HOTEL ROSA ALPINA e Tre vini di Terlano

HOTEL RISTORANTE ROSA ALPINA

Sia per la posizione geografica, sia per l’amabilità e l’accoglienza della sua popolazione l’ALTA BADIA può, a ragione, essere definita “ IL CUORE DELLE DOLOMITI “ con i suoi sei paesi, raggruppati in tre comuni (Corvara, Badia e La Valle).

A San Cassiano, frazione di Badia, paesino di 750 abitanti, che fa parte del comprensorio turistico dell’Alta Badia, contornato a 360° gradi dalle vette dolomitiche, troviamo una delle più belle realtà della regione, l’Hotel Rosa Alpina che vanta una storia di 150 anni. Circondato dalle maestose pareti delle Conturines, del La Varella, del Settsass e del Lagazuoi, si affaccia sulla via principale del paese, tagliato fuori dal traffico grazie a una provvidenziale circonvallazione.

Nell’Hotel si respira un’atmosfera di serenità: di fronte, una chiesetta del Seicento con vivaci affreschi sulla facciata, intorno, qualche negozio con prodotti locali, come speck, pane schüttelbrot e strudel. La storia ci racconta che nel 1780 il piccolo villaggio “Armentarola”, che in ladino sta per pascolo di bestiame giovane, nacque il paesino di San Cassiano. Nel 1850, venne posta la prima pietra dell’odierno Rosa Alpina gestito ai tempi dai parrocchiani con un piccolo ristorante, un’osteria ed alcune stanze per ospiti. Durante la prima guerra mondiale San Cassiano ebbe un ruolo importante in quanto ultimo baluardo austriaco prima del fronte e l’albergo “Alpenrose” – unico locale pubblico in paese – diventò punto di ritrovo per soldati ed ufficiali ed anche il centro degli avvenimenti sociali. Nel 1920, dopo guerra, fu sostituito il nome con quello italiano di “Rosa Alpina”.
Lo sviluppo del turismo venne bloccato dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1939, la famiglia Schifferegger, proprietaria dell’albergo, emigra in Austria ed Engelbert Pizzinini, che possiede già l’albergo Teresa con 30 posti letto, decide di prendere in affitto il Rosa Alpina e comincia l’avventura di questa prestigiosa famiglia. Nel 1968, Engelbert Pizzinini consegna al suo ottavogenito Paolo il Rosa Alpina che nel 1970, dopo rimodernamenti, diventa un Hotel a tre stelle. Nel 1986, l’Hotel è stato sottoposto nuovamente a restauri di notevole importanza che ormai dispone di ben 160 posti letto. Nel 1987, in seguito ad una grava malattia decede Ulrike Frontull, la moglie di Paolo Pizzinini, il quale poi si sposa con l’austriaca Daniela Steiner, estetista originaria del Tirolo del nord. Nel 1989 nell’Hotel viene inaugurata la prima lussuosa Beauty Spa, sotto la direzione di Daniela e di sua sorella Ulrike Steiner.

Oggi l’Hotel Rosa Alpina dispone di 13 Suites, 26 camere superior, 12 camere standard doppie e 4 singole di categoria superiore; una piscina coperta con acqua climatizzata, sauna turca e finlandese, whirlpool e palestra, la Beauty Spa “Daniela
Steiner” e validi ristoranti.

La Ristorazione del Rosa Alpina

Il “Ristorante Limonaia”, riservato agli ospiti dell’albergo, ha il soffitto in legno, con ampie finestre che si affacciano sulle montagne. Intorno alla sala, due “Stuben” per gli ospiti che gradiscono pranzare in un ambiente più intimo e rustico. In una domina il rosso, con decorazioni fiammeggianti e bicchieri in tinta. Nella seconda stube, le ceramiche e le stoffe sono giocate nei colori del cielo.

Il fiore all’occhiello dell’Hotel Rosa Alpina è il “Restaurant St. Hubertus”, * Michelin, elegante, misurato, affrescato, che comunque non mostra esagerazioni. Anche la cucina di Norbert Niederkofler è semplice, lineare, leggera e mediterranea. Molti i piatti di pesce perché richiesti dalla clientela. Qui si insiste molto su una cucina povera di grassi che Norbert la chiama “vitale” (“cerco di mettere insieme due o tre gusti al massimo e di non lavorarli troppo”). Il menù è flessibile per assecondare i gusti di tutti. Lo chef esce dalla cucina e chiede al cliente che cosa gli piacerebbe mangiare e su questo improvvisa. “La cosa più difficile” – dice – “è fare le cose semplici. Noi cerchiamo di insegnare ai clienti a mangiar sano nel naturale”. Pochissime le contaminazioni orientali mentre le specialità ladine ci sono sempre anche se opportunamente “dissimulate” in carta. Quale rappresentante dell’Alta Badia suggerisce piatti locali eccezionali quali: filettino di capriolo su insalata di carciofi e gallinacci marinati; essenza di stinco di manzo con ravioli; anatra al forno con soufflé di polenta e gallinacci con insalata di crauti rossi; filetto di manzo cotto al fieno con verdure al forno e salsa al vino rosso. Non è da meno la “Carta dei Vini” magistralmente condotta da ben due sommeliers che fanno anche servizio di vini al bicchiere.

Il Wine Bar & Grill è in un ambiente caldo e informale dove vengono offerte specialità alla griglia su fuoco a legna, pasta fresca, insalate, accompagnate da una rimarchevole scelta di vini, anche al bicchiere.

La Fondue Stube si trova in uno spazio tipico e raccolto, con pochissimi tavoli, dove viene servita la classica fonduta di carne o formaggio.

Relax

Per un sano relax e per potersi curare esteticamente troviamo la Beauty dove in un ambiente con colori tenui, marmi e sale arrotondate che richiamano alla mente le terme dell’oriente, ogni trattamento è fatto manualmente, con prodotti naturali a base di erbe, con l’accompagnamento di un sottofondo musicale. Per il viso maschere naturali a base di arancia, albicocca, gelsomino e mandorla, senza aggiunta di conservanti, impacchi di erbe. Mentre il trattamento Rasul, di origine orientale, ha un particolare potere purificante dovuto a tre diversi tipi di argilla calda da spalmare su viso, collo e corpo, che aiutano a eliminare le tossine. Per un relax totale c’è la sala rotonda dell’idromassaggio illuminata soltanto dalla luce soffusa delle candele, dove si sorseggia the all’ortica immersi in un’acqua spumeggiante ai profumi dell’oceano, alla vaniglia e cannella o al latte e miele, come il bagno di Cleopatra. Per distendere i muscoli dopo una passeggiata si fanno impacchi di arnica, un’erba di montagna dal potere disinfiammante, massaggi e riflessologia plantare.

Hotel & Spa
Rosa Alpina
Strada Micura de Rü 20
39030 San Cassiano in Badia (BZ)
Telefono 0039. 0471. 84.95.00
Telefax 0039. 0471. 84.93.77
e-mail: info@rosalpina.it
http://www.rosalpina.it

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Tre vini tipici dell’Alto Adige
prodotti dalla Cantina di Terlano
Via Silberleiten, 7
39018 Terlano (Bolzano) – Italia
Telefono: 0039 0471 25.71.35
e-mail : office@cantina-terlano.com

CHARDONNAY Classico KREUTH TERLANO DOC 2000
Prodotto con uve Chardonnay 100% provenienti dalla località Kreuth a Terlano su terreno sabbioso di origine porfido a 250 m slm; 5.000 ceppi per ettaro; allevamento a Guyot; viti di 20 anni; 80 quintali di uva per ettaro; 13 % in Vol. Vinificazione in acciaio a temperatura controllata a cui fa seguito una fermentazione in grandi botti di rovere; la maturazione avviene in botte a contatto con i lieviti per 12 mesi dove si svolge anche la fermentazione malolattica; 10 mesi in bottiglia. Ha colore giallo brillante con riflessi intensi verdognoli; di grande concentrazione visiva; al naso è fruttato di banana, frutti della passione e di pesca, a cui fa seguito un sentore speziato dolce di vaniglia e di miele. In bocca è caldo, di grande intensità e molto equilibrio nelle componenti acide. Buona la persistenza che si sofferma sulla frutta già avvertita al naso. Gradevolissima è la leggera nota tostata di nocciola. Ideale per accompagnare piatti di pesci anche al cartoccio o al sale; di sicuro si sposa anche con ostriche e frutti di mare crudi.

SAUVIGNON Classico QUARZ TERLANO DOC 2001
Prodotto con uve Sauvignon Blanc provenienti dal Vigneto Winkl (masi Eizenberg e Leitenbauer) su terreno sabbioso di origine porfido; 5.000 ceppi per ettaro; allevamenti a Guyot; viti di 20 anni; 60-70 quintali di uva per ettaro; 13,5 % in Vol. Viene vinificato in autoclavi di acciaio inox al 50% e in tonneaux (500 lt) in legno di rovere francese a temperatura controllata con batonnage, dove matura per almeno 8 mesi; 9 mesi in bottiglia. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli intensi, brillante e lucido; glicerina molto ferma sulle pareti del bicchiere con lunghe gambe. Al naso si presenta con un effluvio di sentori floreali che ricordano il sambuco, la foglia di pomodoro e l’ortica; il secondo naso mette in evidenza una buona fruttuosità a polpa gialla (pesca, susina gialla, albicocca, melone giallo) con finale minerale di pietra focaia. In bocca ha un attacco sapido, armonico, morbido, caldo e saldo, di buona struttura che riempie totalmente la bocca; il finale è estremamente lungo con ricordi tostati con evidenziano il tabacco da pipa e un piacevole torbato di whisky di malto. Vino da grandi eventi da sposare a piatti della cucina classica internazionale (risotti di mare, branzini, orate) come pure su carni estive (carpacci, carne cruda, vitello tonnato).

GEWÜRZTRAMINER LUNARE TERLANO DOC 2001
Prodotto con uve Gewürztraminer provenienti da vigneti in comune di Terlano su terreno sabbioso di origine porfido; 5.000 ceppi per ettaro allevati a Guyot; l’età media delle viti è di 25 anni; la resa per ettaro è di 60 quintali di uva. 13,5 % in Vol. Viene vinificato in botti di rovere (tonneaux da 500 lt.) e fermenta a contatto con i lieviti con batonnage per 10 mesi. 12 mesi in bottiglia. Il colore è giallo paglierino dorato con riflessi verdognoli; glicerina ferma sulle pareti del bicchiere a dimostrazione che si tratta di un vino importante. Al naso è finemente aromatico con sentori immediati di fiori gialli (mimosa e ginestra), frutta a polpa bianca (pera, banana, pesca) e finale speziato dolce anche leggermente minerale e agrumato/mentolato. In bocca ha un attacco morbido, suadente, piacevolmente fresco, caldo, ampio dove si riscontra la frutta già avvertita al naso. La piacevolezza si prolunga anche nel retro gola soffermandosi a lungo sulle noti tostate di nocciola. Ideale per aperitivi importanti, per piatti di pesci della cucina internazionale (aragoste, astici, gamberoni) ma non disdegna anche piatti quali il fegato grasso spadellato con mele renette.

A cura di Rocco Lettieri

Articolo pubblicato sulla Rivista GALATEA di settembre 2003