Incontro AIS COMO per L’Oro del Collio

L’ORO DEL COLLIO

Vini pregiati e longevi

un universo policromo fatto di sapori, identità e storie personali

Venerdì 15 marzo scorso allo Sheraton Lake Como Hotel, l’AIS Como ha riproposto una nuova serata indimenticabile. Infatti, è ritornato a relazione sull’ORO DEL COLLIO, l’avv. e Sommelier Diego Sburlino,  di origine friulana, profondo estimatore dei vini e della cultura della sua Terra, e di certo uno dei più grandi ambasciatori dell’enogastronomia del Friuli e non solo.

In apertura le sue parole: “Quando mi trovo davanti ad una bottiglia nuova e mi accingo a degustarne parte del contenuto ricordo sempre l’insegnamento che il grande Veronelli diceva di avere ricevuto da suo padre “anche se non ti piace rispettalo perché dietro ci sono la fatica e l’amore di chi lo ha prodotto”.

Guido con la collaborazione di Paolo Vismara, presidente dell’AIS COMO, ha selezionato 9 etichette di differenti produttori e da annate ormai introvabili. Nove vini bianchi, simili ma diversi, dove ciascuno rispecchia l’appartenenza allo stesso territorio sebbene sia caratterizzato da un’identità e una personalità uniche. Parlare del Collio per un Friulano è ripercorrere la storia e le guerre del secolo scorso quando si contarono sul territorio di Oslavia circa 100.000 morti, di cui 57.000 spoglie sono conservate nell’Ossario di Oslavia. Oslavia (Oslavje in sloveno) è una frazione di Gorizia di poche centinaia di abitanti. Il colle è stato scenario di battaglie cruenti durante la Prima Guerra Mondiale, in quanto valico e terreno di confine fra Podgora e Sabotino. A testimoniarlo, il Sacrario, appunto, ubicato al centro della frazione, che fu costruito nel 1938 su progetto dell’arch. Ghino Venturi di Roma e presenta un imponente corpo centrale di forma cilindrica in pietra bianca, sulla sommità di una scalinata. Custodisce le spoglie di 57.201 soldati, di cui circa 36.000 ancora ignoti, morti nelle battaglie di Gorizia e alcuni esumati dai cimiteri di guerra sparsi sull’Altipiano della Bainsizza al Vipacco. I militi sono per la stragrande maggioranza italiani, ma vi sono sepolti anche 540 soldati austriaci. All’interno della torre centrale, nel piano inferiore, si trova una grande urna in marmo nero che racchiude le salme di 13 Caduti decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Una visita sarebbe obbligatoria per tutti. Telefono per informazioni: 0481 53178

Fatte queste doverose e obbligatorie premesse Diego Sburlino si è aperto a raccontare il COLLIO di oggi, degli ultimi 60 anni. “Una mezzaluna fertile avvolta in un abbraccio che dalle Alpi Giulie scende fino al mare Adriatico. Un crocevia di popoli e culture, di lingue e tradizioni che hanno lasciato la propria impronta nella cucina mitteleuropea di questa terra di confine, dove convivono da secoli elementi friulani, sloveni e austriaci. Un equilibrio armonioso tra uomo e ambiente, tra colline vitate e boschi lussureggianti, tra piccoli borghi, castelli e chiese che si susseguono ordinati in un dialogo perpetuo con la natura, qui ancora protagonista, da vivere in ogni suo colore e in ogni sua sfumatura: dall’argento della montagna al blu del mare. L’area del Collio si estende in una sottile linea di circa 1500 ettari che viene soprannominata la mezzaluna fertile. È qui che la perfetta combinazione di sole, suolo e vento ha dato vita nel corso dei secoli alle “ ponche ”, terreni caratterizzati da bassissima fertilità, ma ricche di elementi minerali, da considerarsi terreni di predilezione per le uve. I migliori vigneti sono, dunque, quelli posizionati sulla sommità delle colline, dove la presenza di ponca è più elevata; qui le piante risulteranno meno vigorose, più equilibrate, con grappoli più piccoli e spargoli, senza grossi problemi di marciumi, più ricchi di zuccheri e di sostanze nobili.

Terreni che sanno regalarci vini eleganti e strutturati, sapidi e profumati, freschi ed estremamente longevi. Un equilibrio perfetto, sintesi dell’estrema armonia che da secoli lega uomo e natura. È qui che troviamo la storia di una biodiversità rigogliosa, un racconto di profondo rispetto scritto giorno dopo giorno da tutte le famiglie che curano meticolosamente i loro vigneti come fossero giardini, e che riescono a distillare in ogni bicchiere la ricchezza di sapori, identità e storie personali che caratterizzano questo territorio”.

“Ed è qui che troviamo l’Oro giallo del Collio, le uve a bacca bianca” – ha continuato Diego – “Sono loro le vere protagoniste di queste terre: riconosciute fin dal medioevo come le più pregiate, sono state messe a dura prova dalla fillossera di fine Ottocento e dalle avversità della Prima Guerra Mondiale, ma alla fine sono uscite vincenti e rinfrancate, e nel 1968 sono state fregiate della DOC.  Dal punto di vista altimetrico, il Collio si colloca da 120 a 250 metri sul livello del mare. Le sue basse colline beneficiano sia del clima mite tipico dell’Alto Adriatico che dell’azione della Bora, un vento forte da nord-est. Questa ventilazione contribuisce ad abbattere notevolmente l’umidità atmosferica, rendendo l’aria più pulita e tersa, donando ai vigneti un microclima favorevole alla perfetta e sana maturazione delle uve. Il Collio risulta inoltre ben protetto dalle perturbazioni atlantiche grazie alla presenza delle Alpi Giulie, che formano a nord (ai confini con l’Austria) una barriera naturale contro freddo e piogge. I terreni del Collio sono costituiti da marne ed arenarie stratificate di origine eocenica, portate in superficie in epoca remota dal sollevamento dei fondali dell’Adriatico. Queste formazioni rocciose si disgregano facilmente sotto l’azione degli agenti atmosferici, originando un terriccio che nel volgere di poche stagioni si trasforma in un substrato ideale per la viticoltura. Insieme al terreno un ottimo alleato è il clima, la ventilazione è costante e le piogge abbondanti sono ben distribuite nell’arco dell’anno, creando una riserva idrica nelle falde superficiali, che garantisce l’ideale apporto d’acqua anche nei periodi più caldi. Inoltre la conformazione collinare della zona comporta discrete escursioni termiche tra giorno e notte. Queste condizioni favoriscono l’accumulo di zuccheri, pigmenti e sostanze aromatiche nelle uve, che caratterizzano e rendono molto tipici, in particolare, i vini bianchi del Collio”.

E passiamo alla degustazione che presentava, come detto sopra, 9 vini selezionati, la maggior parte non più in vendita. Un omaggio e una scelta fatta anche dal direttore del Consorzio Matteo Bellotto. In coda ad ogni vino il mio punteggio in centesimi.

Questi i vini:

Collio DOC Col Disôre 2013 Russiz Superiore – 96/100;

Collio DOC Sauvignon 2013 Borgo Conventi – 92/100;

Collio DOC Chardonnay 2013 Cà Ronesca – 94/100;

Collio DOC Riserva Klin in Magnum 2012 Primosic – 97/100;

Collio DOC Friulano Zegla 2012 Renato Keber – 95/100;

Collio DOC Pinot Bianco Santarosa 2010 Castello di Spessa – 93/100;

Collio DOC Friulano 2009 Mauro Drius – 95/100;

Collio DOC Pradis Bianco 2001 Carlo di Pradis – 97/100;

Collio DOC Friulano Manditocai 2006 Livon – 95/100.

Tutti vini che hanno superato manco a dirlo, i 90/100 e che sono stati scolati sino in fondo al bicchiere, e quelle poche gocce avanzate sono state abbinate a ben tre tipologie di formaggio MONTASIO (fresco, mezzano e stagionato). Il formaggio Montasio è prodotto solo nelle province del Friuli Venezia Giulia e nelle province confinanti del Veneto Orientale.

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Enjoy Collio Experience – Persone – Vino – Territorio

 

Dentro Enjoy c’è la magìa del Collio, fatta di persone che con le loro vite hanno vestito questa terra della sua cultura, coi suoi confini in movimento, con i vigneti che si arrampicano sulle colline regalandoci vini straordinari. Il Collio è un territorio in cui si ritrova l’armonia con la natura e si riscopre il tempo a misura d’uomo, scandito dagli antichi ritmi rurali. Esperience significa immergersi nel Collio per comprenderne storia e valori dove le tradizioni e la natura si raccontano e si svelano.

Segnatevi le date: 29 Maggio – 2 Giugno 2019

 

 

 

A cura di Rocco Lettieri