{"id":2565,"date":"2009-05-24T09:40:58","date_gmt":"2009-05-24T09:40:58","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2565"},"modified":"2009-05-24T09:40:58","modified_gmt":"2009-05-24T09:40:58","slug":"i-vini-che-berremo-conclusioni-convegno-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2565","title":{"rendered":"I vini che berremo; conclusioni convegno a Roma"},"content":{"rendered":"<p>Capire, interpretare, monitorare il presente per poter tracciare plausibili modelli dei \u201cvini che berremo\u201d. <\/p>\n<p>Questo lo scopo della 1\u00aa giornata di studio sul vino dal titolo \u201cInnovazione: il vino che berremo\u201d, svoltasi a Roma il 7 febbraio 2008 e di cui la Carlo Cambi Editore ha redatto il volume con la raccolta completa degli interventi. <\/p>\n<p>Un\u2019iniziativa ideata dallo scrittore Andrea Zanfi per poter comprendere lo stato dell\u2019arte della viti-enologia della nostra penisola, sia da un punto di vista tecnico sia di marketing, cos\u00ec da elaborare possibili strategie di intervento per rendere ancora pi\u00f9 competitivo un settore cos\u00ec cruciale per l\u2019economia italiana, soprattutto in vista di un mercato sempre pi\u00f9 competitivo e globale. <\/p>\n<p>E dunque, come le aziende dovranno approcciarsi ai consumatori? In che modo sar\u00e0 opportuno intervenire sulle leve di marketing? Da un punto di vista agronomico ed enologico, saranno auspicabili \u201cfughe in avanti\u201d, oppure sar\u00e0 pi\u00f9 sensato ripercorrere l\u2019ortodossia della tradizione (ma quale tradizione?) o, ancora, si dovr\u00e0 optare per un \u201critorno al futuro\u201d, ovvero effettuare una ricerca filologica delle proprie radici per poi attualizzarle ed innovarle? <\/p>\n<p>Domande che hanno trovato ampio spazio di trattazione nel corso della giornata, senza ovviamente la pretesa di arrivare ad una soluzione univoca di tutti i problemi. L\u2019intento era semmai quello di \u201cgettare benzina sul fuoco\u201d, nel senso di sollevare tante questioni, punti di vista diversi e anche contrastanti, idee, scintille, pensieri, scontri e incontri; scodellare una sorta di \u201cbrodo primordiale\u201d, utile come punto di partenza per poi cominciare a plasmare, nei successivi appuntamenti, gi\u00e0 programmati per gli anni a venire, una serie di proposizioni pi\u00f9 normative. <br \/>Insomma: un brainstorming, pi\u00f9 che un classico convegno. <\/p>\n<p>Nel primo Forum della giornata romana, introdotto da un saluto di benvenuto del presidente Fisar Vittorio Cardaci Ama, si \u00e8 parlato di \u201cmarketing come strumento di supporto alle aziende vitivinicole per affrontare la sfida alla globalizzazione\u201d. Tra i vari interventi Luigi Odello \u2013 presidente del Centro Studi Assaggiatori \u2013 ha ricordato l\u2019importanza di interrogare il consumatore per capire come questi si interfaccia con il vino e di conseguenza quali informazioni produrre per creare confidenza invece che timore riverenziale. Andrea Gabbrielli, noto giornalista di settore, ha snocciolato alcune cifre sul crollo della domanda di vino nella nostra penisola (e non solo), dovuto fra l\u2019altro a nuovi stili di vita, un calo di cui le aziende faranno bene a tener conto, che porter\u00e0 sempre pi\u00f9 a battersi sui centesimi e a \u201cfinanziare\u201d la distribuzione. Il consulente Gianni Usai ha ricordato l\u2019importanza del marketing associativo. Mario Falcetti, agronomo e direttore generale della franciacortina Contadi Castaldi, ha sottolineato l\u2019importanza del terroir a discapito di quella del vitigno: quest\u2019ultimo solo un mezzo. Oltre alla necessit\u00e0 di formare i venditori, arricchendoli di \u201celementi differenziali\u201d, magari anche con strumenti ludici, proprio come si fa all\u2019azienda di Adro con il \u201cGioco della Cuv\u00e9e\u201d. Il giornalista Luca Bonci ha sottolineato come i siti Internet delle nostre realt\u00e0 vitivinicole siano ancora in gran parte inadeguati; \u00e8 importante che diventino pi\u00f9 semplici e fruibili, costruiti da webmaster in sintonia con le esigenze di comunicazione delle aziende vitivinicole; sfruttando nuove risorse di rete quali i blog, le chat, i forum, di stimolo fra l\u2019altro allo sviluppo dell\u2019e-commerce. E un esempio di sito di grande efficacia lo ha illustrato Baldo Palermo, direttore marketing della siciliana Donnafugata. Roger Sesto ha dal canto suo ricordato come le etichette debbano saper comunicare soprattutto il territorio e la vigna pi\u00f9 che la tecnica ed il vitigno; evocare emozioni, ma anche essere semplici, funzionali e dare indicazioni pratiche, senza per\u00f2 scadere nella banalit\u00e0 o nel genericismo. Mentre Andrea Zanfi ha tracciato i lineamenti del consumatore politicizzato, che si trova tra l\u2019incudine del globalismo e il martello della globalizzazione. <\/p>\n<p>Il secondo Forum aveva come focus: \u201cI vitigni come elementi per un distinguo strategico delle aziende\u201d. Attilio Scienza, in un intervento che non \u00e8 certo passato inosservato, ha sottolineato come il dualismo terroir\/vitigno sia in realt\u00e0 un dibattito accademico ed un falso problema, e come i due aspetti coesistano. Ma ha pure ridimensionato il \u201cderby\u201d tradizione\/innovazione. Per il professore, la tradizione in un certo senso non esiste, oppure \u00e8 legata a certi modi di fare il vino vecchi e di negativo impatto sulla qualit\u00e0. Bisogna avere il coraggio di \u201ctradirla\u201d: l\u2019Ue ha ingabbiato la viticoltura ad un modello valido mezzo secolo fa, cosa che invece non \u00e8 successa con gli altri settori della frutticoltura. Sempre a detta del professore, ci troviamo a rincorrere vecchi vitigni di dubbia qualit\u00e0, facendo della filosofia, invece di crearne nuovi e ben pi\u00f9 validi, per vini mediamente sempre pi\u00f9 buoni, magari partendo dalla \u201criserva genetica\u201d che si trova nel Caucaso. Dal canto suo, Roberto Zironi dell\u2019Universit\u00e0 di Udine ha sottolineato come il rilancio dei vitigni autoctoni sia un falso problema, giacch\u00e9 l\u201982% della viticoltura italiana si basa proprio su variet\u00e0 indigene; la questione \u00e8 semmai di valorizzarle, andando ad individuare e distinguere le cultivar \u201cstoriche\u201d da quelle \u201cminori\u201d. \u00c8 solo definendo per ciascuna variet\u00e0 il miglior protocollo di vinificazione &#8211; l\u00e0 dove esiste il terroir pi\u00f9 vocato per quella specifica cultivar &#8211; che se ne pu\u00f2 comprendere il vero potenziale. La professoressa Oriana Silvestroni dell\u2019Universit\u00e0 di Ancona ha voluto ricordare come vi sia una scarsa propensione da parte del legislatore a recepire l\u2019innovazione in ambito viticolo e a promuovere nuovi incroci, e questo proprio quando ce ne sarebbe pi\u00f9 bisogno, visti i cambiamenti dei gusti dei consumatori ed i repentini mutamenti climatici a cui stiamo andando incontro. Il giornalista Rocco Lettieri ha illustrato il caso di un\u2019azienda modello, Podere Forte, nel cuore della Val d\u2019Orcia, come realt\u00e0 capace di coniugare innovazione, qualit\u00e0 e rispetto dell\u2019ambiente. L\u2019enologo Paolo Vagaggini con il suo intervento ha inteso sottolineare che i Supertuscans servono \u201cper giocare\u201d e per incontrare i gusti dei consumatori lontani, ma con le Doc e le Docg non si scherza, quelle sono, e deve essere il mercato a venire loro incontro. Vittorio Fiore ha energicamente denunciato l\u2019obsolescenza della normativa sulle Doc e la follia di disciplinari ingessati che non tengono conto dei progressi viti-enologici. <\/p>\n<p>_____________<\/p>\n<p>INDICE<\/p>\n<p>I\u00b0 giornata di studio sul vino. Innovazione: Il vino che berremo <br \/>di Roger Sesto <\/p>\n<p>1\u00b0 Forum: <br \/>Marketing come strumento di supporto alle aziende vitivinicole per affrontare la sfida alla globalizzazione <\/p>\n<p>Un saluto a tutti i partecipanti <br \/>di Vittorio Cardaci Ama <\/p>\n<p>Necessaria una nuova rivoluzione nel vino italiano <br \/>di Fabio Piccoli <\/p>\n<p>Il calo dei consumi interni e l\u2019internazionalizzazione delle imprese <br \/>di Andrea Gabbrielli <\/p>\n<p>Uno sguardo alla seconda modernit\u00e0: il globalismo dei mercati e la globalizzazione delle coscienze <br \/>di Andrea Zanfi <\/p>\n<p>Associarsi: vivere il vino e la propria realt\u00e0 <br \/>di Gianni Usai <\/p>\n<p>L\u2019analisi sensoriale quale strumento strategico e tattico nel marketing del vino <br \/>di Luigi Odello <\/p>\n<p>Vino, mercato, formazione: una dura sfida verso il successo <br \/>di Romolo De Stefano <\/p>\n<p>L\u2019etichetta \u00e8 un biglietto da visita. Utilizziamola al meglio! <br \/>di Roger Sesto <\/p>\n<p>Internet, dieci anni dopo. Una opportunit\u00e0\/necessit\u00e0 per il marketing <br \/>di Luca Bonci <\/p>\n<p>Le opportunit\u00e0 di internet <br \/>di Baldo Palermo <\/p>\n<p>L\u2019innovazione nella comunicazione. Presentazione del caso: \u201cIl gioco delle cuv\u00e9e\u201d di Contadi Castaldi. Interattivit\u00e0, sensorialit\u00e0 e gioco di squadra. <br \/>di Mario Falcetti <\/p>\n<p>Il vino che berremo <br \/>di Giovanni Lai <\/p>\n<p>2\u00b0 Forum: <br \/>I vitigni come elementi per un distinguo strategico delle aziende vitivinicole <\/p>\n<p>Saluto e riflessioni ad apertura dei lavori pomeridiani <br \/>di Fabio Turchetti <\/p>\n<p>Il vitigno che verr\u00e0: i possibili scenari in un mondo del vino che sta cambiando <br \/>di Attilio Scienza <\/p>\n<p>Vitigni come elementi per un distinguo strategico delle aziende vitivinicole <br \/>di Roberto Zironi <\/p>\n<p>Analisi del ruolo che vecchi vitigni o nuove variet\u00e0 possono rivestire nel rinnovamento della viticoltura <br \/>di Oriana Silvestroni <\/p>\n<p>L\u2019attuale normativa in materia viticola e le nuove prospettive dell\u2019ocm vino <br \/>di Vittorio Fiore <\/p>\n<p>Intervento in replica di Vittorio Fiore <br \/>di Mario Falcetti <\/p>\n<p>Il rigore creativo nelle produzioni tradizionali a D.O.C.G. e la creativit\u00e0 gioiosa nelle produzioni innovative <br \/>di Paolo Vagaggini <\/p>\n<p>Alcuni fattori tecnici che hanno consentito il successo dell\u2019enologia italiana di oggi <br \/>di Barbara Tamburini <\/p>\n<p>Pi\u00f9 etica e naturalit\u00e0 nel futuro del vino di qualit\u00e0 <br \/>di Fabrizio Penna <\/p>\n<p>Forteto della Luja &#8211; Oasi WWF <br \/>di Silvia Scaglione <\/p>\n<p>Viticoltura di precisione. Sviluppo e gestione a Podere Forte in Castiglione d\u2019Orcia (Siena) <br \/>di Rocco Lettieri <\/p>\n<p>Conclusioni <br \/>di Roger Sesto <\/p>\n<p> Carlo Cambi Editore<br \/>Tel. Redazione 0577 936580 &#8211; Fax 0577 974147<br \/>Tel. Amministrazione 0577 936134 &#8211; Fax 0577 936390<br \/>E-mail: info@carlocambieditore.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capire, interpretare, monitorare il presente per poter tracciare plausibili modelli dei \u201cvini che berremo\u201d. 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