Riforma AOC in arrivo (trad. anche in tedesco)

Preoccupazione nel settore vitivinicolo francese –
Riforma dell’AOC in arrivo

Il Comitato nazionale francese dei vini e delle acquaviti dell’INAO (Istituto nazionale delle Appellazioni d’Origine), sulla spinta di una crisi strutturale del settore che vede a rischio di fallimento un numero senza precedenti di aziende vitivinicole d’Oltralpe, si è riunito il 29 aprile scorso a porte chiuse per preparare una riforma seria del sistema di conferimento del predicato AOC che, allo stato attuale, non rappresenta più una garanzia di qualità.

Al termine della riunione, il Presidente del Comitato, René Renou, ha evidenziato la presenza di una crisi progressiva del settore, dovuta principalmente allo sviluppo della concorrenza internazionale ed alle profonde modifiche dei consumi di vino, risultante in un bilancio commerciale inquietante sia per le esportazioni sia sul mercato interno. Di fronte a queste minacce che Renou non ha esitato a definire reali e serie, occorre, secondo il suo parere, privilegiare le forze capaci di reagire alle nuove esigenze. Da qui la proposta di una riforma ambiziosa e responsabile del concetto dell’AOC. E’ stato deciso, pertanto, di formare quattro gruppi di lavoro che studieranno a fondo le proposte del Presidente e le eventuali alternative con l’obiettivo di giungere ad una posizione univoca del Comitato nazionale entro il 2004.

Tra le innovazioni possibili si parla della creazione di un’AOC d’eccellenza per i prodotti di punta e di “Siti e terroirs d’eccezione” che dovrebbero consentire la distinzione dei viticoltori migliori dal punto di vista qualitativo. Mentre hanno tenuto i Grands crus ed i Champagnes, segnando addirittura un aumento del 6,5% delle esportazioni nello scorso anno, tutti gli altri vini francesi hanno notevolmente perso in competitività, non da ultimo a causa di un sistema identificativo estremamente complicato e differente da regione a regione. Per citare un esempio per tutti: secondo gli atti dell’ultima Assemblea Generale dei Giovani Agricoltori pubblicati di recente, fra le AOC bordolesi, si dice che il 6 – 9% sia al limite della commestibilità, mentre un 25% viene definito appena passabile.

La mancanza di controlli ha consentito a prodotti mediocri di sfoggiare l’AOC immeritatamente, danneggiando così l’immagine di tutta una denominazione. Si dovrà, quindi, procedere alla ristesura di tutti i disciplinari, organizzati sulla base di dieci criteri che riguarderanno tutto il processo produttivo dalla vigna sino alla commercializzazione.

L’AOCE (Appellation d’Origine Controlée d’Excellence) , categoria da creare, sarà riservata unicamente a prodotti d’eccellenza per terroir, tradizione ed qualità, con regole d’accesso al marchio estremamente rigorose. Il rapporto tra AOC e AOCE sarà più o meno come quello tra moda pret-à-porter e Alta Moda.
All’interno della categoria AOC si vuole creare per singole aziende di punta la denominazione “sito e terroir d’eccellenza” paragonabile all’AOCE.

L’INAO afferma, inoltre, che il testo della riforma dovrà stabilire obbligatoriamente dei principi di controllo severi, affidati ad organismi indipendenti sia a livello delle condizioni di produzione sia a livello del prodotto finito.

A titolo comparativo sono state citate fra le nazioni concorrenti la Spagna che ha messo in atto una vera e propria rivoluzione strutturale del suo settore vitivinicolo, gli stati Uniti che grazie alla California, in pochi anni, si sono trasformati da importatori in esportatori ed infine l’Italia, che ha un sistema ben strutturato di classificazione qualitativa e di controllo aggiornato anche di recente con Decreti emanati nel 2001 e nel 2002, ma che soffre di un andamento dei prezzi che sta già generando dei problemi affrontati anche dal Ministro Alemanno in occasione dell’ultima edizione di Vinitaly.

Elke Schmettow

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Frankreich – Reform der AOC bis Ende des Jahres angekündigt

Das französische Nationalkomitee für Weine und Spirituosen des INAO (Institut National des Appellations d’Origine) ist am 29. April dieses Jahres hinter verschlossenen Türen zusammengetreten um eine tiefgreifende Reform der für französische Weine bisher üblichen Klassifikation nach AOC auf den Weg zu bringen. Hintergrund der Initiative ist die strukturelle Krise, in der die französische Weinwirtschaft steckt und die in jüngster Zeit so viele Betriebe des Weinsektors an den Rand des Bankrotts gebracht hat wie nie zuvor. Zudem gilt das Prädikat AOC längst nicht mehr als Qualitätsgarantie.

Der Vorsitzende des Komitees, René Renou, unterstrich am Ende der Zusammenkunft , daß die progressive Krise der Branche hauptsächlich auf die Entwicklung der internationalen Konkurrenz und auf eine Veränderung der Gewohnheiten beim Weinkonsum zurückzuführen ist. Das Ergebnis sind Verkaufszahlen im Inlands- wie auch im Exportgeschäft, die zweifellos zur Beunruhigung Anlaß geben. Angesichts der drohenden Gefahr, die Renou ohne Umschweife als „real und ernst“ bezeichnete, müssten die Kräfte mobilisiert und gefördert werden, die das Zeug dazu haben, den wachsenden Anforderungen des globalen Marktes gerecht zu werden. Das ist der Ansatz zu seinem Vorschlag, das System der AOC gründlich zu reformieren. Zunächst wurde die Bildung von vier Arbeitsgruppen beschlossen, die alle Vorschläge auf Machbarkeit und Rationalität überprüfen, aber gegebenenfalls auch selbst Konzepte entwickeln sollen, mit dem Ziel, noch vor Ende diesen Jahres zu einer einstimmigen Position des Nationalkomitees zu gelangen.

Hinsichtlich der geplanten Neuerungen ist die Rede von der Schaffung einer AOC der Exzellenz, die den absoluten Spitzenerzeugnissen vorbehalten sein soll sowie von der Verleihung des Prädikats „sites et terroirs d’excellence“ an einzelne Top-Domänen, die sich außerhalb der prestigeträchtigen AOCE-Gebiete befinden, aber aus der Masse in ihrer AOC herausragen. Ausschlaggebend war die Beobachtung, dass die Champagner und die grands crus ihre Positionen gehalten bzw. bis zu einem Exportzuwachs von 6,5% im letzten Jahr gestärkt haben, während der Rest nicht nur durch die Spannung wegen des Irak-Kriegs, sondern auch durch ein veraltetes, undurchsichtiges und von Region zu Region unterschiedliches Labyrinth der Identifikationen große Einbußen hinnehmen musste. Was viele bisher nur im Flüsterton zu sagen wagten, wird im Abschlusskommuniqué der Jahresversammlung der Jungen Landwirte Frankreichs offen ausgesprochen: durch mangelnde Qualitätskontrollen konnten sich minderwertige Weine mit der AOC schmücken und jeder Marketingexperte weiß, daß sehr bald das Image einer Marke durch das Produkt auf dem untersten Level geprägt wird, nicht umgekehrt. Um nur ein Beispiel zu nennen: laut Kommuniqué der Jungen Landwirte ist im Bordelais ein Anteil von 6-9% der AOC hart an der Grenze des Geniessbaren, und 25% ist gerade mal passabel.
Eine komplette Überarbeitung der Bestimmungen zu den qualitativen Anforderungen, in denen kontinuierliche, strengste Kontrollen festgeschrieben sind, gilt daher als dringlich. Der Unterschied zwischen einem Wein der Kategorie AOC und einem mit AOCE wäre dann ungefähr vergleichbar mit der Proportion zwischen Modeartikeln vom Typ pret-à-porter und Haute Couture.

Inspiration holen sich die sonst an Nabelschauen gewohnten Franzosen nun auch im Ausland: allen voran aus den USA, die dank ihrer wichtigsten Weinregion Kalifornien vom reinen Importland zum Exporteur in großem Stil aufstiegen, weiter Spanien, das eine rasante Revolution seiner Weinindustrie mit Erfolg absolviert hat und, mit einiger Reserve, Italien, das über ein gut strukturiertes Klassifikationssystem verfügt und dessen Bestimmungen zur Qualitätskontrolle erst 2001 und 2002 durch neue Gesetzesdekrete aktualisiert wurden, wo aber in jüngster Zeit das Preis-Leistungsverhältnis teilweise aus dem Ruder gelaufen ist, wenngleich der zuständige Minister Alemanno auf der letzten Weinmesse in Verona (Vinitaly) versprochen hat, für schnelle Abhilfe zu sorgen.

Elke Schmettow

Per www.simpatico-melograno.it