FARINA TRANSPARENCY – una storia uscita da una favola

FARINA TRANSPARENCY

Vi raccontiamo una storia che sembra uscita da una favola

La Valpolicella è una località costituita da 5 Comuni (FUMANE, MARANO VALPOLICELLA, NEGRAR, SAN PIETRO IN CARIANO, SANT’AMBROGIO VALPOLICELLA) tutti in provincia di Verona. Qui si producono le uve atte a dare vino VALPOLICELLA, AMARONE e RECIOTO, anche nei tipi CLASSICO e CLASSICO SUPERIORE.

Il comune di San Pietro in Cariano, importante paese posto in felice posizione al centro del vasto comprensorio della Valpolicella, vanta antiche origini; il territorio ha visto la presenza dell’uomo fin dalla preistoria, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici compiuti in diverse località, da Negarine a Pedemonte e Castelrotto dove è venuto alla luce un villaggio dalla struttura complessa e articolata, con un nucleo centrale sul colle dove in seguito sorse il castello che ha dato nome alla frazione. Già fiorente durante la Signoria Scaligera sotto la quale la Valpolicella fu brevemente amministrata come entità autonoma da Federico della Scala, conte di Valpolicella, scacciato da Cangrande quando tentò di impadronirsi del potere a Verona approfittando di una malattia del Signore, San Pietro Incariano fu la sede del Vicariato della Valpolicella che sotto la Serenissima riuniva in unità amministrativa tutta la zona, divisa secondo l’antica suddivisione ecclesiastica in tre plebati, corrispondenti ai piovadeghi di Negrar, San Giorgio e San Floriano.

Qui dagli inizi del 1900 troviamo l’Azienda Vinicola Fratelli Farina nata per produrre vini veronesi, dai freschi bianchi ai più complessi rossi della zona. Sino alla fine del secolo scorso il testimone era nelle mani dei tre cugini Farina: Remo, Alessandro e Pietro, i quali, nonostante i volumi, hanno saputo mantenere negli anni una conduzione familiare, imponendosi sul mercato solo ed esclusivamente per l’alta qualità della propria produzione. Un arco di pietra con uno stemma al centro, una piccola scala di pietra con i gradini consumati e si raggiunge un antica cantina sotterranea, dove la temperatura oscilla tra i 12° e i 15°C. La presenza di questa cantina risale al 1500. Qui le vecchie botti in rovere massiccio conservano ancora l’aspetto del “buon tempo antico”, esprimono la nobiltà delle cose che hanno una lunga tradizione e vengono utilizzate per maturare gioielli quali il Recioto, l’Amarone ed il Valpolicella Classico Superiore, vanto della Valpolicella Classica.

L’ultimo decennio del 1900 ha visto Remo Farina tenere in mano le sorti dell’azienda, sempre attento ad ogni possibile miglioria, all’evoluzione ed alle nuove esigenze dei consumatori, selezionando nel tempo vigneti posizionati in siti particolarmente felici. L’intervento più sostanzioso l’aveva fatto in campagna, dove aveva aumentato il numero delle viti per ettaro ed aveva sensibilmente diminuito la quantità di uva per ceppo. Tutto ciò al fine di poter offrire la sua prestigiosa riserva: “Vino da vigneto”.

Purtroppo una malattia nel marzo del 2003 ha portato alla perdita di uno dei più importanti produttori della Valpolicella lasciando un patrimonio in mano alla figlia ancor giovane Elena, inesperta di ogni attività enologica e di ogni cognizione dirigenziale di un’azienda così importante. Ma quando c’è volontà di fare si superano tutte le avversità. Ed Elena in questa situazione ha tirato fuori il meglio di se stessa. Nel contempo il cugino Claudio si occupava di altri settori. Mettersi insieme per unire le forze è stato difficile ma non impossibile. Claudio incoraggiato dal papà Alessandro ha avuto intuizioni che forse neanche lui pensava di avere. E’ nata una azienda che nel giro di 15 anni sta occupando un posto di altissimo livello sia nella produzione che nella commercializzazione in particolare all’estero.

Tralasciando di raccontare tutte le fatiche degli anni passati per ricostruire il patrimonio viticolo (oggi 10 ettari di proprietà e altri 45 ettari di fedeli conferitori) e della produzione di vini di qualità … un giorno dell’inizo di anno 2018 ricevo questa email/invito:  “Ti scrivo perché il 26.01.2018, ti abbiamo presentato il Progetto Transparency, un progetto ambizioso che attraversa ogni aspetto della nostra realtà e le nostre relazioni. Quest’anno a Vinitaly, presentiamo la punta di diamante del progetto – Mezzadro alla Fontana – Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2011. In questo vino sono distillati i valori e la qualità di una filiera etica. Nasce da collaborazioni sigillate con una stretta di mano dai nostri nonni in altri tempi. Vive di luce propria grazie ad una nuova visione enologica. Ti invitiamo a degustarlo al nostro stand durante Vinitaly (Hall 4 Stand F2) o di fissare un appuntamento per una visita in cantina dove potrai apprezzare il completamento della nostra area di ricezione e Wine Boutique e l’installazione di innovativi tini per la maturazione dei nostri vini più pregiati”.

Naturalmente non ho potuto mancare all’appuntamento del Vinitaly e neanche all’invito in cantina (di cui parleremo più avanti) e in questa occasione mi è stato presentato il progetto FARINA TRANSPARENCY.

“Abbiamo scelto di avviare questo progetto Transparency Farina non come un’azione di comunicazione per cogliere l’attuale tendenza del mercato di chiedere aziende sempre più trasparenti e autentiche, ma prima di tutto perché noi da sempre sentiamo un’esigenza naturale, innata, di raccontarci a tutti per quello che siamo, senza nascondere mai nulla, a partire dai nostri limiti. Un progetto decisamente coraggioso che non si limita a dichiarare la “trasparenza” ma ha l’obiettivo di dimostrarla quotidianamente in tutte le fasi produttive, nei processi di trasformazione delle uve, fino ad arrivare alle attività di commercializzazione. Una “trasparenza” non solo dei prodotti ma anche e soprattutto delle persone che concorrono con il loro lavoro alla realizzazione, alla comunicazione e alla commercializzazione dei vini Farina. Ci siamo resi conti in questi anni che quasi sempre quando si parla di trasparenza, di autenticità dei prodotti, ci si limita al concetto di rispetto di un disciplinare di produzione o di garantire, certificare la numerazione delle bottiglie. Questi per noi sono solo alcuni degli aspetti che garantiscono una autentica trasparenza delle produzioni e talvolta, a nostro parere, nemmeno i più importanti. Secondo noi, infatti, essere trasparenti fino in fondo significa anche raccontare chi siamo, cosa facciamo tutti i giorni, quali sono i nostri obiettivi; ma questo deve valere anche per i nostri collaboratori, i nostri fornitori. Non può esistere, infatti, una trasparenza a compartimenti stagni o è su tutto o non è niente. Il nostro progetto, pertanto, sarà quello di far vivere e percepire la nostra realtà senza nessun filtro. Crediamo molto nella nostra identità e nella forza dei nostri collaboratori, per questo vogliamo puntare su tutta la nostra squadra. Ci rendiamo conto che si tratta di un progetto molto ambizioso e complesso e, sempre in un’ottica di assoluta onestà e trasparenza, ci siamo dati dei tempi ragionevoli e credibili per poter essere assolutamente pronti e trasparenti su tutti i fronti. Per questo abbiamo dichiarato fin dalla genesi del nostro progetto il 2018 come anno di definizione completa della nostra Transparency Farina. Ma fin da subito metteremo a disposizione di tutti coloro che sono interessati le nostre informazioni, quello che stiamo facendo e anche i nostri limiti perché siamo consapevoli che solo facendo vedere la nostra faccia e di chi lavora con noi con onestà e senza paure potremo essere credibili anche in futuro nei confronti del mercato e dei nostri clienti”.                      Firmato  Claudio ed Elena Farina.

Oggi siamo pronti a presentare ufficialmente il sito www.farinatransparency.com

Per chi vuole saperne di più visionare questo filmato http://www.farinatransparency.com/it/

 

Una scelta molto importante quella dell’azienda Farina, che nasce da molte motivazioni. “Noi riteniamo – spiegano oggi Claudio ed Elena – che la trasparenza non sia “solo” un fatto etico ma che abbia anche altre importanti motivazioni, anche di natura economica. Noi, infatti, riteniamo che un’azienda trasparente oggi rappresenti al meglio un’impresa moderna, capace di stare sul mercato e di essere competitiva. Un’azienda trasparente, inoltre, rappresenta anche l’impresa che meglio rispetta e valorizza il suo territorio di produzione, perché lo interpreta in maniera chiara e visibile senza nessuna omissione. Ma un altro valore della trasparenza, per certi aspetti il più importante, è il rispetto nei confronti dei consumatori, che hanno il diritto di conoscere tutto dei prodotti che acquistano, a partire da chi li produce”.

La trasparenza per Farina è un percorso che non ha fine. “Quando abbiamo iniziato questo nostro progetto – concludono Claudio ed Elena – sapevamo bene che non ci sarebbe mai stata una conclusione ma un costante, quotidiano aggiornamento rispetto a ciò che siamo e a ciò che vogliamo fare ed essere”.

La visita all’azienda il 22 Giugno scorso mi ha messo in mostra tutto il percorso di rinnovamento degli spazi, sia in cantina, sia negli spazi di produzione come pure quelli ampliati dedicati all’accoglienza enoturistica che sono  di una bellezza senza eguali, eleganti, funzionali, accoglienti e improntati a prodotti (non solo vinicoli) dalla precisa espressività territoriale.

Partiamo nel racconto dalla cantina completamente rinnovata con due livelli di piani, lucidi che sembra di essere in uno studio medico, pulizia e illuminazione a volontà (se serve), con contenitori in Gres della Clayver di diverse dimensioni per una nuova tecnologia che si riassume in innovazione e tradizione. Clayver è un contenitore ceramico studiato espressamente per la vinificazione, comprendendo in questa definizione fermentazione, conservazione e affinamento del prodotto. È il frutto di un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione. Tutti i contenitori sono prodotti a partire da materie prime per garantire uniformità e costanza nel prodotto finale. Le botti in ceramica Clayver per il vino sono realizzate con un particolare grès ceramico naturale omogeneo e compatto. Si tratta di un materiale che risulta simile per molti aspetti ad un granito naturale: si presenta impermeabile ai liquidi e pertanto non necessita di nessun accorgimento per evitare l’evaporazione. La struttura microporosa intrinseca del materiale ceramico può permettere uno scambio gassoso con l’esterno del recipiente ma solo in quantità limitata e su scale temporali molto lunghe. Il contenitore è quindi idoneo anche per vini da lunghi invecchiamenti. Alcune di questi contenitori sono anche colorati in modo da dare al visitatore una visione di tutto che tranne di trovarsi in cantina. In un’altra cantina troviamo le botti grandi in legno e di barriques, ma non troppo. Con un ascensore in vetro si sale al piano superiore dove troviamo la sala accoglienza e sala di visione di tutti i vini prodotti con anche tutte le confezioni per uso regalo. Un vero wine shop di grande eleganza.

Attraverso un breve tunnel del vecchio edificio troviamo l’angolo gastronomico di prodotti locali (in frigoriferi a vista) altamente selezionati da produttori locali e/o regionali (salumi quali: Pancetta, Soppressata vicentina DOP, Prosciutto crudo berico-euganeo e formaggi quali: Monte Veronese, Casarella Trevigiana, Piave DOP, Montasio di diverse stagionature, ecc.).

E quindi si arriva nel grande cortile con la suggestiva Torre della Colombaia e il grande Cubo in vetro, vera e propria sala di degustazione e di eventi enoturistici. Mi piace rubare alcuni scritti degli amici Lavinia Furlani e Fabio Piccoli che conoscono benissimo l’azienda Farina…: “Farina rappresenta una delle aziende più organizzate sul fronte dell’accoglienza sia dal punto di vista strutturale che per quello spirito di ospitalità che è essenziale se si vuole riuscire a mettere l’ospite sempre a proprio agio”.

Durante la nostra visita abbiamo avuto due graziose collaboratrici dell’hospitality di casa Farina: Silvia Coati e Maria Mosconi, persone concrete e determinate che trasmettono e trasudano competenze che difficilmente si trovano in questi settori.

Amarone: un vino unico e inimitabile

Prodotto con ogni crisma e lasciato pazientemente maturare l’Amarone diventa un vino assolutamente unico nel panorama mondiale e inimitabile, dal colore intenso e luminoso, dai profumi intensi di ciliegia, ribes, cioccolato e spezie, ricco di sostanza, molto strutturato, pieno, eppure morbido, elegante, perfettamente equilibrato, dotato di una piacevolezza, di una morbidezza al gusto, di una dolcezza d’espressione, di una lunghezza che conquistano sin dal primo assaggio. A differenza degli altri grandi rossi da invecchiamento italiani, i suoi tannini rotondi, il suo frutto succoso consentono di apprezzarlo, sebbene sia un magnifico vino da invecchiamento, anche in gioventù. Un vino, di cui i più raffinati appassionati di tutto il mondo, dal Canada agli Stati Uniti, dalla Germania alla Svizzera al Giappone, hanno imparato ad apprezzare l’accento unico, il carattere spiccato di vino antico ma moderno e attuale, in grado di testimoniare la grandezza, il fascino, l’autentica magia della Valpolicella.

Presentiamo il “Mezzadro alla Fontana” – Amarone della Valpolicella Classico DOCG Riserva 2011

Prodotto in 3000 bottiglie da 70% Corvina, 20% Rondinella, 5% Molinara, 5% Croatina dalle pergole di San Pietro in Cariano, Marano e Mazzano di Negrar, scegliendo manualmente i grappoli migliori dai filari dei vari appezzamenti. Appassimento di circa quattro mesi. Fermentazione in acciaio e malolattica in cemento. Maturazione per 24 mesi in barriques di rovere francese e americano, poi per altri 36 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Lungo affinamento in bottiglia. Un grande vino dal colore rosso rubino granato con riflessi violacei; di notevole consistenza gli archetti che sono ben fermi e stretti sulle pareti del bicchiere. Al naso si presenta etereo, di grande finezza balsamica di pini, a cui fa seguito un fruttato di ciliegie sotto spirito; il finale è sulle note speziate di anice stellato, china calissaja, pepe nero e foglie di tabacco. In bocca si presenta caldo, equilibrato con tannini setosi e buona acidità che viene compensata dall’alcool; al riassaggio è ampio sulla confettura di prugna e gustoso di piccoli frutti neri (gelso, more, mirtilli, ribes nero,) con presenza di rabarbaro fresco e tamarindo. Il finale è asciutto, vellutato, di cioccolato mentolato – quasi un after height – persistente su gusto di nocciole tostate. Ideale per accompagnare cucina robusta di cacciagione di pelo e di piuma, carni arrostite alla brace; si sposa con formaggi duri stagionati e se…fuori pasto… come vino da meditazione. Eleganza e armonia senza fine. Un fuoriclasse da dimenticare ancora per tanti anni in cantina.

Elena Farina, co-proprietaria, racconta la genesi del nome del vino: “Per comunicare l’identità dell’azienda avevamo bisogno di attingere alla nostra storia contadina per dare forma al legame viscerale che la famiglia Farina ha con la terra. Tra carte, libri e vecchie foto, la nostra attenzione è stata attirata dalla frase “Mezzadro alla Fontana”. In essa, ritrovo l’anima del contadino che sentiamo nel nostro stesso DNA come valore da rivendicare, non perché crediamo di essere vignaioli, ma per definire il nostro carattere e il nostro profondo rapporto con il territorio”.

Claudio Farina, co-proprietario aggiunge: “Siamo una famiglia piuttosto austera per cui i fatti parlano più delle parole; per noi la lealtà e l’onestà sono valori fondanti di una comunità solida e unita. Il nostro vino più prestigioso vuole essere un omaggio alla nostra comunità di vignaioli con un richiamo al passato mezzadrile che accomuna la maggioranza delle famiglie in Valpolicella. Ma non fraintendiamo, questo non è l’Amarone di una volta. Mezzadro alla Fontana è l’espressione del nostro rapporto con la terra e della nostra moderna visione enologica”.

Questa grande Riserva si ispira alla storia di chi coltivava le vigne. Non a caso è stato scelto il nome “Mezzadro”, con l’obiettivo di richiamare le radici storiche della civiltà contadina ed in particolare le dinamiche della filiera produttiva delle uve. Rapporti che oggi rivivono in un nuovo dialogo basato su una forte e paritetica collaborazione tra coltivatori e produttori, senza mai dimenticare il valore della stima e della trasparenza.

 

AZIENDA VINICOLA FARINA

Via Bolla, 11

37029 Pedemonte di San Pietro in Cariano (VR)

Tel. +39 045. 77.01.349

info@farinawines.com

www.farinawines.com

 

A cura di Rocco Lettieri