I 100 anni della MONCUCCHETTO di Lugano

Moncucchetto – Una centenaria bella storia di famiglia

Sul magnifico colle verde situato a poche centinaia di metri dal trafficato quartiere di Besso, posto in gran parte sul territorio del Comune di Lugano e con una propaggine in quello di Sorengo, si sono festeggiati oggi tre importanti anniversari. Tre numeri per un luogo unico: 100 anni di amore per il proprio territorio, 50 anni di vinificazione e 10 anni di eventi.

Quest’oasi verde nel cuore della vecchia Lugano, con una vista unica su tutta la regione, appartiene alla stessa famiglia dal 1919 quando fu acquistata dalla contessa luganese Carolina Maraini-Sommaruga. La stessa contessa che insieme al marito, l’industriale dello zucchero Emilio, tanto ha fatto per la collettività in campo culturale e sociale per la città di Lugano, con donazioni all’Ospedale civico, al Comune di Lugano, alla Croce Rossa, ad associazioni per bambini e che donò la loro villa romana alla Confederazione per la sede dell’Istituto svizzero.

Il colle ha preservato la sua bellezza sviluppando negli ultimi 50 anni un fantastico spirito conviviale grazie alla tenuta Moncucchetto, guidata dalla passione del pronipote Niccolò Lucchini insieme a sua moglie Lisetta, che continuano ad offrire ai loro ospiti professionalità e piacere, in nome di una intensa armonia tra gastronomia e vino. Come sintetizzare i sogni, i progetti, le conquiste, le intuizioni e le felicità che hanno segnato la storia di Moncucchetto, dalle prime vendemmie di 50 anni fa sino alla cantina dell’arch. Mario Botta costruita nel 2009, per arrivare agli ultimi vini premiati?

Ogni tappa ha una storia, un profumo da ricordare. Moncucchetto ha attraversato i decenni cambiando e rinnovandosi, nella formula e nelle proposte, ma rimanendo uguale a se stesso nello spirito, creando una relazione privilegiata tra le qualità dei suoi protagonisti: territorio, persone, vino, cibo e architettura.

Da 10 anni ad accogliere l’ospite a Moncucchetto è l’imponente arco della cantina: una volta entrati, storia e futuro si incrociano in un percorso di gusto, avvolti dagli splendidi vigneti circostanti. Un mondo ideale per tuffarsi nello spirito di questa terra, basato sull’incontro tra tradizione e innovazione. Un connubio tra arte, natura, ospitalità e piacere dei sensi che è diventato cultura nel cuore di Lugano.

Il podere Moncucchetto è composto oggi da un appezzamento di terreno di circa 4 ettari, di cui 3 edificabili: ciò nonostante, è volontà delle nuove generazioni conservarlo nello stato attuale affinché il colle possa continuare ad essere un luogo di verde nel bel mezzo della città. Dalle prime 1000 bottiglie del Merlot “Moncucchetto” prodotte nel 1970, di strada ne è stata fatta.

Per condividere con tutti gli ospiti tradizione e progresso in cerca sempre di nuovi scenari e gusti da esplorare, lo chef Andrea Muggiano ha proposto una degustazione di alcuni piatti significativi del suo percorso a Moncucchetto, tra cui la Faraona farcita alle erbe in mantello di pancetta, salsa ridotta al Merlot patate viola e verdure tornite, e l’enologa Cristina Monico ha presentato il nuovo Vino 100, Rosso del Ticino DOC 2016, ideato per festeggiare l’anniversario dei 100 anni della proprietà. Un assemblaggio di Carminoir, Cabernet Sauvignon e Merlot, un vino giovane e moderno, una proposta emblematica dell’innovazione varietale che è stata perseguita a Moncucchetto, prodotto in edizione limitata e solo in formato Magnum. Andrea e Cristina, come artisti, innovatori e custodi della memoria, da 10 anni mettono in gioco se stessi, studiando la materia e sperimentando, con un unico scopo: contribuire al piacere degli ospiti e donare emozioni.

Da sempre nel rispetto della tradizione, Andrea Muggiano propone piatti preparati con ingredienti locali, freschi e di stagione, con un occhio di riguardo alle eccellenze gastronomiche di oggi e valorizzando al meglio anche i prodotti dell’orto e i frutti della fattoria, affiancato da Alessandro Piardi e Benedetta Rudel. La bleniese Cristina, ingegnere in enologia e viticoltura, profonda conoscitrice del territorio ticinese, in questi anni ha fatto risaltare al meglio ciò che offre il terroir, tra Moncucchetto e gli altri vigneti di Agra, Sorengo, Morchino, Bioggio e Boscherina, con una produzione annua di 30.000 bottiglie, portando i vini dell’azienda ad ottenere prestigiosi premi.

Amore, passione, fiducia e impegno, queste sono le parole chiave che hanno permesso ai coniugi Lucchini con Moncucchetto di arrivare ad essere protagonisti del panorama enogastronomico locale e nazionale. Un risultato frutto di lunghi processi di crescita e ammodernamento, sempre in divenire, che hanno permesso di diventare una grande famiglia che vive e lavora per un progetto condiviso che si proietta verso il futuro.

Oggi la contessa Maraini sarebbe felice di vedere che a Moncucchetto si respira ancora il profumo di famiglia in un luogo unico per un incontro di arti: vino, cibo e architettura, tutti ingredienti accostati nella ricerca dell’innovazione, ma sempre nel segno della tradizione.

Maggiori informazioni – Tel : +41 76 57 87 618  – marta.lenzi@moncucchetto.ch

*****

100 – 1919/2019 – Rosso del Ticino DOC –

Centoanni Moncucchetto 2016

Assemblaggio Carminoir (75%) Cabernet Sauvignon (12.5%) e Merlot (12.5%).

Fermentazione alcolica termoregolata, fermentazione malolattica effettuata in barrique. Affinamento in barrique parzialmente nuove per un periodo di 22 mesi. Il Carminoir apporta al vino la struttura, la freschezza è data dal Cabernet Sauvignon e la potenza dal Merlot. Questo assemblaggio è emblematico dell’innovazione varietale che è stata eseguita a Moncucchetto negli ultimi 10 anni. Prodotto in edizione limitata e solo in formato Magnum.

 La degustazione:

Un vino che si presenta con un ottimo colore rosso rubino carico e profondo con bella glicerina sulle pareti del bicchiere; al naso ha immediate profumazioni di frutta rossa (ciliegia, cassis e prugna) con belle noti speziate di vaniglia, chiodi di garofano e fresco di liquirizia; al palato ha bella struttura, ottima tannicità che è ben equilibrata dall’acidità e dal caldo dell’alcol; il retrogusto è persistente sulle note di tabacco e di pepe rosa. Piacevole in questo momento lo sarà ancora di più con qualche anno di affinamento. Si sposa con la cucina tipica locale, ma non sfigurerebbe abbinato a piatti di cucina internazionale e formaggi mediograssi d’alpeggio.

*****

Andrea Muggiano, chef

Andrea Muggiano, classe 1978, è cresciuto con una forte passione per la cucina, che si è trasformata in lavoro ricco di soddisfazioni e riconoscimenti. Nel 2001 “meilleur jeune commis rôtisseur” e oggi socio di Euro-Toques Italia, ha una lunga gavetta alle spalle con incontri determinanti: con Luciano Tona di ALMA a Parma, a Campione d’Italia con Bernard Fournier, al Joia con Pietro Leemann a Milano, quindi in Ticino, che lo ha adottato da ormai quasi 20 anni, con una ricca esperienza iniziale al Motto del Gallo dello chef stellato José de la Iglesia, da cui ha assorbito la straordinaria creatività.

Nel 2010 l’incontro con la famiglia Lucchini. Dopo l’avvio con De la Iglesia, oggi gestisce con orgoglio il ristorante Moncucchetto, abbinando tradizione e innovazione, storia e tecniche. Affiancato dal suo secondo Alessandro Piardi e dalla chef de partie Benedetta Rudel, crea piatti meravigliosi, utilizzando anche i prodotti dell’orto e i frutti della tenuta, nel rispetto delle stagioni. I suoi menù si basano su una profonda conoscenza della cucina, con aggiunta di grande sensibilità e fantasia. Materie prime e piatti della grande tradizione vengono riletti in chiave personale, fondendosi in uno stile di cucina contemporaneo tutto da gustare.

Una cucina che eccelle nella ricerca e nel rispetto della materia prima, nella creatività, nel controllo delle tecniche di cottura. Un modo di comunicare in maniera spontanea un pensiero, una filosofia artigianale. Menu on demand in continuo divenire che, seguendo il ritmo delle stagioni, spaziano tra grandi classici o invitano alla scoperta di nuovi accostamenti. Si alternano piatti dove le origini sarde di Andrea Muggiano fanno incontrare i sapori del mare con il Canton Ticino a viaggi tra gusti e colori dove le erbe, locali o internazionali, sono sempre grandi protagoniste. Una gastronomia d’autore con un’unica finalità: contribuire al piacere di chi la gusta, regalare momenti indimenticabili, donare emozioni e restare nei cuori degli ospiti. Questa è l’arte culinaria di Moncucchetto, un modo speciale di vivere l’enogastronomia: un laboratorio in cui le idee prendono forma, gli ingredienti migliori vengono accostati nella ricerca dell’innovazione, ma pur sempre nel segno della tradizione, tutto con una cucina a vista aperta sulla sala per un contatto diretto con gli ospiti.

Fattoria Moncucchetto – Via Crivelli, 29 – 6900 LUGANO –

Tel. +41. 91. 966 73 63

lilucchini@hotmail.comwww.moncucchetto.ch

Ricordo di Rocco Lettieri in occasione

del « SOLE » Veronelliano

per il Merlot Riserva Moncucchetto

Grandissimi i risultati di questi ultimi anni. Ultimo in ordine di arrivo, il SOLE della Guida ai Vini di Veronelli 2010. La Guida del grande “Gino” ha gratificato con questo simbolo solo due vini ticinesi: il Merlot Riserva di Moncucchetto e il Merlot Riserva di Gianfranco Chiesa della Vini Rovio. Un traguardo ambitissimo per due vini che si fronteggiano nella luce del lago Ceresio. Questo il comunicato ufficiale letto alla presentazione tenutasi al Grand Hotel Eden di Lugano lo scorso mese di ottobre: SOLE” Veronelliano per questo vino cittadino che da anni si pone tra i migliori vini del distretto. Da pochi mesi è attiva la nuova cantina con nuovi investimenti in tecnologia. Crediamo che la finezza e l’eleganza siano da imputarsi anche a questi nuovi sforzi di cantina pur se le loro vigne sembrano essere giardini, davvero estrema è la loro cura. Questa «Riserva» è ottenuta in parte da viti che hanno più di 40 anni. Più giovani (18 anni) sono i vitigni di Cabernet Sauvignon le cui uve sono aggiunte per 10% circa. Ne esce un vino rosso davvero interessante anche in gioventù. Con qualche anno di affinamento in bottiglia sarà un vino che potrà dare molte soddisfazioni”.

La bottiglia della Riserva Moncucchetto in etichetta raffigura una robusta contadinotta con una gerla e un bambino in grembo. In verità si tratta di un affresco del pittore luganese Taddei che ha voluto rappresentare sua madre-contadina. L’affresco si trova in una cappelletta fatta erigere da Attilio Lucchini sui Monti di Gola di Lago.

*****

A cura di Rocco Lettieri