Anticipazioni e data presentazione Michelin 2019

Anticipazioni Guida Michelin Italia 2019: chi cerca, trova!

Il 16 Novembre si avvicina. La direzione della Michelin ha annunciato che la presentazione si terrà a Parma.

Solidale ed ermetica come sempre non dice altro. Solo “MICHELIN STAR REVELATION” – SAVE THE DATE.

Ebbene già da qualche mese nel sito https://guida.michelin.it/ si susseguono notizie su alcune anticipazioni che possono interessare i più appassionati della Guida Rossa. La più importante è stata data il 18 Settembre dicendo che dal giorno precedente, cioè dal 17 Settembre 2018, Gwendal Poullennec è il nuovo Direttore Internazionale delle Guide MICHELIN e succede a Michael Ellis. Gwendal Poullennec è entrato nel Gruppo Michelin nel 2003, all’uscita dalla ESSEC Business School in Francia. Da 12 anni era responsabile dello sviluppo delle Guide MICHELIN negli Stati Uniti e in Asia. Gwendal Poullennec è stato anche promotore dei lanci delle Guide MICHELIN a New York, San Francisco, Tokyo, Hong Kong, Kyoto e, più recentemente, Bangkok e Taipei. Nominato segretario generale delle Guide MICHELIN nel 2014, Gwendal Poullennec è l’ideatore di nuove interfacce digitali per il settore food del Gruppo.

38 anni, 15 anni di esperienza nel mondo della gastronomia, da tempo pienamente integrato nei team della Guida MICHELIN, nel nuovo ruolo guiderà il team mondiale degli ispettori, continuando a perseguire i valori di generosità, passione e indipendenza che sono cari al gruppo Michelin. Quindi Gwendal Poullenec è a capo delle 32 edizioni delle Guide MICHELIN e risponde direttamente a Pascal Couasnon, direttore di Michelin Mobility Experience, settore che raggruppa le attività del gruppo Michelin legate alla gastronomia e al turismo. Fin dalla sua fondazione, nel 1889, la missione di Michelin è quella di contribuire al progresso della mobilità di beni e persone attraverso la produzione e la commercializzazione di pneumatici per tutti i tipi di veicoli. Inoltre, la Michelin accompagna il viaggiatore con un’ampia gamma di carte e atlanti stradali, guide turistiche, guide alberghi-ristoranti. Il sito Internet www.viamichelin.it sviluppa materiali ad alta tecnologia per l’industria della mobilità. Il Gruppo, la cui sede si trova a Clermont-Ferrand (Francia) è presente in 171 Paesi e ha 70 siti produttivi in 17 paesi diversi, che hanno prodotto 190 milioni di pneumatici (2017). Vi lavorano oltre 114.000 persone. Il suo Centro di Tecnologia, cuore del settore di Ricerca e Sviluppo, ha sedi in Europa, America del Nord e Asia. Michelin investe circa 700 milioni di euro l’anno in Ricerca e Sviluppo, strategia alla base di tutte le sue innovazioni.

Anticipazioni Guida Michelin Italia 2019: chi cerca, trova! (1)

Detto quanto sopra, riportiamo quanta la Guida Michelin, propone già dai primi mesi dell’anno, nel voler dare anticipazioni utili per essere preparati all’uscita del 16 Novembre. Ed ecco cosa scrivono per noi lettori: “Non si sono ancora spenti gli echi relativi alla presentazione della edizione 2018 della guida MICHELIN Italia, che i nostri ispettori stanno nuovamente setacciando in lungo e in largo lo Stivale per scovare l’hotel più intrigante, l’agriturismo particolarmente bucolico o la tavola maggiormente gustosa: new entry che andranno ad arricchire la prossima selezione della mitica rossa. Se in virtù della sua maestosità in termini d’importanza artistica, culturale, religiosa, Roma getta un’ombra sulle altre località del Lazio, la città dei Papi, Viterbo, non si lascia trattare da “figlia di un dio minore” e subito cala l’asso nella manica con Danilo Ciavattini ed il suo locale eponimo. Dopo importanti esperienze professionali in Italia e all’estero, il giovane cuoco della vicina Soriano corona finalmente il grande sogno di aprire un ristorante in proprio. Lo fa in due semplici sale con qualche pietra storica a vista, e tutta l’attenzione concentrata sui piatti, le cui proposte più significative attingono ai prodotti e alla memoria della Tuscia, dall’olio all’agnello, dalle patate ai funghi. Sempre rimanendo in tema di suggestioni regionali, ma spostandoci di una ventina di chilometri, a Caprarola per l’esattezza, la Trattoria del Cimino da Calistri Colombo  ai piedi del maestoso Palazzo Farnese è una graziosa realtà familiare giunta ormai alla terza generazione e l’edificio che la ospita pare essere il più vecchio del paese con i suoi quasi 700 anni di storia! Ai clienti viene consegnata una carta, sebbene si privilegi volentieri l’aggiunta a voce di piatti del giorno. L’offerta è legata alla cucina del territorio con grande spazio ai salumi, pasta fresca fatta in casa, quindi diversi secondi alla brace e non. Oltre ai dolci, spicca la selezione di formaggi. Ma il canto delle sirene, si sa, non lascia indifferenti e se – paghi di tanta “terra” aveste nostalgia del mare – Stuzzico a Montefiascone si è guadagnato una celebrità con il suo pescato: sostanza, freschezza e fantasia a prezzi ragionevoli.

 

Anticipazioni Guida Michelin Italia 2019: chi cerca, trova! (2)

“Se già tra il VI e il V  secolo a. C. Eraclito sentenziava che  “nulla è permanente tranne il cambiamento”, i nostri chef nel terzo Millennio non se lo fanno ripetere e per alcuni di loro – espressione concreta di tale verità –  l’anno inizia sotto l’insegna di trasferimenti, nuovi progetti, pause meditative, ed altro ancora. In Liguria – a Millesimo – la Locanda dell’Angelo stella della provincia di Savona, chiude per riproporsi in una nuova location non ancora ufficializzata. In Piemonte, nella romantica  Orta San Giulio, Fabrizio Tesse lascia la Locanda d’Orta per concentrarsi su Torino e un nuovo progetto sempre su territorio italiano. Nel capoluogo lombardo, lo storico ristorante Cracco in via Victor Hugo ha definitivamente chiuso i battenti; riaprendo nella prestigiosa galleria Vittorio Emanuele II. Aria di cambiamento anche in “casa”  di re Giorgio, dopo la partenza dal ristorante Armani dello chef cremonese Filippo Gozzoli. Ora guida la cucina Francesco Mascheroni. Nella città dotta per antonomasia, Bologna, Agostino Iacobucci ha lasciato I Portici, ristorante all’interno dell’omonimo hotel. Lamporecchio non è solo famosa per i golosi brigidini, ma anche per il ristorante Atman a Villa Rospigliosi che con la sua stella ha illuminato per alcuni anni la località. Sempre in questa regione che tanti stranieri c’invidiano, è separazione anche tra Sebastiano Lombardi e il  Pellicano di Porto Ercole. Ultima, ma non ultima, la Campania apporta il suo contributo in materia di cambiamenti, presentando  il trasferimento dell’Osteria Arbustico da Valva a Paestum; a garanzia di continuità Christian Torsiello continuerà in veste di chef- patron nella nuova location.

Anticipazioni Guida Michelin Italia 2019: chi cerca, trova! (3)

C’era una volta un antico feudo del Monastero di Santa Giulia di Brescia, Costermano, che come un balcone affacciato sul Lago di Garda si colloca nel cuore dell’anfiteatro morenico. In una sua piccola frazione, Albarè per l’esattezza, i nostri ispettori – rigorosamente  in incognito! – hanno scovato una  bella  realtà gastronomica che entra di diritto nell’edizione 2019 de la guida Michelin Italia. In una zona residenziale dove mai si sospetterebbe la presenza di un ristorante, troviamo invece una giovane e appassionata gestione familiare, che cura tanto la ricerca delle materie prime (spesso locali, compreso il pesce di lago), quanto qualche abbinamento più personale ed insolito. Come spesso si fa tra amici – in quel passaparola che anticipa la pubblicazione ufficiale – eccovi il nome da memorizzare  tra i “preferiti”: Osteria dai Coghi. Ideale fil rouge che accomuna per convivialità e buona tavola il precedente indirizzo al successivo, eccoci sul tacco della Penisola, a Crispiano (provincia di Taranto), dove a  La Cuccagna – nomen omen – un’intera famiglia si adopera per intrattenere l’ospite con un’autentica cordialità e veraci specialità del territorio: in primis le ottime carni. Del resto il capostipite faceva il macellaio! Oltre 500 etichette riposano, inoltre, nella bella cantina, in attesa che qualcuno le reclami. Se “la virtù sta nel mezzo” è anche vero che il centro Italia non si lascia intimorire e candida anch’esso intriganti anticipazioni in termini di golosi indirizzi. A Marotta (PU), Burro e Alici visto dall’esterno pare uno dei tanti ristoranti che affollano il lungomare, ma i piacevoli interni in stile shabby e soprattutto un’ottima cucina distinguono il locale. La carta è dedicata ai grandi classici dell’Adriatico, sapida e gustosa, con un’accurata ricerca a livello di prodotti; la sera anche pizze. Spostandoci nel capoluogo marchigiano, incontriamo una nuova “fiamma” per la guida dell’Omino Michelin: Ginevra. Al quarto piano dell’albergo Seeport, non sono tuttavia gli scorci del porto la vera attrattiva del ristorante, ma gli ottimi piatti del giovane cuoco, d’origine campana, marchigiano d’adozione, internazionale – infine – per visione e libertà gastronomica quando è ai fornelli della cucina a vista sulla sala.

Anticipazioni guida Michelin Italia 2019: chi cerca, trova! (4)

 

Eccoci qui: un altro giro di giostra con nuovi indirizzi che salgono a bordo dell’ancora on the road guida MICHELIN Italia 2019. Nell’esoterica città per eccellenza, Torino, Edit è non solo l’acronimo di Eat Drink Innovate Together, ma uno spazio polifunzionale e un format all’avanguardia con sede nel cuore di una zona simbolo di riqualificazione urbana che comprende parchi, musei, studi di architettura  e di design, gallerie d’arte. Il locale si appresta a diventare un nuovo punto di riferimento nel panorama gastronomico nazionale in virtù di un concept innovativo che unisce il gusto della sperimentazione a quello della condivisione; un luogo dove prende forma alta ristorazione e cocktail personalizzati, dove si può produrre la propria birra o vivere in prima persona l’esperienza delle EDIT Kitchens per sperimentare il vero piacere della convivialità. Nord chiama sud! E Napoli non si lascia impressionare dalla città della mole ed estrae dal suo cilindro J Contemporary Japanese Restaurant: un raccolto ed elegante indirizzo  a luci soffuse, minimal come richiede la tipologia del locale con – all’ingresso – un bel banco per cocktail da gustare quali aperitivo o da abbinare ai tanti piatti del Sol Levante presenti in menu. Rientrando, invece, nei ranghi di una ristorazione più classica – per i nostalgici della cucina della tradizione, ma “permeabile” ad influenze moderne – gli ispettori della proverbiale rossa hanno colto in quel di Lucca un fiore sbocciato qualche lustro fa: il Giglio! Tra i più celebri indirizzi del centro storico, negli ultimi tempi il ristorante si è avviato sull’appassionata strada della cucina gourmet grazie al sodalizio di tre giovani cuochi. La loro è una proposta gastronomica con solide basi nel territorio servita in un contesto architettonico dove sapienti lavori di ristrutturazione hanno preservato lo spiritus loci (vedasi  l’affresco del soffitto all’ingresso o l’imponente camino in sala). Ma la guida MICHELIN Italia non è solo una selezione di ristoranti, come bene ci ricordano le sue pagine introduttive, bensì una fedele compagna di viaggio, valido aiuto per i nostri  spostamenti. Eccovi, quindi, l’anticipazione di un imperdibile a tutto tondo, se mai vi trovaste a passare da Sant’Antonio: Villa Palmentiello. Sulle prime pendici dei monti Lattari – all’interno di una grande proprietà dove si produce anche vino e olio – dalle terrazze della casa colonica cinquecentesca la vista abbraccia il  golfo di Napoli e il Vesuvio, mentre la cucina regionale si serve dei prodotti stagionali provenienti dall’azienda stessa. Non abbiate fretta di ripartire perché il relax, qui, è assicurato da nove graziose ed accoglienti camere.

Se volete conoscere altre novità della futura guida Michelin Italia 2019 visitate periodicamente il sito; nel frattempo v’invitiamo a scoprire qualcosa di più collegandovi a guida.michelin.it

 

 

https://guida.michelin.it/magazine/sulla-guida-michelin/guida-michelin-tutto-quello-che-ce-da-sapere

 

A cura di Rocco Lettieri