Progetto “Wine Immersion”

Incontro a Montalcino su Vino e cambiamento, nuovi approcci ad un mondo in continua evoluzione

Montalcino ha ospitato un congresso che sotto un punto di vista futuribile sul vino andrebbe ripetuto in ogni regione d’Italia che vanti un’università enologica.

Un mini-corso residenziale “full immersion” della durata di tre giorni, per studenti iscritti al terzo anno di Viticoltura ed Enologia presso i sei atenei del Centro Italia, ovvero Pisa, Firenze, Perugia, Bologna, Viterbo, Ancona.

L’idea è nata dalla voglia di condividere e confrontare studenti di altre realtà universitarie per affrontare insieme temi attuali per i quali si riscontrano linee di pensiero discordanti. L’invito è andato pertanto a relatori diversi per i diversi argomenti, ognuno in grado di dare una visione diversa dello stesso tema, come una sorta di dibattito o tavola rotonda, in modo da stimolare ogni studente ad elaborare attivamente una propria opinione. Un interessante momento d’incontro e di scambio sia tra studenti, altrimenti lontani, che con professionisti/professori/esperti difficilmente raggiungibili. Il corso si è articolato in tre giornate, in ognuna delle quali si è discusso sui diversi settori in cui il laureando si troverà a confrontarsi e quindi: enologia, viticoltura, marketing/gestione aziendale.

La mattina si sono tenute le lezioni presso il Comune di Montalcino e il pomeriggio è stato dedicato alla visita di alcune aziende del territorio ilcinese. In serata le cene si sono tenute presso aziende con il tema: “Capire il Brunello, viaggio all’interno di un vino amato e discusso”.

Alla luce di tutto il filo conduttore delle tre giornate è stato imperniato sul cambiamento nel mondo del vino sotto tutti i suoi aspetti: climatico, del gusto, del consumo, del mercato, e legislativo.

Il primo giorno: La viticoltura oggi e domani; Il cambiamento climatico in atto; Tecniche d’impianto e gestione dei vigneti in relazione ai cambiamenti climatici; La viticoltura in relazione ai cambiamenti del gusto e del consumo. Relatori: Massimo Niccolai; Cesare Intrieri, Mauro Varner e Attilio Scienza. Moderatore: Giancarlo Scalabrelli.

Secondo giorno: Come produrre vini di qualità abbassando il tenore di anidride solforosa e alcol etilico: nuove vinificazioni e tecniche di macerazione. Relatori: Federico Staderini, Nicolò D’Afflitto, Vittorio Fiore, Giacomo Tachis. Moderatore: Annita Toffanin

Terzo giorno: Marketing: “…perché ormai il difficile non è farlo, ma venderlo!!”; Il miglior modo per costituire un’azienda e realizzare un brand di successo, oggi. Relatori: Ezio Rivella, Francesco Gentili, Stefano Campatelli, Riccardo Cotarella, Roberto Bruchi. Moderatore: Donata Vieri.

Per continuare e per riassumere queste le parole d’ordine: Confronto, Apprendimento, Collegialità. Difficile raccontare il tutto. Ci soffermiamo su quella relazione che di certo farà parlare di se. A sostenerla il prof. Attilio Scienza che ha proposto il progetto MAGIS.
Per la prima volta, produttori di vino, comunità scientifica, enologi, associazioni e industria lavorano insieme per migliorare e garantire la sicurezza e la sostenibilità del vino italiano: per andare incontro nel modo più concreto alle richieste dei consumatori; per differenziare la produzione italiana in base a parametri oggettivi e anche per razionalizzare l’attività delle aziende, quindi renderle più competitive. MAGIS sta creando per questo uno strumento nuovo: il “protocollo di sostenibilità”. Si tratta di un documento di carattere pratico mutuato dalla medicina, dove ha avuto un eccezionale successo in termini di miglioramento della qualità dell’assistenza, che per la prima volta mette a disposizione di ogni operatore le migliori competenze esistenti. Una novità assoluta non solo nel panorama vitivinicolo, ma in quello agroalimentare. Proprio come il protocollo di cura in medicina, il protocollo di sostenibilità viene costantemente aggiornato per valutare e accogliere tutte le novità via via fornite dalla ricerca e dall’esperienza delle migliori aziende e dei migliori enologi, e poi messo a disposizione delle aziende partecipanti.

Magis, infatti, è una parola latina che vuol dire “di più”: un invito a migliorare costantemente, sforzandosi di superare sempre i traguardi raggiunti. Le aree di intervento prevedono il miglioramento della gestione della chioma per raggiungere il corretto equilibrio vegeto-produttivo, la corretta gestione della difesa del vigneto dalle principali avversità biotiche secondo le migliori e più recenti acquisizioni e in linea con i cambiamenti normativi in atto e con i principi dell’agricoltura integrata e il monitoraggio delle attività di cantina. È infine prevista un’attività analitica rivolta a misurare i parametri qualitativi e di salubrità delle uve e dei vini prodotti. I rappresentanti del mondo accademico e della ricerca redigeranno e aggiorneranno le linee guida per le attività di difesa. L’Unione Italiana Vini effettuerà una serie completa di analisi qualitative su uve e vini e al termine del progetto coordinerà la stesura del “protocollo di sostenibilità”. ISPA–CNR di Bari si occuperà delle valutazioni dei livelli di contaminazione di ocratossina su uve, mosti e vini e della stesura di misure per la sua prevenzione in campo. L’Università di Torino redigerà protocolli specifici per la regolazione ottimale delle differenti attrezzature utilizzate in azienda per la distribuzione degli agro-farmaci e garantirà un adeguato livello di formazione agli operatori. L’Assoenologi seguirà le pratiche enologiche ed effettuerà la valutazione sensoriale dei vini. Image Line renderà disponibile una piattaforma gestionale operante su Internet, alla quale ogni azienda aderente avrà un accesso riservato, che consentirà di gestire tutti i dati aziendali dal vigneto alla cantina. Il ruolo di Bayer CropScience sarà invece quello di fornire una linea di difesa efficace, innovativa e rispondente alle esigenze di sostenibilità economica, ambientale e sociale. L’impegno richiesto alle aziende aderenti è di mettere a disposizione una parte dei loro vigneti con caratteristiche omogenee e di una superficie tale che renda possibile la vinificazione separata di due partite differenti (“linea MAGIS” e “linea aziendale”). Nella parte di vigneto denominata come “MAGIS” si seguirà un protocollo di difesa ottimizzato che, in base all’andamento climatico e alle problematiche fitoiatriche, verrà applicato dai tecnici aziendali in collaborazione con i tecnici di Bayer CropScience.

Per il mondo del vino italiano, MAGIS rappresenta un grande passo avanti verso un miglioramento generale delle produzioni in fatto di salubrità e sostenibilità ambientale, senza però intaccare in alcun modo la straordinaria diversità dei nostri vini. Un passo che è grande, proprio perché, si potrà sempre fare “di più”.

a cura di Rocco Lettieri