ABRUZZO a LUGANO – Hotel Colorado

Sapori d’Abruzzo all’Hotel Colorado di Lugano

LA CUCINA DELLA TRANSUMANZA E DELLA VENTRICINA

“Ventricina, transumanza, transumare, lumello, arrosticini, corallina, cantucci: parole in disuso che tutti i giovani di oggi ignorano: ma parole Grandi, Storiche, parole che trasudano fatica e fame, sentono di greggi e di pane appena sformato , di fienagioni e erbe rupestri spontanee, di mungitura e di vino, di semi di finocchi e d’arancia, di rifoli di vento marino che portano, leggero, il profumo delle terra: parole diverse ma nostre, intriganti e quasi misteriose, perché dietro a questa fenomenica stranezza e singolarità hanno sempre, anche oggi, qualcosa di affascinante e di iniziatico, come appunto i saperi & sapori della cucina d’Abruzzo, splendida e rude, e, per fortuna regale, nel suo isolamento”

Mettere in un mix ideale due giovani innamorati della loro terra abruzzese, immettere un patron d’hotel luganese intelligente, poi versare il tutto in un hotel di charme e frullare. Ne esce il ritorno a sapori perduti (e ritrovati) per una cena da gotha del gusto con un carosello di piatti introvabili, antichi e nuovi al tempo.

Dove: Hotel Colorado in Lugano, Tavernetta, luogo deputato per cene raccolte, ovattate. Qui si sono dipanati i riti enogastronomici proposti da Maurizio & Davide, (complice Rocco Lettieri) giovani “ chansonnier ” della cucina abruzzese che hanno presentato uno spartito mozzafiato.

Come: su taglieri rustici di legno: pressata abruzzese, salamella di fegato, pancetta arrotolata, salame nostrano, corallina, a seguire la splendida, arrogante, dolcissima e morbida ventricina di Guilmi (nota: Guilmi è un paesino nell’entroterra vastese tra il mare e Roccaraso, la ventricina è un insaccato di carne suina a grana media –filetto, lonza e rifinitura dei prosciutti – in aggiunta una spolverata di sale, peperoncino dolce e piccante tritato, semi di finocchio e di arancia, stagionatura di sei mesi in cantina). Immensa spalmata sul pane appena sfornato. Lo spartito continua e ci assegna pasta al pesto con purea di lumache e pasta “ alla grigia ” (una matriciana d’antan senza pomodoro: ottima, un piccolo capolavoro).
Caldi, ruvidi, dolci e pepati al tempo ecco arrivare direttamente dalla griglia alimentata a legna d’ulivo gli “arrosticini di castrato alla brace”, spiedini leggeri e gustosi che finalmente spazzano via gli stupidi spiedini industriali.

Ventagli di formaggi abruzzesi: un pecorino fresco di 45 giorni (dolce e piccante insieme), poi quello stagionato quasi un anno e un pecorino di fossa (fosse canoniche, girate una sola volta all’anno) da manuale che, con il miele di acacia, ha raggiunto il diapason del gusto, per finire un caciocavallo perfetto. Si termina con i cantucci intinti del “Proibito” Falanghina, vino da meditazione e dessert Terre di Chieti della Cantine Mucci di Torino di Sangro.

I vini di accostamento serviti: dopo un buon Pecorino (vino bianco igt Terre di Aligi ), il sempre più gettonato Cerasuolo (Cantine Mucci) e a seguire un equilibrato e possente assai RIPAROSSO Montepulciano d’Abruzzo doc 2006 dell’Azienda agricola Dino Illuminati di Controguerra che nella sua semplice complessità (è un ossimoro voluto) ha conquistato le attente papille dei convitati, mentre il più blasonato Tolos Montepulciano 2003 ha espresso la sua forte personalità d’annata e di legno.. Tutto questo a Lugano mercoledì e giovedì 10,11 ottobre 2007.

a cura di Attilio Scotti