BERTANI – IDENTITÁ SENZA COMPROMESSI
BERTANI – IDENTITÁ SENZA COMPROMESSI
Non aver mai rinnegato le proprie origini, l’essere stati sempre fortemente, intimamente legati al territorio di produzione, non essersi mai abbandonati a facili mode e tendenze, hanno fatto di Bertani un brand di altissima reputazione e riconoscibilità dove l’identità rappresenta l’appeal più forte sui mercati di tutto il mondo. Sono questi i presupposti che hanno portato la nota azienda veronese, oggi appartenente al Gruppo Angelini, ad organizzare – venerdì 18 ottobre – presso la sede storica dell’azienda a Grezzana (Verona) – una tavola rotonda per affrontare il tema dell’identità dal punto di vista economico, sociologico, di marketing e di comunicazione. Un’identità talvolta minacciata, anche in un territorio storico come quella della Valpolicella, da investimenti produttivi spesso dettati esclusivamente da tendenze commerciali di breve respiro.
La tavola rotonda ha voluto essere un momento di riflessione importante anche riguardante il pensiero “Bertani” nei confronti delle evoluzioni produttive della Valpolicella e su questo fronte di inserisce anche l’ultima “proposta enologica” della storica azienda veronese che rappresenta un ulteriore contributo all’interpretazione delle reali vocazionalità del territorio della Valpolicella. Discutere di identità oggi, quindi, nel settore vitivinicolo, significa anche probabilmente riscrivere gran parte del linguaggio finora utilizzato nella comunicazione del vino. Significa uscire dai numerosi luoghi comuni, dalle frasi ripetute da tutti, dal nascondersi dietro tecnicismi che spesso occultano scarsa conoscenza e studio.
Con questo primo incontro su questo tema, Bertani si è voluta accreditare come osservatorio permanente del settore vitivinicolo aprendo un nuovo capitolo importante in termini di ricerca ed analisi, convinti che la conoscenza sempre più approfondita sarà la chiave per la competitività del futuro.
La tavola rotonda:
“Bertani, quando la chiave di successo si chiama coerenza”.
L’interessante tavola rotonda ha visto dialogare un sociologo di fama mondiale, uno dei maggiori esperti di comunicazione, un economista rinomato e un enologo di prestigio sul tema dell’identità, dell’autenticità, della trasparenza, rispondendo al difficile quesito se si può avere successo senza inseguire le mode. Questi i loro nomi e incarichi ricoperti: Domenico De Masi, uno dei maggiori sociologi italiani, professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Eugenio Pomarici, tra i maggiori esperti italiani di economia vitivinicola, professore associato all'Università Federico II° di Napoli presso il Dipartimento di economia e politica agraria; Maurizio di Robilant, tra i maggiori esperti di comunicazione di impresa, presidente e fondatore di Robilant Associati; Luigi Moio, uno tra i più affermati enologi italiani, professore di scienze e tecnologie agrarie sempre all’Università Federico II° di Napoli; Andrea Lonardi, considerati tra i più competenti esperti di viticoltura italiani e attualmente direttore operativo dell’azienda Bertani. Ha moderato l’incontro il giornalista Fabio Piccoli, esperto di comunicazione e marketing nel settore vitivinicolo.
Il saluto è venuto da Emilio Pedron, uno tra i più esperti manager di impresa vitivinicola in Italia, oggi amministratore delegato del Gruppo Angelini: “Abbiamo passato anni a pensare che bisognava ascoltare il mercato, modificare lo stile in funzione di esso. Oggi però il consumatore chiede identità, coerenza, trasparenza, cerca storie vere, autentiche, dove il comportamento del produttore è fondamentale. Sono valori che ieri sembravano astratti ma oggi diventano anche economicamente importanti. Ci sono consumatori giovani che non vogliono solo degustare ottimi vini ma cercano storie credibili e veritiere. Noi alla Bertani – ha spiegato Pedron – questo concetto di rimanere coerenti alla nostra identità più autentica, a costo talvolta di perdere qualcosa sul mercato in determinate fasi, è talmente insita al nostro dna aziendale che non potremmo fare altrimenti”. La Cav. G.B. Bertani, marchio storico dell’enologia veronese, ha sempre fatto dell’identità e della coerenza i propri valori essenziali e oggi questa scelta viene ripagata. Basti pensare che la Bertani è l’unica azienda che, per due anni consecutivi, ha ottenuto i massimi riconoscimenti da tutte le guide italiane con l’Amarone della Valpolicella Classico. Tale credibilità è confermata anche dal consumatore che, in Italia come nel mondo, non cerca più il vino trendy o l’etichetta alla moda ma valori veri. Un cambiamento spiegabile anche con l’evoluzione della nostra società.
La parola è poi passata al noto sociologo Domenico de Masi: “Identità è una ricerca planetaria e se la si cerca significa che l’abbiamo persa. Oggi siamo alla ricerca di identità autentiche, fortemente percepibili, perché i valori sono cambiati profondamente rispetto al passato ed il consumatore è disorientato e per questo ricerca certezze. Bisogna capire i valori dell’epoca in cui si vive. Oggi sempre più i consumi sono caratterizzati da scelte estremamente soggettive. I consumatori, pertanto, ricercano sempre di più soddisfazione ai propri, specifici, fabbisogni. Da ciò ne deriva una segmentazione molto più spinta dei mercati e la ricerca di storie e prodotti più autentici, in grado di dare garanzie chiare e trasparenti. La ricchezza non fa il lusso e il lusso è il tempo che ci manca. Questo tempo che ci manca non ci permette di capire il bello, la contemplazione della ricchezza che ci circonda. E il vino è un prodotto che intercetta tutti questi valori”.
Ma la coerenza e l’autenticità oggi assumono contorni non solo di tipo “etico” ma anche “economico”, come ha evidenziato anche Eugenio Pomarici: “Secondo le più recenti indagini socio-economico un vino di prestigio oggi, per essere ritenuto tale, deve rispondere a sei caratteristiche chiave: una solida tradizione, con la capacità costante dell’azienda di essere all’altezza di tale immagine; coerenza stilistica, in particolare per quanto riguarda la coerenza con la vocazionalità del territorio di produzione; impegno per la qualità, per l’eccellenza non solo del prodotto ma anche dei processi produttivi; stretto rapporto con il luogo d’origine; metodo di produzione rigoroso e trasparente (dichiarare sempre ciò che si fa); rinuncia alle tecniche abituali di promozione”. In relazione a quest’ultimo aspetto, Pomarici ha spiegato che “…paradossalmente per questa categoria di vini, che potremmo definire “iconici”, non servono azioni di marketing. O, per essere più precisi, quello che conta è il cosiddetto marketing relazionale, cioè la capacità, attraverso la creazione di una rete di relazioni autorevoli, di fare emergere proprio questa identità autentica dei prodotti e dell’azienda”.
Maurizio di Robilant ha declamato che: “Etica e estetica sono le basi per comunicare con il mercato. Un esempio in questo senso è l’Amarone Bertani, che dal 1958 presenta la stessa etichetta e la stessa bottiglia, scelta che potrebbe essere vista come un’operazione di “non marketing” ma che, in realtà, dimostra come questo marchio sia sempre stato “duro e puro”. De Robilant ha pure evidenziato come avere identità significhi rimanere fedeli all’autenticità, alla trasparenza, alla serietà, con il coraggio di accettare anche il rischio di non cogliere certe opportunità. Oggi però questa coerenza si sta dimostrando un punto di forza straordinario, che il successo Bertani conferma. Essere Bertani, infatti – ha proseguito di Robilant – non significa stare statici sulle proprie tradizioni ma costruire su di esse una “certezza dinamica”, cioè la capacità di progredire costantemente pur non tradendo mai la propria identità, la propria visione.
Una coerenza che rappresenta anche uno stimolo importante al sistema vino Italia che spesso non è riuscito ad essere aderente alle proprie vocazionalità produttive. “L’esasperazione a seguire le tendenze del mercato – ha sottolineato Luigi Moio – ha portato in Italia a piantare e produrre ogni vino ed ogni vitigno, talvolta senza nessun legame alle reali vocazionalità di un territorio. Essenziale per la viti-enologia italiana è, invece, esaltare la propria specificità. L’identità francese è un esempio di stile nel tempo. Basta fare un esempio: la Borgogna, un mosaico di suoli e solo due vitigni: Pinot Nero e Chardonnay. Dobbiamo comunicare il vino attraverso le conoscenza del suolo. Altrimenti si crea a una sensazione sensoriale confusa, senza tracciabilità e senza conoscenza. Solo così possiamo ritornare ad essere credibili”.
Esaltare le proprie reali specificità, è emerso in maniera chiara nella tavola rotonda; è questa la via migliore per garantire che la straordinaria offerta enologica italiana venga finalmente percepita e posizionata in maniera corretta nei mercati di tutto il mondo. Proprio in questa direzione va l’ultimo progetto enologico della Bertani, il vino Novarè, presentato dal direttore operativo Andrea Lonardi. Questo vino, frutto della ricerca Bertani, è prodotto con una seconda maturazione naturale e non con la tecnica dell’appassimento di cui oggi si abusa anche al di fuori del territorio, con il rischio di rendere vini di metodo prodotti straordinari come Amarone e Ripasso.
Bertani: 150 anni di successi
Le cantine Cav. G.B. hanno celebrato nel 2007 il loro 150° anniversario di attività, portando avanti una filosofia imperniata sulle tradizioni che hanno generato uno dei più grandi vini del mondo: l’Amarone. L’azienda fu fondata nel 1857 a Quinto di Valpantena dai due fratelli Giovanbattista e Gaetano Bertani. Prima di quest’anno il maggiore dei due incontrò il prof. Guyot, studioso ed esponente della viticoltura europea e grazie a questa amicizia i fratelli Bertani vennero a conoscenza delle più avanzate tecniche, sia in vigna che in cantina. La filosofia Bertani continua a trainare l’immagine dell’intera produzione veronese: un esempio fra tanti, nel 1900, in occasione dell’esposizione di Verona, l’Accademia dell’Agricoltura delle Scienze e delle Lettere conferisce ai Bertani un’onorificenza per l’introduzione di nuovi vitigni, forme di allevamento e nuove tipologie di vini. Nel corso degli anni i Bertani si sono dedicati al raggiungimento della massima qualità e a prova di ciò vi è la presenza dei vini Bertani nei menu più prestigiosi non solo in Italia ma anche in Europa. Così come fu in passato per la prima bottiglia di Soave, il nuovo vino Amarone prodotto negli anni ‘50 da Bertani diventò un punto di riferimento per la produzione dell’intero territorio veronese. Bertani possiede oggi circa 200 ettari di vigneti nelle principali aree DOC della provincia di Verona, e la cantina di Grezzana (vero cuore pulsante e quartier generale dell’azienda), situata a Nord-Est di Verona, dove vengono condotte ancora oggi tutte le attività di vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento e spedizione.
Il futuro della BERTANI
Lo scenario socio economico globale oggi è profondamente mutato. Anche per l'impresa vitivinicola, emerge l'esigenza di ripensare profondamente il proprio modello. Senza rinnegare la tradizione, diviene fondamentale investire in ricerca ed innovazione. Da questo presupposto parte il progetto dell'ad Cav. G.B. Bertani -Tenimenti Angelini Emilio Pedron di costruire un modello vitivinicolo nel segmento del vino di qualità dotato di caratteristiche innovative, valorizzando il patrimonio aziendale come generatore fondamentale di valore aggiunto alle produzioni. L'azienda, che nascerà ufficialmente il primo gennaio 2014, comprenderà la Cav. C G.B. Bertani — Grezzana, la Tenuta Novare a Negrar (VR), Puiatti a Romans d'Isonzo, Val di Suga a Montalcino, Tre Rose a Montepulciano, San Leonino a Castellina in Chianti, Azienda Agricola Marche. Ogni cantina firmerà con il proprio marchio i propri vini, con l'obiettivo di dare risalto ai singoli marchi con produzioni di prestigio distribuite sul mercato interno ed estero. Al centro del nuovo progetto saranno tre elementi. Anzitutto la valorizzazione di una identità autentica, nella convinzione che, per affrontare il cambiamento, sia necessario esaltare la propria identità garantendo riconoscibilità al brand. La trasparenza è il secondo elemento fondamentale al fine di garantire credibilità e autenticità, valori sempre più importanti per il consumatore. Infine, il modello punterà sulla valorizzazione delle risorse umane poiché sono proprio le persone che lavorano in azienda con passione a fare la differenza. Per questo promuovere la crescita professionale sarà uno dei principali impegni con la finalità di rafforzare la competitività dei marchi. Il nuovo gruppo, che rispetterà l'identità di ogni realtà produttiva, si doterà di uno strumento innovativo: un centro di ricerca e comunicazione unificato, finalizzato allo sviluppo di una nuova cultura del vino. Questo strumento unico, al posto di centri separati per ogni cantina, avrà la duplice finalità di concentrare da un lato gli investimenti e dall'altro di arricchire tale modello con le specificità di ognuna. Il nuovo gruppo sarà caratterizzato da una struttura leggera, moderna e pragmatica, dove le cantine non sono concepite come un museo o un'opera d'arte ma un luogo che unisce funzionalità ad estetica. La struttura produttiva sarà caratterizzata da una viticoltura di nuova concezione, in linea con le evoluzioni legate al cambiamento climatico, alla volontà di garantire la purezza varietale, alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Grande attenzione sarà riservata alle risorse umane, con la volontà di privilegiare i giovani. Infine, il nuovo modello di azienda sarà caratterizzato da una comunicazione moderna, in linea con i nuovi linguaggi e strumenti di informazione. Le caratteristiche del gruppo: Ettari vitati: 350, situate in alcune delle aree viticole più vocate d'Italia Bottiglie prodotte complessivamente: 3.000.000 Fatturato complessivo: 20.000.000 euro
Il “Secco Bertani” NOVARE’ (presentazione aziendale del progetto)
Agli ospiti presenti è stata offerta una cena davvero interessante, con in abbinamento il vino Novarè 2012 e 3 Amarone storici: 2006, 1981 e 1967.
> Ricotta della collina veronese con mostarda di mele
> Radicchio di campo con Monte Veronese e pancetta croccante
> Faraona arrosto all’uva
> Ravioli di ricotta serviti con salsa all'uva della vendemmia
> Risotto veronese
> Selezione di formaggi di capra e mucca delle colline veronesi
> Pissota con l’uva, fregolona, pastafrolla.
NOVARE’ 2012
Il metodo Novare è un ritorno alle origini, per valorizzare la naturale singolarità del nostro territorio e suo speciale legame con “la Corvina”. Ogni nostro gesto nasce dalla volontà di riportare alla luce lo straordinario patrimonio di saperi agricoli che negli anni si è sedimentato nelle nostre terre. Coltiviamo le nostre vigne a trapezio, per massimizzare l’ombreggiamento dei grappoli e consentirne la giusta ventilazione. A settembre, momento m cui oggi avviene la vendemmia, operiamo un'interruzione del flusso tra piante e grappoli: lasciamo cosi l'uva ancora in campo fino a fine ottobre, come si faceva un tempo. Riparati dal sole e cullati dal vento, i grappoli iniziano una “seconda maturazione ” in vigna: il livello zuccherino si ferma mentre gli aromi continuano a intensificarsi e a evolvere. Nasce cosi una “creatura” nuova, frutto dell'interpretazione originale di un'esperienza centenaria.
Corvina 100%
Vigneti di circa 15 anni
Colore rosso rubino con riflessi violacei; archetti fitti e colorati.
Naso di impatto fruttato di frutta rossa fresca (amarena, gelso, ribes) e finale con buona speziatura di china calissaja e mandorla armellina.
In bocca ha attacco acidulo, fresco, ampio di frutta, giusta presenza tannica non ruvida e rispondenza naso/bocca. Finale di lunga persistenza su note appena balsamiche.
La storia del Secco Bertani inizia con la storia dell’azienda stessa, nel 1857. Presso la Camera di Commercio di Verona esiste copia di un documento storico che attesta la distribuzione del Bertani Valpolicella Valpantena già dal 1888 in tutto il mondo, collocandolo tra i migliori esemplari di vini italiani. Il Secco Bertani diventò ben presto un’icona della qualità del vino italiano a livello globale essendo nelle liste vini delle più esclusive navi da crociera, dei migliori ristoranti e diventando ben presto approvvigionamento delle case reali. Proprio per questo all’inizio degli anni ‘20 fu nominato dalla regina madre Margherita e dal re Vittorio Emanuele III fornitore ufficiale e venne concesso il privilegio di utilizzare lo stemma della corona reale come prova distintiva della sua eccellenza. Da allora lo stemma sabaudo è integrato nell’etichetta come attestazione della qualità di questo vino inimitabile.
Amarone Classico
Da quando è nato negli anni ‘50 il nome dell’Amarone è indissolubilmente legato al Bertani, tra le prime cantine ad averlo prodotto ed unica cantina al mondo ad avere la disponibilità delle annate prodotte dal 1958 sino ad oggi. Insieme ai grandi vini piemontesi e toscani, l’Amarone fa parte di quella racchiusa élite dei vini che più hanno dato lustro all’enologia italiana. La sua unicità oltre naturalmente che dalle caratteristiche tipiche delle uve della Valpolicella (per lo più Corvina veronese e Rondinella, fino a qualche anno fa anche Molinara) selezionate con la massima cura nei vigneti di Villa Novare, scaturisce dal peculiare metodo produttivo che prevede un lungo appassimento naturale delle uve (circa quattro mesi) su graticci, pratica che conferisce alle uve uno spessore ed una grande varietà organolettica, oltre alla concentrazione del contenuto zuccherino. Dopo la macerazione si avvia una lenta fermentazione della durata di circa 50 giorni che porta all’ottenimento di alti contenuti di alcoli superiori e glicerina, fattori che aumentano l’importanza e l’eleganza dei profumi. L’amarone quindi affina in botti grandi per circa sei anni, periodo cui segue un secondo affinamento, in bottiglia, di almeno di un anno. Il risultato è un vino assolutamente unico in grado di rivaleggiare con i più grandi vini del mondo.
Il Cru Sereole
Quella del Soave è stata, nel 1931, la prima zona in Italia ad essere considerata per le sue caratteristiche uniche come denominazione. Bertani possiede vigneti particolarmente vocati nella zona del Soave, vigneti di collina, su terreni lavici, che hanno permesso la produzione, sin dalla nascita dell’azienda di importanti vini bianchi. Come per le altre tipologie anche il Soave Bertani ha raggiunto l’eccellenza: ne è prova il fatto che fu scelto nel 1937 come unico bianco alla cerimonia d’incoronazione di re Giorgio VI d’Inghilterra. Il territorio del Soave è situato ad Est di Verona ed i vini prodotti devono la loro fortuna ad una varietà in particolare: la Garganega. Nel 2009, a conclusione di un lunga zonazione, ovvero lo studio olistico delle caratteristiche agronomiche del territorio, il nostro vigneto Sereole è stato riconosciuto tra i migliori cru dell’area del soave classico. È in questo vigneto Sereole sul Monte Tondo, a cavallo tra Soave e Monforte d’Alpone, che nascono le uve destinate alla produzione del Sereole (da sireso, ciliegio), la cui qualità, un tempo apprezzata dai sovrani d’Europa, è oggi unanimemente riconosciuta dalle più importanti guide.
Ognisanti
Ognisanti è il cru di Villa Novare, tenuta dal 1957 di proprietà della Bertani situata nel cuore della Valpolicella Classica e che deve il suo nome all’antica chiesa che si trova in mezzo al vigneto, appartenuta per molti secoli ai frati di S. Tomaso. L’Ognisanti, Valpolicella Classico Superiore, nasce dalla volontà dei Bertani di sviluppare ed implementare il progetto di un grande vino di Valpolicella non appassito. Sono state recuperate le vecchie viti, nei vigneti migliori, con un’accurata selezione massale, realizzati impianti solamente nelle aree più belle, curate e potate le viti con attenzione maniacale per arrivare ad una vendemmia, unica, senza alcuna preselezione dei grappoli in vendemmia da destinare a questo vino. Un vino ricco, elegante, equilibrato, che non è frutto di una concentrazione dovuta all’appassimento, ma linfa naturale di un territorio: la Valpolicella. Un Valpolicella che si erge, unico, per sé, di fronte all’Amarone.
VISITARE L’AZIENDA
La cantina storica di Grezzana, in Valpantena, ad Est di Verona, può essere considerato un vero e propria tempio del vino. Qui dal 1857 si trova il cuore della produzione Cav. G.B. Bertani ed il fascino di quei tempi si respira ancora nei locali dedicati all’affinamento ed alla vinificazione, oggi visitabili tutto l’anno da operatori del settore ed enoturisti appassionati. La cantina, infatti, accoglie ogni anno oltre 7000 ospiti: aperta al turista, diviene un vero e proprio centro di cultura del vino in occasione di manifestazioni come “Bertani Ospita”. Il fascino dell’edificio si è conservato nel tempo, grazie alla lungimiranza dell’azienda, che ha mantenuto nei decenni ogni elemento che ha contribuito a rendere grande la sua storia. Sono state recuperate, quindi, le vasche di cemento e quelle in vetro, così come sono stati esposti gli strumenti una volta usati in cantina, pezzi unici che oggi arricchiscono le splendide gallerie sotterranee, dedicate all’affinamento delle bottiglie. Un percorso, questo, lungo oltre 200 metri, che ospita le botti storiche, di fine Ottocento, ma anche le più moderne botti veronesi, tradizione che rischiava di scomparire, reintrodotta negli ultimi anni proprio dall’azienda, che ne ha realizzata una versione con sette essenze di legni diversi. Un’area è dedicata poi alla ricostruzione di come si svolgeva il lavoro in cantina. Questa ospita l’originale ufficio del cantiniere, così come il montacarichi che, nel 1957, rappresentava un vero e proprio mezzo all’avanguardia, studiato per evitare ai cantinieri gravosi lavori manuali. Ma il luogo più affascinante della cantina è certamente l’area dedicata alla Bottiglieria, dove riposano più di 200.000 bottiglie dal 1958 ad oggi. Non mancano pezzi unici anche antecedenti, come la bottiglia di Acinatico del 1928, nella tipica bottiglia da Porto, vero pilastro della storia enologica italiana. Ad arricchire di fascino il percorso sono le soluzioni innovative adottate dall’azienda per riutilizzare materiali di scarto all’insegna della sostenibilità. Ecco allora che le barriques divengono sistemi di illuminazione, così come le bottiglie, fino a creare affascinanti geometrie che rendono questo luogo ancor più suggestivo. E se la cantina rappresenta il cuore della produzione, altrettanto interessante è il percorso nelle vigne della Tenuta Novare, in Valpolicella Classica nel comune di Negrar. Qui si trova un vero e proprio itinerario enoturistico che si snoda sui 220 ettari di proprietà aziendale, dove i vigneti si alternano ai boschi, creando un’oasi incantevole. Grazie a questo itinerario, da percorrere in bicicletta, a piedi, a cavallo o in auto, si possono scoprire le sette fonti di acqua purissima, tra le quali spicca la Elisia, amata dal Pindemonte. Vi è poi l’ex miniera di ferro, che con i suoi colori accesi richiama ad un passato di duro lavoro. Protagonisti sono, tuttavia, i vigneti, che ospitano le tradizionali varietà della Valpolicella ed una selezione di vitigni internazionali, coltivati in appezzamenti con esposizione e suoli di origine diversa, da quelli vulcanici agli argillosi. A rendere ancor più affascinante il percorso è la chiesetta longobarda di Ognissanti, recuperata dalla Bertani per ospitare degustazioni ed eventi. Grazie a questa offerta, la Cav. G.B. Bertani è oggi una delle aziende veronesi più suggestive.
BERTANI
Via Asiago, 1
37023 Grezzana (VR)
tel: 0039. 045. 8658489
A cura di Rocco Lettieri

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