ANTEPRIMA AMARONE 2005 – Verona 31 Gennaio 2009
L’Amarone non teme la crisi, anzi raddoppia e punta a comunicazione e marketing
Il vino di punta della Valpolicella non sente la crisi, anzi nel 2008 le uve messe a riposo per produrlo sono raddoppiate rispetto al 2005, millesimo che entra in commercio.
L’aumento del numero di bottiglie sul mercato impone forti azioni di comunicazione e marketing
In un anno, il 2008, non facile per il vino italiano – con una crisi economica internazionale tuttora in atto, alcuni disciplinari di importanti denominazioni italiane messi in discussione, una nuova organizzazione comune di mercato alle porte che inquieta il settore, l’Amarone della Valpolicella non sente la crisi, anzi raddoppia. E’ raddoppiata la quantità di uve messe in appassimento per produrlo rispetto al 2005 (da 15,9 a 29,8 milioni di kg) e l’Amarone continua a trainare i vini dalla doc, Valpolicella Ripasso in testa.
I numeri della denominazione dei vini Valpolicella sono stati resi noti – come ormai accade da sei anni – all’Anteprima Amarone 2005 (dal 31 gennaio al 1° febbraio scorsi a Verona), occasione di presentazione alla stampa e al pubblico millesimo che entra in commercio, in un esercizio di trasparenza raro, se non unico nel Paese.
Su una superficie vitata di 6.022 ha iscritti all’albo del Valpolicella insistono 2.478 aziende, di cui più della metà (1.635) producono uva per l’Amarone mettendola a riposo in 395 fruttai, per un valore totale delle uve di 90 milioni di euro e di 205 milioni di euro di fatturato all’uscita dalle cantine della doc Valpolicella.
Un sistema quello del vino Valpolicella – come aveva evidenziato lo studio del 2007 sulla sua filiera commissionato dal Consorzio a Eugenio Pomarici dell’Università Federico II di Napoli – che per dinamicità e complessità si propone come modello vincente, da completarsi con un maturo orientamento al mercato di tutte le imprese.
A questo proposito, due sono i dati sorprendenti: le 26 nuove aziende nate negli ultimi 7 anni, in un panorama di 168 aziende (5 sono cantine sociali) e l’elevato prezzo medio riconosciuto alle uve destinate all’appassimento (1,80 euro/kg nel 2008).
Amarone, antidoto alla crisi
«L’Amarone ha potuto vincere perché ha saputo convincere» ha detto Luca Sartori durante la conferenza stampa di apertura dell’Anteprima Amarone 2005. «L’indiscusso successo è dovuto alla capacità di un territorio e della sua gente che ha fortemente creduto nelle potenzialità di un grande vino, investendo in nuovi vigneti (dal 2001 al 2008 il rinnovo ha coinvolto il 36% della superficie vitata) e in strutture adatte all’appassimento, in tecnologia, nella riscoperta e reintroduzione di antichi vitigni per sottolineare sempre più il legame tra la terra e il vino, oggi indiscutibilmente in grado di competere senza complessi di inferiorità con i più grandi vini nel mondo, non ultimo grazie ad un rapporto qualità/prezzo di assoluto interesse».
E con il successo consolidato negli ultimi anni – le bottiglie vendute sono cresciute di circa il 60% dal 2005 (5,412 milioni di bottiglie) al 2008 (8,570 milioni) – per l’Amarone della Valpolicella sono aumentate anche le falsificazioni.
«Si va – racconta Luca Sartori – da casi di falsificazione completa di alcune partite di bottiglie bloccate dagli organi di controllo prima di essere immesse sul mercato alla ricerca furbesca di nomi che ricordano per assonanza il nome “Amarone” (ma anche il Ripasso) per confondere il consumatore e fuorviarlo nelle scelte. Ecco perché abbiamo introdotto il Contrassegno di Stato obbligatorio su tutta la produzione imbottigliata dopo il 1° luglio 2008 e siamo impegnati a fianco della Camera di Commercio di Verona nella difesa dei marchi attraverso azioni legali».
I numeri danno la misura dell’attività di controllo svolta dal Consorzio nel 2008: 1.201 ha di vigneto (albo vigneti e rese/ha); il 100% delle uve destinate ad Amarone e Recioto; 400.697 hl. di vino (verifica documentale e analisi chimica-organolettica); 50,55 milioni di bottiglie pronte per la vendita (verifica documentale filiera e analisi chimica-organolettica di confronto).
Dal primo luglio ad oggi sono state consegnate 4.400.192, strumento di tracciabilità fruibile dai consumatori che, dall’area dedicata alla tracciabilità sul sito del Consorzio www.consorziovalpolicella.it digitando i numeri del contrassegno possono risalire all’origine della bottiglia.
Verso nuovi obiettivi
Dunque la produzione di Amarone continuerà a crescere. Partendo dalle uve messe a riposo nel 2008, nel 2012 si dovrebbero sfiorare gli 11 milioni di bottiglie prodotte! Alcuni sono critici rispetto a questa direzione imboccata anni fa dalla denominazione, temendo gli effetti di un possibile eccesso di offerta.
«Crediamo – sostiene Luca Sartori a questo proposito- che l’Amarone sia pronto a perseguire nuovi obiettivi: il prodotto c’è nella qualità e nella quantità. La convinzione diffusa che l’Amarone possa recuperare un anno in più di invecchiamento, l’obbligo del Contrassegno di Stato e, soprattutto le ultime annate con ottime caratteristiche e quindi meritevoli, hanno portato a questa scelta decisamente coraggiosa e controcorrente. Certo i quantitativi molto importanti di Amarone saranno già dal prossimo anno disponibili sul mercato, impongono l’accettazione di nuove sfide che si spostano ora sul fronte della comunicazione e del marketing».
Dati a consuntivo Anteprima Amarone 2005:
UN’ANTEPRIMA DA RECORD
L’Anteprima Amarone per il millesimo 2005, che si è svolta a Palazzo Giardini Giusti a Verona dal 31 gennaio al 1° febbraio, è stata caratterizzata da numeri da record. Prima di tutto quelli relativi alla produzione di Amarone illustrati in conferenza stampa da Luca Sartori, presidente del Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella (vedi relazione).
Importante è stata anche la presenza della stampa nazionale e internazionale, con oltre 140 giornalisti intervenuti, di cui 30 provenienti dall’estero. L’afflusso di pubblico è stato intenso e regolare nel corso del pomeriggio di sabato 31 gennaio e della giornata di domenica 1 febbraio. Veramente elevato il numero di visitatori, per nulla scoraggiato dal pagamento di un biglietto di ingresso, pur a fronte del possesso un invito: sono stati circa 1.400, di cui quasi 700 paganti. Infine, sono state 1.700 le bottiglie di Amarone della Valpolicella stappate.
IL PROFILO DELL’AMARONE DELLA VALPOLICELLA ANNATA 2005
Annata ottima e longeva
Nonostante l’andamento climatico non facile nella stagione vegetativa 2005 per i repentini sbalzi di temperatura e sommatorie termiche sotto la media, un settembre asciutto con temperature elevate ha garantito un recupero della qualità grazie a un carico produttivo sotto la media, con buone concentrazioni di sostanze zuccherine e fenoliche a fronte di un’acidità superiore alla media poliennale. Gli “Amarone” della vendemmia 2005, analizzati da un panel di esperti, pur dimostrando una maggiore variabilità produttiva rispetto al 2004 evidenziata anche dal quadro analitico, hanno molti caratteri distintivi comuni dell’annata. Il millesimo 2005 risulta di colore molto intenso, con note che vanno dal rosso rubino al rosso porpora. Al naso presenta note speziate di cannella e zenzero e note dominanti di frutta matura prugna e ciliegia. In bocca ottimo equilibrio fra zuccheri, acidità, tannino e alcool. Questi caratteri assieme donano all’Amarone 2005 eleganza, finezza e ottima bevibilità, ma soprattutto descrivono un’annata di eccellente piacevolezza e di promettente longevità.
********************************************************************************
Il saluto di Luca Sartori
Presidente Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella
Signore e Signori benvenuti e grazie per essere con noi a condividere la 6 edizione di Anteprima Amarone con la presentazione dell’annata 2005. Siamo a presentare un’edizione record di presenze di produttori che evidentemente ritengono sempre più l’Anteprima il giusto trampolino di lancio per un mercato sempre più maturo ed evoluto.
L’Anteprima è l’evento più importante per la nostra denominazione ed è un momento di confronto e di conforto per i produttori che vi partecipano, un momento di condivisione e approvazione di un impegno il cui risultato viene ora messo a disposizione della critica.
Ritengo doveroso fare però un accenno all’anno appena trascorso.
Il 2008 per il vino italiano non è stato un anno facile, la crisi economica internazionale tuttora in atto, alcuni disciplinari di produzione di importanti denominazioni italiane messi in discussione, una nuova OCM che vedrà una grande rivoluzione per il nostro sistema vino, sono stati alcuni degli elementi che hanno stimolato un totale e doveroso ripensamento di intendere le nostre denominazioni.
Il desiderio di poter fornire una produzione sempre più rispondente alle aspettative del mercato e nel contempo assolutamente aderente ai disciplinari di produzione sta portando rapidamente grandi novità al sistema delle DOC.
Semplificazione e coerenza sono gli obbiettivi da raggiungere nel più breve tempo possibile ed un prerequisito per il consumatore più attento.
La Valpolicella da parte sua sta proponendo modifiche che pur nell’assoluto rispetto della tradizione possano essere in grado di stare al passo con i cambiamenti che saranno imposti dalle nuove regole per affrontare un mercato sempre più complesso.
L’Amarone è un vino che ha potuto vincere perché ha saputo convincere. L’indiscusso successo è dovuto alla capacità di un territorio e della sua gente che ha fortemente creduto nelle potenzialità di un grande vino, per questo si è investito in nuovi vigneti, in nuove strutture adatte all’appassimento, in tecnologia che rispettasse la tradizione, nella riscoperta e reintroduzione di antichi vitigni al fine di sottolineare sempre di più l’imprinting della terra e del suo prodotto, oggi indiscutibilmente in grado di competere senza complessi di inferiorità con i più grandi vini nel mondo, non ultimo grazie ad un rapporto qualità/prezzo di assoluto interesse.
Le evidenze di quanto l’Amarone stia diventando un vino di grande prestigio sono state ad esempio la falsificazione completa di alcune partite di bottiglie bloccate dagli organi di controllo prima di essere immesse sul mercato o ancora la ricerca furbesca di nomi che possano ricordare per assonanza l’Amarone stesso (ma anche il Ripasso) al fine di confondere il consumatore e fuorviarlo nelle proprie scelte. Tutti sintomi di successo! Nessuno si metterebbe ad imitare un prodotto di poca importanza, ma anche consuetudini da combattere con decisione, ecco perché l’introduzione del Contrassegno di Stato che è obbligatorio su tutta la produzione imbottigliata dopo il 1° luglio 2008 ed ecco perché il Consorzio a fianco della Camera di Commercio di Verona è impegnato quotidianamente nella difesa dei propri marchi attraverso decise azioni legali. In che modo la Valpolicella intende oggi affrontare questo periodo di recessione e di difficoltà economiche?
La Valpolicella rilancia!
Ci crede a tal punto che, contro ogni logica e prudente previsione, nel 2008 raddoppia rispetto al 2005 la quantità di uva messa a riposo per l’appassimento, facendo intendere senza fraintesi che il prodotto c’è nella qualità e nella quantità, pronto a perseguire nuovi obiettivi.
La convinzione diffusa che l’Amarone possa recuperare un anno in più di invecchiamento, l’obbligo del Contrassegno di Stato e, soprattutto le ultime annate con ottime caratteristiche e quindi meritevoli hanno portato a questa scelta decisamente coraggiosa e controcorrente.
Molti numeri di interpretazione ci danno la consapevolezza che, quantitativi molto importanti di Amarone saranno già dal prossimo anno disponibili sul mercato, impongono l’accettazione di nuove sfide che si spostano ora sul fronte della comunicazione e del marketing. Il “marchio” Amarone si riverbera di fatto su tutta la produzione vinicola della Valpolicella e per ricaduta, in parte, su tutta la gamma dei vini della provincia di Verona. Il nostro Consorzio si sta impegnando per portare questa manifestazione anche all’estero; sui principali mercati al fine di portare la testimonianza diretta dei produttori, sui mercati nuovi per far conoscere il nostro prodotto, la nostra tradizione ed il nostro territorio ad una platea sempre più ampia di consumatori. Questa la nostra scommessa, la nostra sfida, il nostro antidoto alla crisi.
Nel conseguire i risultati ottenuti fino ad oggi mi sento di ringraziare in particolar modo il Corpo Forestale dello Stato e l’Istituto Repressione Frodi per l’impegno profuso nel garantire l’autenticità della nostra produzione, il personale del Consorzio per la presenza e competenza che quotidianamente dimostra, a tutto il Consiglio di Amministrazione per l’apporto e l’appoggio costruttivo dato nelle lunghe riunioni fino a tarda ora e infine a Daniele Accordini e Nicola Bottura per la disponibilità di sempre.
***************************************************************************
L’annata 2005: il profilo agronomico a cura del dott. Nicola Bottura
L’annata viticola 2005 viene ricordata come annata con andamento meteo abbastanza anomalo e per certi aspetti difficile. La quantità d’uva, visto il germogliamento disforme e il forte abbassamento di temperatura in fioritura, si presentava generalmente scarsa (dal 20 al 30% in meno), e questo ha permesso alla vite di portare a maturazione i grappoli in maniera completa e con leggero anticipo, permettendo di iniziare le operazioni di vendemmia per la messa a riposo delle uve intorno al 20 di settembre. Dal punto di vista climatico il 2005 è stato caratterizzato da temperature in linea con le medie storiche della Valpolicella, eccetto agosto caratterizzato da temperature più fresche e settembre da temperature invece più calde. In generale va però ricordato che la stagione ha presentato andamento di temperatura altalenante, con grandi e repentini abbassamenti di temperatura nel corso della stagione vegetativa, legati principalmente ad intensi eventi piovosi. In generale si può parlare di un’estate fresca.
Relativamente alla piovosità il 2005 ha presentato notevoli anomalie: inverno siccitoso, aprile e maggio con piovosità sostenuta, giugno siccitoso, luglio e agosto con piovosità quasi doppia rispetto alle medie storiche, con eventi piovosi di notevole intensità, e ottobre con piovosità quasi doppia, ma concentrata nella prima settimana. La parte restante di ottobre ha presentato andamento meteo nella norma, permettendo di ultimare le operazioni vendemmiali per le uve destinate alla produzione di vini Valpolicella.
Dal punto di vista qualitativo le uve presentavano tenore zuccherino medio-alto, pH tendenzialmente bassi, quadro acidico sostenuto e buona dotazione in materia colorante con buona estraibilità dalle bucce. Buono il corredo aromatico.
La grandine ha interessato una piccola parte della zona di produzione in fioritura, portando alla vendemmia un danno esclusivamente quantitativo, e un’altra parte della zona di produzione a cavallo del 15 di agosto, compromettendo la possibilità di produrre Amarone nei vigneti colpiti. L’indice di Winkler (sommatoria termica base dieci delle temperature dal primo aprile al 31 ottobre) si attesta su valori molto simili ad annate quali il 2000, 2001 e il 2004.
Le operazioni di vendemmia per le uve destinate alla produzione di Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella sono iniziate il 19 settembre, il 26 per la produzione di Valpolicella. Il periodo vendemmiale è stato caratterizzato da tempo inizialmente sereno, tale da permettere di mettere a riposo gran parte delle uve destinate ad Amarone, seguito da una settimana caratterizzata da intensi fenomeni piovosi; ristabilitosi il bel tempo è perdurato fino alla fine della vendemmia, regalando nei mesi invernali condizioni di tempo sereno, freddo, e aria secca ideale per l’appassimento delle uve. Per la produzione di Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella sono stati messi a riposo 158.772 quintali. Dal punto di vista qualitativo si può parlare di una buona annata, sicuramente ottima nelle zone più vocate, e dove sia stata posta particolare cura nella tecnica agronomica e nella selezione delle uve.
Il rapporto ell’enologo: Daniele Accordini
La vendemmia:
La raccolta è iniziata il 18 di settembre con la selezione delle uve per Amarone e Recioto che è durata circa 20 giorni in condizioni di tempo fresco ed asciutto. L’elevata piovosità della stagione è stata compensata da una scarsa produzione in vigneto che ha consentito una buona e completa maturazione del frutto. L’accumulo in zuccheri, registrato nelle diverse zone per le varietà tipiche della Valpolicella, è stato relativamente buono, avvicinando l’annata 2005 ad annate come 2004, 1993 e 1997, che presentavano curve di incremento simili. L’andamento del tenore in acidità totale non si discosta molto dai valori medi registrati nel periodo 1994-2004 e presenta nel 2005 un andamento che, per quanto riguarda la Corvina, ha determinato valori finali medi nell’area collinare e medio-alti in pedecollina e pianura. Si nota, comunque, che le uve analizzate durante la maturazione 2005 presentavano pH con valori medi relativamente bassi rispetto alle uve delle altre annate riportate. Tenendo conto dei valori di acidità, ciò indica per il 2005 un rapporto di salificazione tendente al basso L’accumulo delle sostanze polifenoliche si è condotto con regolarità fino ai primi settembre privilegiando la Corvina alla Rondinella e al Corvinone .
L’appassimento delle uve:
Il periodo di appassimento delle uve è stato disturbato nel mese di ottobre da piogge persistenti ed elevate umidità relative, mentre novembre e dicembre si sono condotti in condizioni di tempo ottimali. I produttori della Valpolicella , grazie all’esperienza acquisita hanno saputo selezionare con accuratezza l’uva in pianta e grazie all’impiego degli impianti di appassimento assistiti sono riusciti a garantire uve sane e con un ottimo contenuto zuccherino.
Pigiatura e fermentazione delle uve e affinamento dell’Amarone:
La pigiatura delle uve è iniziata regolarmente nel mese di gennaio per la produzione di Amarone, mentre per l’ottenimento del Recioto è stato necessario protrarre la permanenza nei fruttai sino a febbraio. Le concentrazioni zuccherine al termine dell’appassimento si sono dimostrate molto alte rispetto alla norma forse dovute all’elevata permeabilità della buccia o a un fattore annata che rende diversa ogni anno la velocità di calo peso delle uve. Anche l’acidità elevata in fase di maturazione ha subito un notevole calo grazie a processi di respirazione che hanno riportato i valori nella norma . Il pH basso ha favorito una fermentazione regolare e completa anche con elevate concentrazioni zuccherine. L’elevata estraibilità del colore ha garantito una ottima componente polifenolica con una cromaticità molto intensa e vivace. L’affinamento in legno grande e piccolo si è condotto con estrema regolarità grazie ad una buona componente tannica presente , assicurando un’evoluzione favorevole del colore.
Quadro analitico e organolettico:
Gli “Amarone” della vendemmia 2005, analizzati da un panel di esperti, pur dimostrando una maggiore variabilità produttiva rispetto al 2004 evidenziata anche dal quadro analitico di riferimento, hanno molti caratteri distintivi comuni dell’annata. Il colore è molto intenso, con note che vanno dal rosso rubino al rosso porpora. I profumi presentano note speziate di cannella e zenzero e note dominanti di frutta matura, prugna e ciliegia. In bocca evidenziano un grande equilibrio fra zuccheri, acidità, tannino e alcool. Questi caratteri assieme donano all’Amarone 2005 eleganza, finezza e bevibilità, ma soprattutto descrivono un’annata di eccellente piacevolezza e di promettente longevità .
AMARONE 2005 in Anteprima
a cura dell’Ufficio Stampa: Fabio Piccoli & Clementina Palese
Cell: 347 7350851 – clementina.palese@comunicalia.it

Commenti recenti