Anteprima Chianti Consorzio DOCG 2014


Anteprima Chianti Consorzio DOCG 2014

 

A cura di Rocco Lettieri

 

Le anteprime toscane del 2014 saranno ricordate per una complessa organizzazione che ha messo in difficoltà e in vari episodi i giornalisti nostrani ma ancor di più i giornalisti esteri che non si spiegavano determinati ritardi e notevole disorganizzazione, cambi di hotel senza senso e tempi di spostamento davvero impietosi. Il tutto affidato a Toscana Promozione di Firenze. Passiamoci sopra perché questa è la prima edizione “consortile”. Primo vero incontro a Villa Montalto con prima presentazione ufficiale tra giornalisti e bayers che ha prodotto (non per infierire ancora) un caos indescrivibile tra persone sedute e le persone in piedi, tra bottiglie e sommelier, tra chi parlava e chi non ascoltava, senza possibilità di degustazione per più di un’ora e quando è stato dato il via, era impossibile girarsi tra personale di servizio, piatti, gente che beveva e persone che volevano solo mangiare, ecc. Meglio sorvolare sino all’incontro tenutosi domenica mattina nella Fortezza da Basso. Finalmente uno spazio decoroso adeguato alle aspettative, all’interno del Padiglione Spadolini. Terza edizione, ma per la prima volta, il Chianti e i consorzi delle maggiori menzioni specifiche si sono presentate compatte per comunicare una Toscana di qualità. Liberi di degustare per circa due ore e poi conferenza stampa.

Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Chianti, ha affermato: “Per la prima volta, siamo riusciti a riunire tutti i consorzi di sottozona e ciò non può che giovare alla manifestazione: il fatto di stare tutti insieme è un vantaggio per chi ci visita e si trova di fronte ad un panorama esteso ma chiaro di ciò che questa regione può offrire, una promozione che va a favore di ogni singola azienda”. Busi ha proseguito dicendo: “Quando si parla di Chianti, si parla di un vino, certamente, ma ciò che emerge è la storia di un territorio enologico immenso e vario, della sua storia e della sua cultura enogastronomica e questo ci rende forti e riconoscibili: è proprio questo che vogliamo comunicare alla stampa e agli operatori durante questa giornata. Il Consorzio si sta impegnando a promuovere in maniera massiccia la diffusione della cultura (e la storia) che sta (dentro e fuori) il bicchiere. Un concetto di territorio e di una denominazione che vuole esprimere qualità e al contempo emozioni forti e vere, durature”. C’è da dire che nella stessa zona e nello stesso padiglione si svolgeva anche la manifestazione BYWINE e bicchiere alla mano ci si poteva dare anche un’occhiata ai numerosi produttori presenti. 269 buyers accreditati provenienti da ogni parte del mondo: Usa, Canada, Brasile, Cina, Sud Corea, Giappone, Danimarca, Vietnam.

Per la presentazione ai giornalisti (91 dall’estero e 97 dall’Italia). Ben 258 vini di 81 produttori provenienti da Grosseto, Livorno, Arezzo, Pisa, Lucca, Prato e Pistoia in rappresentanza delle denominazioni: Carmignano, Bolgheri, Terratico di Bibbona, Elba, Val di Cornia, Montecucco, Morellino di Scansano, Cortona, Chianti (Colli Senesi, Colli Fiorentini e Chianti Rufina) e Valdarno di Sopra.

Storia del Chianti

Il vino Chianti è un’invenzione della natura e della cultura della regione d’Italia più conosciutae amata nel mondo. Le bellezze, la storia, le sensazioni, i sapori unici della Toscana si ritrovano in questo vino che è uno dei primi simboli del Made in Italy. Nella sua vasta area di produzione sono presenti da secoli gli stessi vitigni: il Sangiovese prima di tutti, al quale possono aggiungersene in proporzione minore anche altri, sempre comunque coltivati nel territorio. La loro combinazione e il carattere, la corposità e i profumi che terreni, altitudini e microclimi diversi gli trasmettono, danno vita al Vino Chianti a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Della sua qualità si occupa dal 1927 il Consorzio Vino Chianti. I suoi controlli riguardano l’intero ciclo di produzione – dalla scelta delle uve alla vinificazione, dalla verifica delle caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche all’imbottigliamento – e la fedeltà ai criteri imposti nel 1967 dalla Doc e dalla Docg, riconosciuta nel 1984. Il Consorzio è inoltre competente per i vini dei Colli dell’Etruria Centrale Doc e per il Vin Santo del Chianti Doc. Ad esso è stato affidato dal Ministero delle Politiche Agricole il controllo dell’intera filiera produttiva vinicola italiana (controllo erga omnes). Il lavoro del Consorzio e dei propri soci – produttori, aziende storiche, commercianti e cantine cooperative – garantisce la massima trasparenza della produzione e del mercato del Chianti Docg. Il Chianti DOCG è prodotto nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

 

ORIGINE DEL CONSORZIO

Il Consorzio Vino Chianti si è costituito nel 1927, ad opera, di un gruppo di viticoltori delle province di Firenze, Siena, Arezzo e Pistoia, allargando successivamente la sua operatività a tutta la zona di produzione, riconosciuta dal Disciplinare del 1967, poi recepita nella Denominazione di Origine Controllata e Garantita riconosciuta nel 1984 e aggiornata, per ultimo, con decreto del 19 giugno 2009. Oltre duemilacinquecento produttori, che interessano più di 10.500 ettari di vigneto per oltre 600.000 ettolitri di Chianti delle varie zone e tipologie, sono tutelati dal Consorzio che, per la sua rappresentatività, ha ottenuto il riconoscimento e l’incarico per la valorizzazione, promo­zione e vigilanza sulla denominazione Chianti con Decreto del Ministero delle Politiche Agrico­le Alimentari e Forestali del 3 settembre 2012. La zona di produzione del Chianti è costituita da territori delimitati per legge, che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Questo ambiente è caratterizzato da un sistema collinare a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi.  Sempre con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 3 settembre 2012 è stato concesso il riconoscimento e l’incarico per la valorizzazione, promozione e vigilanza sulle denominazioni Vin Santo del Chianti e Colli dell’Etruria Centrale. La denominazione “Colli dell’Etruria Centrale” si pone in affiancamento alla D.O.C.G. Chianti consentendo la produzione nella stessa zona di vini di qualità diversi dal Chianti prevedendo oltre alla tipologia rosso, il bianco, il rosato, il novello e il Vin Santo. Il riconoscimento della denominazione “Vin Santo del Chianti”, con la possibilità di usare le varie sottozone, segna un’importante tappa per la valorizzazione di questo prodotto che tanto rappresenta per le tradizioni e le capacità produttive nella zona del Chianti e per il quale il Con­sorzio si è a lungo battuto. I vitigni fondamentali che concorrono alla formazione del vigneto Chianti sono i seguenti: Sangiovese minimo 70%, complementari fino al 30%, con un massimo per i vitigni bianchi del 10% e del 15% per i vitigni Cabernet. La resa massima di uva per ettaro è di 90 quintali per il Chianti, 80 quintali per Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli, 75 quintali per il Chianti Superiore. www.consorziovinochianti.it

 

La mia personale degustazione

Torniamo all’Anteprima del Chianti 2014 che ha presentato 82 Chianti DOCG 2013, 40 Chianti DOCG 2012 e 48 Chianti DOCG Riserva 2011. Una vera e interessante “free tasting area” che finalmente aveva spazi luminosi, tavolini comodi per degustare con i sommelier e una temperatura ottimale anche per i vini. Impossibile degustare tutti i vini. Ho scelto di fare 2 aree: Consorzio Chianti Colli Senesi 2013 e i vini del Consorzio Chianti Rufina 2012. Per i vini Colli senesi 2013 (13) le preferenze sono andate a: Castel di Pugna; Il Ciliegio; Bindi Sergardi; Campriano e Vagnoni. Per i Chianti Rùfina 2012 (15), la più piccola tra le sette specificazioni del Chianti e distribuita solo su 5 comuni, naturalmente con ben altro carattere e qualità, ho apprezzato: Fattoria Il Capitano, Frascole, Lavacchio, Travignoli e Marchesi Gondi-Tenuta Bossi.

Tra le altre numerose aree ho preferito ho scelto il Consorzio dell’Elba. Gli ettari vitati iscritti alla doc Elba e docg Elba Aleatico sono circa 165, di cui 35 per l’Elba Aleatico docg, i restanti 130 per le diverse tipologie della doc Elba. Le Aziende vitivinicole che imbottigliano e commercializzano i Vini di loro produzione sono 17 associate Consorzio. La Doc Elba comprende tutto il territorio dell’isola d’Elba. Le norme viticole prevedono principalmente la coltivazione dei vitigni tradizionali nell’isola: Trebbiano Toscano, Ansonica e Vermentino per le varietà a bacca bianca, e il Sangiovese a bacca nera. La Docg Elba Aleatico dev’essere prodotta solo ed esclusivamente dal vitigno Aleatico; è un Vino passito rosso derivante dalla vinificazione di uve appassite naturalmente, senza alcuna aggiunta di alcool o concentrati zuccherini. Obbligatorio un periodo di appassimento delle uve di almeno 10 gg. per raggiungere la concentrazione prevista da disciplinare. Tra i vini più qualificanti: Brut Cuvée A di Mola; L’Ansonica Le Sughere 2012; Le Conche del Granito 2012; Fattoria delle Ripalte 2012. Tra i rossi: L’Alicante della Fattoria delle Ripalte 2011; il Syrah Oglasa 2012 di Cecilia; l’Elba Rosso 2012 di Acquabona. Della DOCG Aleatico Passito: Laurentium 2012 La Sughera, Aleatico Acquabona 2009, Aleatico 2010 della Fattoria delle Ripalte di Piermario Meletti Cavallari che non avrebbe bisogno di presentazioni, ex Grattamacco. Interessante e non solo per noi italiani l’assaggio pomeridiano di “Panino al lampredotto”, un bel boccone di street food che più toscano di così non si può.

 

Consorzio Vino Chianti

Viale Belfiore,9

50144 Firenze

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