{"id":2397,"date":"2006-03-11T07:50:09","date_gmt":"2006-03-11T07:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2397"},"modified":"2006-03-11T07:50:09","modified_gmt":"2006-03-11T07:50:09","slug":"anteprima-di-chianti-docg-2005","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2397","title":{"rendered":"ANTEPRIMA DI CHIANTI DOCG 2005"},"content":{"rendered":"<p>Anteprima Chianti Classico 2005<\/p>\n<p>I vini del Gallo Nero in scena alla Stazione Leopolda di Firenze<\/p>\n<p>Marted\u00ec 21 a Firenze si \u00e8 tenuta la due giorni della ormai nota manifestazione dedicata alla stampa e al trade. Primo appuntamento importante organizzato sul territorio nazionale dal Consorzio Vino Chianti Classico dopo la sua fusione con il Consorzio del Gallo Nero. Oltre 120 aziende produttrici hanno presentato alla stampa e agli operatori del settore le loro novit\u00e0. Per la prima volta, nella stessa cornice, anche un banco di assaggio degli oli DOP Chianti Classico. L\u2019evento, realizzato grazie al contributo della Regione Toscana, ha aperto come di consuetudine una settimana di degustazioni riservate alle DOCG pi\u00f9 prestigiose della Toscana (Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino). La manifestazione fiorentina si \u00e8 articolata su due giornate di dibattiti, degustazioni, seminari, aperte da una conferenza stampa in cui il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, Vittorio Pozzesi, nel presentare l\u2019iniziativa, ha fatto il punto sull\u2019attuale situazione del mercato enologico mondiale e in particolare del vino Chianti Classico. <br \/>\u201cNell\u2019ultimo decennio il mercato mondiale del vino ha attraversato una fase di profonda ristrutturazione \u2013 ha affermato Vittorio Pozzesi -; la configurazione che il mercato internazionale sta progressivamente assumendo impone alla denominazione del Chianti Classico l\u2019obbligo di elaborare nuove strategie. I nostri programmi attuali si propongono di accrescere la capacit\u00e0 competitiva della nostra denominazione puntando soprattutto su due fattori: la coesione del sistema consortile, che si \u00e8 consolidata dopo la fusione dei due consorzi, e la valorizzazione del contenuto distintivo dei nostri prodotti, ovvero della loro tipicit\u00e0. Altro elemento importante sar\u00e0 la riconoscibilit\u00e0 del prodotto, che finalmente dopo tanti anni, potr\u00e0 contare su un marchio forte, quello del Gallo Nero, su tutta la produzione. Il marchio del Gallo Nero \u00e8 infatti diventato simbolo della DOCG ed da quest\u2019anno si trover\u00e0 su ogni bottiglia di Chianti Classico, obbligatoriamente inserito nella fascetta di stato e, su scelta aziendale, come \u201cbollino\u201d aggiuntivo. Per poter comunicare questa importante novit\u00e0, il Consorzio ha pianificato una campagna stampa, con la firma creativa di Saatchi &#038; Saatchi, che vedr\u00e0 il suo debutto nei prossimi mesi\u201d. <\/p>\n<p>A conferma del successo dell\u2019iniziativa e dell\u2019aspettativa che essa ha creato nella stampa mondiale, il numero dei giornalisti \u00e8 anche quest\u2019anno continuato a crescere. Alla manifestazione sono stati invitati giornalisti provenienti da tutto il mondo, con molte nuove presenze dall\u2019estremo oriente e dai paesi dell\u2019Europa dell\u2019est, a testimonianza del crescente interesse da parte di questi mercati emergenti. Entrando nel cuore della manifestazione, ecco alcuni numeri: 351 i vini in degustazione di 121 aziende agricole, a partire dalla vendemmia 2005 in anteprima (campioni dalla botte), all\u2019imbottigliato delle ultime annate dal 2004  al 2000 Riserva, che potranno essere degustati sia con modalit\u00e0 libera che con servizio di sommelier. 33 sono invece gli oli Chianti Classico DOP in assaggio. Un panorama pressoch\u00e9 completo della produzione a denominazione di origine della zona del Chianti. <\/p>\n<p>Il testo di Vittorio Pozzesi<\/p>\n<p>A nome di tutti i produttori del Chianti Classico voglio innanzitutto esprimervi il pi\u00f9 sentito ringraziamento per essere intervenuti al nostro annuale appuntamento, nella speranza  che il soggiorno sia piacevole e che i prodotti si rivelino all\u2019altezza delle vostre aspettative. Oltre che per presentare i prodotti del Chianti Classico alla stampa, \u00e8 diventata ormai consuetudine che si colga l\u2019occasione di questo incontro per esporre le nostre strategie e tentare un piccolo bilancio sull\u2019andamento del mercato. Un mercato che, diversamente dagli scorsi anni, sembra oggi mostrare alcuni segnali di ripresa, dopo un periodo difficile contraddistinto da una crisi che ha costretto gran parte delle imprese vitivinicole a ridefinire posizionamento e strategie produttive. Nell\u2019ultimo decennio la globalizzazione ha accresciuto la concorrenza tra gli operatori \u2013 soprattutto nei Paesi pi\u00f9 remunerativi come gli Stai Uniti, la Germania e l\u2019Inghilterra \u2013 innescando un inevitabile quanto rapido processo di ristrutturazione della filiera, soprattutto in quella europea. In pochi anni abbiamo assistito ad un grande incremento delle fusioni e delle acquisizioni di imprese che hanno modificato alla radice il settore, sia aumentando enormemente la concentrazione, sia, al contempo, ampliando la polarizzazione dell\u2019offerta tra poche multinazionali e la moltitudine di piccole e piccolissime imprese che formano ancora l\u2019ossatura della produzione europea. L\u2019affermarsi delle grandi imprese del vino riflette a sua volta il cambiamento da tempo in atto nella distribuzione, anche questa sempre pi\u00f9 dominata dai grandi gruppi che privilegiano i volumi, la continuit\u00e0 delle forniture ed i bassi prezzi. Uno scenario che dunque si presenta problematico per gran parte dei produttori delle denominazioni di origine italiane, troppo piccoli  per  stare efficacemente sul mercato mondiale.<br \/>Fortunatamente l\u2019evoluzione del mercato non presenta solo difficolt\u00e0 ma anche notevoli opportunit\u00e0. Infatti, in tutto il mondo quote crescenti di consumatori si orientano verso prodotti con una pi\u00f9 marcata identit\u00e0 territoriale; una tendenza che senza dubbio favorisce i vini a denominazione di origine. In Italia, per esempio, il consumo domestico di vini da tavola \u00e8 sceso dai 29,8 milioni di ettolitri del 1991 ai 19,8 milioni di ettolitri del 2003, con una contrazione di quasi il 34%. Viceversa, nello stesso periodo il consumo di vini DOC e DOCG \u00e8 salito da 5,3 a 9,6 milioni di ettolitri, con una crescita di ben l\u201981%! L\u2019incremento \u00e8 stato particolarmente sostenuto negli ultimi anni, visto che nel solo biennio 2001 &#8211; 2003  si \u00e8 registrato uno sviluppo del 45%. In un decennio la quota del mercato italiano coperto dai vini DOC e DOCG \u00e8 cos\u00ec passata dal 18% al 33%, e siamo convinti che in pochi anni possa superare il 40%. Una performance della quale ha beneficiato anche il Chianti Classico che, come vedremo, negli ultimi anni ha rafforzato le sue posizioni in Italia.<\/p>\n<p>A livello internazionale con il passaggio al nuovo millennio i consumi di vino hanno mostrato una generale ripresa, con un progressivo spostamento del baricentro dai paesi produttori a quelli unicamente consumatori. Recenti stime dell\u2019OIV hanno fissato per il 2004 un consumo globale pari a 236 milioni di ettolitri, in crescita di due milioni rispetto al 2003 (+ 0.85%) e di 11 milioni di ettolitri rispetto alla fine degli anni \u201990 (+ 4.98%). Non si tratta di una crescita tale da provocare grandi entusiasmi: a nostro avviso abbiamo piuttosto raggiunto un nuovo equilibrio globale, tra un\u2019Europa che tende ancora a ridurre i consumi interni ed altri mercati che tendono ad aumentarli. In effetti la ripartizione dei consumi vede ancora uno schiacciante predominio europeo, con la UE che assorbe il 55% dei consumi totali. In Nord America si registra un altro 11%, contro l\u20198% del Sud America e il 7% registrato sia dal continente asiatico che dai paesi dell\u2019Europa centro-orientale. <br \/>Ancora oggi i maggiori consumi pro-capite si riscontrano nell\u2019Unione Europea, dove il primato \u00e8 detenuto dal Lussemburgo con 61,2 litri a testa, seguito dalla Francia, con 53,1 litri, e dall\u2019Italia con 48,5 litri. Se per\u00f2 consideriamo il lungo periodo ci accorgiamo che negli ultimi 30 anni in Europa il consumo \u00e8 stato costantemente declinante, con una riduzione che ha superato il 50% in Francia e Italia. Nel continente americano il consumo \u00e8 sostanzialmente stabile. La crescita di Stati Uniti (+8% in 15 anni) e Brasile (+11%), compensa le flessioni in Cile (-34%) e Argentina (-33%). L\u2019unica area che presenta tassi di crescita interessanti \u00e8 senza dubbio quella asiatica: qui il consumo \u00e8 pi\u00f9 che triplicato negli ultimi quindici anni, grazie soprattutto ai forti incrementi osservati in Cina e Giappone, e non \u00e8 un caso che proprio in quei Paesi tutti gli operatori del mondo abbiano potenziato gli investimenti promozionali.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la denominazione del Chianti Classico il 2005 si \u00e8 chiuso con un bilancio molto positivo: le vendite hanno superato i 256 mila ettolitri, con un incremento del 14% rispetto al 2004 e del 5% sul 2003. Infine, nello scorso mese di gennaio abbiamo registrato un aumento delle vendite di quasi il 29% sullo stesso mese del 2005, un dato che conferma e rafforza la positiva tendenza registrata negli ultimi 18 mesi.  Lo diciamo con una certa prudenza, ma l\u2019impressione \u00e8 che il Chianti Classico abbia superato il momento di mercato peggiore dell\u2019ultimo decennio, probabilmente anche grazie ad un assestamento dei prezzi che ci ha consentito di trovare un nuovo equilibrio sul mercato.<\/p>\n<p>Interessanti sono anche i dati sui mercati di riferimento del Chianti Classico: nel 2005 l\u2019Italia ha assorbito il 44% della sua produzione totale contro il 34% del 2002, mentre la quota di esportazioni si \u00e8 attestata al 56%. Lo sviluppo di ben 10 punti in soli 4 anni evidenzia chiaramente come il Chianti Classico abbia saputo cogliere la positiva evoluzione del mercato interno Italiano, all\u2019interno del quale, come abbiamo gi\u00e0 sottolineato, uno spazio crescente lo stanno conquistando i vini a Denominazione di Origine. Sul versante estero i dati disponibili confermano una certa stabilit\u00e0 nella ridistribuzione tra i vari Paesi delle quote di esportazioni: ancora una volta il nostro mercato pi\u00f9 importante si confermano gli Stati Uniti con il 30% del totale, seguito a ruota dalla Germania con il 24%, dall\u2019Inghilterra con il 13%, dalla Svizzera con il 12% e dal Giappone con il 7%. Grazie un rapporto di cambio pi\u00f9 favorevole, rispetto al 2004 le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno fatto registrare un balzo del 3%, approfittando appieno della congiuntura che in quel Paese ha favorito tutta la produzione italiana. Si pensi che proprio in questi mesi, con circa 33 milioni di ettolitri, gli USA sono diventati il primo Paese consumatore al mondo, superando lo storico primato francese. Nel 2005 l\u2019Italia ha rafforzato la sua leadership come maggior esportatore negli USA con un milione e 823 mila ettolitri per un controvalore di 887 milioni di dollari, con un incremento sul 2004, rispettivamente del 10,5% in volume e del 13,6% in valore. Infine, sullo stesso mercato nel 2005 \u00e8 aumentato il vantaggio italiano sui concorrenti australiani e, ancor di pi\u00f9, su quelli francesi.<\/p>\n<p>Nel complesso per il Chianti Classico il 2005 si \u00e8 concluso con un bilancio favorevole: abbiamo invertito la tendenza negativa degli ultimi anni e le prospettive di breve periodo appaiono incoraggianti. Inoltre, sempre nel corso del 2005 abbiamo realizzato un importante obiettivo di politica interna che ci consentir\u00e0 di affrontare con maggiori chance la ristrutturazione del mercato: nel giugno 2005 i due Consorzi che da 18 anni gestivano la denominazione con diverse competenze si sono definitivamente riunificati, ed il Consorzio Vino Chianti Classico, titolare delle funzioni di controllo e tutela, ha definitivamente incorporato il Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico, meglio noto come Consorzio del Gallo Nero, che si \u00e8 sempre occupato di comunicazione e marketing. Dopo quasi vent\u2019anni i viticultori del Chianti sono dunque tornati ad avere un\u2019unica, solida, struttura di rappresentanza dei propri interessi. Teniamo a ribadire che attraverso questa operazione abbiamo voluto dare al mercato un duplice segnale: il primo \u00e8 di aver ricostituito l\u2019unit\u00e0 strategica  della nostra compagine associativa; il secondo \u00e8 di determinazione, di fermezza nel perseguire l\u2019obiettivo di fornire ai consumatori garanzie assolute di qualit\u00e0 e tracciabilit\u00e0 dei nostri prodotti. Una fermezza che abbiamo mostrato in una recente vicenda giudiziaria che ha riguardato alcuni operatori che trattano Chianti Classico, nella quale il Consorzio ha stigmatizzato gli eventuali comportamenti illeciti  riservandosi di esercitare tutte le iniziative legali a tutela e salvaguardia della denominazione.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, il risultato pi\u00f9 importante ottenuto attraverso la fusione \u00e8 di aver semplificato la comunicazione verso il mercato, attribuendo a tutta la produzione di Chianti Classico un unico marchio distintivo. Il brand del Gallo Nero \u00e8 quindi diventato definitivamente il brand di tutta la denominazione ed \u00e8 stato inserito all\u2019interno della Fascetta di Stato che distingue i vini a DOCG. Proprio in questi giorni stanno uscendo le prime bottiglie di Chianti Classico con il nuovo contrassegno che &#8211; come potete vedere un po\u2019 dappertutto in questa sala &#8211; ha subito un parziale restyling. Dal marchio originario sono scomparsi i riferimenti al Consorzio del Marchio Storico mentre \u00e8 stato aggiunto il riferimento al 1716, anno nel quale il Granduca di Toscana, Cosimo III de\u2019 Medici, emise il bando con il quale circoscriveva esattamente il territorio di produzione del vino Chianti e che ancora coincide con l\u2019attuale denominazione del Chianti Classico. Ovviamente il restyling del marchio \u00e8 stato affiancato anche dall\u2019elaborazione di una nuova immagine coordinata che accompagner\u00e0 tutta la nostra comunicazione.<\/p>\n<p>In definitiva, attraverso la fusione nel 2005 abbiamo posto le basi per un rafforzamento della nostra denominazione, riunificando i Consorzi in modo da ottimizzare le risorse e trasformando il nostro Gallo Nero da marchio privato in uso soltanto ad una parte dei produttori, a marchio che contraddistingue tutta la denominazione, con immediati benefici per la nostra comunicazione. Nel recente passato sul mercato erano presenti prodotti afferenti al Chianti, al Chianti Classico ed al Chianti Classico Gallo Nero, con l\u2019ovvia difficolt\u00e0 di spiegare quale fosse la funzione distintiva del Gallo Nero all\u2019interno di una denominazione gi\u00e0 regolata da un preciso disciplinare di produzione. Oggi le scelta dei consumatori si limita a prodotti di due distinte denominazioni: quella del Chianti Classico, marcata da un brand, il Gallo Nero, che identifica i vini provenienti dal territorio di produzione originario \u2013 per l\u2019appunto il Chianti \u2013 e regolati da un autonomo disciplinare, e tutti gli altri vini che con questo non hanno nulla a che vedere, anche se si chiamano Chianti. <\/p>\n<p>Tra circa un mese partir\u00e0 la nuova campagna pubblicitaria del Chianti Classico preparata da Saatchi &#038; Saatchi che si pone proprio l\u2019obiettivo di rafforzare la visibilit\u00e0 sul mercato del nostro nuovo marchio. Nelle nostre intenzioni la campagna dovrebbe avere una durata triennale e coprire i principali quotidiani e magazine italiani.<\/p>\n<p>Vorrei concludere questo intervento ricordando ai nostri ospiti che quest\u2019anno, per la prima volta, ospitiamo una vasta rappresentanza di aziende che producono Olio DOP Chianti Classico. Anche se con quantit\u00e0 davvero limitate il nostro Olio DOP rappresenta una delle eccellenze qualitative di tutto l\u2019agroalimentare italiano ed in pochi anni \u00e8 diventato un patrimonio essenziale del nostro territorio. Non so quanti di voi siano a conoscenza del tempo, degli sforzi e delle risorse che abbiamo speso, cos\u00ec come delle difficolt\u00e0 politiche e degli ostracismi che abbiamo dovuto superare per ottenere il riconoscimento di una DOP. Non \u00e8 stato facile, ma dobbiamo tuttavia aggiungere che il giudizio del mercato ci ha ampiamente compensato. Nei prossimi mesi avrete altre occasioni per pestare i nostri oli: il 3 e 4 marzo si terr\u00e0 in Chianti, a Mercatale Val di Pesa, la seconda edizione di \u201cMercantolio\u201d, una mostra &#8211; mercato della DOP Chianti Classico, che verr\u00e0 preceduta da un interessante convegno sul tema olio DOP e salute, guidato da illustri scienziati del settore, che si terr\u00e0 il prossimo luned\u00ec 27 febbraio, a partire dalle 09.45, presso l\u2019auditorium Machiavelli della BCF di San Casciano Val di Pesa; mentre il 19 e 20 maggio a Firenze sar\u00e0 organizzato dal nostro Consorzio di Tutela il secondo \u201cBanco di Assaggio\u201d, dove verranno presentate al pubblico, agli operatori e alla stampa tutte le DOP dell\u2019olio presenti nel panorama italiano.<\/p>\n<p>CHIANTI CLASSICO VENDEMMIA 2005 (Le previsioni)<\/p>\n<p>Similmente all\u2019annata 2004, anche l\u2019andamento climatico del 2005 \u00e8 stato responsabile di un\u2019epoca di vendemmia tardiva, seppure significative sono state le differenze tra le due annate per quanto riguarda la tempistica delle varie fasi fenologiche. La stagione invernale \u00e8 stata caratterizzata da temperature rigide, come non si riscontravano da alcuni anni, con abbondanti nevicate anche a quote collinari, che si sono protratte anche alla fine di febbraio &#8211; inizio marzo. Il germogliamento si \u00e8 manifestato regolarmente nel mese di aprile, accompagnato da precipitazioni piovose caratteristiche del regime pluviometrico sub-appenninico del Chianti nel periodo di inizio primavera. Le successive fasi di accrescimento dei germogli e della fioritura non hanno presentato alcuna irregolarit\u00e0, agevolate inoltre dalla ridottissima insistenza delle principali infezioni fungine della vite. All\u2019inizio di giugno, durante le fasi di fioritura e allegagione, si \u00e8 potuto constatare la presenza di una produzione di grappoli per pianta molto ben equilibrata al punto da poter prevedere un\u2019ottima annata soprattutto dal punto di vista qualitativo, ma con una diminuzione quantitativa del 10-15% rispetto alla vendemmia precedente. Il mese di giugno ha presentato, analogamente a quanto avvenuto spesso nelle ultime annate, temperature elevate al di sopra della media, a dimostrare una certa tendenza ad anticipare il decorso della stagione estiva. Sfortunatamente le previsioni non sono state rispettate, in quanto a partire dalla fine di luglio e per tutto il mese di agosto  sono state registrate temperature inferiori alla media del periodo con alcune piogge ad intervalli  regolari. Tutto ci\u00f2 ha causato un inizio ed un decorso della maturazione delle uve ritardato, pur procedendo in modo regolare senza fattori di stress che ne avrebbero potuto causare dannosi arresti. Durante il mese di settembre le operazioni colturali di gestione del vigneto (sfogliature in particolare) hanno permesso di sfruttare al massimo le giornate di sole per aumentare la concentrazione degli zuccheri e dei principali costituenti nobili  (antociani, polifenoli ed aromi) nell\u2019acino; inoltre, la buona escursione termica mantenutasi per tutto il mese (con giornate ancora molto calde e notti fresche) ha assicurato la salvaguardia e il mantenimento delle componenti aromatiche presenti nelle uve. Anche il mese di ottobre ha presentato un\u2019alternanza climatologica con riflessi sull\u2019epoca di vendemmia: il principale vitigno del Chianti Classico, il Sangiovese, \u00e8 stato raccolto a partire dalla fine di settembre nelle zone pi\u00f9 precoci fino al 20 ottobre circa. Alla vendemmia lo stato sanitario delle uve \u00e8 risultato soddisfacente, nonostante i periodi di pioggia che in certe situazioni hanno provocato l\u2019insorgenza di muffe. In questi casi, fondamentali sono state tutte quelle tecniche colturali compiute nei mesi precedenti rivolte al contenimento dello sviluppo vegetativo; a ci\u00f2 si deve aggiungere la rigorosa selezione delle uve effettuata alla raccolta e al momento della pigio-diraspatura. Le vinificazioni hanno presentato decorsi fermentativi regolari e senza particolari difficolt\u00e0. Dopo il primo travaso, avvenuto al termine della fermentazione malolattica, mediamente ci troviamo di fronte a vini con una notevole ricchezza nel corredo aromatico, con un corretto assetto polifenolico e con media  struttura, in cui si evidenzia un ottimale bilanciamento tra concentrazione alcolica e quadro acido. <\/p>\n<p>Dott. Daniele Rosellini (Direttore Tecnico)<\/p>\n<p>La DEGUSTAZIONE di Rocco Lettieri<\/p>\n<p>L\u2019offerta era davvero interessante:<\/p>\n<p>Chianti Classico 2005 in anteprima\t\t64 campioni<br \/>Chianti Classico 2004\t\t\t\t83 campioni<br \/>Chianti Classico 2003\t\t\t\t85 campioni<br \/>Chianti Classico 2002\t\t\t\t  4 campioni<br \/>Chianti Classico 2001\t\t\t\t  5 campioni<br \/>Chianti Classico Riserva 2004\t\t  1 campione<br \/>Chianti Classico Riserva 2003\t\t47 campioni<br \/>Chianti Classico Riserva 2002\t\t  2 campioni<br \/>Chianti Classico Riserva 2001\t\t46 campioni<br \/>Chianti Classico Riserva 2000\t\t10 campioni per un totale di 348 campioni<\/p>\n<p>Personalmente mi sono impegnato a degustare una quindicina di vini 2005 in anteprima, tutti i campioni del 2003, i 47 campioni della riserva 2003 e alcuni campioni della riserva 2001.<\/p>\n<p>Il Chianti Classico 2005, anteprima, mi ha positivamente impressionato per un ritorno ad un colore violaceo (e non nero), per una fruttuosit\u00e0 pulita, per una buona presenza di alcool, per tannini ancora aggressivi ma non amari e per una buona profondit\u00e0. Non ci si poteva aspettare grande finezza dall\u2019annata 2003 (anche dalle riserve), considerando l\u2019annata caldissima e siccitosa; nel complesso non si pu\u00f2 dire che non ci siano state belle sorprese ma vini uguali sia nel colore che nei profumi (molti con sentori di fieno cotto ed altri con sentori troppo vegetali). Anche in bocca c\u2019\u00e8 stato poco miglioramento dallo scorso anno. Chi ha saputo domare i tannini ha portato in bottiglia anche armonia, persistenza, e piacevolezza. La degustazione delle Riserve 2001 ha dato notevoli soddisfazioni. In molti vini il colore marcava verso l\u2019aranciato ma in sostanza una buona tenuta di colore. Al naso ancora troppo legno, frutta e spezie che si assommavano senza una netta distinzione; in bocca le cose andavano meglio con vini armonici, spezie presenti ma discrete, non coprenti la frutta e la freschezza. Una bella esperienza. Qui di seguito le \u201cmie\u201d impressioni sopra il punteggio di 88\/100.<\/p>\n<p>Anteprima Chianti Classico DOCG 2005<\/p>\n<p>91 Carobbio<br \/>90 Castello di Ama<br \/>89 Castagnoli<br \/>89 Castello di Fonterutoli<br \/>89 Fontodi<br \/>89 Rocca delle Mac\u00ece<br \/>89 S. Giusto a Rentennano<br \/>89 Vignamaggio<br \/>89 Villa Cafaggio<br \/>88 Castello di Selvole<br \/>88 Dievole<br \/>88 Villa Calcinaia<\/p>\n<p>Chianti Classico DOCG 2003<\/p>\n<p>92 Rocca di Castagnoli<br \/>92 Il Colombaio di Cencio I Massi<br \/>92 Castello di Bossi<br \/>91 Castello di Ama<br \/>91 Isole e Olena<br \/>90 Fattoria Nittardi Casanuova di Nittardi<br \/>90 I Sodi<br \/>90 Rocca di Montegrossi<br \/>89 Cantalici<br \/>89 Castello di Meleto<br \/>89 Fontodi<br \/>89 Riecine<br \/>89 Vignamaggio<br \/>89 Villa a Sesta Il Palei<br \/>88 Casa Sola<br \/>88 Casaloste<br \/>88 Castello di Selvole Ponte Rosso<br \/>88 Castello di Tornano<br \/>88 Concadoro Vigna di Gaversa<br \/>88 La Marcellina Comignole<br \/>88 Le Fonti<br \/>88 Panzanello<br \/>88 Poggio Bonelli<br \/>88 Querciavalle<br \/>88 Villa Branca Bellarco<\/p>\n<p>Chianti Classico RISERVA DOCG 2003<\/p>\n<p>92 Castello Vicchiomaggio La Prima<br \/>92 Castello Vicchiomaggio Petri<br \/>91 San Fabiano Calcinaia Cellole<br \/>90 Il Colombaio di Cencio I Massi<br \/>90 Villa Calcinaia<br \/>89 Castellare di Castellina<br \/>88 Fattoria Ispoli<br \/>88 Fattoria Le Fonti<br \/>88 Fattoria Viticcio Beatrice<br \/>88 Panzanello<\/p>\n<p>Chianti Classico RISERVA DOCG 2001<\/p>\n<p>93 Ormanni Boro del Diavolo<br \/>92 Casaloste Don Vincenzo<br \/>91 Castello di Monsanto Il Poggio<br \/>91 Dievole <br \/>91 Fattoria La Loggia Terra dei Cavalieri<br \/>91 I Sodi<br \/>91 San Felice Poggio Rosso<br \/>90 Machiavelli Vigna di Fontalle<br \/>90 Ruffino Riserva Ducale<br \/>89 Casa Sola<br \/>89 Castello di Querceto Il Picchio<br \/>89 Melini La Selvanella<br \/>89 Villa Sesta<br \/>88 Castello di Monastero<br \/>88 Le Cinciole Petresco<br \/>88 Villa Cafaggio<\/p>\n<p>PRODUTTORI Chianti DOCG presenti <\/p>\n<p>Agricoltori del Chianti Geografico<br \/>Antico Borgo di Sugame<br \/>Badia a Coltibuono<br \/>Barone Ricasoli<br \/>Bibbiano<br \/>Borgo Scopeto<br \/>Cantalici<br \/>Caparsa<br \/>Carobbio<br \/>Carpineto<br \/>Casa Sola<br \/>Casale dello Sparviere<br \/>Casaloste<br \/>Casina di Cornia<br \/>Castagnoli<br \/>Castellare di Castellina<br \/>Castelli del Gravepesa<br \/>Castello d\u2018Albola<br \/>Castello di Ama<br \/>Castello di Bossi<br \/>Castello di Cacchiano<br \/>Castello di Fonterutoli<br \/>Castello di Lucignano<br \/>Castello di Meleto<br \/>Castello di Monastero<br \/>Castello di Monsanto<br \/>Castello di Monterinaldi<br \/>Castello di Querceto<br \/>Castello di San Donato in Perano<br \/>Castello di San Sano<br \/>Castello di Selvole<br \/>Castello di Tizzano<br \/>Castello di Tornano<br \/>Castello di Verrazzano<br \/>Castello La Leccia<br \/>Castello Vicchiomaggio<br \/>Cecchi<br \/>Cerbaia<br \/>Colle Bereto<br \/>Collelungo<br \/>Concadoro<br \/>Dievole<br \/>Fattoria delle Fornacelle<br \/>Fattoria di Cinciano<br \/>Fattoria di Corsignano<br \/>Fattoria di Petroio<br \/>Fattoria Ispoli<br \/>Fattoria La Loggia<br \/>Fattoria La Ripa<br \/>Fattoria Le Fonti<br \/>Fattoria Montemaggio<br \/>Fattoria Nittardi<br \/>Fattoria San Giusto a Rentennano<br \/>Fattoria San Michele a Torri<br \/>Fattoria Valtellina<br \/>Fattoria Viticcio<br \/>Fontodi<br \/>I Sodi<br \/>Il Colombaio di Cencio<br \/>Il Molino di Grace<br \/>Il Poggiolino<br \/>Isole e Olena<br \/>La Casaccia<br \/>La Madonnina<br \/>La Marcellina<br \/>La Mirandola<br \/>La Sala<br \/>Le Cinciole<br \/>Le Corti Corsini<br \/>Le Fonti<br \/>Le Miccine<br \/>Lornano<br \/>Luiano<br \/>Machiavelli<br \/>Mannucci Droandi<br \/>Massanera<br \/>Melini<br \/>Monte Bernardi<br \/>Montecalvi<br \/>Monteraponi<br \/>Ormanni<br \/>Panzanello<br \/>Piccini<br \/>Podere Terreno alla Via della Volpaia<br \/>Poggio Amorelli<br \/>Poggio Bonelli<br \/>Poggio Torselli<br \/>Poggiopiano<br \/>Quercia al Poggio<br \/>Querciabella<br \/>Querciavalle<br \/>Riecine<br \/>Rocca delle Mac\u00ece<br \/>Rocca di Castagnoli<br \/>Rocca di Montegrossi<br \/>Rodano<br \/>Ruffino<br \/>San Fabiano Calcinaia<br \/>San Felice<br \/>San Martino<br \/>San Martino a Cecione<br \/>Santo Stefano<br \/>Spadaio e Piecorto<br \/>Tenimenti Angelini \u2013 San Leonino<br \/>Tenuta di Arceno<br \/>Tenuta di Lilliano<br \/>Tenuta di Nozzole<br \/>Tenuta di Riseccoli<br \/>Tenuta Villa Trasqua<br \/>Terrabianca<br \/>Torraccia di Presura<br \/>Val delle Corti<br \/>Valiano<br \/>Vescine<br \/>Vignamaggio<br \/>Vignole<br \/>Villa a Sesta<br \/>Villa Branca<br \/>Villa Cafaggio<br \/>Villa Calcinaia<br \/>Villa Cerna<br \/>Villa Mangiacane<br \/>Villa Sant\u2019Andrea<\/p>\n<p>(chiedo scusa a qualche Casa, se errata nella trascrizione, per il correttore automatico del PC).<\/p>\n<p>OLIO CHIANTI CLASSICO DOP 2005<\/p>\n<p>In concomitanza dell\u2019anteprima del Chianti sono stati presentati gli oli Chianti Classico DOP del 2005. 33 campioni, le cui caratteristiche sono state brillantemente presentate (anche con degustazione pilotata) da  Fiammetta Nizzi Grifi. Queste le \u201csue\u201d parole sulle caratteristiche DELLA PRODUZIONE OLIO CHIANTI CLASSICO DOP 2005<\/p>\n<p>\u201cCon la produzione 2004 i nostri agricoltori avevano incontrato alcune difficolt\u00e0 legate alla tanta produzione che ha ritardato i processi di maturazione delle olive a causa dell\u2019andamento stagionale non regolare rispetto al territorio. Si erano infatti registrate precipitazioni superiori alla media annuale, temperature generalmente pi\u00f9 basse della media stagionale un autunno particolarmente caldo. La temperatura media del 2004 non era stata particolarmente calda sia in primavera che in estate e questo aveva favorito la crescita dell\u2019olivo ma anche ritardato la maturazione delle olive fino a 10-15 giorni. Le olive quindi erano particolarmente ricche di zuccheri e quindi difficili da lavorare perch\u00e9 immediatamente fermentescibili.<br \/>La campagna 2005 ha invece presentato un\u2019altra tipologia di problematiche, sempre di natura climatica. La ripresa vegetativa \u00e8 stata particolarmente ritardata ed in alcune aree del territorio (soprattutto nel senese) \u00e8 avvenuta quasi contemporaneamente alla mignolatura. Questo ha determinato alcuni problemi di allegagione a cui si sono aggiunti quelli gravi portati da abbassamenti termici nel mese di aprile (gelate primaverili) che hanno \u201cbruciato\u201d le gemme a fiore che gi\u00e0 si erano mosse. Il risultato in generale \u00e8 stato quello di avere perdita di produzione \u201ca macchia di leopardo\u201d, con aziende nelle quali le perdite sono state tali da non rendere conveniente la raccolta ed altre in cui si \u00e8 registrato un incremento di produzione rispetto allo scorso anno.<br \/>Mediamente comunque la produzione del Chianti Classico ha avuto una diminuzione di olio prodotto interno al 15-20%. Le maggiori difficolt\u00e0 si sono rilevate nei tentativi di mantenere alto i livello della qualit\u00e0 degli oli che del Chianti Classico, oli che si sono formati in frutti particolarmente ricchi di acqua. La stagione estiva e soprattutto quella autunnale \u00e8 infatti stata segnata da abbondanti piogge che hanno prodotto oli dai profumi mediamente leggeri, poco intensi e caratterizzati da fruttati decisamente maturi. Le note amare sono poco presenti mentre si trovano quelle piccanti di gola, non tardive n\u00e9 persistenti, unite a note mandorlate poco usuali per gli oli \u201cnuovi\u201d del Chianti Classico. A causa dell\u2019alto tenore di acqua nei frutti, i nostri agricoltori hanno imparato a loro spese che soltanto tempi di stoccaggio particolarmente corti (1-2 giorni) permettono di ottenere prodotti corretti, anche se mediamente meno intensi di quelli a cui eravamo abituati.<\/p>\n<p>Fiammetta Nizzi Grifi (Consulente Consorzio Olio Chianti Classico DOP)<\/p>\n<p>In collaborazione con il:<br \/>Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico<br \/>Via Scopeti, 155<br \/>50026 San Casciano V. di Pesa<br \/>Tel. 0039. 055. 8228522<br \/>marketing@chianticlassico.comhe<br \/>www.chianticlassico.com<\/p>\n<p>Spigolature personali e appunti di viaggio durante il soggiorno a Firenze:<\/p>\n<p>Come lo scorso anno, con 3 amici (Gigi Brozzoni, Rancho Asenjo Acosta <Spagna \u2013 Elmundovino.com> e Franzo Ziliani), ho (abbiamo) potuto apprezzare la cucina (ottima) del Ristorante OLIVIERO (via delle Terme 51\/r \u2013 tel. 055. 287643) proposta da Francesco Altomare, personaggio mitico, con in cucina lo chef Antonio Pelosi coadiuvato da Tommaso Freschi. Il Menu recita: \u201cIl mondo cominci\u00f2 con un peccato di gola\u2026\u201d ed anche noi abbiamo iniziato con peccatucci quali \u2026crema di patate con code di gamberi e olio alla cannella e Champagne Jacquart. A seguire\u2026Zuppa di cicerchie con mazzancolle all\u2019olio \u201cnovo\u201d e\u2026Pasta, ceci e baccal\u00e0, accompagnati da Cerviolo Bianco 2002 di San Fabiano Calcinaia (proprietario Guido Serio). Spettacolare il ritorno della \u2026FIORENTINA di razza Chianina alla brace di rovere, con cannellini all\u2019olio di casa. IN abbinamento il rosso Cellole 2002 in magnum, sempre di San Fabiano Calcinaia (si gioca novo di casa) per finire con un assaggio di GUTTUS, formaggio erborinato della Parrina. Dessert di chiusura: Millefoglie al cacao con spuma di pere e caprino. <br \/>Indirizzo da suggerire unitamente a quello de La Collegiata \u2013 Albergo Ristorante Enoteca \u2013 Relais &#038; Chateaux in San Gimignano. Tel. 0577. 943201 \u2013 www.lacollegiata.it.<\/p>\n<p>A cura di Rocco Lettieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anteprima Chianti Classico 2005 I vini del Gallo Nero in scena alla Stazione Leopolda di Firenze Marted\u00ec 21 a Firenze<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2397"}],"collection":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2397\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}