Ottava edizione Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo

CULTURA, SAPORI E TRADIZIONI IN FESTA A SAN VITO LO CAPO (TP)

IL COUS COUS INCONTRA IL MONDO

Crocevia di popoli, cultura e tradizioni nel segno dell’integrazione e della tolleranza. E’ quello che si prepara a diventare ancora una volta San Vito Lo Capo, ospitando l’ottava edizione del Cous Cous Fest, in programma dal 20 al 25 settembre prossimi. La manifestazione costituisce il prestigioso pretesto per attirare, in questo suggestivo angolo della provincia di Trapani, l’attenzione di turisti, appassionati e viaggiatori.

La cittadina, capitale internazionale del cous cous, diventa ogni anno palcoscenico mediterraneo d’eccezione per una gara gastronomica alla quale fanno da contorno appuntamenti culturali, serate tematiche e concerti di fusion e world music.
Il cous cous amalgama di semola e più in generale di culture, è il pretesto per riunire a San Vito Lo Capo i migliori chef provenienti da tutto il mondo in un’appetitosa competizione tra i fornelli. A premiare il Paese vincitore è una giuria internazionale composta da giornalisti, opinion maker ed esperti del settore enogastronomico.

COUS COUS, CIBO GIRAMONDO
Ci vuole amore per dar vita al rito antico ed armonioso dal quale nasce il cous cous: l’ncocciata, con la quale la semola viene lavorata e amalgamata. Ed è facile il parallelo con le maree della storia, che hanno agito sui popoli del Maghreb sino ad amalgamarne le usanze e le culture. Maftoul, kseksou, cuscus, cuscussù, cascasa, sekso, kskso, kuskus, burgul, tabouleh… Dall’Africa alla Sicilia, dall’Europa al Sud America, il cous cous ha viaggiato e viaggia nei cuori e nelle tradizioni degli emigranti ed oggi è uno tra i primi esempi di glocal: cibo globalizzato più di tanti altri, ma camaleontico rispetto alla gastronomia locale. In Costa d’Avorio tra gli ingredienti ci sono i tuberi di manioca, a San Paolo del Brasile non mancano i cuori di palma ed in Marocco lo smen e la cannella. Tolleranza è la parola d’ordine: il cous cous non si sovrappone alle usanze locali, le amalgama nel paziente impasto che ne fa pietanza prelibata e simbolo da cui prendere spunto. Oggi più che mai.

IL COUS COUS TRA LEGGENDA E REALTA’
Una leggenda narra che re Salomone, innamoratosi perdutamente della regina di Saba, passasse le notti insonni, smaniando e deperendo a vista d’occhio. Il medico di corte, interpellato, gli preparò un sapiente impasto di semola di grano duro, insaporito da alcune essenze vegetali. Il re, ripreso vigore, poté finalmente regnare in pace. Nacque così il cous cous, o almeno, così racconta la leggenda dove compaiono due delle parole chiave che fanno di questo piatto qualcosa di più che un semplice soggetto gastronomico: amore e pace.

GASTRONOMIA E CIBO PER LA MENTE
Il progetto culturale da cui nasce la rassegna parte dal cous cous ma coinvolge il meglio della gastronomia siciliana: il vino, innanzitutto, ma anche l’olio, ed ancora la scuola di cucina e le serate a tema dedicate alla cucina d’autore, con i migliori vini siciliani a fare da guest star, gli approfondimenti con tecnici nutrizionisti e gli affollatissimi laboratori gastronomici. Ma non è tutto. L’evento dà spazio anche alla musica etnica con il Cous Cous Live Music, che ogni anno ospita i protagonisti della fusion e world music.

I villaggi gastronomici, realizzati in perfetto stile mediterraneo, “Cous Cous dal Mondo” ed “Expo Village”, allestiti nel centro storico della cittadina, danno la possibilità al pubblico presente di degustare il cous cous nelle varianti proposte dagli chef dei paesi in gara e di conoscere la migliore proposta agroalimentare ed enologica siciliana. Un laboratorio permanente, sempre in fervente attività, è la “Casa del Cous Cous sanvitese” dove si può assistere a tutte le fasi della lavorazione e degustare la versione sanvitese del piatto, elaborata nel corso dei secoli dalla tradizione locale e trapanese.

Tra i bianchi e stretti vicoli di origine araba e la colorata e abbagliante vegetazione mediterranea si snoderà un itinerario del gusto alla scoperta di prodotti agroalimentari di qualità, da gustare in abbinamento ai migliori vini del territorio, nell’ambito di laboratori, corsi di cucina, approfondimenti con esperti e nutrizionisti e serate tematiche.

Storie e leggende della gastronomia trapanese all’interno de “La Provincia di Trapani à la carte”, dove si possono degustare le specialità gastronomiche trapanesi, mentre nell’area di “Dolcemente Sicilia” è il trionfo del palato con le proposte della più classica pasticceria siciliana: cassatelle, cannoli, cassate e dolci di mandorla accompagnati da vini liquorosi delle isole minori.

“Mediterraneo à la Carte” guida invece il visitatore attraverso la cucina multietnica del Mediterraneo proposta da chef siciliani e stranieri che si esibiscono in officine gastronomiche aperte al pubblico: un programma fitto di appuntamenti curato da Vittorio Castellani, alias Chef Kumalè, giornalista gastronomade esperto delle cucine del mondo.

L’EVENTO COME CASE HISTORY DI MARKETING TERRITORIALE

Durante i primi dieci mesi del 2004 a San Vito Lo Capo si è registrato un incremento di arrivi del 6,07% e del 6,62% delle presenze di italiani e stranieri nel comparto alberghiero ed extralberghiero rispetto al 2003. E un aumento del 15,2% (da 8.422 a 9.707) è stato rilevato solo a settembre, mese in cui si svolge il Cous Cous Fest. (dati forniti dall’Apt di Trapani e aggiornati a ottobre 2004). Dato più che doppio rispetto agli arrivi nella cittadina nei primi dieci mesi del 2004. La manifestazione evidenzia il successo del progetto di marketing territoriale messo in atto dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Peraino, indirizzata alla destagionalizzazione dei flussi turistici nella cittadina sulla costa nord occidentale della Sicilia. Formula che si è rilevata vincente se si considera che dal 1997 al 2004, le presenze di italiani e stranieri nel comparto alberghiero ed extralberghiero quasi triplicate (+179%), passando da 134.031 a 374.934. E nello stesso periodo hanno aperto i battenti 37 nuove strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere incrementando la disponibilità complessiva di camere del 75% e dei posti letto del 73% passati da 2.862 a 4.950.

“La grande scommessa – sottolinea Giuseppe Peraino, sindaco di San Vito Lo Capo – sarà quella di incentivare un turismo qualità e nello stesso tempo riuscire a gestire più adeguatamente il picco di flussi turistici nei mesi di punta, come luglio e agosto, in modo da offrire servizi migliori e salvaguardare l’ambiente nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile del turismo”.

I NUMERI DELL’EDIZIONE 2004

100.000 presenze
10.000 biglietti venduti
400 persone coinvolte nell’organizzazione
5.000 litri di vino siciliano
80 sponsor pubblici e privati
e inoltre
70 giornalisti accreditati
10 troupe televisive nazionali e satellitari
60 stand
30 cucine
3 tonnellate di semola di grano duro
40.000 porzioni di cous cous
20.000 porzioni di dolce siciliano tra cassatelle, cannoli e sfince
1.000 litri di moscato
200 litri di olio extra vergine di oliva
8 Paesi intervenuti da 3 Continenti
10 ore di diretta sul canale satellitare Set, Sicilia International
50 mila gli accessi annui al sito www.couscousfest.it da oltre 40 Paesi

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