{"id":2463,"date":"2007-07-24T10:01:02","date_gmt":"2007-07-24T10:01:02","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2463"},"modified":"2007-07-24T10:01:02","modified_gmt":"2007-07-24T10:01:02","slug":"il-cous-cous-fest-festeggia-il-suo-decennale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2463","title":{"rendered":"IL COUS COUS FEST FESTEGGIA IL SUO DECENNALE"},"content":{"rendered":"<p>LA PROSSIMA EDIZIONE A  S. VITO LO CAPO DAL 25 AL 30 SETTEMBRE 2007 <\/p>\n<p>VISSANI, KHALED E BONILLI TRA I PROTAGONISTI DELLA PROSSIMA EDIZIONE <\/p>\n<p>La musica di Khaled, il cous cous interpretato da Gianfranco Vissani, una conversazione con Niccol\u00f2 Ammaniti, le magiche atmosfere di una tenda berbera sulla spiaggia bianchissima del promontorio sanvitese, le spezie e gli aromi di  cous cous provenienti da otto paesi del bacino del Mediterraneo e non solo, giudicati dal palato insindacabile di Stefano Bonilli. <\/p>\n<p>Sono questi alcuni degli ingredienti del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, la rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo che quest\u2019anno festeggia il suo decimo compleanno con un programma d\u2019eccezione e ricco di novit\u00e0. La manifestazione dove il cous cous, piatto povero ma ricco di simbolismi e cultura, \u00e8 protagonista, si svolger\u00e0 a San Vito Lo Capo, dal 25 al 30 settembre prossimi. <\/p>\n<p>La cittadina del trapanese, dal volto arabo e dall\u2019anima mediterranea, sar\u00e0 il tradizionale palcoscenico per l\u2019evento \u2013 organizzato dall\u2019agenzia Feedback in collaborazione con il Comune di San Vito Lo Capo &#8211; che quest\u2019anno celebra \u201cTremila anni di cous cous e dieci anni di fest\u201d, per riprendere lo slogan della campagna di comunicazione di quest\u2019anno. Chiaro il riferimento alla tradizione del piatto, che affonda le sue radici nel \u2018900 A.C. secondo la leggenda che racconta di come re Salomone, perdutamente innamorato della regina di Saba, sia riuscito a guarire dal suo male d\u2019amore mangiando un piatto di cous cous. Da allora la tradizione del cous cous, piatto comune a tanti popoli e culture, cammina da millenni sulle gambe degli uomini, nei ricordi dei popoli migranti, nelle ritualit\u00e0 del suo consumo, nelle ricorrenze e nelle feste. Ecco i principali appuntamenti della prossima edizione che si preannuncia un evento da non perdere. <\/p>\n<p>BONILLI \u2018GRAN CERIMONIERE\u2019 DELLA GARA GASTRONOMICA INTERNAZIONALE <\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno il cuore pulsante della manifestazione sar\u00e0 la gara gastronomica internazionale di cous cous che impegner\u00e0 i migliori chef del Mediterraneo provenienti da 8 paesi \u2013 tra cui per la prima volta la Mauritania &#8211; che si affronteranno proponendo il cous cous cucinato secondo la propria tradizione gastronomica. Una prestigiosa giuria internazionale di giornalisti ed esperti di enogastronomia, presieduta da Stefano Bonilli, editore e direttore del Gambero Rosso e alla quale \u00e8 stato invitato a partecipare anche Enzo Vizzari, curatore delle Guide dell\u2019Espresso, designer\u00e0 il piatto di cous cous vincitore. La Costa d\u2019Avorio dovr\u00e0 lottare per non perdere il titolo conquistato l\u2019anno scorso. Dalla piazza principale anche il pubblico potr\u00e0 assistere alla gara internazionale di cous cous, animata da Sas\u00e0 Salvaggio sar\u00e0 l\u2019inviato che racconter\u00e0 al pubblico presente la competizione internazionale. <\/p>\n<p>AROMI, SPEZIE E PROFUMI: VIAGGIO NEI COUS COUS DEL MONDO   <\/p>\n<p>Cous cous per tutti i gusti e nelle varianti pi\u00f9 gustose e succulente al villaggio gastronomico, che si snoda nel cuore arabo di San Vito Lo Capo, tra le strade e nei vicoli ombreggiati dalle bouganville. Il viaggio del palato comincia dalla versione locale, a base di pesce, disponibile alla &#8220;Casa del cous cous di San Vito Lo Capo&#8221;, prosegue a caccia delle migliori ricette della gastronomia del territorio protagoniste della &#8220;Casa del cous cous trapanese&#8221; per approdare alle numerose versioni internazionali che utilizzano carne, verdure e spezie di tutti i tipi, proposte al &#8220;Cous cous dal mondo\u201d. Novit\u00e0 di quest\u2019anno \u00e8 l\u2019area &#8220;Casa del cous cous del Maghreb&#8221; dove si pu\u00f2 assaggiare la versione tipica del cous cous, secondo l\u2019antica tradizione di Algeria, Marocco e Tunisia, l\u2019area geografica dove il piatto ha le sue radici. I migliori vini siciliani e le succulente specialit\u00e0 della cucina mediterranea sono i compagni d\u2019avventura in questo viaggio alla scoperta del mangiar bene. L\u2019ingresso alla manifestazione \u00e8 gratuito. Per degustare i cous cous \u00e8 necessario acquistare un ticket di euro 10,00 che d\u00e0 diritto ad una porzione di cous cous o di una specialit\u00e0 gastronomica trapanese ed un bicchiere di vino siciliano, una degustazione di dolci tipici siciliani o i gustosi fichidindia di Roccapalumba (Palermo) ed un bicchiere di vino da dessert. <\/p>\n<p>UN EVENTO, MILLE VOLTI <\/p>\n<p>Intorno al cous cous prende vita un gioioso melting polt etnico e culturale che unisce in s\u00e9 le suggestioni del palato, i colori e i suoni del Mediterraneo. In una settimana si riunisce a San Vito Lo Capo gente da tutti i continenti. Gente che ha negli occhi la gioia di vivere e nella mente i riti di una tradizione antica: \u00e8 questo il \u201cpopolo\u201d del Cous Cous Fest. Tra gli appuntamenti in programma anche incontri e seminari sul tema dell\u2019enogastronomia, i \u201cMomenti golosi\u201d, dedicati a specialit\u00e0 regionali abbinate ad etichette siciliane e wine tasting. Vittorio Castellani, aka chef Kumal\u00e8, giornalista esperto delle cucine del mondo, porter\u00e0 i visitatori in viaggio attraverso le tradizioni e i sapori di paesi lontani nell\u2019ambito dei Laboratori del Mediterraneo. <\/p>\n<p>IL COUS COUS ALLA VISSANI <\/p>\n<p>Special guest di questa decima edizione sar\u00e0 l\u2019istrionico Gianfranco Vissani, chef, critico e gastronomo, dal volto noto al grande pubblico dalle numerose partecipazioni a trasmissioni televisive. Il maestro Vissani proporr\u00e0, in occasione del decennale della manifestazione, una sua personale interpretazione del piatto del cous cous nell\u2019ambito di un talk food, in programma venerd\u00ec 28 settembre alle 17.00. \u201cIl cous cous \u2013 ha detto Vissani &#8211; \u00e8 un piatto fantastico e ricco di storia, che mi piace molto e che propongo anche al mio ristorante, ma in una sorta di timballo con salsa al caff\u00e8.\u201d Il maestro non svela gli ingredienti del piatto che preparer\u00e0 a San Vito: \u201cpresenter\u00f2 una ricetta a sorpresa, appositamente ideata per la Sicilia, terra meravigliosa, terra di sole, che vanta un patrimonio gastronomico eccezionale e superlativo. Il ragusano e il maiorchino, la ricotta e il pecorino, l\u2019agnello, gli agrumi baciati dal sole, i dolci opulenti come la cassata e gli straordinari cannoli e piatti dall\u2019influenza araba, normanna e sveva rendono l\u2019isola uno scrigno di sapori unici dove da sempre esiste il culto del mangiare bene\u201d. Lo stesso giorno Vissani parteciper\u00e0 ad un talk show aperto al pubblico e condotto da Fede&#038;Tinto, giornalisti della trasmissione Decanter di Radio Rai Due, al quale parteciper\u00e0 anche Stefano Bonilli.   <\/p>\n<p>CIBO E LETTERATURA CON AMMANITI, FOIS E PICCOLO <\/p>\n<p>Si chiama \u201cLa penna e la forchetta: conversazioni su cibo e letteratura\u201d l\u2019appuntamento culturale ideato della prossima edizione del Cous Cous Fest. L\u2019iniziativa, ideata da Gianfranco Marrone, docente di semiotica all\u2019Universit\u00e0 di Palermo e presidente dell&#8217;Associazione Italiana di Studi Semiotici, vedr\u00e0 la partecipazione di scrittori del calibro di Niccol\u00f2 Ammaniti, Francesco Piccolo, autore, tra gli altri di \u201cSe c\u2019ero dormivo\u201d e \u201cStorie di primogeniti e figli unici\u201d, Marcello Fois, scrittore di noir alla ribalta nazionale e Roberto Alajmo. L\u2019appuntamento con le \u201cconversazioni d\u2019autore\u201d, nello splendido scenario del giardino del Santuario di San Vito Lo Capo, \u00e8 alle 17 di gioved\u00ec 27 e sabato 29 settembre. Degustazioni di etichette siciliane chiuderanno gli incontri. <\/p>\n<p>METTI UNA SERA.. A CENA <\/p>\n<p>Menu d\u2019autore firmati da chef stellati siciliani tra cui Nino Graziano (Semifreddo di Mosca), Andreas Zangerl (Casa Grugno di Taormina), Pino Cuttaia (La Madia di Licata (Ag)) e Vincenzo Candiano (Locanda di Don Serafino, Ragusa), fresco della nomina \u201cMigliore chef emergente del Sud Italia\u201d durante la manifestazione Vitigno Italia di Napoli, delizieranno i palati pi\u00f9 esigenti dei visitatori del Cous Cous Fest. Da mercoled\u00ec a domenica, nell\u2019ambito della rassegna, andranno in scena cene tematiche di degustazione in cui protagonisti saranno i prodotti di eccellenza della gastronomia e della tradizione isolana in abbinamento ai migliori vini siciliani. Selezionate ricette della tradizione gastronomica siciliana, interpretate dai migliori chef dell\u2019isola saranno servite ogni sera alle 20.30. <\/p>\n<p>EXPO VILLAGE, IL MONDO A SAN VITO LO CAPO <\/p>\n<p>Il meglio della cultura e delle tradizioni dei paesi partecipanti sar\u00e0 esposto all\u2019Expo Village, un coloratissimo crogiolo multietnico caratterizzato dall\u2019affascinante miscellanea di culture e linguaggi. In esposizione prodotti e manufatti dei paesi partecipanti alla rassegna che vi incanteranno, facendovi sentire immersi in un magico mondo multicolore.   <\/p>\n<p>AL WAHA, MUSICA E SUGGESTIONI ORIENTALI IN RIVA AL MARE <\/p>\n<p>Si chiama Al Waha, il cui nome in arabo significa oasi nel deserto, la magica oasi dalle suggestioni orientali sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, teatro di degustazioni tra tende dai colori accesi, la danza del ventre nella luce sfumata del tramonto, musica e percussioni che accolgono i visitatori all\u2019interno di un\u2019atmosfera rilassata e fuori dal tempo, in riva ad un mare di smeraldo. <\/p>\n<p>COUS COUS LIVE SHOW, ARRIVA KHALED <\/p>\n<p>Khaled, in tappa unica in Italia, si esibir\u00e0 al Cous Cous Live Show di San Vito Lo Capo. Il cantante algerino di fama internazionale, il pi\u00f9 famoso interprete mondiale di pop ra\u00ef, capace di amalgamare la tradizione musicale algerina con ritmi e stili occidentali quali il soul, il rock e il reggae, dando vita a un suono del tutto originale, si esibir\u00e0 in piazza Santuario a San Vito Lo Capo, venerd\u00ec 28 settembre. Al tramonto del sole, ogni giorno della rassegna San Vito Lo Capo si trasformer\u00e0 in un palcoscenico dedicato alla fusion e world music. Al Cous Cous Fest si avvicenderanno alcuni tra i pi\u00f9 prestigiosi esponenti di questo genere che non ha patria ma viaggia per il mondo attingendo alle sonorit\u00e0 dei popoli. I concerti si svolgeranno in piazza Santuario, saranno aperti al pubblico e gratuiti. <\/p>\n<p>Maggiori informazioni sul sito www.couscousfest.it <\/p>\n<p>*****************************<\/p>\n<p>LA STORIA DEL COUS COUS: piatto giramondo<br \/>(a cura di Vittorio Castellani, giornalista gastronomade conosciuto come chef Kumal\u00e8)<\/p>\n<p>Nella storia esistono antichissime testimonianze di cous cous: i Cartaginesi ne facevano grande uso, con aggiunta di formaggio e miele ed i Greci per questo li chiamavano \u201cpultofagi\u201d. La ricetta cartaginese ci \u00e8 stata tramandata da Catone nel suo libro &#8220;De Rusticae&#8221;. In Sicilia la tradizione del cous cous \u00e8 radicata nel trapanese fin dall\u2019anno mille dove giunse con la dominazione araba. <\/p>\n<p>La storia del cous cous comincia tra gli imazighen, i berberi, il popolo autoctono delle valli e delle montagne del Nord Africa, le cui origini sono molto antiche. Con i cereali che coltivavano quali frumento, ma soprattutto orzo, miglio e sorgo erano soliti preparare delle pappe con acqua o latte. <\/p>\n<p>Il cous cous con la sua sofisticata cottura a vapore ne \u00e8 un ulteriore sviluppo ed \u00e8 diventato un cibo fortemente legato alle tradizioni conviviali e religiose del Maghreb, approdando anche sulle tavole siciliane e rinnovando ancora oggi il legame con la cultura araba.<\/p>\n<p>Il cous cous, piatto giramondo, unisce in s\u00e9 il globale e il locale. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh.<\/p>\n<p>Il cous cous nella tradizione maghrebina <br \/>Questa tradizionale pietanza a base di semola di grano, cotta a vapore, servita con un bouillon aromatico arricchito del sapore delle verdure di stagione, legumi, aromi e spezie, carne o pesce, rappresenta da sempre il piatto simbolo della cucina maghrebina, specie nei giorni di festa. <\/p>\n<p>Il termine cous cous indica sia la &#8220;semola&#8221; che il piatto completo, nella sua terra d&#8217;origine, dal Marocco alla Libia. Questa semola si presta a una variet\u00e0 infinita di piatti: da quello pi\u00f9 semplice con lo smen, un burro &#8220;fermentato&#8221; e un bicchiere di latte cagliato, ai ricchissimi cous cous delle feste di matrimonio e di ricevimento.<br \/>Il fatto che il cous cous venga servito in un enorme piatto rotondo, a cui attingono tutti i commensali, dopo il rituale Bismallah (&#8220;in nome di Dio&#8221;), sottolinea la natura conviviale di questo piatto. La tradizione vuole che si mangi con le mani, prendendo un pezzo di carne o di verdure e formando una pallina con la semola. <\/p>\n<p>Durante i matrimoni, il cous cous \u00e8 soltanto uno dei piatti della diffa (banchetto), solitamente l&#8217;ultimo ad essere servito, mentre costituisce il piatto unico in occasione di funerali. \u00c8 il cibo ideale per antonomasia e in alcune regioni viene chiamato ta&#8217;am o anche &#8216;aish, letteralmente &#8220;cibo&#8221; e &#8220;vita&#8221;, mentre secondo un medico marocchino del sedicesimo secolo i maghrebini ritengono che &#8220;chi non ha mangiato del couscous, anche se ha preso della carne e del pane&#8221; si sente come chi non ha mangiato nulla.<br \/>Fin dai tempi antichi il cous cous \u00e8 anche sinonimo del Maghreb. L&#8217;ex presidente e padre della Tunisia indipendente, Habib Bourguiba avrebbe detto che il cous cous &#8220;\u00e8 il filo comune che collega le nazioni del Maghreb&#8221;. <\/p>\n<p>Preparare e consumare cous cous sono attivit\u00e0 legate alla partecipazione religiosa e non a caso l&#8217;omonimo piatto viene spesso offerto ai poveri in occasione della sadaqa, l&#8217;elemosina. Il cous cous \u00e8 anche portatore di baraka, una grazia divina, e per questo motivo prima della preparazione del cous cous, la massaia deve pronunciare un&#8217;invocazione pia e durante non dovrebbe n\u00e9 vedere n\u00e9 sentire nulla che possa essere di malaugurio. Inoltre \u00e8 anche il piatto tradizionale del venerd\u00ec mezzogiorno, il giorno della preghiera collettiva musulmana e delle occasioni speciali, come la festa per ritorno dei pellegrini dalla Mecca.<\/p>\n<p>Per le comunit\u00e0 ebraiche originarie del Maghreb invece, il cous cous \u00e8 il piatto per eccellenze del venerd\u00ec sera, il primo pasto dello Shabbat, il giorno di riposo settimanale, atteso nelle case e nelle famiglie con la stessa gioia con cui si riceve una sposa.<\/p>\n<p>Cous cous\u2026nomade <\/p>\n<p>Si tratta di una specialit\u00e0 presente in innumerevoli versioni regionali e stagionali dal Marocco alla Libia, passando per l&#8217;Algeria e la Tunisia. Ma superato l&#8217;Egitto, se ci spostiamo nel Mediterraneo verso il Medio Oriente o nell&#8217;area turco balcanica, i chicchi di semola assumono altre forme e denominazioni e sono spesso sottoposti ad un diverso procedimento di lavorazione e cottura. Quando in questi paesi troviamo quindi il cous cous sappiamo che si tratta di un piatto d&#8217;importazione. I chicchi di grano essiccato e spezzato, ampiamente utilizzati nella cucina siro-libanese, con il nome di bourghol e in quella turca o greca con denominazioni affini (bulghur, pourgouri) possono essere considerati i cugini primi della semola di cous cous. Questi, dopo essere stati opportunamente lavati e reidratati, in acqua fredda o in succo di agrumi, si prestano ottimamente per la realizzazione di raffinate insalate di prezzemolo e pomodori (tabbuol\u00e9) o di ceci (safsouf), contorni caldi cucinati con salsa di pomodoro e spezie (kisir) o per dare consistenza ad appetitosi piatti di carne tritata: cruda, alla tartara (kebb\u00e9 nayy\u00e9) o cotta, sotto forma di polpettine farcite con pinoli e uvetta (kibb\u00e9 rass me&#8217;liyy\u00e9). Esistono poi altre variet\u00e0 di semola, pi\u00f9 simili al cous cous, come il moghrabbyie libanese, usato per zuppe o minestre o il maftoul (supposta, in arabo!), piatto unico dei beduini giordani.<\/p>\n<p>PAESE CHE VAI COUS COUS CHE TROVI<br \/>(a cura di Carlo Cannella, nutrizionista, professore ordinario di Scienza dell\u2019alimentazione \u2013 Universit\u00e0 La Sapienza, Roma)<\/p>\n<p>Mentre la semola del cous cous \u00e8 uguale in tutto il Maghreb, l&#8217;Occidente del mondo arabo, esistono delle variazioni negli altri ingredienti. In Marocco, ad esempio, il condimento generalmente non \u00e8 molto piccante e si preferisce un miscuglio di spezie dolci come la cannella e la paprica o il famoso ras al-hanut, letteralmente &#8220;il padrone della bottega&#8221; in quanto ogni venditore di spezie avrebbe la propria ricetta segreta. I tunisini amano il cous cous con molto pomodoro (e spesso usano il concentrato di pomodoro) e la salsa piccante, la harissa.<\/p>\n<p>Tipica anche della cucina marocchina \u00e8 la combinazione di sapori salati e dolci, con l&#8217;uso di miele e uvetta anche con la carne. Queste ricette sono per lo pi\u00f9 un retaggio del periodo dell&#8217;Andalusia musulmana, introdotte in Marocco dai musulmani cacciati dalla penisola iberica da Isabella la Cattolica nel 1492 e sono state tramandate nelle grandi famiglie delle citt\u00e0 di Fez e Marrakesh. Dal cuore berbero dell&#8217;Algeria invece, sono originari i cous cous pi\u00f9 rustici e semplici.<\/p>\n<p>Cous cous: ricetta antica, benessere moderno<\/p>\n<p>L\u2019alimento etnico pi\u00f9 noto, almeno a noi italiani, in virt\u00f9 anche di un certo tipo di turismo ormai di massa e al forte tasso di immigrazione dal Nord Africa in Italia, \u00e8 certamente il cous cous. \u00c8 un prodotto tipico di tutta la fascia del Nord Africa, con qualche estensione nei vicini Paesi Arabi, preparato con frumento (sia duro che tenero), ma non \u00e8 infrequente l\u2019utilizzo di cereali minori quali miglio o orzo. Gli ingredienti sono: granella di frumento duro servita con verdure bollite oppure con carne di montone o pesce. Da un punto di vista nutrizionale, una porzione di 150 g di cous cous con carne di montone \u00e8 un piatto sostanzioso e allo stesso tempo dietetico: 360 kcal; 9 g di proteine; 1,5 g di grasso; 77 g di carboidrati; 30 mg di Ca; 360 mg di P; 7,7 mg di Fe; 0,3 mg di vit B1; 0,1 mg di vit B2; 3 mg di vit PP.<\/p>\n<p>In Sicilia si \u00e8 diffuso questo piatto a base di sfarinati di grano duro e pesce, costituito in genere da farina di frumento macinata grossolanamente, impastata con poca acqua e cotta al vapore, alla quale vengono poi uniti pesci cotti in un sugo aromatico e piccante.<\/p>\n<p>Nonostante si tratti di un cibo \u201cpovero\u201d (sfarinato di frumento con eventuale aggiunta di farine leguminose, cotto al vapore e successivamente insaporito con ortaggi mediterranei anch\u2019essi bolliti, e spezie), il cous cous pu\u00f2 essere considerato un cibo completo e forse proprio per tale ragione vi si pu\u00f2 vedere l\u2019antesignano dei \u201cpiatti unici\u201d.<\/p>\n<p>a cura di Rocco Lettieri in collaborazione con: <br \/>Angela Abbate <br \/>Ufficio Stampa Cous Cous Fest <br \/>Feedback &#8211; Strategie per comunicare<br \/>via Libert\u00e0, 103 <br \/>90143 Palermo (Italy)<br \/>tel.fax. 4 linee r.a. +39 091 6263080<br \/>mob. +39 335 7406260<br \/>angela.abbate@feedback.it <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PROSSIMA EDIZIONE A S. VITO LO CAPO DAL 25 AL 30 SETTEMBRE 2007 VISSANI, KHALED E BONILLI TRA I<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2463"}],"collection":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2463"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2463\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}