IL VINO SECONDO il prof. LUIGI MOIO

QUINTODECIMO

Incontro in Canton Ticino

La Unione Svizzera dei Sommeliers (USSE) il 5 marzo 2026, presso la Matasci Arte di Tenero (Canton Ticino) annuncia un evento di grande valore culturale ed enologico con un ospite italiano davvero speciale: Luigi Moio, professore universitario, scienziato del vino, autore e produttore di vino. Professore ordinario di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Luigi Moio ha dedicato oltre 30 anni di attività accademica e di ricerca allo studio dei meccanismi aromatici del vino, della percezione sensoriale e della relazione profonda tra vitigno, ambiente pedoclimatico e stile enologico.

Il suo lavoro ha contribuito in modo determinante a chiarire come nascano e si evolvano i profumi del vino, offrendo basi scientifiche solide a ciò che degustatori e sommelier percepiscono nel calice. La sua ricerca ha unito rigore analitico e sensibilità interpretativa, colmando la distanza tra laboratorio e degustazione, tra scienza e piacere sensoriale. Parallelamente all’attività accademica, insieme alla moglie signora Laura, ha fondato in Irpinia la cantina Quintodecimo, progetto vitivinicolo divenuto negli anni un vero e proprio laboratorio applicativo delle sue teorie. Qui l’obiettivo è dimostrare concretamente come i grandi vitigni autoctoni campani – Fiano, Greco e Aglianico – possano raggiungere vertici di finezza, eleganza e longevità comparabili ai grandi vini del mondo, esprimendo con precisione identità territoriale e coerenza stilistica.

Quintodecimo non è soltanto una cantina, ma un modello culturale: una visione in cui la tecnica è al servizio dell’espressione del terroir e dove ogni scelta enologica nasce dalla comprensione profonda dell’aroma e dell’equilibrio gustativo. L’incontro sarà un viaggio appassionante tra scienza, territorio e piacere sensoriale, durante il quale Luigi Moio dialogherà con i presenti condividendo il suo approccio al vino, approfondendo il ruolo degli aromi e offrendo una lettura aggiornata della situazione del vino a livello internazionale.

Ospitare il Professor Luigi Moio significa accogliere una delle figure più autorevoli e influenti dell’enologia contemporanea, un riferimento imprescindibile per chiunque si occupi di qualità sensoriale, viticoltura di territorio e cultura scientifica del vino. E’ autore di opere fondamentali per la formazione di sommelier e professionisti, tra cui “Il Respiro del Vino”, testo considerato una pietra miliare nello studio della degustazione e della percezione aromatica. Moio ha contribuito a formare intere generazioni di degustatori, offrendo strumenti scientifici per comprendere ciò che accade nel calice, andando oltre il semplice descrittivismo.

Durante questa serata si avrà l’opportunità di confrontarsi non solo con un grande enologo, ma con un pensatore del vino, capace di raccontarne la complessità aromatica, la dimensione culturale e l’identità territoriale con chiarezza, passione e profondità. La degustazione prevede:

Bianchi: Exultet Fiano di Avellino; Giallo d’Arles Greco di Tufo; Gran Cuvée Luigi Moio Irpinia.

Rossi: 3 Taurasi: Vigna Grande Cerzito; Vigna Quintodecimo; Grand Cru Luigi Moio Riserva 2019.

A conclusione della serata seguirà un rinfresco conviviale abbinato al vino

Via del Campo Falanghina DOC Irpinia 2024

   

Per informazioni, Anna Valli: info@usse.ch

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LUIGI MOIO

Il Sogno di una Vita

da https://www.quintodecimo.it/

Il vino ha condizionato tutta la mia vita. Un sodalizio iniziato sin dalla nascita, nell’azienda di mio padre Michele Moio, storico produttore campano che negli anni ’50 rilanciò il Falerno, il celebre vino caro agli antichi romani. Casa e cantina erano un tutt’uno e mio padre, come se fosse un gioco, sin da bambino mi impegnava e coinvolgeva nel suo magico mondo. In modo del tutto naturale ho intrapreso gli studi di enologia e la mia particolare inclinazione per lo studio e la passione per la ricerca scientifica, mi hanno condotto in un centro di ricerca della Borgogna, dove dal 1990 al 1994, ho approfondito gli aspetti scientifici dell’aroma del vino. Quegli anni in Francia sono stati fondamentali, non tanto per l’acquisizione di nuove conoscenze ma per la scoperta di un mondo fantastico, coincidente con l’idea di vino che avevo sempre avuto. Questa nuova visione del vino rafforzò enormemente in me, la passione che cominciai a vivere con grande entusiasmo. Al rientro in Italia, nel luglio del 1994, la voglia di fare era irrefrenabile e con il trascorrere del tempo sentivo sempre più forte il bisogno, intimo e interiore, di un mio spazio dove esprimere in piena libertà la mia creatività, le mie idee ed il mio amore per il vino. Finalmente nel 2001, insieme alla straordinaria passione di mia moglie Laura, il sogno cominciò a prendere forma, dando vita ad un vero e proprio “progetto di vita” che gradualmente ha portato alla nascita di Quintodecimo. Oggi, Quintodecimo è un fazzoletto di terra immerso nella verde Irpinia, in Campania, dove in un’armonia gioiosa con la natura ed il suo godimento, Laura ed io abbiamo realizzato il sogno fantastico di vivere nella vigna da noi piantata, con la forte ambizione di dar vita a grandi vini che siano purissima espressione dei crus di origine.

 Un Nome del Territorio

Il nome Quintodecimo, dato all’azienda, è un omaggio alla storia antichissima di Mirabella Eclano. Aeclanum era un primitivo insediamento sulla via Appia, risalente al periodo neolitico, nella fertile valle del fiume Calore. Nel II secolo d.C. Aeclanum divenne una Colonia romana, ma con l’avvento dei Longobardi fu annessa al Ducato di Benevento e, nel 663, durante le lotte tra Longobardi e Bizantini fu distrutta dall’esercito greco di Costante II e venne chiamata Quintum decimum, perché distante esattamente 15 miglia dall’antica Benevento. Tra il decimo e l’undicesimo secolo, il centro abitato si spostò sul crinale dell’attuale collina, assumendo, dal quattordicesimo secolo, il nome di Mirabella Eclano. I vini di Quintodecimo nascono in un territorio antichissimo con il quale abbiamo stretto un forte legame e intrapreso un impegno assoluto nella produzione di vini di elevatissima qualità.

Il Logo e L’etichetta

Il logo di Quintodecimo è ispirato al sistema solare: le cinque lune orbitano lungo un’ellisse intorno alla scritta Quintodecimo, in armonia con un cerchio e un quadrato costruiti sulla lettera Q. Nel creare questo logo ci siamo ispirati al celebre uomo vitruviano di Leonardo da Vinci come tributo alla genialità e allo straordinario ecletticismo di uno dei più importanti uomini di scienza della storia dell’umanità. L’etichetta riporta in modo essenziale gli elementi principali che riconducono a Quintodecimo: il logo con le cinque lune e la scritta in secondo piano “vignaioli in Mirabella Eclano”, il motto “merum carmen telluris elatum”, il disegno dell’azienda con quattro uccellini in volo che rappresentano il futuro, il nome del vino e la relativa denominazione. Il grande Luigi Veronelli, nostro carissimo amico, ci ha sempre incoraggiati ad intraprendere questa meravigliosa avventura, per questo “merum carmen telluris elatum” è il nostro omaggio alla sua bellissima frase: “il vino è il canto della terra verso il cielo”. La resa in latino del pensiero di Veronelli è opera del nostro amico fraterno Augusto Genzale.

Il Luogo

Siamo in Campania, la regione di Napoli e del suo golfo, del Vesuvio, di Pompei, delle splendide isole, Capri ed Ischia, e delle bellissime costiere. La tenuta Quintodecimo si trova in un’area interna montuosa: l’Irpinia. Un bellissimo territorio in cui clima, suolo e vitigni convivono in un equilibrio straordinario che è andato rafforzandosi nei secoli, al punto tale da creare condizioni naturali ideali per la realizzazione di vini di grande qualità. Il clima, per via della dorsale appenninica, è caratterizzato da piogge abbondanti (piovosità media annua 600-800 mm), forti escursioni termiche, inverni rigidi e nevosi ed estati miti, con temperature medie mai eccessive. Il paesaggio irpino è molto originale, per un ambiente del sud d’Italia. Il visitatore, infatti, non troverà piane assolate, colline bruciate dal sole, caldo afoso, bensì tanto verde, con laghi, boschi e montagne ricoperte, spesso fino alla cima, di castagni, faggi e querce secolari. Quintodecimo è a Mirabella Eclano, nel cuore dell’areale della DOCG Taurasi, a circa 80 km a Nord-Est di Napoli, sul crinale di una piccola collina esposta a nord/ovest e con una pendenza del 25%, a 460 metri di altitudine al 41° 02’ 80’’ latitudine nord e al 14° 59’ 41’’ di longitudine Est.

La Cantina

La cantina di Quintodecimo è “dentro” la vigna. È questo un aspetto molto importante. In tal caso il tempo di latenza tra raccolta ed ammostatura è quasi nullo, l’uva viene ammostata al massimo della freschezza e senza alcuna possibilità di alterazione. Inoltre questa condizione risponde ad un altro fondamentale requisito alla base della produzione del vino: vigneto e vino devono rappresentare una entità unitaria in modo tale da trasmettere l’idea di eternità, di infinito. In effetti è la cantina che ho sempre sognato. Semplice, piccola, essenziale, senza alcuna tecnologia particolare, fatta per soddisfare principalmente il mio proprio bisogno intimo più che stupire. Per me la cantina è un luogo di pace, di nobiltà, di silenzio, di meditazione, di raccoglimento. E’ un luogo semplice, ma razionale, che incoraggia l’uomo alla pazienza. Andare in cantina significa passare dalla luce all’oscurità. Per questo la cantina deve essere immersa nella terra. E’ un luogo oscuro per eccellenza. Essa è sotto terra e sotto la casa. È un luogo così che ho sempre sognato per il mio vino ed così che è stato realizzato a Quintodecimo. Il vino dalla vinificazione al confezionamento è sotto la casa di trenta scalini. E sapere che bisogna scendere questi gradini per raggiungerlo, contemplarlo, toccarlo, degustarlo è davvero un piacere unico che mi riempie di gioia.

QUINTODECIMO
Via San Leonardo, 27
83036 MIRABELLA ECLANO (AV)

Tel. +39 0825 449321

info@quintodecimo.it

www.quintodecimo.it

 

a cura di Rocco Lettieri