4° CONCORSO NAZIONALE MERLOT D’ITALIA

7° MOSTRA DEI MERLOT D’ITALIA 20, 21, 22 OTTOBRE 2006

Servizio a cura di Simonetta Nespoli

La Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina si percorre dal piccolo paese di Borghetto, più a sud, ad Aldeno, più a nord, lungo lo svolgersi del fiume Adige. Una Valle stretta ma luminosa, di buona esposizione al sole, fatta di viti e di meli, di sapori nostrani di formaggi e castagne. Un percorso che si svolge tra vini dai nomi famosi: Marzemino, Merlot, Chardonnay, Nosiola, Casetta, Rebo. Una nota a parte merita il Moscato Rosa, di bassissima resa, 20-30 quintali per ettaro, aromatico, dai profumi di spezie, chiodo di garofano e cannella, e quindi di rosa, geranio, resina, uvetta sultanina: un piacere di intensa mediterraneità, qui, in Trentino, lontano dal sole della Sicilia: un piccolo miracolo curato con passione dall’Azienda Revì di Aldeno.

Qui ad Aldeno, proprio per PASSIONE, sette anni fa, un gruppo di amici meditava di far qualcosa da condividere per “…un vitigno che dona grazia e prosperità a questo territorio..”. Parole del Sindaco di Aldeno, Daniele Baldo. Il vitigno in causa: il Merlot.

Fu questo l’inizio dell’avventura che, nel giro di pochi mesi, dall’incoscienza degli amici, poi in parte entrati nell’amministrazione comunale con a capo Baldo, mobilitò enti quali il Ministero delle Politiche Agricole, la Camera di Commercio di Trento, l’Associazione Nazionale Città del Vino di cui Aldeno faceva parte dal ’97. Baldo tiene a ricordare come la Provincia Autonoma di Trento e Trentino SPA (la struttura dell’Assessorato al Turismo per la promozione delle manifestazioni) abbiano da subito condiviso, nella figura di Tiziano Mellarini, e sostenuto il gruppo di amici, in maniera pratica, con il personale tecnico dell’Istituto di San Michele all’Adige

A maggio 2000 Baldo era Sindaco novello. A luglio si ragionava sul da farsi. Ad ottobre (di quello stesso anno) partiva la Mostra dei Merlot d’Italia, espressione dell’identità del territorio di Aldeno (il “terroir” come si definisce in linguaggio enologico professionista). Il Merlot, presente nella zona dai primi del ‘900, è un vitigno internazionale di ampia diffusione che occupa 200.000 ettari nel mondo, accanto ai 160.000 del Cabernet Sauvignon, 100.000 dello Chardonnay, ai 62.000 del Pinot Nero. Un vitigno presente, sul nostro territorio nazionale dalla Sicilia al Trentino, il Merlot: “filo” che unisce e caratterizza realtà molto diverse tra di loro.

Il “gruppo di amici” aveva idee d’eccellenza. L’intendimento era quello di dare alla Manifestazione un’impronta scientifica, che potesse rimanere, anno dopo anno, come documento della storia eno-culturale della zona e di tutto il territorio nazionale italiano. Quindi non una sagra limitata al paese, come tra gli anni ’60 e ’70 per la festa dell’uva, bensì un’occasione di incontro e confronto tra tutte le regioni italiane, tra produttori di esperienze diverse, come diverse le realtà di “terroir” della nostra varia Italia.

All’inizio la manifestazione si identificava con il momento unico e principale della degustazione dei vini presenti, 50 il primo anno, poi 80, 93, 95 e via fino ai 107 di quest’anno. Dopo 3 anni di rodaggio e di crescita sul come fare a gestire una manifestazione chiaramente destinata ad ampliarsi grazie ai sinceri propositi e alla spinta ampia di non limitarsi all’ambito regionale, si aggiungeva alla manifestazione, il Concorso che il Sindaco spiega essere unico nel panorama nazionale, voluto, fin dall’inizio, con regole certe, secondo il metodo di valutazione dell’”Unione Internazionale degli Enologi” e autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura. Il Concorso assume da subito la precisa identità di qualificare i vini presenti e guidare al confronto tra i diversi produttori. In questo ambito di vino, il “confronto” ha le caratteristiche più autentiche e tranquille del dialogo: i modi diversi di coltivare terreni diversi, gli esperimenti per provare come risponde il terreno, i tempi di studio tra la vendemmia e il vino sul tavolo. Il confronto è scambio di esperienze concrete fatte sulla terra.

Quest’anno sono stati 107 i vini in MOSTRA, dai piccoli produttori ai nomi rinomati della realtà enologica italiana. 10 vini di provenienza francese hanno contribuito ad ampliare la visione di questo vitigno internazionale. Unica l’atmosfera di attenzione e di passione. La manifestazione è visitata da addetti ai lavori, produttori, giornalisti, enologi, amanti del vino. Anche Don Daniele, parroco di Aldeno da 3 anni, siede alla cena di sabato “essere cristiani oggi vuol dire comunicare” dice. Il Don è lì, alla festa del vino (il Signore va in mezzo alla gente) e usa il linguaggio della terra che sale al cielo anche con un bicchiere di buon vino, in compagnia.

Sul piazzale antistante il Teatro Comunale sono allestiti tendoni in cui si svolgono incontri sul Merlot, formaggio e grappa. Nel tendone più ampio, una vera e propria grande sala da pranzo dove si possono gustare piatti della tradizione locale preparati da ristoratori inseriti nel circuito di Slow Food. La Cantina Aldeno propone un piatto della tradizione enogastronomica trentina presentato dallo chef Rinaldo Dalsasso dell’ex Ristorante Al Borgo di Rovereto.

Nella sala IGF dell’edificio in vetro che riflette le vigne e le nuvole, si tiene il CONVEGNO. Nel corso dei sei anni precedenti si è parlato del vino Merlot, delle qualità organolettiche, del mercato, della distribuzione, delle tecniche di coltivazione. Quest’anno Pino Khail, Direttore “Civiltà del Bere” introduce il tema: “Il Merlot e i Giovani, un Feeling Imprevisto”. Invitati tre giovani produttori che, a distanza di un decennio anagrafico l’uno dall’altro, 18, 28 e 38, rappresentano la realtà nuova e di ricerca del Merlot in Italia.

Sono Francesco Rotolo, 18 anni (Az. Agr. Volpe Pasini, Torreano di Cividale, Friuli), Lorenzo Cesconi, 28 anni (Az. Agr. Cesconi, Pressano di Lavis, Trentino), Alessio Planeta, 38 anni (Az. Agr. Planeta, Menfi, Sicilia). I loro interventi accompagnano l’ascoltatore dentro la vigna. Ci si rende conto dello rapporto stretto che si instaura tra il produttore e la sua terra. I genitori del vino, la terra, il sole, l’acqua, si amalgamano insieme nell’amore del coltivatore.

La gestione attenta e equilibrata dei fattori naturali e della Terra vince la sfida del vino rosso in Trentino. Attenzione questa che accomuna i tre produttori intervenuti e d’accordo a portar avanti lo studio verso un modello di ricerca di maggior concentrazione secondo il quale ad una minor resa per ettaro corrisponde una migliore qualità delle uve e una maggior eleganza del Merlot, che abbandona il vecchio abito di vino da tavola corrente per entrare, a pieno titolo, a far parte dei vitigni raffinati.

Un momento particolare del Convegno è stato il conferimento del PREMIO ALLA CARRIERA a Diego Planeta dell’omonima azienda di Menfi per la sua imprenditorialità e forte iniziativa e capacità di coinvolgere nel processo di ricerca e miglioramento anche gli altri viticoltori.
Diego Planeta testimonia la propria “sicilianità” nel carattere amichevole e accogliente del suo intervento. In un sorriso pieno di voglia di fare, che non ha età, si dissolve in un attimo la distanza Menfi-Trento. Nel patrimonio genetico di Planeta c’è un legame strettissimo con il Trentino che parte dallo stage che fece all’Istituto di San Michele all’Adige nel 1958, da dove prese l’entusiasmo da tradurre nella sua terra e fece la conoscenza di Attilio Scienza, con la collaborazione del quale potè smuovere e ridefinire la realtà siciliana del vino e determinare il passaggio a una situazione attiva di presenza sul mercato. Anche per il Merlot, in particolare, Planeta ci racconta il ruolo fondamentale dell’amicizia con il friulano Ruggero Forti che stimolò il progetto ben accolto e di successo di piantare alla bordolese Merlot in Sicilia.

93 i vini partecipanti da tutte le regioni italiane (22 del Veneto, 17 dal Trentino, 11 dalla Toscana, 13 dalla Sicilia, 15 dal Friuli, 9 dell’Alto Adige, 1 dell’Umbria, e 1 dalla Lombardia) alla 4° edizione del Concorso Nazionale Merlot d’Italia con una giuria di 30 assaggiatori, fra enologi ed esperti di settore. L’ottimo livello qualitativo dell’annata 2005, rispetto al 2004 e superiore anche alle precedenti annate, ha reso difficile la selezione. Sono emerse due topologie di Merlot: quella con appassimento in legno e quella senza apporto di legno. I vini IGT sono risultati migliori delle DOC e l’annata 2003 si è rivelata un poco al di sotto delle aspettative.
Dagli appunti di uno degli assaggiatori: “Una piacevole degustazione di Merlot IGT che ha messo in mostra bella tonalità di colore, buona estrazione di polifenoli, grande pulizia al naso e quasi sempre un fruttato di piccoli frutti di sottobosco (solo alcuni marcavano la prugna cotta); poche le speziature da legno invadente; in bocca ben marcato l’alcol, ben presenti anche i tannini ma dolci, carezzevoli, quasi mai aggressivi, buone le acidità anche se un po’ alte; il finale quasi sempre fresco di buona balsamicità e liquirizia. Pochi i sentori pesanti di cioccolato e caffè”

Due le aziende vincitrici selezionate per ognuna della quattro categorie del Concorso (DOC_e DOCG annate 2005-2004, DOC e DOCG annate precedenti, IGT annate 2005-2004, IGT annate precedenti).

Miglior Merlot Nazionale è stato dichiarato il “Tor di Lupo A.A. DOC 2003” dell’Azienda Andriano Cantina Produttori dell’Alto Adige.

Miglior Merlot Trentino: Pivier Merlot Vigneti delle Dolomiti IGT 2004 di Cesconi di Pressano di Lavis.

La DEGUSTAZIONE dei vini vincitori è stato un bel momento di condivisione, guidato da Alessandro Torcoli. Resta forte per la Manifestazione di Aldeno la volontà di far conoscere il Merlot. Il momento della degustazione guidata e del Tasting alla mostra sono un modo di avvicinare anche i principianti e i non-esperti al gusto del vino.

Nei giorni della Manifestazione, il visitatore percepisce, al di là dell’identità culturale dell’evento, un forte senso di ACCOGLIENZA da parte degli operatori locali. Le visite alla Cantina Aldeno e all’Azienda Revì sono un’esperienza di conferma per l’esperto e una sorpresa per chi è nuovo nell’ambiente enogastronomico.

Suggerimenti per una visita: da Milano, autostrada per Venezia, uscita Peschiera, direzione Affi, autostrada del Brennero, uscita Rovereto nord, direzione Aldeno.

Comune di Aldeno tel. 0461. 84 25 23
www.comunedialdeno.it
segreteria@comunedialdeno.it

Cantina Aldeno
Via Roma, 76
Tel 0461. 84 25 11
www.cantina-aldeno.it
vinicola.aldeno@dnet.it

Azienda Revì
Via Florida 10
Tel. 0461. 84 25 57
www.revispumanti.com
info@revispumante.com

Locanda D & D Maso Sasso
Via Maso, 2
38060 Sasso-Nogaredo
Tel. 0464. 41 07 77
www.locandaded.it