{"id":2649,"date":"2011-03-07T18:25:49","date_gmt":"2011-03-07T18:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2649"},"modified":"2011-03-07T18:25:49","modified_gmt":"2011-03-07T18:25:49","slug":"bussia-soprana-di-silvano-casiraghi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/?p=2649","title":{"rendered":"BUSS\u00ccA SOPRANA DI SILVANO CASIRAGHI"},"content":{"rendered":"<p>Monforte deve il suo nome al castello fortificato che sorse nell\u2019alto Medioevo sulla sommit\u00e0 del colle che nel 1028 fu teatro di una delle pi\u00f9 crudeli azioni cristiane. Oggi si pu\u00f2 visitare la Torre Campanaria, l\u2019Oratorio di Sant\u2019Agostino e l\u2019ingresso del Palazzo Marchesi-Scarampi, che insieme incorniciano la Piazza dell\u2019Antica Chiesa che per la sua forma ad anfiteatro \u00e8 adibita ad &#8220;auditorium Horzowski&#8221;.<\/p>\n<p>BUSS\u00ccA SOPRANA di Silvano Casiraghi e i &#8220;suoi&#8221; BAROLO<\/p>\n<p>Una meravigliosa conca di filari di Nebbiolo con palme e ulivi<\/p>\n<p>Per crederci bisogna andarci. Buss\u00eca Soprana si raggiunge dall\u2019alto dopo aver risalito la strada che da Alba va verso La Morra e poi si deve continuare sulla sinistra direzione Monforte. Scollinando tra meravigliosi paesaggi e nomi di illustri produttori di vini albesi ci si dirige prima in altura e poi in discesa verso la frazione Buss\u00eca Soprana. Dieci case di un villaggio attorniato da viti a destra e a manca. Quattro grandi produttori e Silvano Casiraghi, scapolone d\u2019oro, hanno potuto mettere le mani su questo patrimonio enologico esclusivo. Silvano da sempre nell\u2019import\/export di vini, ha sempre frequentato questi luoghi per selezionare vini da commercializzare. Gi\u00e0 da giovane intuisce le grandi potenzialit\u00e0 del &#8220;sito&#8221; Buss\u00eca Soprana e poco per volta, con tenacia e volont\u00e0, nel 1992 crea la sua prima etichetta. Oggi \u00e8 arrivato ad avere oggi ben 17 di propriet\u00e0 tra i cru di Buss\u00eca, Colonnello, Romirasco, Gabutti e Mosconi, con viti vecchie sino a 55\/65 anni, a cui si aggiungono altri 5 ettari (Vigna Bricot) in conduzione con due coniugi, contadini locali: Luciana e Lelio Cavallo. Una recente cantina fa anche da foresteria e sala incontri. I vini Barolo della Buss\u00eca in generale si distinguono per una grande struttura, con profumi netti e franchi che col tempo tendono a mettere in risalto il goudron; buona la tannicit\u00e0 che si armonizza con le altri componenti realizzando un vino di grande carattere e profondit\u00e0. I Barolo di Mosconi, al contrario, hanno gi\u00e0 da subito finezza ed eleganza che unitamente alla potenza e alla armocia tannicit\u00e0, sono in grado di essere pronti da subito ma che nel tempo danno il massimo della balsamicit\u00e0 e mineralit\u00e0. Silvano ha tra i suoi vini anche: Barbara d\u2019Alba, Langhe Rosso Zenit, Dolcetto Langhe e due eleganti prodotti astucciati di grande qualit\u00e0: Barolo Chinato e Vino Chinato a base di Barbara. Ottime anche le grappe di Dolcetto, Barbera e Nebbiolo da Barolo. <\/p>\n<p>La zona e il terreno:<br \/>Il vino Barolo deve le sue caratteristiche all\u2019influenza del suolo e particolarmente del sottosuolo cio\u00e8 quello strato di terreno situato pi\u00f9 in profondit\u00e0 che si \u00e8 venuto a formare lentamente lungo milioni di anni e che poco risente degli interventi colturali attuati dall\u2019uomo. L\u2019origine risale all\u2019Epoca Terziaria (Miocene medio e superiore) ed \u00e8 di tipo sedimentario marino. Infatti, fin qui si estendeva il Golfo Padano come testimoniano i vari fossili di pesci, molluschi, ricci di mare che oggi ancora si ritrovano nei lavori di scasso dei nuovi vigneti. La prima \u00e8 compresa tra i comuni di La Morra e Barolo e si estende, per il viaggiatore proveniente da Alba verso Barolo, sul lato destro della strada di fondovalle. Il terreno \u00e8 costituito da marne grigio-bluastre che diventano di tonalit\u00e0 grigio-biancastra in seguito all\u2019azione degli agenti meteorici. Questi sedimenti costituitosi durante il Tortoniano, sono chiamati dai geologi Marne di Sant\u2019Agata e conosciuti localmente con il termine di &#8220;tov&#8221;; si tratta di argille miste a sabbie finissime e impregnate di una forte componente calcarea (circa 30% sabbia, 55% argilla, 15% calcare). Il Barolo proveniente da questa zona \u00e8 mediamente alcolico, elegante, dal profumo intenso e spiccato e di pronta maturazione. Seguendo invece il versante che da La Morra scende verso il fiume Tanaro in direzione nord-ovest, si riscontra una piccola area in cui il terreno, originatosi durante il Messiniano evaporitico, appartiene alla formazione geologica nota come Formazione gessoso-solfitica, poco favorevole alla coltivazione della vite.<br \/>La seconda zona appartiene ai comuni di Castiglion Falleto, Barolo e Monforte e si trova a sinistra della suddetta strada Alba-Barolo. Il sottosuolo \u00e8 formato principalmente da strati di sabbia pi\u00f9 o meno compatta di colore grigio bruno o giallastro alternati da arenarie grigie (sabbie compattate e cementate da carbonati delle acque marine); questo terreno corrisponde alle Arenarie di Diano. <br \/>Proseguendo verso Est si incontra la terza ed ultima zona, quella di Serralunga. Il terreno \u00e8 caratterizzato da strati di sabbia o di arenaria grigio-rossastre alternati a marne grigie (&#8220;formazione di Lequio&#8221;).<br \/>Dalle due ultime zone descritte, formatesi durante l\u2019epoca geologica dell\u2019Elveziano, si ottiene un vino di maggiore gradazione alcolica, robusto, pieno e molto longevo. La suddivisione delle tre zone in base alla natura geologica del terreno \u00e8 valida come linea generale; anche all\u2019interno di una superficie molto limitata, infatti, i vari tipi di terreno non sono sempre distinti tra di loro, ma possono mescolarsi in vario grado in seguito all\u2019azione esercitata dagli agenti atmosferici nel corso della loro formazione. Per esempio, l\u2019alternarsi in certe zone di strati geologici differenti pu\u00f2 influenzare lo sviluppo delle radici che anzich\u00e9 affondare in un solo terreno,  attraversano due o pi\u00f9 strati di diversa natura. L\u2019uva prodotta non potr\u00e0 che risentirne nelle sue caratteristiche, non solo per la differente composizione chimica dei vari strati, ma anche per il loro diverso comportamento rispetto alle acque circolanti, e dal quale dipende infatti la maggiore o minore concentrazione di soluzioni nutritizie che vi si formano. L\u2019origine geologica sommata ad altri elementi del terreno come la composizione chimica, la giacitura, l\u2019altitudine, l\u2019esposizione al sole e ai venti, i fattori metereologici, variando da appezzamento ad appezzamento, diversificano notevolmente i caratteri del prodotto finale. Appare pertanto evidente come sia molto delicato e difficile,  in un territorio collinare accidentato, tracciare una rigida linea di demarcazione sia dal punto di vista delle zone che dal punto di vista delle caratteristiche organolettiche del vino. Esistono piccole e grandi influenze in grado quindi di differenziare quasi ogni singolo vigneto rendendo assai eterogenea la produzione del vino Barolo. In conclusione \u00e8 proprio grazie a queste sottili sfumature offerte dalla natura unite al sapiente uso da parte dell\u2019uomo delle tecniche viticole e vinicole che si ottiene un vino apprezzato e stimato in tutto il mondo per la sua unicit\u00e0: il Barolo.<\/p>\n<p>Il vitigno Nebbiolo <br \/>La coltivazione del vitigno Nebbiolo in Piemonte  ha citazioni antiche,  sorprendenti. Gi\u00e0 Plinio citava le terre attorno a Pollenzo come adatte alla coltivazione di uve per grandi vini (trisavole del nostro Nebbiolo), cos\u00ec come altri commenti, a volte fantasiosi, quale il verso del &#8220;De bello Gallico&#8221; sicuramente fasullo. Citazione pi\u00f9 attendibile \u00e8 quella del Castello di Rivoli (1235), cos\u00ec come quella del &#8220;trattato dell\u2019agricoltura&#8221; di Pier de Crescenzi (met\u00e0 1400); fino agli Statuti &#8220;Loci Murre&#8221;, copia del 1512, in cui \u00e8 chiaramente scritto &#8220;Nebiolium&#8221;. Altri autori come il Bacci verso il 1750 ne parlano, cos\u00ec G.B. Croce gioielliere di Casa Savoia verso il 1606, che ebbe fantasiosamente a scrivere nel suo trattatello sui vini che il vitigno Nebbiolo derivavavo il suo nome da trasposizione di lettere, come &#8220;nobile, poich\u00e9 fa vino generoso e gagliardo&#8221;. Cos\u00ec come un dubbio vi era per la dizione Nebiolo e Nebbiolo, risolto dal Ministero dell\u2019Agricoltura per Nebbiolo, probabilmente considerando il fatto della vendemmia tardiva, quando le prime nebbie cominciano a salire dal fiume Tanaro verso i bricchi, od ancora e forse pi\u00f9 attendibile poich\u00e9 la pruina che ricopre gli acini d\u00e0 evidente questo senso di annebbiato. In ogni caso il vitigno \u00e8 molto particolare e richiede terreni di ottimale esposizione tenendo d\u2019occhio anche l\u2019altitudine (fra i 250 e i 450 m.l.m.) di consistenza calcareo-argillosa e ricchezza di microelementi. Il sistema di allevamento \u00e8 Guyot con potatura lunga, poich\u00e9 ha necessit\u00e0 di sfogare la propria esuberanza vegetativa. La vite ha quindi portamento vigoroso. La foglia di grandezza media ha da 3 a 5 lobi ben marcati. Anche il grappolo \u00e8 di grandezza media o grande a forma piramidale o cilindrica, alato o compatto, con peduncolo di lunghezza media per lo pi\u00f9 verde. Acini medi, rotondi con tendenza all\u2019ellissoide a polpa succosa e dolce con astringenza evidente e buccia molto pruinosa ed annebbiata, sottile ma resistente e tannica, di colore violaceo scuro che per la pruina appare quasi grigio; con maturazione tardiva, verso met\u00e0\/fine ottobre. Delle convariet\u00e0, quelle pi\u00f9 interessanti e quindi coltivate sono: Lampia e Michet (la prima con grappolo allungato, la seconda con grappolo raccolto, derivando il nome dal piemontese &#8220;micot&#8221;, piccola pagnotta). La terza convariet\u00e0 prevista ed indicata nel disciplinare di produzione, il Ros\u00e9, quasi del tutto abbandonata. Dal Nebbiolo si ottengono nelle Langhe ben 4 vini a denominazione di origine: il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo d\u2019Alba (con vitigno Nebbiolo al 100%) ed il Roero (con aggiunta del 5% di Arneis).<\/p>\n<p>VIN DEL ROSS BARBERA D\u2019ALBA DOC 2001<br \/>Uve Barbera provenienti dalle vigne pi\u00f9 vecchie e pi\u00f9 esposte, impiantate su terreno misto tufo e sabbia (Buss\u00eca) e solo tufo (Mosconi) a circa 350 m s.l.m. La densit\u00e0 per ettaro \u00e8 di 4000 ceppi allevati a Guyot; l\u2019et\u00e0 media delle viti \u00e8 di 40\/50 anni; la resa per ettaro \u00e8 di 60\/65 quintali di uva; 14\u00b0 in Vol. La vinificazione avviene a contatto con le bucce per 8 giorni. La prima fermentazione si svolge in acciaio inox a temperatura controllata sui 28\/32\u00b0. La maturazione avviene in barriques nuove di rovere francese di legno Allier da 225 litri (60%) e barriques di secondo utilizzo (40%) per almeno otto\/10 mesi. Si affina per 14 mesi in bottiglia. Il colore \u00e8 rosso violaceo, cupo, brillante con unghia limpida e trasparente; al naso \u00e8 intenso, complesso, di grande fruttuosit\u00e0 (ribes, mora, mirtillo) sostenuta da elegante legno bois\u00e9 con ricordi balsamici di erica selvatica. In bocca si presenta caldo, secco, vellutato con ottima armonia tra tannicit\u00e0 e acidit\u00e0. Una lunga persistenza mette in risalto il buon legno che si chiude sulle spezie dolci di liquirizia e cacao amaro. Si sposa con primi piatti consistenti e con carni elaborate o arrostite. Si sposa bene anche con formaggi a pasta dura. <\/p>\n<p>BAROLO DOCG VIGNA COLONNELLO 2000<br \/>Uve Nebbiolo 100% di Buss\u00eca Soprana con vigne di 55 anni su terreno composto da suolo tufaceo e sabbia; la densit\u00e0 di impianto \u00e8 di 4.000 ceppi per ettaro a Guyot; la resa per ettaro 60 quintali di uva. Contatto pellicolare con le bucce per 10\/12 giorni. Prima fermentazione in acciaio e quindi maturazione in barriques nuove di rovere francese di legno Allier da 225 litri (60%) e barriques dello stesso tipo di secondo passaggio (40%) per minimo 16 mesi. Si ffina per 15 mesi in bottiglia. Il colore \u00e8 rosso rubino carico con riflessi granati, brillante; al naso si presenta con grande pulizia e profumo netto di frutta matura (susina, ciliegie sotto spirito e la rosa appassita); buone le note speziati di vaniglia e il sentore fresco e verde di eucalipto. In bocca \u00e8 secco, di buona concentrazione, ricco di tannini eleganti e fini; armonico nelle componenti acido\/tanniche, suntuoso  e completo; la persistenza finale \u00e8 calda, ampia, di suadente dolcezza. Si sposa con la grande cucina piemontese (tajarin al sugo d\u2019arrosto), piatti di selvaggina di pelo e di piuma;  formaggi grassi di buona stagionatura.<\/p>\n<p>BAROLO DOCG MOSCONI 1999  <br \/>Uva Nebbiolo 100% proveniente da un insieme di vigne del cru Mosconi di circa 2,5 ettari. Terreno solo tufaceo &#8211; esposizione Sud a 380 m; 4.000 ceppi per ettaro a Guyot semplice; et\u00e0 media delle viti 40-45 anni; resa di 55 quintali di uva per ettaro. Contatto pellicolare con le bucce per 10\/12 giorni; prima fermentazione in acciaio inox e quindi maturazione in barriques nuove di rovere francese di legno Allier da 225 litri (55%) e barriques dello stesso tipo di  secondo passaggio (45%) per minimo 18 mesi. Affinamento per 18 mesi in bottiglia. Il colore \u00e8 rosso rubino intenso con riflessi appena aranciati, brillante; unghia limpida e trasparente; archetti compatti e sostenuti; al naso si percepiscono sentori floreali di rosa e  garofano a cui segue una buona frutta rossa di sottobosco (ribes nero, mirtillo); finale intenso e \u201cbois\u00e9\u201d con sentori di alloro e pepe verde. In bocca l\u2019entrata \u00e8 sapida e calda; buona concentrazione e potenza che  persiste in tutta la bocca; il finale ha note speziate vegetali (timo secco, rabarbaro, mallo di noce) e di cioccolato amaro. Abbinamento con piatti della grande cucina piemontese a base di carne: brasati, spezzatini, arrosti e carni arrostite (fiorentine, salsicce, costine di maiale). Formaggi duri stagionati.<\/p>\n<p>Produttore: Buss\u00eca Soprana di Silvano Casiraghi<br \/>Indirizzo: Localit\u00e0 Buss\u00eca Soprana, 87<br \/>Localit\u00e0: 12065 Monforte d\u2019Alba (Cuneo)<br \/>Tel. Ufficio. 0039. 039. 30.51.82<br \/>Telefonino: 0039. 335. 82.24.170<\/p>\n<p>A cura di Rocco Lettieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monforte deve il suo nome al castello fortificato che sorse nell\u2019alto Medioevo sulla sommit\u00e0 del colle che nel 1028 fu<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2649"}],"collection":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2649\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/simpatico-melograno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}