{"id":2469,"date":"2007-09-02T10:06:53","date_gmt":"2007-09-02T10:06:53","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2469"},"modified":"2007-09-02T10:06:53","modified_gmt":"2007-09-02T10:06:53","slug":"top-five-dei-film-piu-golosi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2469","title":{"rendered":"\u201cTOP FIVE\u201d DEI FILM PIU&#8217; GOLOSI"},"content":{"rendered":"<p>SONDAGGIO WINENEWS\/VINITALY &#8211; \u201cIL PRANZO DI BABETTE\u201d, \u201cSIDEWAYS\u201d, \u201cLA GRANDE ABBUFFATA\u201d, \u201cMONDOVINO\u201d, <br \/>\u201cA GOOD YEAR\u201d: \u00c8 LA \u201cTOP FIVE\u201d DEI FILM<br \/>\u201cPI\u00d9 GOLOSI\u201d SCELTI DAGLI \u201cENONAUTI\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl Pranzo di Babette\u201d, \u201cSideways\u201d, \u201cLa Grande Abbuffata\u201d, \u201cMondovino\u201d, \u201cA Good Year\u201d: \u00e8 la \u201ctop five\u201d dei film, ad argomento enogastronomico, preferiti dal popolo degli \u201cenonauti\u201d, che ha risposto al sondaggio (indirizzato a 18.000 caselle di posta elettronica,  con risposte da 1.930), promosso da www.winenews.it , uno dei siti pi\u00f9 cliccati del mondo del vino, in collaborazione con Vinitaly (www.vinitaly.com).<br \/>I cinque film preferiti disegnano un quadro che spazia dalla delicatezza cinematografica de \u201cIl Pranzo di Babette\u201d, alla prima vera e propria prova del vino come \u201cattore\u201d protagonista nel film \u201cSideways\u201d, alla grande potenza espressiva de \u201cLa Grande Abbuffata\u201d, fino alla precisione documentaristica di \u201cMondovino\u201d e al mix di vigneti e sentimenti di \u201cA Good Year\u201d.<\/p>\n<p>Tante le segnalazioni anche per film di genere \u201csentimental-enogastronomico\u201d quali \u201cChocolat\u201d, \u201cIl profumo del mosto selvatico\u201d, \u201cCome l\u2019acqua per il cioccolato\u201d. Molti anche gli \u201cenonauti\u201d che hanno dato, invece, la loro preferenza a film dal sapore ironico e divertente come: \u201cL\u2019ala o la coscia?\u201d, bonaria presa in giro delle manie gastronomiche francesi; \u201cPranzo reale\u201d, satira di costume che unisce il gusto britannico del paradosso ad una tiratura grottesca in parte debitrice dei Monty Python; \u201dTampopo\u201d, stravagante presa in giro dei costumi giapponesi, compresi quelli della tavola e \u201cQualcuno sta uccidendo i pi\u00f9 grandi cuochi d\u2019Europa\u201d, commedia gialla in cui il raffinato e saporito mondo dei gourmet \u00e8 messo in subbuglio da un misterioso assassino. Continua a rimanere il pi\u00f9 grande spot per gli spaghetti e una pesante, forse involontaria, parodia del rito della tavola degli italiani l\u2019Alberto Sordi e i \u201cmaccaroni\u201d di \u201cUn americano a Roma\u201d e, sempre nel filone della \u201csbracatura\u201d, come non ricordare John Belushi e Dan Aykroyd alle prese con cocktail di gamberi, pane bianco e Dom Perignon nel film cult \u201cThe Blues Brothers\u201d?<\/p>\n<p>Tornando pi\u00f9 nel dettaglio della \u201ctop five\u201d, il film pi\u00f9 amato, con il 35% delle preferenze, \u00e8 senza dubbio \u201cIl Pranzo di Babette\u201d, produzione danese del 1987 del regista Gabriel Axel, interpretato da Bibi Andersson, St\u00e9phane Audran, Jarl Kulle e basato su un racconto di Isak Dinesen, pseudonimo della meglio nota Karen Blixen (autrice, tra i tanti titoli de \u201cLa mia Africa\u201d).<\/p>\n<p>Vero e proprio film culto nel suo genere, piccolo gioiello di delicata grazia e di struggente seppur serena malinconia, possiede grande spessore cinematografico, coniugando intensit\u00e0 e semplicit\u00e0 come solo una grande opera sa fare e raccontando con leggerezza e puntualit\u00e0 la stretta connessione tra l\u2019ambiente della cucina e il rito della tavola. Babette, costretta all\u2019esilio dopo le vicende della Comune di Parigi, trova asilo presso Philippa e Martine, due sorelle che vivono nel villaggio norvegese di Berlewaag. Per dodici anni lavora come una schiva servitrice, con un dono particolare per la cucina. Un giorno vince una cospicua somma di denaro alla lotteria e sceglie di impiegarla per realizzare un prelibato banchetto in memoria del padre delle due sorelle, pastore della comunit\u00e0 e guida spirituale per tutto il paese. La sola idea del pranzo scatena stupore ed inquietudine ma nessuna osa chiedere nulla a proposito. Babette, sublime cuoca del Caf\u00e9 Anglais, dopo aver servito blinis Demidoff, quaglie in sarcofago e frutta fresca, si ritira semplicemente in cucina. Durante il convivio, innaffiato di Amontillado e Veuve Cliquot, i commensali scopriranno una gioia inedita, che spazzer\u00e0 via rancori vecchi di trent\u2019anni, rigenerando i rapporti con una nuova carica vitale. Babette non ha sperperato i suoi mille franchi, ha creato un evento privato e irripetibile, che Philippa, Martine e il resto della comunit\u00e0 non scorderanno mai. Il pranzo di Babette sar\u00e0 al di fuori di ogni abitudine sensoriale ed emozionale per gli abitanti del villaggio, lasciando che emozioni e meraviglia irrompano nelle restrizioni e nella quotidianit\u00e0 anestetizzata dalle gioie della vita. Un\u2019invasione di colori, di bellezza, di armonia e di piaceri raffinati squarciano il velo dell\u2019umile e modesta vita del paese che aveva impedito a Philippa e Martine di cogliere il gusto della vita, di coltivare la loro arte o i loro amori. In un mondo di moralismi e di regole controllate, dove i desideri e gli istinti venivano sistematicamente repressi, Babette introduce la passione, le emozioni e il gusto per il bello attraverso un pranzo che libera finalmente i personaggi da inutili catene esistenziali.<\/p>\n<p>A sottolineare la vocazione enoica del campione sondato, il secondo posto di \u201cSideways &#8211; In viaggio con Jack\u201d, indicato dal 24% degli \u201cenonauti\u201d come il film preferito, e dove il vino diventa vero e proprio protagonista al pari degli attori Paul Giamatti e Thomas Haden Church. Il film statunitense del 2004, diretto da Alexander Payne e tratto dall\u2019omonimo romanzo di Rex Pickett, \u00e8 probabilmente il primo vero grande tributo del cinema al vino, studiato sin nei minimi particolari, citando vitigni, annate ed etichette, tanto da superare anche le critiche dei pi\u00f9 grandi esperti di vini del mondo. Si tratta di una storia \u201con the road\u201d di due amici completamente diversi l\u2019uno dall\u2019altro, uniti per\u00f2 da inquietudini e indecisioni esistenziali da quarantenni insoddisfatti, che si riverberano nelle \u201caffinit\u00e0 elettive\u201d tra la psicologia umana e i caratteri organolettici del vino. Solo uno dei due protagonisti in realt\u00e0 possiede una particolare sensibilit\u00e0 per i vini: \u00e8 Miles (Paul Giamatti), insegnante e scrittore fallito, piantato dalla moglie di cui \u00e8 ancora innamorato. Si sente un Pinot, uno inizialmente incompreso ma di grande valore, una di quelle persone che sembrano destinate a percorrere solo quelle strade secondarie che danno il titolo alla pellicola. All\u2019altro amico, Jack (Thomas Haden Church), attore di piccolo calibro e sciupafemmine, dei vini importa ben poco. La storia procede dunque sul confronto-scontro tra i due: Miles prepara come regalo di nozze al vecchio amico Jack un viaggio per i vigneti californiani (non nella blasonata Napa Valley, ma attraverso la Santa Ynez Valley, Buellton, la comunit\u00e0 di artisti di Los Olivos, Lompoc, la Purisma Mission e il ristorante \u201cHitching Post\u201d) che dovrebbe concludersi con il giorno del matrimonio di Jack. Quest\u2019ultimo, invece, vuole godersi gli ultimi giorni di libert\u00e0, prima del matrimonio. Miles ricerca il vino dal sapore perfetto, Jack \u00e8 disposto a bere anche il mediocre Merlot, che subisce in questo film l\u2019aggressione pi\u00f9 diretta e pubblicizzata della storia. Ma la sfida principale del film \u00e8 tra Cabernet e Pinot, \u201cquest\u2019ultimo \u00e8 il re dei vini, una vigna dura da coltivare\u201d filosofeggia Miles \u201cmolto sensibile, delicata. Non \u00e8 una vecchia pellaccia come il Cabernet, che pu\u00f2 crescere dappertutto e d\u00e0 ottime uve anche se trascurata. Il Pinot richiede cure e attenzioni costanti\u201d. Descrizione che \u00e8 la radiografia dei protagonisti, il Miles-Pinot, con le stimmate della sensibilit\u00e0, il Jack-Cabernet, con le cicatrici da pellaccia, il tipo che consuma vino e donne con la medesima superficialit\u00e0. E\u2019, dunque, il vino a fare da armonioso collante tra l\u2019amarezza e l\u2019umorismo grottesco, i due registri tra i quali la storia si dipana, trasformandosi in metafora dell\u2019invito a godere fino in fondo di tutti i momenti della vita, quelli positivi e quelli meno piacevoli. Naturalmente nel film, si beve molto. Si comincia con uno spumante a base di Pinot nero californiano (Byron del \u201892) e si finisce con uno Chateau Cheval Blanc del \u201861. Ma c\u2019\u00e8 spazio anche per un grande italiano: un Sassicaia 1988, definito \u201cbottiglia decisiva\u201d dall\u2019attraente Maja (Virgina Madsen) sommelier di cui il depresso Miles finir\u00e0 per innamorarsi.<\/p>\n<p>Il capolavoro di Marco Ferreri, scritto con Rafael Azcona, \u201cLa Grande Abbuffata\u201d ( \u00e8 al terzo posto (con il 17%).\u00e8 l\u2019apoteosi dei grandi temi ferreriani dell\u2019isolamento, della morte, della dittatura dell\u2019oggetto (erotico o materiale che sia, rudimentale o perfezionato al limite delle possibilit\u00e0), della cucina, riassunta come luogo delle trasformazioni non pi\u00f9 ostilmente aberranti, ma inevitabilmente accolte, dell\u2019erotismo, della fuga interrotta, della degradazione\/regressione, come segno positivo di un accostamento della fine. Il film narra l\u2019incontro tra quattro amici della, un giudice (Philip Noiret), un pilota di linea (Marcello Mastroianni), un ristoratore (Ugo Tognazzi), un produttore tv (Michel Piccoli) che si riuniscono in una villa fuori Parigi, decisi a compiere un quadruplice harakiri gastronomico-erotico. Li accompagna, pingue angelo della morte, un\u2019insaziabile e materna maestra (Andrea Ferr\u00e9ol). Questo apologo iperrealista, affresco surreale quanto rappresentativo della degenerazione morale e spirituale della borghesia, corrotta dalla cronica incapacit\u00e0 di agire di chi fa del troppo la sua unica ragione di essere, ha gli scatti di una buffoneria salace e irriverente, i toni furibondi di una predica quaresimalista e, insieme, l\u2019empiet\u00e0 provocatrice di un pamphlet satirico.<\/p>\n<p>Al quarto posto (con il 14%) ancora un film, anzi un documentario, in cui il vino \u00e8 protagonista assoluto: si tratta di \u201cMondovino\u201d fluviale ma trascinante documento per immagini che narra la storia delle persone che ruotano intorno al vino al mondo d\u2019oggi, cio\u00e8 nell\u2019era della globalizzazione, in cui l\u2019autore &#8211; americano ma cresciuto in Europa ed esperto sommelier &#8211; con l\u2019ausilio di una telecamera digitale, capace di stigmatizzare anche i minimi particolari, inchioda i protagonisti con intelligenza ed ironia. Facendo parlare tutti, Nossiter disegna un affresco irriverente della globalizzazione dell\u2019industria vinicola, delle politiche agricole e commerciali, del livellamento della produzione, vera e propria omologazione, ma anche dell\u2019eccezione culturale e della tutela della tradizione. Dalla California all\u2019Argentina, dalla Borgogna all\u2019Italia, dal Brasile alla Sardegna, si intrecciano le storie, le fatiche, le lotte per preservare pochi acri di terra, le rivalit\u00e0 fra famiglie, i conflitti generazionali, sostenuti da personaggi accomunati dall\u2019amore per la produzione del vino, che in precedenza non aveva mai messo in gioco tanto denaro, tante scommesse, tanta gloria. Il documentario rende anche un bel servizio allo spettatore ignaro degli inquietanti fenomeni, quali il fatto che il prezzo di un vino sul mercato statunitense, e anche mondiale, dipende dalla recensione di un unico uomo, il critico Robert Parker, o che ormai tutte le grandi case di successo si rivolgano alle consulenze enologiche di un unico tecnico, il francese Michel Rolland.<\/p>\n<p>Buon quinto, con il 10% delle segnalazioni, da parte degli \u201cenonauti\u201d, la recente pellicola (2006) statunitense \u201cA Good Year\u201d (\u201cUn\u2019ottima annata\u201d), film diretto da Ridley Scott (regista di \u201cAlien\u201d, \u201cBlade Runner\u201d) e basato sull\u2019omonimo best seller di Peter Mayle. Max Skinner (Russell Crowe) \u00e8 un vero e proprio squalo della finanza, ma nonostante sia un finanziere dall\u2019apparenza arrogante, in verit\u00e0, presto si scoprir\u00e0 essere anche un uomo gentile, che sa come corteggiare le donne ed apprezzare i buoni vini. La morte dello zio Henry (Albert Finney) lo rende l\u2019unico beneficiario di La Siroque, una splendida casa-tenuta vinicola in Provenza. Dopo anni trascorsi a Londra e ormai completamente assorbito nel proprio lavoro, Max sembra per\u00f2 essersi dimenticato dei bei momenti e dell\u2019affetto che nutriva per il parente scomparso e, una volta convocato in Francia dal notaio Nathalie Auzet (Valeria Bruni Tedeschi) per convalidare le carte sulla sua eredit\u00e0, decide di vendere tutto senza alcun rimorso d\u2019affetto. Sar\u00e0 proprio il suo ritorno in Francia che, oltre a stravolgere la sua vita e il suo approccio frenetico e funzionale con essa, riporter\u00e0 la sua mente al passato risvegliandogli emozioni e sentimenti che pensava fossero ormai scomparsi per sempre. Qui incontrer\u00e0 anche Francis Duflot (Didier Bourbon), il fedele vigneron dello zio con cui si scontrer\u00e0 per via della sua decisione di vendere la propriet\u00e0 e soprattutto Fanny Chenal (Marion Clottilard), l\u2019affascinante proprietaria del ristorante locale \u201cLa Renaissance\u201d di cui rimane completamente attratto. Mentre a Londra si addensano scure nubi sul suo lavoro, per via della sua ultima operazione finanziaria apparentemente non del tutto in piena regola, Max s\u2019innamorer\u00e0 di Fanny, irremovibile nel suo non volersi concedere agli uomini.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ambito dei sentimenti, questa volta confusi tra fornelli e portate, molte le segnalazioni anche per il film \u201cRicette d\u2019amore\u201d, riproposto recentemente su Rai Uno. Il film del 2001 segna l\u2019esordio alla regia di Sandra Nettelbeck. La regista tedesca disegna i tratta di una commedia lineare e gradevole ma rifinita di toni drammatici, fedele ai canoni sobri e minimalisti di un certo cinema tedesco. Stridono forse certi luoghi comuni con i quali il film presenta l\u2019italianit\u00e0 di Mario (Sergio Castellitto), il cuoco che piomba nella vita privata della bella Martha (Martina Gedek) al punto di sconvolgerla e redimerla al tempo stesso. La bravissima cuoca professionista Martha, fulcro centrale intorno al quale ruota l\u2019attivit\u00e0 di un famoso ristorante, vive nella assoluta incapacit\u00e0 di comunicare, prigioniera di una realt\u00e0 asettica ed immune che essa stessa ha contribuito a determinare, ma che inesorabilmente ne provoca la sofferenza; il suo mondo si limita alla perfezione professionale ed \u00e8 incapace di aprirsi ad altre categorie di pensiero e di sentimenti. Le immagini fredde del film costruiscono bene il dramma muto di Martha, la sua bellezza ascetica \u00e8 ben dosata e l\u2019attenzione per la fotografia mette ben a fuoco i due personaggi principali. Il cibo gioca il ruolo di terzo e fondamentale protagonista nel film, ma Martha rimane, al pari di Mario, un personaggio molto reale e non un semplice chef a tre stelle di una qualsiasi guida gastronomica.<\/p>\n<p>Ma chi sono gli \u201cenonauti\u201d del sondaggio di WineNews? Sono cultori di Bacco, gi\u00e0 educati al buon bere, non sprovveduti ma ben informati sul mondo del vino. Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (75%), il 54% di loro ha un\u2019et\u00e0 compresa fra i 30 e i 45 anni; hanno un elevato titolo di studio (l\u201985% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o laurea), godono di un buono\/ottimo livello socio-economico (imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, agente di commercio, architetto, commerciante &#8230;). <br \/>L\u2019\u201cenonauta\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 interessato alla qualit\u00e0 del vino, ad acquistare le etichette in enoteca (dove c\u2019\u00e8 scelta, professionalit\u00e0 e cortesia), a frequentare i \u201cwine-bar\u201d ed a visitare i \u201cterritori\u201d del vino.<\/p>\n<p>ARTICOLO DI WWW.WINENEWS.IT<br \/>Via Cialdini, 93 &#8211; Via Donnoli, 6<br \/>53024 Montalcino (Siena)<br \/>tel. 0577-848609<br \/>fax 0577-846132<br \/>info@winenews.it<\/p>\n<p>a cura di Irene Chiari <br \/>www.winenews.it<br \/>cell. 3487923559<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SONDAGGIO WINENEWS\/VINITALY &#8211; \u201cIL PRANZO DI BABETTE\u201d, \u201cSIDEWAYS\u201d, \u201cLA GRANDE ABBUFFATA\u201d, \u201cMONDOVINO\u201d, \u201cA GOOD YEAR\u201d: \u00c8 LA \u201cTOP FIVE\u201d DEI<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2469"}],"collection":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2469"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2469\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}