Collisioni Tour e i 50 anni del Consorzio Prosecco

 

Il Collisioni Festival è un evento culturale che si tiene annualmente a Barolo. Grazie ad Ian D’Agata,  scrittore di libri sui vini e grande conoscitore dei vini del mondo, il Festival ha sviluppato negli ultimi 8 anni il “Collisioni Wine”. Questo progetto ha avuto così tanto successo che in questo momento sta crescendo tutto l’anno con molti eventi indipendenti dedicati alla cultura e all’educazione del vino e del cibo italiano in tutto il mondo. Nel 2018 è stato lanciato Indigena – un festival e un World Tour internazionale dedicato alle uve e ai vini italiani che si svolgono in Italia e nel mondo. Allo stesso tempo, il “Collisioni Wine” ha sviluppato anche una serie di attività “on the road”, con full-immersion di degustazioni, conferenze, tavole rotonde, tour, pranzi e cene.

Già visitate la Basilicata (Aglianico), le Marche (Verdicchio), il Friuli (Ribolla), il Monferrato e l’Astigiano (Barbera e altri vitigni) e dal 19 al 22 Maggio scorso, Collisioni Wine Tour si è tenuto tra Conegliano e Valdobbiadene, in collaborazione con il Consorzio di Tutela per celebrare il 50° anno della Denominazione. L’obiettivo è stato quello di creare un programma educativo sulla denominazione e di studiarne le varie espressioni, le caratteristiche del suolo e la sua produzione. La full immersion ci ha permesso di scoprire la vera anima del Prosecco: tre diverse denominazioni, un’unica passione.

Questo spumante, prodotto nelle colline tra Conegliano e Valdobbiadene, in un’area che comprende 15 comuni della provincia di Treviso, ha ottenuto, nel 1969, la DOC e, nel 2009 la DOCG. La storia del Prosecco è iniziata in questa zona più di tre secoli fa; a Conegliano, nel 1876, fu fondata la prima Scuola di Vinificazione d’Italia e, anche qui, nel 1966, fu creata la Strada del Prosecco, la prima Strada del Vino d’Italia. La passione per la viticoltura, tramandata di generazione in generazione, è evidente in ogni villaggio e in ogni frazione della Denominazione.

Lo spumante Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore unisce competenza ancestrale e costante ricerca della qualità; è il risultato di un legame indissolubile tra viticoltori e la loro terra di origine, e tra fatica e bellezza: una connessione intima che solo una lunga storia può generare. La responsabilità di salvaguardare questo patrimonio inestimabile è nelle mani del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco D.O.C.G., attivo dal 1962 e che cura anche la conoscenza e la salvaguardia dalle contraffazioni di questo spumante sia in Italia che all’estero.

 

La volontà di “fare sistema” dei tre Consorzi che governano le diverse espressioni dell’Universo Prosecco (Prosecco DOC, Asolo Prosecco DOCG, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG) si è manifestata concretamente in occasione del Vinitaly di Verona allestendo, oltre alle singole e tradizionali aree espositive, anche un unico ulteriore padiglione comune esperienziale e interattivo, ideato come percorso didattico volto a far scoprire le distintive identità delle tre denominazioni che continuamente alimentano e arricchiscono questo ennesimo successo universale dell’eccellenza italiana.

La stessa volontà  si è manifestata con Collisioni Tour nel narrare la complessità del Prosecco nelle sue tre Denominazioni di origine, complessità che deriva dalle peculiarità dei rispettivi territori d’origine e da storia, tradizioni, ingegno e saper fare delle loro popolazioni. Tale complessità va valorizzata, preservata e illustrata al pubblico al fine di mantenere vivo e consapevole l’interesse dei consumatori e dei vari interlocutori professionali ed istituzionali. Nella sua multi sensorialità viene evidenziata tutta l’eccellenza di un vino realmente contemporaneo, con un’immagine di grande qualità intrinseca fatta di freschezza, fragranza e leggerezza, qualità che si riscontrano trasversalmente nelle tre distinte Denominazioni. Se oggi il Prosecco è conosciuto ed apprezzato nel mondo intero, lo si deve alla sua fenomenale e innata piacevolezza e versatilità, che gli ha permesso di intercettare i cambiamenti dei gusti e degli stili di vita del pubblico negli ultimi anni.

Le tre denominazioni

 

Prosecco DOC: 

Il Prosecco DOC, con l’approvazione dei disciplinari del 2009, nasce in quattro province del Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine e in cinque province del Veneto, ovvero, Belluno, Vicenza, Venezia, Padova e Treviso, dove si concentra la maggiore produzione e la più lunga tradizione. Una terra unica, quella del Veneto e Friuli Venezia Giulia, che, grazie al Prosecco DOC, ogni giorno narra a più di 1 milione di persone, un sogno fatto di eccellenze come la bellezza, il talento, l’arte, il design, la storia, la creatività e il saper godere pienamente la vita: tutte peculiarità, connesse allo stile di vita italiano, che ci vengono invidiate nel mondo. Una terra unica come la sua gente che si distingue per ingegno, competenza, talento e per quel “made in Italy” di qualità grazie al quale il Prosecco è riconosciuto nel mondo come una delle migliori espressioni dell’Italian Genio. Il Prosecco DOC, a 10 anni dal suo riconoscimento ma con una storia produttiva ben più antica, è oggi la prima Denominazione di Origine Italiana sia a volume che a valore.

Asolo Prosecco DOCG:

I vini prodotti ad Asolo e sul Montello sono veri tesori ancora inespressi e da scoprire; tra essi spicca il sapido e strutturato Asolo Prosecco Superiore DOCG, il più raro tra le appellazioni dell’Universo Prosecco. Su queste colline, accanto al vigneto prosperano ulivi, ciliegi e pascoli che parlano di integrità dell’ambiente e di ricerca del buono; la vite cresce affondando le radici nelle marne, conglomerati argillosi dal tipico colore rosso che, modellate da millenni di erosione naturale, hanno formato bellissime doline, dolci o profonde, e forniscono il substrato in cui le viti trovano abbondanza di minerali e sostanze con cui arricchire i loro grappoli. La città di Asolo, uno tra i borghi più belli d’Italia, è un patrimonio di eleganza, arte, cultura e tradizione che, a seguito della frequentazione da parte di tante personalità di spicco da tutto il mondo, nel tempo ha assunto un suo distinto stile cosmopolita. L’equilibrio di proporzioni delle numerose ville venete, inserite in armonia con la natura circostante e la loro grazia hanno permeato il gusto, non solo estetico, dei propri cittadini. Proprio in questo ambiente, dove l’eccellenza si respira quotidianamente, i produttori dell’Asolo, quali autentici classici-temporanei, hanno fatto scelte coraggiose e controcorrente salvando dall’estinzione alcune varietà e vigneti storici. In tutto ciò si inserisce dal 1985 il Consorzio Vini Asolo Montello, con obiettivi primari la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione non solo dei propri vini bensì dell’intero territorio in cui essi vengono prodotti. I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Asolo – Prosecco” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno Glera; possono inoltre concorrere in ambito aziendale fino ad un massimo del 15%, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga. La zona di coltivazione delle uve destinate alla produzione dei vini DOCG Asolo Prosecco si estende per 19 comuni attorno ad Asolo.

 

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, storia che da più di tre secoli è consolidata nei 15 Comuni di origine della Denominazione. In questo territorio interamente collinare le viti sono coltivate tra i 50 e i 500 metri d’altitudine, sui versanti sud della fascia collinare: inverni lunghi ma non eccessivamente freddi, estati calde ma non afose. Le viti sono curate spesso a mano, sapientemente, dato che la natura dei terreni, con pendenze che possono arrivare al 70%, li rende inaccessibili ai mezzi meccanici. Proprio dove le colline sono più ripide vengono coltivati i famosi vigneti “eroici” fino ad arrivare all’apice dell’eccellenza, con le Denominazioni ‘Rive’ ed il celeberrimo Cartizze.

 

DOCG  Rive: Il termine “Rive” indica, nella parlata locale, le pendici delle colline scoscese che caratterizzano il territorio. Questa tipologia mette in luce le diverse espressioni del Conegliano Valdobbiadene. Il Rive è ottenuto spesso dai vigneti più ripidi e vocati con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che il territorio conferisce al vino. Nella denominazione sono presenti 43 rive, ed ognuna di esse esprime una diversa peculiarità di suolo, esposizione e microclima. Nel Rive la produzione è ridotta a 130 q.li per ettaro, le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e viene indicato in etichetta il millesimo.

 

DOCG  Superiore di Cartizze: Vertice qualitativo e sintesi aurea della denominazione, il Cartizze proviene da una sottozona disciplinata fin dal 1969 di soli 107 ettari di vigneto, a forma di pentagono, compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene. Una perfetta combinazione tra microclima dolce e terreni molto antichi. Il colore è giallo paglierino con luminosi riflessi che variano da tinte pastello e tonalità dorate. L’approccio olfattivo è caratterizzato da una complessità di profumi, che richiamano frutti dalla polpa bianca come la mela e la pera, gli agrumi, l’intensità della pesca e dell’albicocca, toccando sentori di rosa, con una nota di mandorla nel retrogusto. Il sapore è armonico ed elegante, di grande morbidezza e freschezza, sostenuto da un perlate leggero e fine.

“Il sistema Prosecco è un’enorme ricchezza – ha sottolineato Ian D’Agata– e il successo sui mercati internazionali rappresenta il riconoscimento del lavoro fatto per ottenere un prodotto eccezionale. Il Prosecco è diventato uno dei simboli del territorio veneto e della qualità che solo qui si può trovare”.

Il Tour dei giornalisti di Collisioni Tour

Sede degli incontri di Collisioni è stato l’Hotel Relais Ristorante & Spa Villa del Poggio di San Pietro di Feletto (nel cuore della denominazione Prosecco), che dalla sua posizione privilegiata domina le colline vitate e lo sguardo spazia a perdita d’occhio su un panorama sconfinato. Il Resort a 4 stelle è ideale per un dolce rifugio nella natura, un luogo insolito per rigenerarsi lontano dalla quotidianità. A pochi chilometri da Cortina a da Venezia è un punto di partenza ideale alla scoperta di un territorio unico, singolare, dalle infinite attrattive. “C’è il Prosecco. E c’è il mare”. Questo il logo del  Relais che coniuga alla perfezione le due anime della famiglia Stocco, quella marinara e quella collinare veneta/adriatica. E non è finita qui la storia. Perché qui ci viene tutto il mondo del ciclismo per ammirare e “scalare” il famoso Muro Verticale, considerato la salita simbolo delle colline del Prosecco. Si tratta di un’ascesa di 1,3 km, interamente asfaltata, con pendenza media del 15% e punte del 19%, che dal 2016 è gemellata con il Muro di Grammont, il mitico strappo del Giro delle Fiandre. Di qui passò il Giro d’Italia 2017.

Domenica 19 Maggio, alle 17,00 in bus ci siamo trasferiti al Castello di San Salvatore, dove si svolgeva
il Festival di Conegliano Valdobbiadene, un’occasione imperdibile per saperne di più sull’ultima annata di
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.  Il Castello San Salvatore è uno dei più sontuosi e suggestivi fortilizi tardo medievali d’Europa, dove il tempo sembra essersi fermato. Un romantico viale di ciottoli conduce all’imponente Porta Nord, attraversa il borgo tra mura merlate e torri scudate e varcato l’affascinante ponte levatoio, guida sino al cuore del castello. La salita invita ad un lento distacco dal quotidiano, il silenzio e lo straordinario panorama tutt’intorno ad immergersi in una dimensione unica ed esclusiva. Qui tra le affascinanti rovine medioevali di Palazzo Ottaviano e dei Palazzi Comitali, si estendono verdeggianti le scenografiche terrazze con i vigneti, e… si può respirare il profumo dei secoli! Oltre 70 produttori con oltre 200 etichette di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG in degustazione libera. Un vero banco di prova per i 20 giornalisti del Mondo. In esclusivo la degustazione della “Bomba” dello chef stellato Niko Romito, una versione street food dell’alta cucina italiana.

Lunedì 20 Maggio, il primo Seminario: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: i “Fondamenti“. A seguire il secondo Seminario: Rive: un percorso attraverso il lato est della denominazione e dei suoi terroir.

Pomeriggio visita guidata attraverso la strada del vino con il responsabile del progetto Unesco. In seguito visita alla cantina Bellenda  di Vittorio Veneto. Bellenda è un’azienda familiare con la passione per la tradizione vitivinicola. Una sfida sempre attuale quella della famiglia Cosmo di coniugare tradizione e innovazione con l’obbiettivo di esprimere al meglio il carattere dei vini. Le uve di qualità superiore, destinate alle DOCG, provengono esclusivamente da un’area limitata di Valdobbiadene-Conegliano includendo le vigne di Carpesica, piccolo borgo di Vittorio Veneto posto a nord-est della zona DOCG, dove si trovano la cantina ed i vigneti  di proprietà della famiglia. La passione nel produrre Spumanti con il Metodo Classico ha fatto sì che Bellenda sia stata una delle prime realtà a proporre sul mercato il Prosecco Metodo Classico, vino che nel tempo ha ottenuto significativi riconoscimenti. Spettacolare cena presso l’azienda Agricola Drusian – Agriturismo Da Althea.

Martedì 21 maggio 2019 – Terzo Seminario: Le varie espressioni del Prosecco Superiore: vini biologici e donne
interpretazioni di Conegliano Valdobbiadene
. A seguire il quarto Seminario: L’espressione “brut” tra passato e futuro: evoluzione e nuove prospettive. Dopo la pausa il quinto Seminario: Rive e Cartizze: un percorso attraverso il lato occidentale della denominazione e i suoi terroir. Nel pomeriggio visita del territorio con l’agronomo del Consorzio Roberto Merlo e visita ai vigneti del Cartizze, Grand Cru della denominazione. Infine, degustazione delle vecchie annate alla Cantina Ruggeri.

La Cantina Ruggeri è stata fondata nel 1950 da Giustino Bisol, la cui famiglia vanta una secolare tradizione nonché profonde radici nella cultura vitivinicola nel territorio di Valdobbiadene. Nell’ottocento Eliseo Bisol lascia traccia documentata della propria attività di distillatore; intorno al 1920 il figlio Luigi, enologo, costruisce una cantina in Montebelluna. Nel 1950 Giustino Bisol, figlio del precedente,  fonda in S. Stefano di Valdobbiadene la cantina Ruggeri sorta per valorizzare, con la spumantizzazione, i vini Prosecco e Cartizze. Infine nel 1993 l’intera cantina viene trasferita in un nuovo, ampio e razionale stabilimento. Le uve per produrre il Valdobbiadene DOCG sono tradizionalmente conferite da poco più di un centinaio di viticoltori, quasi tutti del comune di Valdobbiadene. Poiché a Valdobbiadene le proprietà sono molto piccole, talvolta poche migliaia di metri quadrati, è necessario un numero tanto elevato di viticoltori conferenti Fra questi, 25 dispongono anche di uve di Cartizze. In effetti la Ruggeri è la cantina che opera la maggior pigiatura di quest’uva particolarmente pregiata e ricercata.

Da segnalare i numerosi vigneti di alto pregio ricadenti nelle storiche frazioni di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, da sempre riconosciute come l’apice qualitativo dell’intera denominazione. La Ruggeri possiede due vigneti di Cartizze e 21 ettari nel vicino Montello, 12 dei quali vitati a Pinot Grigio, Chardonnay e Prosecco. Per far fronte a questo cospicuo impegno vendemmiale la cantina Ruggeri è largamente attrezzata per il trattamento delle uve e in particolare si è dotata di due linee di scarico completamente indipendenti e di 5 presse a spremitura soffice al fine di garantire la separazione delle varie provenienze anche nei momenti di maggiore afflusso. Si può a buon diritto affermare che la cantina Ruggeri ha contribuito a “fare” la storia del Prosecco di Valdobbiadene.

In chiusura cena al ristorante “SALIS il nome della terra” nel cuore di Cartizze. Il termine Salis sta ad indicare, nella parlata locale, la particolare formazione rocciosa che dà forma e sostanza al sistema collinare che circonda il ristorante enoteca. La sua struttura ha la straordinaria capacità, specie in questo fazzoletto di terra, di conservare e cedere con gradualità e generosità l’acqua nei periodi siccitosi e di rilasciarla rapidamente, con grande capacità drenante, nelle fasi di elevata piovosità. Per saperne di più: www.prosecco.it

a cura di Rocco Lettieri