Nel cuore di granito della Svizzera: l’Alp Transit

Nel cuore di granito della Svizzera: l’Alp Transit  GOTTARDO 2016

Oggi vi parliamo della NTFA (Nuova Trasfersale Ferroviaria Alpina) 

della Confederazione Svizzera. 

Un’opera che ha visto la luce dopo essere stata partorita nel 1947 da un’idea di Carl Eduard Gruner, ingegnere di Basilea che si immaginò una galleria ferroviaria a due piani fra Amsteg e Bodio lunga 45 km a doppio binario.


 


Di anni ne passarono ma nel 1992 il consenso popolare con il 64% di voti approva la pianificazione dei progetti ferroviari per il San Gottardo e per il Lötschberg. Finalmente nel 1998 il progetto è pronto e viene approvato per iniziare i lavori. Nel 1999 a Sedrun iniziano gli scavi del pozzo centrale (800 di profondità verticale). Nell’anno 2000 a Bodio si scavo il cunicolo di aggiramento. Nel 2002 inizia la perforazione. Nel 2003 i lavori iniziano anche oltre Gottardo, ad Erstfeld. Nel 2004 sono in fase di avanzamento tutti e cinque i cantieri. Nel 2010 tra Sedrun e Faido cade il diaframma principale della galleria di base del Gottardo. A Bodio comincia la posa della tecnica ferroviaria.


 

Il 1° Giugno, dopo 17 anni anni (con un anno di anticipo sulla programmazione) viene inaugurato il tunnel ferroviario più lungo del Mondo: 57 km.  L’imponente lavoro della galleria di base del San Gottardo è il frutto di progetti, di visioni, di investimenti. Sono geologi, ingegneri, architetti, operai, tecnici ferroviari, esperti di telecomunicazioni a far diventare realtà questa infrastruttura che, più di ogni altra, segnerà la storia della Svizzera e il suo futuro di asse ferroviario. Oltre 2.400 operai e tecnici hanno “bucato” la montagna in un tubo scavato sotto cime di 2.000 e 3.000 metri nel cuore del granito del Gottardo.

 



Il 4 e il 5 Giugno, due giornate aperte al pubblico di tutto il mondo. Si racconta di almeno 50.000 visitatori. Tra loro anche chi vi scrive con un gruppo di amici e colleghi ticinesi. Partenza da Lugano, arrivo a Biasca; in bus doppio sino a Pollegio e alle 10,10 già sul treno a doppio piano per una emozionante partenza nella galleria più lunga del mondo. Tutto intorno è festa, grande. Immensa. Pioviggina, ma nessuno se ne accorge.  Grandi battimani alla partenza. Non ci si rende conto della velocità. Il treno scivola sui binari, tra muri di cemento. La velocità è di 160 km orari. Non si avvertono né scossoni, né sussulti. Tutti i cellulari e iphone, ipad, ecc. funzionano alla perfezione. Le luci della stazione di soccorso di Sedrun sfrecciano via in un lampo; dopo 24 minuti si è già nell’area prevista di Rynächt. L’aria è più fresca che in Ticino, Però non piove. Per tutti è il momento di una bionda, liquida, nel suo bicchiere spumeggiante, e alcuni “brezel brot”.




Anche noi abbiamo potuto provare le emozioni già avvertite dai tre grandi parlamentari degli Stati confinanti con la svizzera il 1° Giugno: la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Lo “Switzerland’s Railway Wonder” può essere fiero dei suoi record superlativi. Nessun collegamento sotterraneo era mai andato così in profondità. Un tubo è lungo 57 chilometri: per sicurezza ne è stato costruito uno a fianco. Sopra ci sono fino a 2.300 metri di massa rocciosa. Strati di granito ultraduro, scisto friabile, dolomite che sembra zucchero in polvere. Una lotta contro la montagna vinta da 2400 persone che hanno vissuto e lavorato stabilmente per più di 17 anni.



 

Il tunnel del San Gottardo è il primo traforo piatto che attraversa le Alpi. Il massiccio è “trapassato” orizzontalmente, con un dislivello minimo e curve appena accennate. Per il traffico merci il guadagno è enorme, visto che possono transitare nel tunnel fino a 260 treni al giorno. Per turisti e pendolari la traversata sarà di appena 17 minuti alla velocità media di 200 km/h. Il cervello di tutto si trova a Pollegio. È un impressionante cubo di cemento di 36 metri di altezza che troneggia come una fortezza sopra il portale sud.




Per informazioni: info@gottardo2016.ch

www.gottardo2016.ch/ithttps://youtu.be/cHCOx73zDis

Per altre informazioni si rimanda al sito web: —-  www.gottardo2016.ch/media

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Una pietra miliare nella politica dei trasporti svizzera

Con l’apertura della galleria di base del San Gottardo, la Svizzera pone una pietra mi­liare nell’attuazione della sua politica dei trasporti. Il progetto da 12 miliardi di franchi commissionato e monitorato dalla Confederazione è un’opera molto complessa e con­traddistinta da grandi sfide tecniche. La nuova galleria consente di trasportare su rotaia una maggiore quantità di merci attraverso le Alpi. E questo più rapidamente e con meno locomotive. In tal modo la Svizzera compie un notevole passo avanti verso il suo obiettivo di trasferire il traffico merci dalla strada alla ferrovia. Nel traffico viaggiatori, una volta conclusi anche i lavori al Ceneri e sulle tratte d’accesso, andare dal nord al sud della Svizzera, e viceversa, richiederà tre quarti d’ora in meno.




Un progetto infrastrutturale unico al mondo

La galleria di base del San Gottardo non è un progetto unico solo per la sua lunghezza e la sua complessità. La Svizzera ha battuto nuove strade anche per quanto riguarda l’organizzazione e la sicurezza. La società AlpTransit San Gottardo SA è stata costituita appositamente per la progettazione e la realizzazione della tratta di base del San Gottardo. Quale committente della costruzione, essa ha il compito di garantire che il progetto del secolo sia realizzato nel rispetto dei tempi e dei costi. Il principale e diretto interlocutore di AlpTransit San Gottardo SA è l’Ufficio federale dei trasporti UFT, 57 AlpTransit/Ingegneri progettisti | Evento pubblico Gottardo 2016 il quale è al contempo organo di controllo e autorità competente per l’autorizzazione. Le FFS si occupano della gestione e metteranno in servizio la nuova galleria di base del San Gottardo secondo orario a partire da dicembre 2016.




17 anni di lavori

Con i suoi 57 chilometri di lunghezza, la galleria di base del San Gottardo non è solo il tunnel ferroviario più lungo al mondo, ma anche un’impressionante opera di tecnica ingegneristica. La costruzione ha richiesto 17 anni: nel 1999 a Sedrun viene dato il via ai lavori, nell’ottobre 2010 i minatori festeggiano la caduta del diaframma principale fra Sedrun e Faido. Dopodiché seguono la realizzazione interna e la posa della tecnica ferroviaria.




Sapevate che …

l’intero sistema della galleria di base del San Gottardo con tutte le sue gallerie e i suoi cunicoli trasversali è lungo complessivamente 152 chilometri?

il materiale di scavo generato dalla realizzazione della galleria di base del San Gottardo potrebbe riempire un treno merci lungo da Zurigo a Chicago?

quando è caduto il diaframma principale nella galleria di base del San Gottardo lo scarto tra le due avanzate era di solo 1 cm in altezza e di 8 cm in larghezza?

per la costruzione interna della galleria di base del San Gottardo sono stati impiegati 2,3 milioni di tonnellate di cemento?

nella galleria di base del San Gottardo sono stati posati 290 chilometri di rotaie?

durante la fase di test sono state fatte oltre 3500 corse?



 

Rappresentazioni artistiche

A nord della galleria si sono esibiti 350 artisti: cori musicali e di movi­mento della regione Uri, acrobati aerei e a terra, diversi musicisti professionisti e formazioni dell’esercito svizzero. Gli spettatori siede­ranno vicino agli artisti e saranno disposti lungo i binari nel capannone di Rynächt. A sud della galleria sono andati invece in scena 240 arti­sti: acrobati aerei e a terra, suonatori di corno delle Alpi, cori e la banda dell’esercito svizzero. Le esibizioni si sono svolte in un prato accanto al centro d’informazione di Pollegio: un open-air con videoproiezioni davanti a un grande pubblico.




1. Sacre del Gottardo

Questo è il titolo della prima parte del programma artistico. La parola francese «sacre» significa «unzione», «consacrazione». Essa rimanda a un rituale, a una cerimonia. La festa di inaugurazione dell’opera del secolo si carica di grandi gesti, di pathos e di una certa serietà spirituale. Ma la parola «sacre» è legata anche ai concetti di «sacrifice», «sacral» e rimanda ad altre associazioni: un’ulteriore traduzione può essere «sacrifico». Il celeberrimo balletto di Igor Strawinskjs «Sacre du Printemps» inscena un rito sacrifi­cale umano: un soggetto arcaico, selvaggio, crudele.  Le gallerie sono una prova straordinaria dell’estro inventivo che contraddistingue la na­tura umana, del potenziale intrinseco alla collettività, ma al tempo stesso anche una maledizione, un tormento. Nel XIX secolo, lo scavo di tunnel nelle Alpi è stato accompa­gnato da distruzione e sfruttamento. Molti operai hanno pagato con la vita questa penetrazione nelle viscere della montagna. Ancora oggi quando si scava una galleria, si percepisce la pericolosità di questa lotta che contrappone l’uomo agli enormi massi rocciosi. I costruttori di gallerie sono coscienti dell’imprevedibilità della natura e della temerarietà del loro operato. E così, accanto alle moderne e giganti macchine che si fanno largo nella roccia, ai piedi della statua di santa Barbara protettrice dei minatori brilla sempre una luce …




2. I demoni della montagna

Le persone che vivono e lavorano in montagna sono abituate ai pericoli: massi di roccia che precipitano all’improvviso, valanghe di fango e di neve che in un attimo distruggono case, paesi e paesaggi, violenti tempeste che scuotono le persone. Questa consapevolezza di essere indifesi di fronte alle forze della natura è impressa nella cultura alpina. Essa seppellisce le paure e le minacce del mondo esterno dentro di sé. Si narrano storie di demoni maligni che abitano le montagne, si dipingono diavoli e spaventose figure spettrali, si producono suoni e ritmi inquietanti, si rappresentano spiriti che si innalzano in volo o che emergono dalle profondità delle gole rocciose. I motivi prolungati intonati dai cantanti di jodel arrivano fervidi e melancolici dal profondo dell’anima e risuonano tra valli e montagne. L’arte celebra la bellezza del ri­verbero rossiccio sulle vette alpine, il potere del cielo stellato che solo la montagna sa regalare, la brama di essere in sicurezza nella propria comunità.




3. Gioia ed esuberanza

I treni dell’inaugurazione sono sempre più vicini alla meta, i demoni scompaiono o diventano simpatici. Il capolavoro di tecnica e l’impresa politica ed economica sono celebrati in grande stile. Nord e sud si avvicinano: il mar Mediterraneo incontra i paesaggi industriali mitteleuropei, le figure di Fellini si scontrano con artisti rigorosi, Monteverdi si confonde con Bach, la tarantella con le danze alpine, la Montanara con il Gloria… E nel frattempo santa Barbara benedice passeggeri e delegati agli ingressi della galleria, affinché queste corse inaugurali possano essere di buon auspicio per il futuro. 



Servizio a cura di Rocco Lettieri




4 Giugno 2016 – Inaugurazione con il Gruppo Ticinese