Sapori & Confini in Giappone, a Tokyo.
Sapori & Confini a Tokyo
Questo il titolo di una serie di eventi che veranno proposti durante tutto il 2009 e che
vedranno partecipare la “Ristorazione” di qualità presente in Giappone, organizzati e coordinati da Fabrizio Salvadori, General Manager, Enrico Derflingher, Patron Chef e Andrea Tranchero, Executive Chef dell’Armani Ristorante (a Ginza) e dell’Officina di Enrico (a Omotesando).
Gli eventi che fanno già parte del programma ufficiale dell`Autunno Italiano in Giappone 2009 sono patrocinati dall’Ambasciata d`Italia, dall’Istituto Commercio Estero (ICE) e dall’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) ed hanno come scopo principale quello di promuovere l`enogastronomia, il territorio e la cultura italiana tramite cene a tema con la presenza diretta dei produttori e degli chef promuovendo i loro prodotti e i territori di provenienza. L’Italia, estesa da Nord a Sud, come lo è pure il Giappone, è formata da 20 affascinanti regioni e come avviene anche in Giappone, ogni regione è caratterizzata da prodotti tipici ricchi di propria cultura e passato storico.
Mettendo a fuoco una regione per volta e ispirandosi alla sua tipicità si creano menu per la cena di gala. Il progetto nasce dal desiderio di condividere momenti ricchi di emozioni e di fantasia evocate su un territorio nuovo attraverso il menu ispirato all’unicità della regione focalizzata.
La prima serata della seconda edizione di Sapori & Confini si è tenuta presso i locali “Armani Ristorante (a Ginza)” e “l’Officina di Enrico (a Omotesando)”, in Tokyo, lo scorso 15 Maggio con tema: “La Lombardia e i suoi laghi” con la collaborazione di due esponenti di spicco dell`enogastronomia lombarda: lo chef Enrico Derflingher (nativo di Varenna sul Lago di Como) e Mattia Vezzola, enologo di fama internazionale e proprietario delle “Cantine Costaripa” di Moniga del Garda (Brescia) presente di persona alla cena inaugurale.
L’interessante, gradevole e piacevole serata è stata vissuta con la presenza di numerosi giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e personaggi dello spettacolo che hanno potuto respirare e vivere una serata come se fossero davvero presenti sulle sponde dei magnifici laghi lombardi.
Enrico, lo chef, che come si diceva è nato in un paesino nel bel mezzo del Lago di Como, in Lombardia, ha fatto volare il suo spirito attraverso i piatti del menu per far conoscere la cucina del territorio ricca di spunti quali sono i pesci, le erbe, i formaggi e i vini. Infatti i vini che hanno accompagnato il menu sono stati quelli della Cantina COSTARIPA, dove i suoi vigneti si distendono su un promontorio che si affaccia nel punto più lardo del Lago di Garda.
Tra i presenti 40 giornalisti di importanti testate e operatori televisivi del Giappone che hanno apprezzato e comunicato in maniera entusiasmante non solo le qualità organolettiche dell’espressione dei due Laghi ma soprattutto l’eleganza e la raffinatezza degli abbinamenti. Un coro di consensi e di applausi ha accompagnato tutto il percorso di questi incontri.
Carpa, Trota, Anguilla e Pesce Persico sono stati i pesci che hanno rappresentato la cucina comasca/bresciana, prodotti esclusivi che in Giappone sono da sempre destinati alle tavole più esclusive.
Ed ecco il menu così come è stato pensato e servito:
Cappuccino di Enrico e salame Milano della Citterio
Terrina di patè di carpa e trota salmonata
Riso in cagnone al filetto di persico impanato e salvia
Ravioli di taleggio della Valsassina e noci
Il brodetto di anguilla con timo, piselli e patate
L’anatra in due cotture con salsa al vino rosso Maim
Torta Grigna e granata al chiaretto Rosamara 2008
Caffè e Friandises
Dalla Cantina di Costaripa i vini in abbinamento:
Costaripa Brut Rosé
Lugana Pievecroce 2007
Chiaretto Molmenti 2007
Groppello Maim 2004
Costaripa Brut
La cronaca dell’evento
Momenti di emozioni si sono vissuti quando è stata passata la parola a Mattia Vezzosa, chiamato ad illustrare le motivazioni della sua presenza a Tokyo:
“Enrico vive sul Lago di Como ed io sulle sponde di un altro importante lago che è il Lago di Garda, due tra i più estedi laghi d’Italia. La mia famiglia vive e produce vino dal lontano 1936 in un paesino stupendo che si chiama Moniga, lungo la “riviera dei castelli” che è pure la patria di un vitigno raro che si chiama “Groppello”, che da più di 700 anni ha trovatao il suo habitat naturale e che si inserisce tra i più grandi vitigni ma di cui in Italia se ne parla sempre di meno. Questo vitigno se rispettato nella sua grande natura da vini di altissima qualità e questa sera degusteremo il MAIM, un vino ottenuto al 100% da uve Groppello, da selezionate vigne di oltre quaranta anni. L’uva Groppello quando matura ha l’acino blu ed il vino che si ottiene ha colore rubino carico; al anso esprime intense note di viole, fragile, lamponi e raffinate spezie di pepe verde e vaniglia. In bocca ha un impressionante equilibrio retto da tannini privi di spigoli, persistente nel retrogusto.
Ci troviamo in una zona felice, l’area più a Nord d’Italia dove si coltivano agrumi, limomi, arance e cedri a dimostrazione del clima dolce giustificato dalla presenza di questo grande lago che per i tedeschi che scendono in Italia diventa il loro mare. Una terra da scoprire e da vivere con passione anche perché ha un’altra particolarità, è la terra prediletta per produrre il vino “chiaretto” o “rosé” del Garda. Qui infatti nel 1896 nacque grazie all’intuizione del senatore veneziano Pompeo Gherardo Molmenti il primo chiaretto italiano, definito anche….il vino di una notte, giusto il tempo che ci vuole per avere quel delicato colore rosato tipico. Vino di un’arte raffinata ed inimitabile che noi amiamo e produciamo da tre generazioni. Il nostro MOLMENTI lo assaggeremo questa sera nella sua versione originale con colore rosa tenue, tendente al cerasuolo; al naso avremo profumo intenso, complesso, con uno spettro olfattivo dove riconosceremo aromi di pesca gialla e buona mineralità; in bocca si avrà un perfetto equilibrio tra acidità e sapidità, con finale lungo e struttura non invadente. Un ottimo compagno di viaggio con il piatto di anguilla.
Potremmo fermarci qui ma Enrico, l’amico “uomo di lago” mi ha convinto ha presentarvi in abbinamento alla sua straordinaria cucina altri due tipologie di vini di Costaripa che testimoniano l’estrema diversità vocazionale che esiste in questo versante del Lago di Garda, la terra del Lugana dove noi produciamo il vino “LUGANA PIEVACROCE” da uve Trebbiano di Lugana che sono coltivate nella parte più pianeggiante del lago, su terra argillosa e profonda. Il vino è raffinato, elegante, quasi fragrante ed intenso di frutta e fiori bianchi e dal gusto totalmente corrispondente al naso.
Le terre delle colline esterne all’anfiteatro morenico dove coltiviamo gli Chardonnay e il Pinot Nero per la produzione degli spumanti metodo classico sono colline generalmente ghiaiose ed argillose con esposizione Sud-Est dove uniamo la rotondità e la complessità dei profumi. Vini che si manifestano con la perfetta maturazione del frutto, con la persistenza del gusto e con una grande sofficità e digeribilità. Lo spumante “metodo classico” Costaripa Cuvèe Brut da uve Chardonnay 100% si differenzia per sentori lievi ed eleganti, uniti a quelli di frutta fresca, salvia e miele. Una buona acidità di supporto percepibile in bocca rende questo prodotto adatto a molti abbinamenti gastronomici. Il “Brut Rosé” è un vino delicato, elegante, femminile e di grande piacevolezza con sentori marcati di fragolina di bosco e lampone. In bocca ha armonia e sapidità in grado di sposare qualsiasi pietanza.
Buona cena e arrivederci a presto”.
Officina kitchen: e-mail: ode_kitchen@officina.jp
Testi a cura di Rocco Lettieri

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