nei secoli grazie ai Visconti, ai Certosini e ai Belgioioso, nasce nel 1987 il Consorzio Volontario Vini D.O.C. San Colombano, che riunisce circa una ventina di produttori titolari delle più importanti aziende dei paesi collinari. Il vino SAN COLOMBANO DOC prodotto su una caratteristica collina isolata della Pianura Padana a sud della grande Milano, tra la Pianura Lodigiana e la Bassa Pavese, è l’unico vino DOC della provincia di Milano. In pratica un’enclave milanese in terra lodigiana, dopo che un referendum tra i cittadini ha voluto conservare per Milano la possibilità di potersi fregiare di un vino a DOC. Le uve rosse legate alla tradizione del Colle sono la Croatina, la Barbera e l’Uva rara, che sapientemente dosate, concorrono a produrre un vino di buona struttura, vinoso, armonico, caldo e profumato, che si presta sia a bersi giovane. Altre uve rosse raccomandate come il Merlot e il Cabernet Sauvignon, possono concorrere alla produzione fino ad un massimo del 15% per aggiungere finezza ed eleganza al vino. Il San Colombano si accompagna con la cucina tipica contadina: i salumi, le minestre, la cacciagione.
Consorzio Tutela Vini DOC San Colombano
Via Ricetto, 3
20078 San Colombano al Lambro (MI)
Tel. e fax 0371. 89.88.30
viniadoc@tin.it
infosancolombanodoc.it

Montevecchia e i suoi vini

In Brianza, e forse in tutta la Lombardia, la collina di Montevecchia è conosciuta, oltre che per i suoi vini, le robiole ed i salami, per la stupenda posizione. Ultima di una lunga serie di colline, quella di Montevecchia è un balcone che si protende sulla pianura dal quale, nelle giornate limpide e serene, si può spaziare per un raggio di un centinaio di chilometri tutto all’intorno sulla Brianza. A proposito di vino di Montevecchia è doveroso ricordare la figura di un uomo che in tempi passati ha dedicato la sua vita di studioso alla valorizzazione dei vigneti e soprattutto dei vini della zona, e mi riferisco al compianto prof. Giovanni Battista Cattaneo, che fu pregevole e stimato umanista. Il prof. Cattaneo, non solo ha diffuso la viticoltura e la razionale coltivazione in Montevecchia, ma ha lasciato in eredità al figlio, oltre che all’amore per i vini della zona, una cantina tecnicamente attrezzata, in cui oggi è possibile reperire vino di Montevecchia sia bianco che rosso. Accanto a Cattaneo un’altra azienda alcuni anni fa si è inserita nel contesto enologico di Montevecchia, ed è la Vinicola Ghezzi che ha anche aperto un locale di agriturismo molto frequentato da milanesi e da abitanti della zona. Da pochi anni invece c’è un’altra azienda che intende fare vino su questa collina. Era il 1992 quando Giordano Crippa, professionista nel settore immobiliare, amante del mondo contadino da cui proviene la sua famiglia, acquista una casa colonica in decadenza, la Cascina Scarpata, situata sul colle di Perego. Annessi alla costruzione c’erano alcuni ettari di terreno incolto, una vigna in stato di abbandono e un bosco ceduo. La cascina venne ristrutturata nel rispetto dell’architettura originale, insolita la “loggia chiusa” a proteggere dalla tramontana, la vecchia vigna fu spiantata e sostituita da un ettaro di vigneto impiantato a Chardonnay e Riesling renano. In breve tempo, quella che era nata come passione personale, da coltivare nel tempo libero, diventa progetto che investe tutta la famiglia, la moglie Mina e le due figlie Clara e Claudia. Nel 1997 la famiglia Crippa acquista anche la Cascina Costa, dal cui restauro conservativo vengono creati otto mini-appartamenti e alcuni saloni per l’accoglienza agrituristica. In seguito viene impiantato un altro ettaro di vigneto a Cabernet Sauvignon e Merlot e millecinquecento barbatelle di uva Moscato. L’anno successivo fu acquistata la Cascina Cereda, destinata al bestiame, con i pascoli annessi e le attrezzature per la fienagione. Nel contempo la cantina di vinificazione ha trovato posto in un’altra casa colonica, la Cascina Galbusera Nera, nei cui pressi furono impiantati altri terreni con 5000 barbatelle di Merlot e 2000 di Syrah. Nell’estate del 1999 le uve, pronte per la prima “vera” vendemmia, sono quasi interamente distrutte da una violenta grandinata. L’anno successivo, dopo una stagione particolarmente favorevole, vengono raccolti grappoli sani e maturi, valido presupposto per i due primi vini de La Costa: il SOLESTA, bianco da assemblaggio di Chardonnay e Riesling Renano, e il SANGIOBBE, Pinot Nero in purezza. L’impegno per il 2002 è l’impianto di circa 25.000 barbatelle, nelle varietà più consone alle differenti microzone, scelte tra le cultivar internazionali ma senza dimenticare il patrimonio autoctono. In un territorio privo di riconoscimenti dal punto di vista vitivinicolo, dove la realtà produttiva è limitata, LA COSTA si è prefissa di creare vini di qualità puntando alla valorizzazione di un’area che, nonostante la forte presenza di attività industriali e artigianali, ha saputo conservare i piccoli borghi e i riti della civiltà contadina della metà del Novecento. Un vero e proprio progetto di turismo eno-gastronomico che non tralascia la ristorazione, a base di prodotti tipici e cucina del territorio, e la possibilità di pernottare nella quiete del parco della valle del Curone, a due passi dalla città.

Azienda Agricola La Costa
Via Curone, 15
23888 PEREGO (Lecco)
Tel. 0039. 039. 531.39.22
info@la-costa.it
www.la-costa.it

A cura di Rocco Lettieri

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