{"id":2631,"date":"2010-10-11T10:22:03","date_gmt":"2010-10-11T10:22:03","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2631"},"modified":"2010-10-11T10:22:03","modified_gmt":"2010-10-11T10:22:03","slug":"villa-franciacorta-50-anni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2631","title":{"rendered":"VILLA FRANCIACORTA &#8211; 50 anni"},"content":{"rendered":"<p>VILLA FRANCIACORTA <\/p>\n<p>Rivive la storia di un sogno nel suo 50\u00b0 anniversario<\/p>\n<p>\u201cUn tempo le mappe dei viandanti segnavano solo Villa: Monticelli era di l\u00e0 da venire. Villa non esisterebbe se un imprenditore di Provaglio, Sandro Bianchi, non ne avesse fatto la realizzazione di un sogno: la sua Sabbioneta agreste\u201d. Cos\u00ec scriveva lo storico giornalista Danilo Tamagnini su un quotidiano agli inizi anni Ottanta. La storia di Villa \u00e8 la storia di una famiglia cresciuta a stretto contatto con la terra ed il territorio che la ospita, unita da una profonda passione per il mondo del vino, il rispetto per la natura ed i ritmi che la governano. <\/p>\n<p>In occasione del 50\u00b0 anniversario dalla sua fondazione l\u2019Azienda agricola Villa ha ricordato questa data con una serata di gala su invito.  In questa occasione sono stati ripercorsi i cinquant\u2019anni con domande e risposte tra il prof. Gaeta e il titolare Alessandro Bianchi con momenti di passione, emozioni, scommesse e soddisfazioni rivissute attraverso racconti, memorie storiche, foto e scorci di uno storico borgo che dal 1960 ha ripreso a vivere e a riappropriarsi dell\u2019antico splendore. Villa rappresenta un nome che ha contribuito da sempre alla creazione del mito Franciacorta, essendo una delle ventinove fondatrici del Consorzio nel 1990. Ma questa \u00e8 specialmente la storia di un uomo, Alessandro Bianchi, che in cinquant\u2019anni di lavoro ha sempre anteposto la qualit\u00e0 del prodotto al guadagno immediato. <br \/>Nel 1960, anno in cui la famiglia Bianchi rilev\u00f2 il borgo medievale Villa ed il centinaio di ettari di pertinenza, gli ambienti erano ormai in rovina e con essi anche i mezzadri che vi abitavano. Da subito Alessandro intu\u00ec le potenzialit\u00e0 di questa terra, invest\u00ec nella ricerca geopedologica ed enologica arrivando in poco tempo a risultati incoraggianti.  Da azienda mista Villa si trasform\u00f2 gradualmente in azienda vitivinicola. Gli investimenti per questo passaggio e per il recupero degli antichi edifici furono enormi. I frutti col tempo hanno per\u00f2 ripagato i tanti sacrifici. Oggi la maison produce oltre 310.000 bottiglie, delle quali 260.000 sono rappresentate da Franciacorta DOCG e le restanti 50.000 da Curtefranca DOC e Sebino IGT. La cantina, che da sempre ha rappresentato il fulcro dell\u2019attenzione aziendale, ha raggiunto quest\u2019anno gli oltre 2700 mq. L\u2019attenzione alla qualit\u00e0 (in primis del terreno e delle uve), la continua ricerca dell\u2019eccellenza, la scelta di vinificare solo le uve provenienti dai 37 ettari vitati di propriet\u00e0 e di \u201cmillesimale\u201d ogni prodotto, fanno di Villa una componente significativa del territorio. Oggi l\u2019antico borgo, oltre alla cantina, ospita l\u2019incantevole agriturismo Villa Gradoni composto da 21 appartamenti, un ristorante ed un centro benessere. Villa Gradoni, dal nome del prestigioso vigneto posto alle spalle dell\u2019azienda, \u00e8 divenuto col tempo un ambiente suggestivo dove poter godere della pace e del relax che appartengono da sempre a questo luogo senza tempo.<\/p>\n<p>In occasione di questa celebrazione \u00e8 stata allestita una mostra fotografica all\u2019interno dell\u2019antico fienile dell\u2019azienda, dove si \u00e8 anche brindato con il Franciacorta VITA NOVA1993, sboccatura 2000 (in Jeroboam \u2013 solo 750 esemplari \u2013 bottiglia impreziosita da una formella staccabile e conservabile creata dallo scultore Mario Rossello che sta a significare l\u2019albero della vita) per rivivere insieme agli ospiti e agli amici di sempre il sapore di una storia che parla di emozione. Un men\u00f9 a km zero ha fatto seguito in un grande tendone illuminato a giorno con una cena di gala preparata dall\u2019Antica Cascina San Zago di Sal\u00f2. Si \u00e8 partiti con Il Coregone alla moda lacustre con sottile croccante alla cipolla; a seguire I ravioli farciti con sarde e pomodori su fonduta di Bagoss; come secondo Manzo di Rovato in trasparenza dolcemente stufato come la vecchia tradizione, il tutto abbinato alla \u201csorpresa per il pap\u00e0 Alessandro\u201d il RNA 2004 \u2013 Riserva Nobile Alessandro Bianchi Franciacorta Brut da uve 78% Chardonnay e 22% Pinot Nero in bianco. Un vino dal perlage finissimo e persistente, con colore cristallino dai riflessi dorati. Bouquet ricco, fragrante, intenso dal quale si sprigionano ampie e profumate note floreali, di crosta di pane e nocciola tostata. In bocca \u00e8 secco, asciutto e ampio, dal gusto pieno, perfettamente equilibrato e di lunga persistente. Un vino capace di unire alla grande importanza della struttura l\u2019estrema piacevolezza del gusto.<br \/>Lo stesso vino \u00e8 stato offerto in vendita per sostenere un ambizioso progetto a scopo benefico a sostegno della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus a favore dei bambini di Haiti. 1000 bottiglie che andranno a sostenere una nobile causa per dare valore al proprio impegno, ma soprattutto per condividere con chi \u00e8 meno fortunato un momento di gioia e trasformarlo in occasione di crescita. Queste le motivazioni alla base del progetto \u201cUna bollicina per un sorriso\u201d perch\u00e9 un\u2019infanzia negata possa tornare a sorridere.<\/p>\n<p>VILLA FRANCIACORTA <br \/>STORIA di CULTURA, di PASSIONE e RICERCA DEL SAPERE<\/p>\n<p>Il viaggio nella storia dell\u2019azienda Villa \u00e8 una continua scoperta all\u2019interno del gusto, protagonista indiscusso in ogni tappa del cammino. La ricerca del sapore, attraverso il sapere. La qualit\u00e0 che ha sempre primeggiato sulla quantit\u00e0. L\u2019umilt\u00e0 all\u2019autocelebrazione. Ricercare se stessi nella propria terra. Trasmettere ai figli i valori quali amore e passione. Il non arrendersi davanti alle difficolt\u00e0. Questa \u00e8 certamente la carta d\u2019identit\u00e0 dell\u2019azienda Villa nel suo 50\u00b0 compleanno. Un\u2019azienda che in questa occasione si racconta in tutta la sua essenza. Tra le tappe che hanno segnato il cammino dell\u2019azienda una menzione speciale va al Premio Europeo Giovanni Marcora ricevuto nel 2007. In ricordo del profuso impegno nel mondo agricolo come Parlamentare, Ministro dell\u2019Agricoltura e imprenditore a partire dal 1986 \u00e8 stato istituito in onore dell\u2019on. Marcora questo ambito premio a livello comunitario. Il riconoscimento \u00e8 stato attribuito all\u2019Azienda per l\u2019attenzione all\u2019ambiente e per essersi distinta nell\u2019agricoltura. Ripercorrendo altri momenti importanti che nella storia aziendale hanno coinvolto amici, clienti e stampa non possiamo non ricordare l\u2019iniziativa \u201cVilla in Verticale\u201d, che quest\u2019anno \u00e8 giunta alla XVIa  edizione.  Iniziata tra pochissimi amici nel 1995 radunati intorno ad un tavolo per degustare le annate storiche dei vini firmati Villa, \u00e8 divenuta col tempo un appuntamento imperdibile e di estremo interesse.  Oggi circa ottanta persone si siedono per degustare e discutere le annate presentate dall\u2019azienda. Ogni anno un diverso prodotto e vendemmie passate che si riscoprono. Dai cinque ai dieci millesimi che ogni volta sanno emozionare gli ospiti presenti, sottolineare la longevit\u00e0 dei prodotti e la lungimiranza della scelta. <br \/>Nel 2000 l\u2019azienda Villa decide di iniziare il nuovo millennio con un\u2019iniziativa speciale e prestigiosa e inaugura il premio Vita Nova. Dedicato a coloro che hanno saputo distinguersi con il loro impegno per \u201cl\u2019innovazione e la ricerca nelle arti e nei mestieri\u201d attraverso le proprie capacit\u00e0 fisiche e intellettuali  nella realizzazione di opere che racchiudono valori positivi. Il premio si ispira alle opere e alla figura di Dante Alighieri, che con i suoi versi ha indicato  insegnamenti e momenti di riflessione sulla vita e sul suo percorso, ancor oggi attuali. Il nome \u201cVita Nova\u201d rappresenta infatti lo stimolo del pensiero, della creativit\u00e0, della ricerca tecnologica e scientifica. Nelle diverse edizioni, tutte presiedute dal prof. Gaspare Barbiellini Amidei,  si ricorda  il premio ad Aldo Bertelli, medico chirurgo all\u2019Universit\u00e0 di Milano; seguito da Guglielmo Gorni, docente all\u2019Universit\u00e0 di Ginevra, nel 2001; Padre Renato Kizito Sesana nel 2003, anima dell\u2019associazione Amani, impegnata nell\u2019assistenza all\u2019infanzia disagiata dell\u2019Africa; Ermanno Olmi, regista di spiccata sensibilit\u00e0 verso il mondo contadino, nel 2004; e nell\u2019ultima edizione del 2006 il premio \u00e8 stato assegnato all\u2019Ambasciatore Italiano in Lituania Giulio Prigioni. <br \/>Il nome Villa \u00e8 legato per\u00f2 anche ad un altro importante progetto: Sparkling Men\u00f9. Il Premio Sparkling Men\u00f9 nasce nel 2001 con l\u2019obiettivo di promuovere la cultura del Franciacorta a tutto pasto. Il tema del concorso \u00e8 infatti la ricerca di abbinamenti cibo\/vino che promuovano il Franciacorta Cuvette, dotato di corpo e ricchezza, come bollicina ideale a tutto pasto. Grazie alla sua complessit\u00e0 aromatica e alla generosit\u00e0 gustativa Villa Cuvette Brut millesimato, unico vino ammesso al concorso, si \u00e8 dimostrato da sempre il Franciacorta per eccellenza in grado di farsi portavoce di questo messaggio. Con la preziosa collaborazione di noti ristoratori e importanti locali, la filosofia dello Sparkling Men\u00f9 \u00e8 stata via via apprezzata ed esaltata da un pubblico sempre pi\u00f9 ampio, tanto da rendere oggi il concorso un irrinunciabile appuntamento per gli esteti del gusto. Lo Sparkling Men\u00f9, giunto alla IXa edizione, ha visto partecipanti illustri ed esperti ristoratori . Questi i vincitori delle otto edizioni passate: Ristorante Nicolin di Lecco, Cinque Sensi di Malo (Vi), Antica Cascina San Zago di Sal\u00f2 (Bs), Il Cambio di Bologna, Agli Amici di Udine, Sale e Pepe di Sondrio, L\u2019Eremo di San Michele di Galbiate (Lc) e infine l\u2019Hostaria 1735 di Rezzato (Bs). Attraverso la capacit\u00e0 di interpretare il territorio come risorsa primaria, innamorarsi della vigna nel susseguirsi di stagioni, aspettare con trepidazione ogni nuova vendemmia con la certezza che ogni volta la terra avr\u00e0 qualcosa di nuovo da raccontarci aspiriamo alla meta dell\u2019eccellenza. Per questo noi di Villa non ci sentiamo mai arrivati, siamo alla continua ricerca del sapere ed apprezziamo ogni tappa del cammino, perch\u00e9 sappiamo che niente pi\u00f9 della terra sapr\u00e0 mai donare all\u2019uomo. <\/p>\n<p>STORIA DI UN BORGO<\/p>\n<p>La storia di Villa, borgo medievale situato nel cuore della Franciacorta, si perde nella notte dei tempi. Accreditate ricerche storiche riportano alla luce i numerosi cambiamenti che hanno formato questa piccola frazione di Monticelli Brusati. <br \/>Tutto inizi\u00f2 nel XVI secolo con Oliviero Rampinello \u201cil magnifico\u201d, come testimonia lo stemma perfettamente conservato sul caminetto della sala affrescata presente all\u2019interno della casa padronale e le iniziali O.R. incise sulla piastra di fondo. E\u2019 a cavallo tra il XVIII e XIX secolo che la propriet\u00e0 viene acquistata dai coniugi Francesco Fenaroli e Benedetta Consoli. Siamo nell\u2019epoca napoleonica, era di grandi cambiamenti territoriali e passaggi di propriet\u00e0. Il borgo Villa acquisisce pian piano le sembianze attuali. La Famiglia Fenaroli segner\u00e0 altre importanti tappe nella storia del Borgo e nonostante le diverse successioni e passaggi di propriet\u00e0 il nome di questa dinastia far\u00e0 parte di Villa fino alla prima met\u00e0 del XX secolo. E\u2019 in quegli anni infatti che il Borgo si lega alla famiglia Capuani. Legame che durer\u00e0 solo pochi decenni perch\u00e9 nel 1960 Alessandro Bianchi, insieme ai fratelli Umberto e Nicola, industriali del settore metalmeccanico oleodinamico, rilevano l\u2019intera struttura ed il centinaio di ettari che la circondano. Negli anni Sessanta i terreni non avevano mercato e i proprietari terrieri vendevano la terra in quanto l\u2019agricoltura non consentiva la sopravvivenza.<br \/>Criticato dai pi\u00f9 per aver investito nella terra, sinonimo di perdite continue, quando in piena ripresa economica sembrava pi\u00f9 logico investire in finanza, in titoli di Stato o nell\u2019industria, Alessandro Bianchi, confortato dalla certezza del padre che la terra non avrebbe mai tradito, port\u00f2 comunque avanti con convinzione e passione la sua scelta, che il tempo trasform\u00f2 in una visione lungimirante.<br \/>A quel tempo la fisionomia dell\u2019azienda era del tutto diversa da come si presenta oggi. La produzione vinicola era, infatti, legata alla sola cantina del Cinquecento e accanto ad essa primeggiavano le coltivazioni di granoturco, frumento e la produzione del latte. Vigeva ancora la mezzadria  e dopo ripetute grandinate gli abitanti del borgo erano ormai ridotti alla miseria.<br \/>Sembra di parlare di secoli fa, ma in realt\u00e0 questo era ci\u00f2 che appariva a chi si avventurava nella frazione Villa \u201csolo\u201d cinquant\u2019anni fa: tetti sfondati e abitazioni dei contadini senza il minimo necessario per una vita dignitosa. L\u2019unica parte integra del Borgo era l\u2019abitazione padronale residenza estiva dei Signori di citt\u00e0. <br \/>L\u2019amore per la terra e la passione per la natura fecero intravedere ad Alessandro Bianchi le enormi potenzialit\u00e0 di questo sito dal punto di vista vitivinicolo. Decise cos\u00ec di rilevare le quote dei fratelli con  il sogno di riportare il Borgo agli antichi splendori e valorizzare le potenzialit\u00e0 dei terreni di propriet\u00e0. Da quel momento la storia di Villa cominci\u00f2 a rianimarsi e con essa la vita dell\u2019antico Borgo e i suoi abitanti. Nel 1991 iniziano i lavori di recupero e restauro delle abitazioni di alcuni salariati. Nacquero cos\u00ec i primi sei appartamenti dell\u2019 agriturismo \u201cVilla Gradoni\u201d. Sorto ai piedi della collina omonima e da cui trae il nome, Villa Gradoni rappresenta un altro esempio concreto di lungimiranza nella storia aziendale. E\u2019 infatti tra i primissimi agriturismi italiani presenti agli albori degli anni Novanta. Precursore di una tendenza che si diffonder\u00e0 solo molti anni dopo, oggi l\u2019agriturismo comprende 21 appartamenti tutti diversi tra loro, arredati con gusto e raffinatezza. Un recupero lento del prestigioso passato, un esempio tangibile di amore e passione per questo piccolo borgo antico, un sogno che col tempo \u00e8 diventato il sogno di un\u2019intera famiglia. Esempio concreto di \u201cSlow Tourism\u201d, Villa Gradoni fa parte del borgo medievale  Villa. Ristrutturato rispettando la tradizione architettonica e le strutture preesistenti \u00e8 per\u00f2 in grado di offrire tutti i confort di un complesso moderno. Un\u2019oasi di pace dove rilassarsi e degustare pregiati vini abbinati a piatti della tradizione nel ristorante \u201cIl Borgo in Franciacorta\u201d e godere di piacevoli massaggi ayurvedici e shatzu presso il Borgo del Benessere. Nel cinquantesimo compleanno di Villa si rivive quello che 1960 era il sogno di un giovane di ventisei anni. Far rinascere un borgo dimenticato e riportarlo alla vita, intuire le potenzialit\u00e0 dei terreni mettendoli nelle condizioni di esprimersi per dare origine a vini di grande spessore, preservare la natura dall\u2019abusivismo edilizio.  Ecco cosa possono la passione e l\u2019amore per la terra quando fanno parte di te, quando sono il patrimonio genetico che hai ricevuto dai genitori.<\/p>\n<p>SVILUPPO ENOLOGICO e SUCCESSO PRODUTTIVO dell\u2019AZIENDA VILLA<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dagli anni \u201960 Alessandro Bianchi da inizio allo studio dei 100 ha dei terreni che compongono la propriet\u00e0 Villa. Pioniere in Franciacorta con l\u2019aiuto di validi consulenti, tra i quali si ricorda il Dottor Vescia, commissiona lo studio geopedologico di ogni singola particella catastale volto ad identificare i terreni pi\u00f9 vocati alla viticoltura dell\u2019intera propriet\u00e0. Gi\u00e0 dai primi anni si cominci\u00f2 a parlare di zonazione, studio e selezione di cloni autoctoni e pi\u00f9 ancora dell\u2019ulteriore diversificazione dei portainnesti in base alle diverse tipologie di terreni. <br \/>Uno studio lento che ha richiesto anni, prima di poter arrivare all\u2019attuale superficie vitata di 37 ha, i rimanenti a boschivo e coltivo. Nel 1974 la prima etichetta di bianco (4.620 bottiglie) e di rosso (2.848 bottiglie). Passarono altri quattro anni prima di poter vantare la prima  bottiglia di bollicine. Era il 1978 e nascevano nella cantina di Villa 6.458 bottiglie di quello che allora era il \u201cPinot di Franciacorta\u201d firmate dal gi\u00e0 rinomato enologo piemontese Corrado Cugnasco, che ancora oggi collabora con l\u2019azienda.  A quell\u2019epoca Villa era una delle primissime aziende a cimentarsi nell\u2019avventura \u201cbollicine\u201d.<br \/>La produzione fu da subito incoraggiata dai numerosi premi ricevuti, primo tra tutti la medaglia d\u2019oro alla Duja D\u2019Or nel 1981 grazie al primo millesimo prodotto. Un\u2019ulteriore soddisfazione giunse in occasione del convegno nazionale degli enologi ed enotecnici tenutosi durante una crociera sulla Eugenio Costa, dove il Pinot di Franciacorta delle cantine Villa fu scelto in rappresentanza delle bollicine italiane metodo \u201cChampenoise\u201d. Fin dalle prime ricerche sulle bollicine, Alessandro Bianchi dimostr\u00f2 la sua sentita passione per questa nuova dimensione enoica. <br \/>Fu proprio negli anni Settanta che l\u2019azienda cominci\u00f2 a subire la prime trasformazioni. Da azienda mista si trasform\u00f2 gradualmente in vitivinicola ed in breve tempo la qualit\u00e0 e l\u2019eccellenza diventarono l\u2019obiettivo dell\u2019azienda. <br \/>Il rispetto per la natura, per le tradizioni e la ricerca costante della qualit\u00e0 fanno ormai parte del patrimonio genetico di questa azienda. L\u2019utilizzo di sostanze biologiche e naturali per la gestione del vigneto, l\u2019inerbimento controllato, le potature corte e l\u2019uso delle sole uve di propriet\u00e0 sono esempi concreti di una filosofia di vita alla quale i proprietari dell\u2019azienda si sono da sempre ispirati fin dagli inizi in ogni singola scelta dell\u2019intera filiera produttiva. Il passaggio fondamentale per la ricerca qualitativa dei vini inizia alla fine degli anni Sessanta, quando Alessandro Bianchi decise di procedere con la bonifica dei terreni, alla quale segu\u00ec lentamente il loro accorpamento, mentre  venivano piantati vitigni quali Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero per i bianchi e le bollicine; Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Barbera e Nebbiolo per i rossi. Nei primi anni Ottanta un ulteriore rinnovamento dei vigneti determin\u00f2 il grande salto di qualit\u00e0.  Furono intrapresi nuovi impianti nel 1980, nel 1982, nel 1985 e nel 1990 con la realizzazione, del vigneto Pian della Villa,  giungendo cos\u00ec agli oltre 37 ettari attuali. Negli anni Ottanta iniziava inoltre il recupero del vigneto Gradoni, lavoro al quale l\u2019azienda Villa attribuisce grande importanza. Ci\u00f2 ha comportato un impegnativo sforzo nel rifacimento dei muri a secco, ma ha permesso la rinascita del magnifico vigneto alle spalle della cantina; un terreno di composizione singolarmente favorevole alla viticoltura, con una pendenza che in certi punti supera il 45%, avvicinandosi per disposizione dei terrazzi ai vigneti \u201ceroici\u201d di montagna. <br \/>Dalle quasi 45.000 bottiglie degli anni \u201980 la produzione, grazie ai nuovi impianti, si \u00e8 pi\u00f9 che duplicata agli inizi degli anni \u201990 con ben oltre 90.000 bottiglie. <br \/>Ed \u00e8 proprio nel 1990 che Alessandro Bianchi ed altri 28 produttori fondano il Consorzio Volontario per la Tutela del Franciacorta. La crescita produttiva, che riflette il successo qualitativo ed economico vissuto dall\u2019azienda, continua nel 2000, con 229.443 bottiglie delle quali oltre la met\u00e0 \u00e8 rappresentato dal Franciacorta Docg. Oggi la produzione ha raggiunto le 310.000 bottiglie (260.000 Franciacorta, 20.000 bianco, 30.000 rosso) un traguardo importante, considerando soprattutto la garanzia qualitativa che persegue l\u2019azienda. L\u2019utilizzo di sole uve di propriet\u00e0 e la scelta di millesimare ogni Franciacorta sono la testimonianza reale dell\u2019attenzione e della cura meticolosa messe in campo a beneficio della qualit\u00e0 assoluta. Parallelamente all\u2019aumento delle bottiglie, anche gli spazi dedicati alla produzione sono stati ampliati e sviluppati. Cuore e passione della famiglia Bianchi, oggi la cantina rappresenta un monumento all\u2019antica tradizione del Metodo Franciacorta. Composta da cinque locali comunicanti che insieme formano una superficie di 2700 mq, la cantina simboleggia un viaggio a ritroso nel tempo attraverso le diverse epoche di costruzione , dal 2010 al XVI secolo &#8211; .<br \/>Ad arricchire gli spazi preesistenti di 2500 mq nell\u2019estate 2010 \u00e8 stato aggiunto un nuovo locale di 200 mq dedicato alla pressatura delle uve. Il progetto, teso a migliorare ulteriormente la qualit\u00e0 del prodotto, nasce con lo scopo di creare una sala adibita alla selezione delle uve e al loro raffreddamento prima della pressatura.<br \/>Nelle emozionanti gallerie scavate nel cuore della collina Madonna della Rosa, il tempo, il silenzio, il fresco e l\u2019oscurit\u00e0 sono le componenti essenziali della ricetta che ha permesso alle bollicine Villa di affermarsi come marchio d\u2019eccellenza nel mondo enologico. Dagli anni Sessanta l\u2019azienda Villa ha instancabilmente alternato scavi e lavori di costruzione. Oggi nella cantina riposano oltre 800.000 bottiglie di Franciacorta Docg nelle migliori condizioni di isotermia, dovuta alla naturale temperatura del sottosuolo che impedisce sbalzi termici e conserva in un \u201creligioso\u201d silenzio e nella quasi totale oscurit\u00e0 le bottiglie disposte dapprima in catasta e successivamente in pupitre, per essere rigirate a mano, secondo l\u2019antica tradizione del remuage. Nelle cantine sotterranee, contigue alle gallerie delle bollicine, in locali che risalgono al XVI\u00b0 secolo, si scorgono  vasche moderne in acciaio inox, alternate a botti in legno pregiato di media capacit\u00e0 e una vasta serie di piccoli carati per l\u2019affinamento dei rinomati rossi firmati Villa. La tradizione e l\u2019esperienza sempre vive nell\u2019animo, ma con uno sguardo attento a ci\u00f2 che le nuove tecniche possono offrire a servizio di una sempre migliore qualit\u00e0 del prodotto. Oggi Villa Franciacorta, festeggia non solo cinquant\u2019anni dalla fondazione, ma celebra il susseguirsi di successi che hanno segnato le pi\u00f9 importanti tappe dell\u2019azienda. Amore, rispetto, cultura, attesa, impegno. Ingredienti che rendono preziosi i nostri Franciacorta e hanno reso possibile la realizzazione di un sogno, VILLA.<\/p>\n<p>UNA FELICE INTUIZIONE<\/p>\n<p>Curiosa di degustare i mosti destinati al bland del Franciacorta Cuvette, regalo che mio padre volle farmi in occasione del mio matrimonio, fui subito colpita dalle vasche \u201cSella Chardonnay\u201d e \u201cSella Pinot Nero\u201d che spiccavano tra tante per l\u2019intensit\u00e0 dei profumi. Chiesi conferma al nostro wine maker Ermes Vianelli e appoggiata nella scelta nacque l\u2019idea di coccolare la piccola partita per esaltare quanto pi\u00f9 fosse possibile le doti che la caratterizzavano. Questi terreni dotati di macro e microelementi non hanno mai deluso, confermando anno dopo anno qualit\u00e0 elevate. Ma questa volta ci si voleva spingere oltre e creare un cru nel cru.<br \/>Fu amore a prima vista, furono questi vini a farsi notare, a scegliermi, e, ancora non sapevo, ma per loro avevo in serbo un progetto speciale. Le cure per questa bollicina furono meticolose. Un elegante unione di Chardonnay e Pinot Nero con una lunga maturazione sur lie per cinque anni. Ripetute degustazioni durante questo lungo percorso ci confortavano e nasceva in me l\u2019idea segreta di donare a mio padre una bollicina che portasse il suo nome, il nome di colui che ha creduto e crede nelle potenzialit\u00e0 insite di questa terra.<br \/>RNA \u2013 Riserva Nobile Alessandro Bianchi \u2013 ma anche Rna come patrimonio genetico di un terroir messaggero di qualit\u00e0, di eccellenza. L\u2019abito per questa preziosa riserva doveva essere quello delle grandi occasioni. Oro rosso, come i gioielli che la nonna indossava negli anni Sessanta; il simbolo del RNA in rilievo perch\u00e9 rilevanti furono le scelte che mio padre da subito decise di attuare e che porter\u00e0 avanti sempre con coerenza millesimando tutta la produzione e utilizzando solo uve di propriet\u00e0. La scritta RNA in brail perch\u00e9 sempre alta \u00e8 stata l\u2019attenzione ai meno fortunati e ai bisognosi. Infine il classico scudo Villa che avvolge la bottiglia in un abbraccio che rappresenta le cure speciali riservate a questa riserva. Ma rappresentano innanzitutto l\u2019abbraccio amorevole con il quale Villa accoglie i bambini di Haiti. RNA come \u201cRiserva Nobile\u201d perch\u00e9 \u00e8 nobile il progetto che Villa si propone di promuovere con questa bollicina. La riserva del fondatore, RNA, sar\u00e0 protagonista del progetto \u201cUna bollicina per un sorriso\u201d presentato in occasione dei festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell\u2019azienda. L\u2019iniziativa \u201cUna bollicina per un sorriso\u201d vuole sostenere il Progetto della Ricostruzione delle Scuole di Strada, con la donazione di un\u2019Aula di una Scuola attraverso la  vendita di 1000 bottiglie di RNA. Questo sar\u00e0 un contributo importante per restituire ai bambini la possibilit\u00e0 concreta di tornare a scuola, alimentarsi, evadere da un mondo di miserie e ricominciare a sperare. <br \/>\u201cA mio padre, che intu\u00ec le potenzialit\u00e0 di questi terreni dedico questa riserva e lo ringrazio per avermi tramandato l\u2019amore per la terra, per ci\u00f2 che ogni giorno sa trasmetterci con il suo agire e che \u00e8 entrato a far parte del nostro DNA.\u201d <br \/>(Roberta Bianchi)<\/p>\n<p>Azienda Agricola Villa<br \/>Frazione Villa<br \/>25040 Monticelli Brusati (Brescia)<br \/>Tel: 0039. 030. 652329<br \/>info@villafranciacorta.it<br \/>www.villafranciacorta.it<\/p>\n<p>per informazioni:<br \/>LISA LINI \u2013 cell: 338. 7574064<\/p>\n<p>a cura di Rocco Lettieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VILLA FRANCIACORTA Rivive la storia di un sogno nel suo 50\u00b0 anniversario \u201cUn tempo le mappe dei viandanti segnavano solo<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2631"}],"collection":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2631"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2631\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}