Barbara Tamburini – Una enologa volante

Barbara Tamburini – Una Perla Enologica

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Castellina Marittima – Una perla di alabastro nel paesaggio toscano

In una giornata di quasi fine ottobre mi incontro con Barbara Tamburini a Rovereto (Trentino) dove si stava svolgendo Mondo Merlot, che manco a dirlo è Lei la vincitrice con due vini sul podio, ormai un classico di questa competizione. A Barbara, in occasione di questa manifestazione, è stato consegnato anche un riconoscimento speciale, tutto suo, il Premio “Protagonisti Eccellenti” del mondo del vino. Da lei un rimprovero severo: “Sono due anni che mi aspetto una tua visita nella mia nuova casa di Castellina Marittima”. Fortuna vuole che una settimana dopo scendo in Toscana per degustazioni tra Prato e Carmignano. Prendo la palla al balzo e dico OK, mi allungherò da te sino a Castellina Marittima la mattina di sabato. L’idea che mi ero fatto era quella che Castellina Marittima fosse sul mare e quindi mi aspettavo una giornata tranquilla sul litorale toscano nelle vicinanze di Riparbella. Arrivato sulla statale Aurelia, nei pressi di Torre Calafuria di Antignano, mi fermo ad ammirare il panorama mozzafiato che si perde nel mare (avevo ricordi dell’Aprile 1994 quando fui premiato nella sedicesima edizione del Premio Enogastronomico Torre Calafuria, organizzato dai coniugi Leonardo e Mariangela Nardi) e metto il navigatore per raggiungere Castellina Marittima, che però non me la segnala sul litorale, bensì in mezzo alle colline caratteristiche della Toscana. Un pò di sconcerto e subito cerco notizie sul web di questo paesino. Trovo: “Castellina Marittima sorge in uno scenario che sintetizza gli aspetti più caratterizzanti del paesaggio toscano: colline coltivate a olivo, vite e grano, filari di cipressi e rigogliosa macchia mediterranea, habitat naturale di cinghiali e altri animali selvatici. Tra i monumenti si ricorda la settecentesca Chiesa di San Giovanni Battista, al cui interno sono ancora visibili due colonne in alabastro che facevano parte dell’antico altare”.

E poi leggo ancora che…: “L'estrazione dell’alabastro ha segnato la storia di Castellina. L’Ecomuseo dell’alabastro Ã¨ un percorso museale che interessa i comuni di Castellina, Santa Luce e Volterra. L’Ecomuseo racconta l’importanza delle cave di alabastro in questo tratto di Toscana. Nel Punto Museale Centrale di Castellina (ex palazzo Opera Pia) sono conservati materiali di archivio relativi ai processi di estrazione”. La cosa mi incuriosisce e vado a prendere alcune informazioni sull’alabastro. Ignorante in materia apprendo con molta curiosità che…: “La provenienza del nome “alabastro” è certamente egizia e forse deriva dalla città di Alabastron, celebre anticamente per la fabbricazione di vasetti e di anfore destinati a conservare i profumi. L’alabastro è una roccia sedimentaria che si trova in due varietà: una detta alabastro orientale o alabastrite, e l’altra alabastro gessoso molto più tenero e generalmente di colore bianco, all’apparenza simile al marmo. L’alabastro gessoso, quello che viene lavorato in Volterra ed in particolare quello estratto dal sottosuolo di Castellina Marittima, si è formato nel periodo miocenico in seguito ad un processo di sedimentazione e concentrazione del solfato di calcio contenuto nelle acque marine. Si tratta di una candida pietra che per la sua particolare morbidezza si presta ad essere più facilmente lavorata del marmo e quindi è adatta a riprodurre in scala ridotta certi motivi ornamentali ricchi di dettagli e a ritrarre nei particolari il volto umano, secondo i canoni estetici che dominavano gli indirizzi dell’arte classica. Quasi fosse una pietra degli dei, gli Etruschi se ne servivano per costruire sarcofaghi e urne cinerarie con ricche decorazioni raffiguranti l’immagine del defunto, insieme a scene di vita quotidiana, ad immaginarvi viaggi nell’oltretomba, e ad episodi famosi della mitologia greca”.

La curiosità va soddisfatta subito e quindi vado nell’unico bar aperto a bere una spremuta e continuo a leggere che…: “….è in uno scenario di continue metamorfosi geologiche, tra i 26 e i 7 milioni di anni fa, che si colloca la formazione dei depositi di gesso di cui sono composti i candidi blocchi di alabastro. All’epoca del Miocene superiore, violenti movimenti tellurici provocarono lo sprofondamento sotto il livello del mare dei rilievi presenti nella zona dell’attuale Toscana. Le depressioni così create vennero invase dall’acqua marina, e, al momento della sua evaporazione, il solfato di calcio che vi era disciolto sedimentò sul fondo dei bacini, formando spessi strati di gesso: l’alabastro è infatti un solfato di calcio idrato (CaSO4 · H2O). In tempi lentissimi, la parte più pura del gesso si concentrò in sferoidi omogenei e trasparenti, mentre le impurità argillose venivano respinte verso l’esterno del blocco, lasciando tracce sotto forma di venature scure. Trovare l’alabastro non è cosa facile. Nel silenzio delle gallerie sotterranee, i passi sono attutiti dalla polvere. Di tanto in tanto, qualche colpo di piccone alle pareti: quando il suono è diverso, ci siamo. Il cavatore individua il punto della roccia dove è nascosto il blocco di alabastro da estrarre, simile all’acino di un enorme grappolo d’uva celato nelle viscere della terra. Il cavatore avvicina all’ovulo la lampada, per controllarne la trasparenza, poi comincia a scalzarlo dal guscio argilloso in cui è racchiuso. Nella cava, le gallerie abbandonate assomigliano a grossi alveari dalle celle vuote: quando è esaurito il filone, ci si sposta di qualche metro, e il lavoro ricomincia”.

Mancano ancora 15 minuti all’appuntamento con Barbara e quindi proseguo la lettura come con un libro giallo di cui si vuole sapere il finale…: “L’alabastro si presenta frequentemente di colore giallo-bruno grazie alla presenza di ossidi di ferro, ma vi sono varietà di colore bianco-avorio, giallo chiaro o anche verdino. La specie più pregiata è quella di colore bianco, presente in Italia nelle zone di Castellina Marittima e Volterra, da non confondersi con l'alabastro calcareo proveniente dall'Oriente, conosciuto con il nome di onice (quanta ignoranza in questa materia!!! Da parte mia, s’intende!!). Trattandosi comunque di gesso o calcite, l’alabastro è una pietra piuttosto tenera e facile a rigarsi. Esemplari notevoli provengono dall'Africa settentrionale sin dal tempo dei romani che già lo utilizzarono largamente a scopo decorativo. In Italia, masse lavorabili provengono dalla zona del Carso, dalla bergamasca e naturalmente dalla Toscana. In particolare era estratto in miniere sotterranee presso Castellina Marittima e lo è attualmente in cave a cielo aperto nella zona di Volterra”. 

Mi dico che non è stato un male venire sino qui con un pò di anticipo. Vedo anche cartelli che dicono che Castellina Marittima fa parte del circuito della Strada del Vino Costa degli Etruschi, con aziende vitivinicole che producono vini di alta qualità. Mi sovviene che da Barbara forse si potrà anche degustare qualcosa della zona. Saluto il barista con immenso piacere, convinto ora di sapere tutto su questo “prezioso” minerale che da sempre vedo nelle bancarelle delle chiese. D’ora in poi questi oggetti in alabastro li guarderò con molta più attenzione pensando ai cavatori e ai maestri che lo lavorano.

 

Arrivo da Barbara

Puntuale come uno svizzero arrivo con l’aiuto del navigatore in cima ad una collinetta, dove si trova una villetta, da dove, girando gli occhi, si può spaziare sulla valle sottostante, sino al mare. Qui vive Barbara, una delle donne del vino più intriganti per professionalità, gioventù, piacevolezza e caparbietà nel fare vini di grandissimo spessore e fine qualità. Donna “sposata” per il momento solo con il vino, realizza attraverso la propria filosofia un equilibrato connubio fra tradizione e modernità. I molti produttori che a lei si sono rivolti per ottenerne la collaborazione dichiarano di apprezzare soprattutto la sensibilità nel saper interpretare le potenzialità dei vitigni e nel sapere esprimere il legame con il territorio in cui sono coltivati. Barbara si laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università di Pisa nel 2002, dopo aver già conseguito il Diploma Universitario in Tecnologie Alimentari con Orientamento in Viticoltura ed Enologia nell’anno 2000. Dopo aver svolto vari periodi di tirocinio in alcune Aziende toscane durante gli studi universitari, inizia la propria attività di Enologo Libero Professionista nel 1999 con importanti consulenze, che vanno via via aumentando di numero negli anni, dapprima in Toscana e, più tardi, in Umbria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. La sua conoscenza nel 1994 in Toscana con il maestro Vittorio Fiore, enologo di lunga esperienza e di fama internazionale, segna l’inizio di un percorso di collaborazione che, per alcune realtà produttive, continua tutt’oggi. Animata da una intensa curiosità professionale, si cimenta con successo nell’elaborazione di vitigni sia autoctoni che di provenienza estera. La sua prima vendemmia la fece nel 1996 nella Tenuta di Capezzana; nel 1999 è a Gualdo del Re (Suvereto) firmando l’intera gamma dei vini aziendali per Nico Rossi e Maria Teresa Cabella. Ed eccola quindi a fare consulenze ad altre importanti realtà vitivinicole italiane tra cui ricordo Fattoria di Grignano in Chianti Rufina, Le Poggiarelle e Colline San Biagio a Carmignano, Castel Pietraio a Monteriggioni, La Corsa a Orbetello, Le Regge a Greve in Chianti, Tenuta Roccaccia a Pitigliano, Cecilia sull’Isola d’Elba, Goretti di Perugia, Le Mura Saracene di Montefalco, e quindi in Valtellina con l’azienda Triacca dopo e non ultime le collaborazioni con Antonella D’Isanto de I Balzini a Barberino Val d’Elsa, Podere Ristella di Ribolla, Tringali Casanuova di Bolgheri. Le sue incredibili capacità di interpretare la sua vita in maniera dinamica e vivace, l’hanno portata ad essere la quinta donna al mondo, il 29 ottobre 2004, a salire su un MB339 – il mitico aviogetto delle Frecce Tricolori – ed insieme al comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale, fare un’ora di volo acrobatico nei cieli del Friuli. Che dire…Con lei si vola in alto.

 

La degustazione

E’ lei, che dopo aver fatto uno squillo di cellulare, mi viene incontro e mi guida nel suo studio. Un grande tavolo di degustazione, vini dappertutto, in cartoni ben allineati. In un angolo 17 vini aperti con il loro tappo sul collo delle bottiglie. Mi dice: “Bene, finalmente qui, per fare con te una degustazione programmata da diverso tempo ormai e – come sai – tengo molto ad avere il tuo giudizio professionale”. Questi vini che Barbara mi presenta, sono una sua selezione fra quelli che le aziende da lei seguite, hanno inviato alle guide nazionali. E quindi via, si parte… mini orizzontale di 9 vini della vendemmia 2012 e altra di 8 vini dell’annata 2011. Potrebbe essere – aggiunge Lei – che prima della fine degustazione ci raggiunga Vittorio Fiore”. Lusingato di tanta accoglienza si parte bicchiere in una mano e block notes nell’altra.

 

In queste due foto al Concours Mondial de Bruxelles in Bulgaria

Questi i vini in degustazione

 

I BALZINI WHITE LABEL

2012

IGP COLLI DELLA TOSCANA CENTRALE –                                  93/100

L’azienda agricola I BALZINI è nata dalla passione per il vino di Vincenzo D’Isanto, che negli anni ’70 acquistò nel comune di Barberino Val d’Elsa una casa di campagna e un terreno, catastalmente denominato I Balzini, nome che in Toscana viene dato alle piccole terrazze. Nel 1987 nasce I Balzini White Label. Questo vino è ottenuto da uve Sangiovese 50% + Cabernet Sauvignon 50%. Un gran bel vino di partenza con colore rosso rubino, luminoso, brillante. Al naso è fine, elegante, floreale di rosa e di iris; fruttato di lampone, fragolina di bosco, ribes rosso e gelso, con leggera speziatura vanigliata; in bocca si presenta con una bella acidità, con giusto equilibrio tannico ma ancora fermo sulla prima bocca; profonda la sua morbidezza a disegnare una giusta maturazione delle uve; finale fresco di liquirizia con tocco di cacao e lunga permanenza senza cedimenti.

 



I BALZINI BLACK LABEL

2012

IGP COLLI DELLA TOSCANA CENTRALE                                     92/100

Il vino I Balzini Black Label IGP Colli della Toscana Centrale è ottenuto da uve Cabernet Sauvignon 50% e Merlot 50% che nascono su terreni antichi di origine pliocenica con presenza di sabbie gialle alternate ad argille. Notevole la presenza di fossili marini. Lavorazione del suolo alternata ad inerbimento e potatura della vite a cordone speronato. Selezione dei grappoli con diradamento durante la crescita e selezione finale alla raccolta; alla vendemmia i grappoli vengono raccolti a mano, posti in piccole cassette e selezionati ancora sul nastro trasportatore. Matura in legno per 12 mesi e poi fa 6 mesi di bottiglia. Ha colore rosso rubino intenso, carico e profondo con note quasi nere. Al naso è intenso di note fruttate (mirtillo, ribes nero, mora) e speziate (china, tamarindo, rabarbaro, foglie di tabacco) e tocco finale di cioccolato amaro. In bocca ha trama profonda, rigida, con tannini ancora presenti sulla prima bocca ma non ruvidi (hanno bisogno ancora di evolversi in bottiglia); il finale è di grande persistenza sulle note speziate cacaose con punta di balsamicità resinosa. Vino futuribile da dimenticare per qualche anno in cantina.

ARMIGERO

2012

IGT TOSCANA ROSSO  (Cabernet Sauvignon.)                                  94/100

L’azienda Podere Ristella è ubicata in frazione Montemassi di Roccastrada, in provincia di Grosseto, condotta con passione, coraggio e determinazione da una famiglia unita, quella di Sirio Pagliai e Daniela Valentini, coadiuvati dal figlio Alessio. Podere Ristella, nasce negli anni ‘40 ed oggi rappresenta una piccola, ma interessante realtà nel panorama enologico maremmano, dal carattere artigianale. Sette ettari di vigneto operando nel rispetto della natura. Il loro vino di punta è “Armigero” ottenuto da uve Cabernet Sauvignon che affina per 18 mesi in barrique. Ha colore rosso rubino molto intenso, toni violacei e sfumature granate. All’olfatto si presenta ampio e complesso, evidenziando note erbacee di rabarbaro da cucina e alloro a cui fanno seguito profumi di piccola frutta di bosco e decisi sentori di spezie dolci di buon legno. In bocca si presenta polposo, pieno, caldo, persistente, con carica tannica intensa ed avvolgente. Finale di grande piacevolezza su note di buona mineralità. Un vero armigero pronto a combattere contro il tempo.  

 



GUALDO DEL RE

2012

DOC VAL DI CORNIA SUVERETO SANGIOVESE                         95/100

In epoca longobarda la Val di Cornia, soggetta ai Duchi di Lucca, faceva parte del Waldo o Gualdo del Re. La parola Gualdo, dal germanico Wald, significa estensione boschiva. L’azienda ha un’estensione di 45 ettari. I vigneti sono situati a circa 100 m. slm, su terreni sabbiosi con molti ciottoli, argillosi, a bassa fertilità, che, unitamente alla luminosità e al microclima, fanno di Suvereto una nicchia a forte vocazione per vini di grande struttura. I vini di questa azienda hanno ottenuto importanti riconoscimenti e sono apprezzati da un pubblico internazionale. Completano l’attività aziendale l’agriturismo e la sala degustazioni. Anche la Guida Michelin ne parla bene: “Un ristorantino con pochi tavoli ravvicinati, raccolti intorno ad un camino: le pareti e i mobili bianchi gli conferiscono un vago stile provenzale, mentre la luminosa veranda viene anche utilizzata per corsi di cucina. Piatti d’ispirazione toscana”. Nico e Teresa Rossi ne possono essere fieri. Barbara Tamburini inizia qui la sua attività professionale nel 1999. Il vino in esame Gualdo del Re dedicato all’azienda è un Sangiovese 100% prodotto da viti di circa 15/20 anni. 15 mesi di barriques (60 % nuove). 14,50°C. L’affinamento in bottiglia si protrae per altri 12 mesi. Ha colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Al naso ha partenza floreale (viola mammola e rosa), con sentori di ciliegia sotto spirito e frutta nera di bosco unitamente a sensazioni di ginepro, pepe verde, fondi di caffè e tabacco. In bocca da il suo massimo: ricco, ampio, caldo, grande struttura con tannini dolci e setosi. Lunga persistenza finale con mineralità e punta fresca balsamica di eucalipto.

FEDERICO PRIMO

2012

DOC VAL DI CORNIA SUVERETO CABERNET SAUVIGNON     94/100

Siamo sempre nell’azienda Gualdo del Re. Aggiungiamo che l’azienda opera nel rispetto della natura non facendo uso di nessun prodotto chimico né diserbanti. L’azienda è certificata biologica. Il vino Federico Primo è prodotto al 100% con uve di Cabernet Sauvignon; il vigneto ha circa 20 anni; la fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, mentre la fermentazione malolattica avviene successivamente in barriques dove matura per 15 mesi. L’affinamento prosegue in bottiglia per 12 mesi. Ha colore rosso rubino intenso, profondo, cupo. Al naso ha un buon equilibrio tra note varietali e vegetali (chinotto, alloro, resina) e note terziarie derivanti dal buon legno (nocciole tostate, vaniglia, chiodi di garofano). In bocca è elegante e complesso allo stesso tempo, con tannini lunghi e setosi con giusta acidità. Finale di buona sosta nel retrogola con note già avvertite al naso a cui si aggiungono spunti gustosi di cioccolato mentolato.

 



I'RENNERO

2012

DOC VAL DI CORNIA SUVERETO MERLOT                                 97/100

Ancora un grande vino di Gualdo del Re. Direi il “Re” dei vini aziendali. Primo vino “creato” da Barbara Tamburini (nell’anno 2000) è ottenuto al 100% con uve Merlot da vigne di 20 anni. 14,50% vol.  La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, mentre la fermentazione malolattica avviene successivamente in barriques, dove il vino matura per 15 mesi. L’affinamento in bottiglia ha la durata di 12 mesi. Colore rosso rubino intenso con un violaceo di melanzana nera. All’olfatto ha grande finezza, eleganza e spessore, con sensazioni avvolgenti di fiori (ciclamino, viola, iris, elicriso) a cui fanno seguito sentori di marasca sotto spirito, ribes nero, mora e mirtillo; intriganti sono le note speziate dolci di anice stellato, noce moscata e cannella. In bocca ha trama tannica dolce, rotonda e vellutata. Giusto equilibrio acido tannico. Il finale è molto lungo con note balsamiche di liquirizia nera. Un vino di innegabile prontezza che si farà apprezzare nel tempo per la sua eleganza “bordolese”. Si può dimenticare per qualche anno in cantina.

 


CABRAIA

2012

IGT TOSCANA ROSSO                                                                        95/100

Quarto vino di Gualdo del Re, sempre da singola uva: qui 100% di Cabernet Franc. La sfida francese per eccellenza. Fermentazione in acciaio inox, malolattica in barriques (70% nuove) dove il vino matura per 18 mesi. Affinamento in bottiglia per 12 mesi. Un vino di successo che porta la firma di Barbara su ogni bottiglia. Ha colore rosso rubino molto intenso con riflessi violacei e bella glicerina sulle pareti del bicchiere. Naso esplosivo di freschezza di eucalipto, liquirizia e mentuccia. A seguire frutta fresca piccola (ribes nero, fragoline, lamponi, gelso) con finale su note speziate di chiodi garofano e torba da whiskey Burbon. In bocca è caldo, pieno, di grande struttura. La trama tannica risulta morbida e setosa. La persistenza nel retrogola è lunga e sostenuta da una giusta acidità difficilmente riscontrabile in altri vini di questa stessa casa. Un Cabernet Franc signorile che può indossare il frac dei nobili winelovers.

 


SEGANTINI

2012

DOCG VALTELLINA SUPERIORE                                                    91/100

La storia di questa azienda comincia nel 1897 quando Domenico Triacca, commerciante di vini in Valposchiavo (Grigioni, Svizzera), acquista un quinto di ettaro di vigneto nella zona della Valgella in Valtellina. Purtroppo nel 1910 Domenico Triacca muore in un incidente. Le redini della giovanissima attività passano nelle mani della moglie Orsola e in seguito in quelle del più solerte dei cinque figli, Eugenio. Negli anni Sessanta (gli ettari vitati sono diventati 28) subentra la terza generazione: Gino (abile commerciale), Domenico (tecnico ambizioso) e Rino (organizzatore scrupoloso). Nel 1969 avviene l’acquisto della Tenuta La Madonnina, nel Chianti Classico nel comune di Greve in Chianti. Nello stesso anno viene acquistato in Valtellina l’ex convento domenicano La Gatta a Bianzone. Gli anni Novanta sono caratterizzati dall’espansione nel sud della Toscana, con l’acquisto della Tenuta Santavenere a Montepulciano, ma anche dall’integrazione della quarta generazione: Giovanni, responsabile per il mercato svizzero e Luca direttore tecnico per le tre aree di produzione. Questo vino Valtellina Superiore DOCG (Nebbiolo 100% con parziale appassimento in pianta) dedicato al grande pittore “Segantini” ha colore rosso rubino con riflessi granati; naso con sentori floreali di rosa canina e viola, a cui fanno seguito quelli fruttati di ciliegia, susina, ribes rosso, mora con finale speziato di china e tabacco da avvolgere; in bocca è rotondo, con tannini appena rustici, ancora da svolgere; nel retrogola ha piacevolezza speziata con accenni di “boisé”.

 


MONASTERO

2012

IGT TERRAZZE RETICHE DI SONDRIO                                          93/100

Costruito nel lontano '500 quale Convento Domenicano, questo grande monastero, è stato per anni la residenza della nobile famiglia de Gatti, dalla quale deriva il nome e, successivamente fu proprietà della famiglia Mascioni. Dall’acquisizione verso la fine del 1969 la Tenuta La Gatta appartiene alla famiglia Triacca che l’ha trasformata in meta prediletta per molti amanti dei vini di Valtellina. Impossibile passare per andare a Tirano o Bormio senza fermarsi a La Gatta! Il vino Monastero è un IGT Terrazze Retiche di Sondrio ottenuto da uve Nebbiolo al 100% poste in appassimento; la maturazione avviene in barriques nuove per 12 mesi (15% vol.). Ha colore rosso rubino amaranto; stretti archetti ben fermi sulle pareti del bicchiere. Naso di ottima confettura di prugne, concentrazione di buone spezie dolci dalla cannella alla vaniglia; al riassaggio ha profumi intensi di elicriso e fiori di montagna (quasi a ricordare il famoso liquore valtellinese Braulio). In bocca è caldo, spallato, con tannini levigati e lineari. Nel retrogola ha gusto balsamico netto, un pò cioccolatoso.

SAN DOMENICO

2011

DOCG SFORZATO DI VALTELLINA                                                 94/100

Questo vino è dedicato a Domenico, fondatore dell’azienda. E’ il classico “Vino da meditazione” di questa lunga vallata che è la Valtellina. Le uve, accuratamente scelte, vengono raccolte in piccole casse e messe ad appassire in fruttaio sino a gennaio dell’anno successivo alla vendemmia. Durante questo periodo avviene una sensibile concentrazione degli zuccheri e degli aromi. Alla pigiatura segue la fermentazione a temperatura controllata, che avviene molto lentamente. La maturazione si protrae per 18 mesi in botti legno (di varia dimensione) e per minimo 6 mesi in bottiglia.

Il vino ottenuto si presenta corposo, ricco di alcol e di estratto. Il colore è rosso rubino intenso, tendente al granato; il profumo è ampio, elegante, complesso con sentori floreali e fruttati che nel finale diventano speziati e balsamici di resina; in bocca è da subito avvolgente, corposo, armonico con tannini dolci sostenuti da buona acidità. Il finale è netto di cioccolato mentolato, ricordi di after eight e liquirizia. Lo si può lasciare ancora in cantina per un decennio.

 



LE POGGIARELLE

2011

DOCG CARMIGNANO                                                                     92/100

L’Agriturismo Le Poggiarelle si trova in comune di Seano, sulla collina di Montalbano. Tipica casa colonica toscana costruita nel XV secolo come casa da lavoro per i contadini “mezzadri”, ora di proprietà dal 1972 della famiglia Lenzi Favillini che accolgono gli ospiti con la semplicità e l’ospitalità della tradizione locale. Si produce miele, olio e un solo vino, il Carmignano DOCG con le uve tipiche del disciplinare di produzione: Sangiovese e piccole percentuali di Cabernet e Merlot di vecchie vigne. Colore rosso rubino granata; naso molto elegante, fine, floreale di viola, fruttato di ribes rosso e ciliegia matura con note speziate di tabacco da pipa; caldo, rotondo, di grande struttura alcolica con trama tannica fitta ben equilibrata con l’acidità. Il finale è persistente con buona mineralità e grafite.  

TEGRIMO

2011

DOCG CHIANTI COLLI SENESI RISERVA                                      91/100

Castel Pietraio si trova nel cuore della campagna toscana, a Monteriggioni; fu costruito alla fine del X secolo sotto il dominio della contessa Ava Lambardi e del marito Ildebrando che avevano due figli, Tegrimo e Berizio, i quali fondarono Poggio Berizio, oggi Poggibonsi. Tegrimo una riserva che nasce da una accurata selezione di uve Sangiovese. Produzione annuale di circa 20.000 bottiglie.  Vinificazione e fermentazione in vasche di cemento; maturazione in legno per 12 mesi; 6 mesi di affinamento in bottiglia. Ha colore rosso rubino violaceo intenso. Al naso esprime tutta la florealità (viola e ciclamino) di un Chianti senese a cui seguono sentori fruttati di amarena, ciliegia, gelsi rossi, prugne con lievi note speziate di ginepro. Corpo di buona struttura, armonico con trama tannica vivace e con retrogusto ben presente sulle note di alloro e di fresca resina, quasi balsamico.

 

POGGIO GUALTIERI

2011

DOCG CHIANTI RUFINA RISERVA                                                 93/100

La Fattoria di Grignano è localizzata a oriente di Firenze, alla confluenza tra la Sieve e l’Arno, nelle colline che si protendono sui primi contrafforti dell’Appennino, dove si estende la terra del Rùfina. L’azienda si estende oggi per 600 ettari comprendendo 47 poderi, ognuno dei quali è caratterizzato da una propria connotazione storica e architettonica. Età di questo vigneto circa 15 anni; Sangiovese 90% + Merlot 10%; terreno argilloso e calcareo; fermentazione in acciaio e poi botti e barriques per 18 mesi. Tra i poderi che compongono la Fattoria di Grignano uno da sempre ha prodotto le uve migliori, il Poggio Gualtieri, che ha giusta esposizione, favorevole microclima, particolarità del terreno. Poggio Gualtieri esprime il carattere e la razza del territorio di Rùfina. Rosso rubino con sfumature granata; al naso si presenta con frutti piccoli di bosco, tabacco da arrotolare e liquirizia finale. In bocca è da subito caldo, rotondo, armonico, con una tessitura gradevole e tannini quasi suadenti, setosi; una struttura ben calibrata porta ad un retrogusto di cacao e fondi di caffé.

 

 


OGLASA

2011

IGT TOSCANA SYRAH                                                                    95/100

L’Azienda Agricola Cecilia nasce nel 1990 per volontà dell’artista milanese Giuseppe Camerini (ora diretta dai due nipoti) e si estende su tre piccoli poderi nella zona limitrofa a Marina di Campo (Isola d’Elba), raggiungendo la dimensione di 10 ettari. Una cantina moderna all’avanguardia nelle tecniche di vinificazione più recenti. Il vitigno per questo vino Oglasa (….Oglasa di Plinio, fu l’isola di Montecristo posta a scirocco dell’isola di Pianosa, a ostro dell’Elba, a ponente dal Monte …) è Syrah 100%. Terreno: terre rosse calcareo argillose; densità d’impianto: 5.500 piante per ettaro; resa: 55,00 q.li/ha. Fermentazione e macerazione sulle bucce per 10-12 gg circa; malolattica in barriques. Maturazione e affinamento: 15 mesi in barriques di primo e secondo passaggio, 6 mesi in bottiglia. Alcol: 14,50. Ha colore rosso rubino violaceo di melanzana, di grande consistenza glicerica; unghia bianca ben staccata; al naso è ricco di ogni frutta rossa matura, ampio, fine e persistente sulle note speziate di pepe nero con finale tostato di nocciole di Nutella. In bocca è caldo, spallato, con tannini suadenti e ben in armonia con l’acidità che lo sostiene e ne prolunga il retrogusto in modo avvolgente e persistente con note cioccolatose e mentolate balsamiche. Gran bel vino da dimenticare in cantina.

 



RENZO

2011

DOC BOLGHERI ROSSO SUPERIORE                                              95/100

Già a partire dalla prima metà degli anni 1300 il nome della famiglia Tringali-Casanuova si lega alla storia agraria di Castagneto Carducci, poiché, alcuni membri, per la loro posizione sociale, assunsero un ruolo chiave alla guida del Comune. Il podere dove oggi ha sede l’azienda, fu assegnato, nel 1698, alla famiglia Tringali-Casanuova, dal conte Guido Alberto della Gherardesca con il nome “Casa al Piano”. 12 ettari di oliveto, 4 ettari di vigneto specializzato tra Cabernet Sauvignon e Merlot. Oggi l’azienda è divenuta proprietà del sig. Franco Pravettoni, imprenditore milanese appassionato di vini. Il vino Renzo Bolgheri Rosso Superiore è prodotto con uve di Cabernet Sauvignon per l’80% e il restante a Merlot. I terreni sono in zona pianeggiante a 55 m slm, sciolti, ben drenati e ricchi di scheletro. 18 mesi di maturazione in barriques e affinamento in bottiglia per altri 12 mesi. Ha colore rosso rubino lucido e brillante con riflessi tendenti al granato; al naso ha profumo profondo ed etereo, fruttato di marasca e ciliegia con sentori di spezie dolci (tabacco da pipa, vaniglia, caffè torrefatto) con finale balsamico; in bocca ha da subito equilibrio ed armonia con tannini vellutati. Il retrogusto persiste su note cioccolatose tipo mon-cherì, nocciole tostate e sigari toscani.

L'ARRINGATORE

2011

DOC COLLI PERUGINI                                                                       93/100

La Cantina Goretti dura da ben quattro generazioni e continua a proporsi nel panorama vitivinicolo italiano con orgoglio, passione e straordinaria continuità qualitativa. L’azienda Goretti è un binomio di tradizione e moderne sperimentazioni  e si trova tra le dolci colline umbre, alle porte della città di Perugia. I vigneti, 50 ettari, situati nella zona D.O.C. Colli Perugini, si estendono sul crinale di alcune colline straordinariamente fertili con un’esposizione al sole ideale per la viticoltura. Il vino L’Arringatore è prodotto con uve Sangiovese al 60%, Merlot 30% e Ciliegiolo 10%. Alcool: 14°C. Le uve vengono raccolte e vinificate separatamente: successivamente l’assemblaggio. Il vino così ottenuto maturata per 12 mesi in botti di legno e si affina per 6 mesi in bottiglia. Ha colore rosso rubino intenso con riflessi violacei cupi; al naso offre un bouquet ampio, intenso, con note di frutta ben matura dalle prugne alle more, dai gelsi rossi ai mirtilli neri, con finale netto di liquirizia e china calissaja. In bocca è caldo, di buona struttura con tannini morbidi già ben integrati. Note finali speziate di cuoio, tabacco e ritorno prepotente di liquirizia nera. Una novità per me questo vino di notevole struttura che in qualche modo ha pure eleganza e raffinatezza nella sua ancora giovane “rusticità”.

 


SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Le Mura Saracene (Goretti)

2011

DOCG  SAGRANTINO DI MONTEFALCO                                       94/100

La Cantina Goretti che produce questo importante Sagrantino di Montefalco DOCG Le Mura Saracene è la stessa presentata sopra che produce L’Arringatore (alias Aulo Metello). 16 ettari di vigneti in comune di Montefalco. Questo vino Sagrantino di Montefalco DOCG è curato dal duo Fiore/Tamburini. Un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei con punta di granato. Al naso si mostra subito con una esuberante progressione di frutta rossa matura (mora, mirtillo, prugna, cassis nero) con sentori molto intensi di ciliegia sotto spirito. Nel finale c’è speziatura dolce e tabacco da pipa con fresca vena resinosa. In bocca presenta un sorso intrigante, rotondo, complesso, con i tannini che la fanno da padrone (rustici ed armoniosi allo stesso tempo); nel finale ha tutto quanto c’è da aspettarsi da un grande vino: lunghezza, piacevolezza, mineralità e balsamicità mentolata (cioccolato after eight) con speziatura di pepe nero e sandalo. Vino molto coerente naso/bocca.

 

Una degustazione gratificante che, per gli ultimi tre vini, è stata fatta anche in presenza di Vittorio Fiore con il quale si è poi andati a tavola dove abbiamo potuto apprezzare anche l’eccellente manualità in cucina di Barbara. Un giornata che è valsa la pena dei km fatti per scendere e per quelli che poi bisognava ancora fare per il ritorno a casa.

 Servizio a cura di Rocco Lettieri

 

Barbara Tamburini

www.barbaratamburini.it