TERRE DI SHEMIR – olio e vini da sogno

Terre di Shemir

La storia di un olio extra vergine d’oliva da sogno

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi, terre in cui il senso della storia emerge chiaro e forte da uno scenario capace di straordinarie evocazioni. Sono i colori, le luci e il clima a creare la magìa. Basta passare negli oliveti argentei, nei terreni ondulati a pochi chilometri dalla costa fra Trapani e Marsala e guardare in direzione del mare; si potrà quasi credere di vedere le navi degli Elleni dare al vento le vele, per far commercio dei prodotti di queste zone: in particolare, l’olio profumato e purissimo dei declivi che scendono verso il Mediterraneo, baciati dal sole intenso della Trinacria. 

Eppure quante cose son cambiate, da allora! Qui, a 110 m s.l.m. è situata l’azienda agricola Terre di Shemir (che in arabo significa “Misil” luogo – proprietà di “Shemir”, nome in omaggio al luogo, un tempo abitato dagli arabi, dove sorge l’azienda, sita in località Guarrato, nel comune di Trapani), celebre per le sua piantagione di cultivar pregiate – Biancolilla, Cerasuola e Nocellara del Belice, fra le più apprezzate sin dall’antichità – e produttrice dell’olio extra vergine “U Trappìtu” (nella versione Fruttato Delicato oppure nella versione Fruttato Intenso” e, da poco, anche di un altro olio personalizzato da Irene, la figlia che si occupa del vino e dell’olio “ Irè ”, olio extra vergine d’oliva DOP Valli Trapanasi.

 

La secolare tradizione olearia s’è arricchita delle più avanzate conoscenze agricole e colturali. La lavorazione delle olive, in particolare, tiene conto di numerosissimi fattori, da quelli salutistici a quelli prettamente organolettici dell’olio extra vergine. Proprio per questo, prezioso è l’apporto, anche forte, di Francesco e Lara, una passione gastronomica singolare diventata la nota distintiva d’una vita spesa a tutela degli oli, dei vini e dei prodotti tipici sott’olio che è ora garanzia di un metodo di lavorazione che nulla concede alle tentazioni puramente quantitative: (ventresca di tonno; filetti di sgombro; tonno rosso pescato nel mare delle Egadi e la caponata… da urlo). La Caponata è generalmente utilizzata come contorno o antipasto, ma sin dal 1700 costituiva un piatto unico, accompagnata dal pane. Si tratta di un insieme di ortaggi (tutti rigorosamente provenienti dall’orto aziendale): melanzane, pomodori pelati, peperoni, sedano, cipolle, olive, capperi, uva passa, pinoli, mandorle, aceto, zucchero, aglio, pepe e sale, il tutto arricchito dal sapore inconfondibile dell’olio extra vergine U Trappìtu Delicato. Ho avuto anche indiscrezioni che in un prossimo futuro si avranno in commercio salsa e pelati ottenuti da pomodoro Pizzutello pacechino, prodotti a km “0”. 

 

Ritornando all’olio, tutta la famiglia collabora in ogni singola fase della coltivazione e della lavorazione delle olive: dalla raccolta a mano delle drupe – nel rispetto delle tradizioni secolari – alla spremitura a freddo, effettuata con le più moderne tecniche olearie (presso un oleificio della zona), per concludere la filiera allo stadio ancor artigianale dell’imbottigliamento e alla cura dei delicati aspetti distributivi. Oggi, U Trappìtu è presente nelle più prestigiose enoteche e nelle gastronomie più celebri del mondo. La produzione, forzosamente limitata, non concede di soddisfare le pressanti richieste che provengono da ogni parte. Chi desidera ritrovare sulla sua tavola il gusto inimitabile dell’extra vergine d’oliva U Trappìtu può telefonare allo +39. 0923. 86.53.23: saprà così dove potersi rivolgersi per poter acquistare – se disponibili – i favolosi prodotti che come racconta il loro depliant:… della mediterraneità restituiamo anima ed essenza… Terre in cui il senso della storia emerge chiaro e forte da uno scenario capace di straordinarie emozioni. Sono i colori, le luci e il clima a creare la magia.

 


Olio extra Vergine d’Oliva U Trappìtu Delicato (Biancolilla 80% e Cerasuola 20%)

Olio d’oliva extra vergine dal colore limpido e dorato e dall’aroma fruttato, dolce, gentile e persistente sulle note di pomodoro e banana. L’armoniosa rotondità del gusto lascia spazio, sul fondo, alle fragranze floreali e verdi con richiamo alla mela e al sedano. Un olio di spiccata personalità, mai banale ne intrusivo. Perfetto dunque per condire a freddo e per accompagnarsi a piatti di verdure, di pesci e ad ogni altra preparazione della cucina nuova, contraddistinta da tempi di cottura limitati.


 


Olio extra Vergine d’Oliva U Trappìtu Intenso (Biancolilla 60%, Cerasuola 30% e Nocellara del Belice 10%).

Un olio extra vergine di spiccata personalità dai marcati richiami al carciofo e al pomodoro verde e dal gusto sapido, ricco, aromatico di oliva, tipico degli oli tratti da olive colte a maturazione ancora non completa e con retrogusto piccante con accenni di verde ben deciso. Ha colore giallo verde luminoso e vigoroso, e ben si adatta ad un perfetto abbinamento con i piatti della gastronomia tradizionale, alle carni rosse e agli intingoli dai sapori decisi: tutto questo fa di U Trappìtu intenso un olio inconfondibile, dedicato a chi ama i sapori pieni. Questo olio è stato selezionato dai Mastri Oleari e premiato con il “Leone d’Oro” per la sua spiccata tipicità nella categoria “Fruttato intenso di aroma spiccato e gusto amaro”.

 

La cucina Siciliana

Ricca di profumi e sapori, la gastronomia siciliana è soprattutto un continuo alternarsi di contrasti e fantasie, che trovano nella sedimentazione storica di culture e popoli la loro ragion d'essere. Fino a oltre la metà del XIX secolo, la pretenziosa aristocrazia terriera dell'isola e la raffinata borghesia mercantile, prediligevano preziosi aromi e delicati intingoli, carni pregiate o pesce di grosso taglio; il pescato minuto – tipico dei mari mediterranei – era riservato alla cucina povera delle coste dell'isola, alla mensa popolare, a quelle case e a quelle strade dove il pesce costituiva – spesso – l'unica fonte di sostentamento di intere famiglie. Il paradosso è che oggi, proprio i piatti e le ricette di quella cucina povera, espressione tra le più genuine della tradizione siciliana, costituiscono la roccaforte dell'arte culinaria di questa regione. E così le “Sarde a beccafico” – un tempo imitazione servile dell'omonimo piatto a base di uccelletti, riservato a pochi e nobili palati – costituiscono oggi uno dei piatti più celebrati della raffinata cucina di Sicilia. E che dire – sempre per non allontanarci troppo dal saporito pesce azzurro – della celebratissima “pasta con le sarde”? Del suo profumo intenso e pieno ai finocchietti di montagna? Dei suoi pinoli e della sua uva passa, che oggi deliziano le papille gustative di autorevolissimi gourmets e che – invece – un tempo satollavano le vuote pance degli affamati pescatori? E quanti tra gli appassionati di cucina ricordano che la squisita “Caponata di melanzane” nasce proprio in mezzo ai nostri mari, come utile metodo per la conservazione dei tranci di Pesce Capone a bordo delle imbarcazioni? E che la raffinata “Pasta allo scoglio”, croce e delizia dei ristoranti, nasce proprio tra le famiglie più povere di pescatori, che mettevano a bollire nella pentola della pasta un sasso ricoperto di muschio o di alghe, per sfruttarne se non i contenuti proteici, almeno l'aroma di mare? Cosa che non possiamo più fare, sottolineando con un sorriso, che chi decidesse di mettere a bollire nella pasta un sasso raccolto oggi sulle nostre coste, potrebbe farlo solo a serio rischio della propria stessa vita. Ma la cucina siciliana è sana e genuina e accanto ai piatti della tradizione popolare, trovano posto anche interessanti e gradevoli innovazioni gastronomiche, recentemente introdotte e proposte nei numerosi e accoglienti locali dell'isola, senza dover parlare per forza dell’eccellenza dei raffinati locali stellati che hanno aperte le cucine siciliane ai gourmet di tutto il mondo.  

 




Il vino Terre di Shemir

L’azienda Terre di Shemir nasce nel 1996 con l’acquisto di un podere di 36 ettari in Contrada Guarrato di Trapani da parte di Lara Creuso e Francesco Pellegrino (detto Ciccio). Allora l’azienda fu chiamata Case Sparse e, in effetti, le cose stavano proprio così. Erano 4 ettari di vigneto, tanti ulivi, parecchi ettari di incolto. I primi lavori furono fatti per riportare in produzione gli ulivi (alcuni centenari) con dispendio di tante energie. Poi si cominciò  sistemare un vecchio baglio che ora si presenta come un’oasi verdeggiante in un  deserto. Fare un grandissimo olio fu il loro primo impegno. Già, infatti, l’anno dopo, nel 1997 arrivò la Gran Menzione al Sol di Verona, organizzato dai Mastri Oleari. Nel 1998 arrivò il Leon D’Oro; nel 2000 l’olio si classificò secondo al Gran Yuri Européen di Parigi. E poi ancora i premi “Orciolo” e “Ercole Olivario”.

Irene Pellegrino

Ma Francesco Pellegrino avendo anche 4 ettari di vigneto, dopo aver raddrizzato gli impianti degli ulivi cominciò a dedicarsi alle uve e lla produzione dei primi tre vini: Ispirazione etichetta bianca 2000, vinificato in cemento ed acciaio, con uve 100% Ansonica, Ispirazione etichetta grigio argento 2000, vinificato in cemento e poi in barriques, e sempre da uve Ansonica, con meno di 60 quintali per ettaro e un vino rosso di grande impegno e qualità: Selvaggio Rosso IGT 2000 da uve Nero d’Avola 50% e Shiraz 50%. Le note tecniche riportavano: Terreno argilloso con circa il 18% di calcare attivo; 5.600 ceppi per ettaro; sistema di allevamento: cordone speronato con poche gemme; età media delle viti: da 8 a 10 anni; resa per ettaro: 50 quintali di uva; alcol:14,80°C; vinificazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata per 15 gg. a contatto solo con le bucce (senza graspo e vinaccioli); fermentazione    in vasche di acciaio inox a bassa temperatura sino al termine della fermentazione malolattica. Maturazione in barrique nuove di legno francese di Allier e Nevers per 12 mesi; dopo leggera chiarifica e leggera filtrazione viene imbottigliato. Affinamento 8 mesi in bottiglia. Ha colore rosso viola cupo tendente al porpora; brillante con unghia ben viva; stretti archetti lasciano lunghe gambe sulle pareti del bicchiere. Naso di impatto fruttato (prugna) e di distillato mirtilli, con finale speziato che di pepe nero, budino caramellato e tabacco dolce da pipa. In bocca si presenta caldo, asciutto, profondo e “concettuoso” di grande stoffa e personalità; buona anche la ricchezza di tannini che sono dolci e carezzevoli; al secondo assaggio si riavvertono i frutti già sentiti al naso con finale di china, leggera mandorla amara e rabarbaro fresco. Bottiglie prodotte: 1.000 da 75 cl. + 700 magnum da 150 cl. Fu un successo eclatante e le bottiglie finirono quasi tutte in Svizzera.

Per Francesco si aprirono le vie del vino e cominciò ad impiantare nei campi incolti e bonificati, ad impiantare uve di altre varietà autoctone e internazionali: grillo, chardonnay, sauvignon blanc, viogner, traminer, moscato o zibibbo per i tipi bianchi e merlot, tempranillo e petit verdot per i tipi rossi. L’arrivo in azienda delle due figlie, Irene (enologo) e Federica e con il marito di lei, Salvatore Di Trapani (agronomo), portò l’azienda vitivinicola ad avere circa 10 ettari in produzione, la maggior parte dei quali lavorati con compatibilità ambientale (cioè tecniche di lavorazione rispettose della natura usando concimazioni con stallatico, pacciamatura con residui vegetali, sovescio annuale con erba medica, favino e pisello proteico, ecc.). Le etichette attuali sono 12 di cui due sono riservate al solo mercato giapponese: Pergiò bianco da uve Grillo e Zibibbo e Pergiò rosso da uve Nero d’Avola (90%) e Merlot. In totale circa 45.000 bottiglie di cui il 65% è riservato per i mercati esteri.

 



San Vito Lo Capo (Edoardo Raspelli e Francesco Pellegrino)



Questi gli altri vini bianchi:

Haral (Grillo)

Erede (Zibibbo)

Fedire (Chardonnay)

Noeli (Sauvignon blanc)

Ennaro Bianco (Chardonnay, Viogner, Zibibbo e Traminer).




Questi gli altri vini rossi:

Hasar (Nero d’Avola)

Elino (Merlot)

Ennaro Rosso (Tempranillo)

Paradiso di Lara (Nero d’Avola e Merlot)

Selvaggio Rosso (Nero d’Avola, Shiraz e Petit Verdot).

 

Vini caratteriali, gradevolissimi, che come tutti i vini sinceri, parlano della terra affascinante dalla quale nascono: la terra di Sicilia.

 



Az. Agr. Terre di Shemir di Creuso Lara

Strada Quartana, 3 

Contrada da Guarrato

91100 Trapani

Tel./Fax: (+39) 0923 865323

Cell: (+39) 348. 017.28.90

www.terredishemir.com

info@terredishemir.com


Servizio e foto di Rocco Lettieri


(che fatica!!!!!!)