Cous Cous Fest 2002 di San Vito Lo Capo

Cronaca di un ”Evento”:

vittoria all’Italia che dopo 4 edizioni, con un secondo e un terzo posto, finalmente sale agli onori più alti della manifestazione internazionale.

Una vittoria sofferta, quella dei giorni scorsi, che ha trovato certezza solo nella matematica e quindi nella sommatoria dei punti della qualificatissima giuria che ha degustato e valutato i cous cous di sette nazioni di due continenti: l’Europa e l’Africa.

Lo chef Sanvitese Giovanni Torrente, titolare del Ristorante La Pineta, coadiuvato come lo scorso anno da tre chefs (Ignazio Piazza di Roma, Luigi Pomata di Carloforte ed Emanuele Russo di Marsala), con un il “cous cous di crostacei” ha vinto la quinta edizione posizionandosi davanti a Israele e Palestina (ex aequo) ed a Marocco (riconoscimento speciale) e quindi Costa d’Avorio, Senegal e Tunisia.

La Giuria, formata da 18 giornalisti, affidata per il secondo anno consecutivo a Giacomo Mojoli, vice presidente mondiale di Slow Food, ha faticato non poco nella scelta poiché altissima è stata la qualità dei cous cous presentati dalle altre nazioni che nelle altre precedenti edizioni aveva visto vincitrice per due volte la Tunisia e quindi la Palestina e Israele. Una proclamazione avvenuta in mezzo ad una folla straboccante, anche con un cielo plumbeo e cupo, che ha atteso sino a tarda ora lo spoglio delle schede della giuria e l’arrivo del “gastrosofo” Sergio Grasso e della madrina Alba Parietti, che insieme hanno sciorinato i nomi dei vincitori e le lodi degli chefs internazionali.

Tutto era cominciato martedì sera con la presentazione della manifestazione e dei componenti la giuria e quindi mercoledì sera con le prime tre squadre: Tunisia, Israele, Palestina, giudicate da giornalisti ed esperti di eno-gastronomia:

ARRU GILBERTO
HAL FATEMA
PESCARI MAURIZIO
CANNELLA CARLO
CARRERA FABRIZIO
CASTELLANI VITTORIO
MOUZAWAK KAMAL
TOURIA AGOURRAM
GRANELLO LUCIA
RODEN CLAUDIA
LETTIERI ROCCO
BIANCHI MASSIMO
LOY PUDDU GIUSEPPE
MANFREDI GIANFRANCO
MOJOLI GIACOMO
SCARPELLINI PAOLO
TASCHLER HERBERT

Nel regolamento viene approvata anche una mozione:

“ Considerando che nelle due serate si avranno due gruppi di Nazioni partecipanti, e che potrebbe cambiare anche il numero dei giurati, su proposta del Presidente, è stato deciso che le schede della prima serata, dopo essere state ritirate e controfirmate dai giurati e riposte in busta sigillata, saranno restituite agli stessi nella seconda serata in modo da poter rettificare ed equilibrare il punteggio precedentemente assegnato dopo aver degustato tutti i cous cous ”.

Tre cous cous quindi di carne; queste le ricette:

TUNISIA
Chefs: Mohammed Hedi Jendoubi e Choukri Herzi

Kousef sif: Cous Cous d’estate al melone giallo

Ingredienti per 8 persone

800 gr di cous cous
1 kg coscia agnello
1 kg di carote
500 gr di zucchine
800 gr di patate
200 gr di ceci secchi
1/2 litro olio extra vergine d’oliva
200 gr cipolla bianca
150 gr di concentrato di pomodoro
sale
pepe nero a gusto q.b.
coriandolo tritato q.b.
carvi q.b.
*chiodi di garofano
*bottoni di rosa
50 gr. harissa arbi
peperoncino verdi (felfel) fritti come accompagnamento
fette di melone giallo dolce, come accompagnamento

Lavorazione della semola
Sistemate la semola in un piatto di terracotta (ksaa) insieme all’olio di oliva e lasciatela riposare per 10 minuti. Lavorate l’impasto con le mani facendo attenzione di sciogliere i grumi che si formeranno. Bagnate con acqua tiepida e lasciate gonfiare per 20 min. circa.

Preparazione del condimento
Saltate le cipolle nell’olio insieme alla carne tagliata a pezzi, e quando appassiscono aggiungete il concentrato di pomodoro e lasciate rosolare. Quando il tutto sarà ben mescolato aggiungete l’acqua fredda (3/4 pentola), aggiustate di sale e unite le spezie. Quando il bouillon inizierà a bollire sistemate la semola già lavorata nella parte superiore della couscoussiera e fate cuocere per circa 30 minuti, unendo durante la cottura una garza ripiena di una presa di boccioli di rosa essiccati e pochi chiodi di garofano, per profumare il tutto.

Presentazione del piatto
Trasferite ora il couscous in un piatto di terracotta (tibssi) sistemandolo a forma di cono, sistematevi tutto intorno le verdure e bagnate leggermente con un pò del brodo di cottura. Servite a parte una zuppiera con il bouillon e un piattino di salsa di peperoncino harissa arbi, peperoncini verdi fritti e fette di melone giallo.

Vino servito in abbinamento: Chardonnay 2001 Sicilia IGT – Fattoria Azzolino –

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ISRAELE
Chef: Ilan Niv

Ingredienti per 8 persone

1/2 kg di datteri
Vino rosso
8 Cosce anteriori d’agnello

Brodo
2 Kg di ossa di vitello o di agnello
200 gr di carote
200 gr di cipolle
100 gr di porri
50 gr. di finocchio
50 gr. di sedano
5 bacche di ginepro
5 granelli di pepe nero
qualche foglia d’ alloro

Salsa
Le foglie delle 8 radici di cicoria lessate
Le foglie delle 8 radici di bietola lessate
1/2 litro di brodo vegetale
ml 150 olio di oliva
succo di limone quanto basta
sale e pepe quanto basta
50 gr di patate bollite

Guarniture
8 baby carote (carrots)
8 radici di cicoria
8 radici di bietola (gira)
Alcune zucchine siciliane, tagliate a pezzetti

Decorazione
Fiori di gelsomino
Foglie di ulivo

Lavorazione della semola
Sistemate la semola in un piatto di terracotta insieme all’olio di oliva e lasciatela riposare per 10 minuti. Lavorate l’impasto con le mani facendo attenzione di sciogliere i grumi che si formeranno. Bagnate con acqua tiepida e lasciate gonfiare per 20 min. circa.

Preparazione del condimento
Preparate un brodo con gli ingredienti della ricetta e rosolate a parte le cosce d’agnello, insieme alla cipolla tritata, proseguite la cottura bagnando con vino rosso finché le carni saranno ben colorate e verso la fine unite i datteri snocciolati.

Preparazione della salsa
Nel frattempo preparate una salsa frullando insieme le patate bollite con tutti gli altri ingredienti

Preparazione delle guarniture
Sistemate le verdure che utilizzerete per guarnire a macerare in una vinaigrette di acqua, limone e sale

Presentazione del piatto
Servite il couscous in un vassoio da portata, sistematevi sopra i cosciotti d’agnello, le verdure lessate, quelle marinate e proseguite con i datteri. Bagnate il couscous alla base con il brodo di cottura. Decorate con ciuffi d’ulivo e fiori di gelsomino.

Vino servito in abbinamento: Nero d’Avola 2001 Mandrarossa – C. S. Settesoli

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PALESTINA
Chef: Mohammed Najeeb

Maftoul:

750 gr di grano spezzato (bulghur)
200 gr di farina
o in alternativa
1 kg di couscous artigianale PARC
summac in polvere
pinoli tostati
sciroppo di melograno
olio extra vergine d’oliva
pepe nero macinato
sale
carne di pollo o agnello
pomodori
cipolle
aglio
ceci

Lavorazione della semola
Lavorare in un contenitore capace il bulghur con la farina, inumidendo il tutto con con poca acqua, facendo attenzione che non si formino grumi.

Preparazione del condimento
A parte far rosolare la carne nell’olio d’oliva insieme alle cipolle e l’aglio tritato, quando la carne avrà preso colore, spolverare con il pepe nero, ricoprire con acqua calda e aggiungere i ceci precedentemente messi in ammollo, e proseguire la cottura.

Cottura della semola
Quando il brodo inizierà a bollire sistemare la semola nella parte alta della couscoussiera e condirla a metà cottura con l’olio d’oliva, il summac, lo sciroppo di melograno ed i pinoli tostati. Aggiustare di sale.

Presentazione del piatto
Servite il maftoul in un piatto da portata, bagnandolo con il brodo di cottura e sistemate sopra alla semola tutti gli ingredienti.

Vino servito in abbinamento: Tancredi Contessa Entellina DOC 2000 – Donnafugata

Seconda serata:

Alla presenza di 18 giurati vengono serviti i cous cous di: Italia, Costa d’Avorio, Marocco e Senegal.
Ai giurati della prima serata si è aggiunto: GIANCARLO BONTEMPI
Alla fine della presentazione dei quattro Cous Cous, sono state riconsegnate ai giurati le schede della serata precedente per gli eventuali aggiornamenti. Lo spoglio è avvenuto alla presenza del Presidente Mojoli, del segretario Lettieri, oltre a 14 giurati la sera di venerdì.

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ITALIA
Chefs: Giovanni Torrente, Ignazio Piazza, Luigi Pomata, Emanuele Russo:

Couscous di pesce e granchi

Ingredienti per 10 persone

1 Kg. di semola di grano duro
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
zafferano q.b.
acqua q.b.
1 cipolla
6 spicchi d’aglio
prezzemolo q.b.
limone q.b.
cannella q.b.
alloro q.b.
sale e pepe nero q.b.
400 gr. parmigiano grattugiato

Ingredienti per la zuppa

Pesce S. Pietro q.b.
Scorfani q.b.
Gallinella q.b.
2 Cipolle
8 spicchi d’aglio
2-3 foglie d’alloro
Doppio concentrato di pomodoro 800 gr.
100 gr. di mandorle
Sale q.b.
Peperoncino q.b.
Acqua 5 litri
Olio extravergine d’oliva q.b.

Ingredienti per lo stufato di granchi:

2-3 granchi interi
5 spicchi d’aglio
2-3 scorze di limone
Olio extravergine d’oliva q.b.
1 bicchiere di vino bianco
800 gr. pomodoro rosso maturo
Prezzemolo q.b.
Sale e peperoncino q.b.

Ingredienti per lo stufato di peperoni:

2-3 cipolle
Olio extravergine d’oliva q.b.
10 peperoni gialli, rossi, verdi
200 gr. mandorle con guscio
Acqua q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento
Incocciare la semola di grano duro con acqua, sale, aglio e zafferano.
Aggiungere: aglio, mandorle, cipolla e prezzemolo tritati, limoni tagliati a pezzetti
Mettere tutto nella couscoussiera e fare cuocere a vapore per 1 h e 15 min. circa
A parte preparare la zuppa di pesce:
Fare un soffritto con cipolla abbondante, qualche spicchio d’aglio, peperoncino e 2-3 foglie d’alloro
Aggiungere il doppio concentrato e l’acqua
Portare ad ebollizione
Aggiungere il pesce sopra indicato
Cuocere per 1 h e 30 min. circa aggiungendo un trito di aglio e mandorle
Appena cotto, togliere dalla zuppa, pulirlo e metterlo da parte
Filtrare la zuppa di pesce, con cui andremo ad abbeverare il cous cous cotto che verrà lasciato riposare per 1 h ben coperto
Nel frattempo che il cous cous riposa, preparare la cialda di parmigiano
Riscaldare, a fuoco vivo, una padella antiaderente.
Versare una manciata di parmigiano grattugiato e cuocere fino a che diventi una crosta dorata.
Lasciare raffreddare su un bicchiere per darle la forma.
Per lo stufato di granchi:
Fare un soffritto d’aglio schiacciato e scorza di limone
Aggiungere il granchio tagliato a metà e sfumare con il vino bianco
Appena evaporato il vino mettere il pomodoro fresco tagliato a cubetti
Gustare con sale e peperoncino e far cuocere per 30 min. circa
A fine cottura aggiungere il prezzemolo spezzettato
Per lo stufato di peperoni
Fare rosolare abbondante cipolla tagliata a strisce e basilico
Aggiungere i peperoni, già lavati e tagliati a pezzi, e un po’ d’acqua e sale
Far cuocere per circa 20 min.
A fine cottura aggiungere le mandorle tostate e tritate
Gustare con sale e pepe
Servire il cous cous con il pesce assieme ai due stufati e bagnato con la zuppa di pesce all’interno della cialda e guarnire con il basilico fresco ed i peperoni.

Vino servito in abbinamento: Grillo Tor di Nubia 2001 Sicilia IGT – Marchesi Platamono

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COSTA d’AVORIO:
Chef: Koffi Houassi
Tradizionalmente un cibo del Sud Est della Costa d’ Avorio è ormai diventato un piatto nazionale anzi interregionale in quanto si consuma in tutti i Paesi confinanti e oltre. E’ a base di un tubero, la manioca, si mangia con pesce o carne alla griglia o allo spiedo con l’ aggiunta se si desidera di olio di palma , di arachidi o di altri semi.
A parte, preparare un sugo al pomodoro, aglio, olio, cipolla, peperoncino, sale, pepe, dado, foglie di cipolla.
– Fare a pezzettini il tubero di manioca, dopo averlo pulito
– Grattugiare i pezzettini per ridurli in pasta
– Mettere la pasta in un colapasta per filtrare il succo, che è denso
– Fare seccare la pasta al sole o altro, mescolandola di tanto in tanto per farne una farina secca.
– Cuocere al vapore…e servire a piacere con verdure, pesci, ecc.
Vino servito in abbinamento: Muller Thurgau 2001 – Fazio Wines
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MAROCCO
Chef: Khadija Bensdira

Couscous della sposa

Ingredienti per 6 persone

1 kg di semola fine
250 gr di burro chiarificato (smen)
1 cucchiaio di cannella in polvere
100 gr di zucchero a velo
mandorle dolci fritte
gherigli di noce in crosta di zucchero

Preparazione della semola
Mettre un bol de semoule dans la «gsáá» (piato di coccio), arroser légèrement d’eau froide salée et, avec les paumes des mains, rouler la semoule en pássant et repassant les mains sur les grains en un mouvement régulier, ceci afin de bien séparer chaque grain. Rouler de méme avec un peu de farine et, lorsque les grains s’agglomèrent en boules, recommencer la méme opération, en ajoutant petit à petit farine et eau salée, jusq’à ce que les grains soient bien roulés. Placer ces grains dans un «ghorbal» (setaccio) pour les trier suivant leur grosseur. Sur un linge propre, deposer les plus fins et de meme calibre. Frotter le autres qui sont plus gros avec le paume de la main dans un «tbeck» en ajoutant un peu de farine. Trier de nouveau à l’aide du «ghorbal» pour séparer les gros grains des plus petits, que l’on place avec les grains déjà roulés sur le linge. Recommencer la méme opération jusqu’à épuisement de la semoule et de la farine. Les grains doivent étre fins, bíen séparés et de méme calibre.

Cottura della semola
Cuire le couscous une premièere fois à la vapeur d’eau pendant une demie heure. Démouler dans la «gsáá», l’écraser légèrement pour separer les grains. Laisser refroidir, arroser de 2 verres d’eau en l’Aéreant et laisser reposer. Un quart d’heure avant de servir, cuire une deuxième fois le couscous à la vapeur d’eau. Lorsque la vapeur commence à s’échapper du haut du couscoussier, attendre 5 minutes avant de démouler dans la «gsáá». Separer les grains à l’aide d’une louche et y melanger le smen

Ripieno salé-sucré di pollo e agnello allo zafferano e zenzero
Ricetta non rilasciata

Confit di cipolla, uvetta e zafferano
Ricetta non rilasciata

Presentazione del piatto
Sistemare in un piatto rotondo da portata un primo strato di semola, sistemare sopra la salsa di cipolle e uvetta e una montagnola di ripieno di carni. Ricoprire il tutto con semola di couscous in modo da ottenere un cono regolare. Decorare con la cannella in polvere, la fruttta secca e servire con un bicchiere di petit lait.

Vino servito in abbinamento: Roccole Rosse Sicilia IGT 2001 – C. S. di Trapani

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SENEGAL
Chef: Khady Diane

Bassi salté: Couscous dei pastori Peul

Ingredienti per 8 persone
1 kg di couscous di miglio (tiéré lequette)
100 gr di polvere di lalo (foglie di baobab)
1,5 kg di carne di agnello o manzo
4 zucchine
8 carote piccole
1 radice di manioca
1 tazza di fagioli dall’occhio
1 tazzina di uvetta (facoltativa)
1,5 bicchiere di olio di arachidi
4 cipolle bionde medie
3 spicchi d’aglio
3 pomodori maturi
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
4 foglie di alloro
2 o 3 peperoncini senegalesi (cani)
1 presa di chiodi di garofano in polvere
1 tazza di datteri
sale e pepe q.b.

Lavorazione della semola
Sistemate il tieré lequette in un contenitore capace, inumiditelo con acqua salata, aromatizzatelo con i chiodi di garofano e con la polvere di lalo sciolta in poca acqua, quindi lavoratelo con le mani in modo da evitare la formazione di grumi.

Preparazione del condimento
Sbucciate tutte le verdure, tranne le zucchine, fate cuocere i fagioli in acqua salata dopo averli lasciati in ammollo per una notte, fate rinvenire l’uvetta in una ciotola colma di acqua tiepida. A parte fate dorare i pezzi di carne nell’olio di arachidi, insieme alle cipolle e all’aglio tritato. Quando avranno preso colore aggiungete i pomodori sbucciati e privati dei semi, lasciate cuocere per cinque minuti, quindi aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto in un bicchier d’acqua e unite l’alloro.
Quando la carne sarà ben dorata aggiungere tutte le verdure e coprire a filo con acqua, proseguite la cottura prelevandole dal brodo non appena saranno cotte e conservatele al caldo.

Cottura della semola
Sistemate la semola di miglio nella parte superiore della couscoussiera e mettetela a cuocere al vapore del bouillon, spolverando di sale. Dopo circa venti minuti di cottura la semola è pronta per essere servita.

Presentazione del piatto
Sistemate la semola di couscous in un vassoio circolare da portata, distribuite in cima i datteri snocciolati e tagliati a lamelle, l’uvetta sultanina (facoltativo) e tutt’intorno gli altri ingredienti. Bagnate con il brodo di cottura e servite in tavola.

Vino servito in abbinamento: Syrah Sicilia IGT 2001 – Mandrarossa

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Lo scrutinio finale della votazione della giuria ha assegnato alla squadra italiana la vittoria e quindi a pari merito le restanti squadre. Quindi tra gli altri 6 paesi concorrenti la Giuria, in base ai punteggi ottenuti e alla originalità dei piatti proposti ha deciso di assegnare 2 premi speciali: uno al Marocco per aver preparato un cous-cous fuori particolare: il “piatto del matrimonio”, cioè il piatto del vivere in comunione che interpreta al meglio la tradizione di questo Paese ed è proprio sotto questo aspetto del vivere in comunione che la Giuria ha deciso di assegnare l’altro riconoscimento, ex equo, a Israele e Palestina per aver partecipato insieme sotto il segno di una pacifica competizione, per presentare la loro tradizione e cultura alimentare; gusti e sapori diversi che hanno suscitato apprezzamento da parte di tutta la Giuria.

Comunicato ufficiale finale

Ha vinto la cultura del pesce e dell’equilibrio. L’Italia si è aggiudicata la quinta edizione del San Vito Cous Cous Fest, al termine di una gara all’ultimo chicco di semola. Per la prima volta il premio è andato alla delegazione del Paese organizzatore, capitanata da Giovanni Torrente (Sanivitese) e coadiuvato dagli Chef Luigi Pomata, Emanuele Russo ed Ignazio Piazza. Il cous cous “Sanvitese” è piaciuto per il gusto deciso del cestino di parmigiano, della semola ottimamente incocciata e per il superbo brodetto di pesce, e per la coreografia con granchi, scorfani e cernie. Il Presidente Mojoli ha definito questo piatto di “…armoniosa tradizione con intelligente creatività, un’elevata cultura di alta gastronomia…”. Il piatto degli israeliani è stato apprezzato per l’intreccio dei sapori intensi e delicati della carne d’agnello e per le eleganti guarnizioni di verdure, datteri e ramoscelli di olivo con fiori di gelsomino. La Palestina ha presentato un cous cous di impronta araba di pollo e montone, con un tocco francesizzante ben speziato, adornato con una serie di bandierine che riproducevano i colori nazionali. Da rilevare l’omaggio che la delegazione palestinese ha voluto fare alla Sicilia, inserendo nel piatto prodotti tipici regionali quali zucchine, melanzane e peperoni. Applausi calorosi al piatto della Costa D’Avorio, con verdure e pesci, ricco anche di una bellissima coreografia. Dolce il cous cous del Marocco a base di carne di pollo e di agnello che era arricchito da cipolle caramellizzate, uvetta, mandorle, anacardio, noci, miele e datteri. Poco successo ha avuto l’idea di servire latte in abbinamento ma è stato molto apprezzato il servizio di salviette imbevute di acqua di rose per lavarsi le mani prima di mangiare. Di carne anche il cous cous senegalese con cous cous di farina di miglio cucinato dalla bella e longilinea modella Khady Diagne, che ha colpito i giurati anche per la propria bellezza. Molto apprezzato il servizio di succo di agrumi e zenzero. Sia nel piatto senegalese che in quello della Costa D’Avorio è stato usato un peperoncino forte, il Piment Cerise, che è stato molto gradito dalla giuria. Apprezzati anche alcuni ingredienti che gli ivoriani hanno utilizzato per la loro pietanza: una manioca grattugiata (Atteke) e un succo estratto da un tubero (Ignam). La Tunisia, già vincitrice di due edizioni ha presentato un cous cous fin troppo raffinato (carne di agnello con verdure, con melone e spezie) che è stato poco apprezzato per mancanza di sapidità e struttura.

Quindi il “Cous Cous alla sanvitese con crostacei” si è aggiudicato il titolo di “Miglior cous cous 2002”, e il premio è stato consegnato dalle mani di Alba Parietti , madrina di questa edizione. Il piatto è stato realizzato su una base di cous cous sanvitese tradizionale (con pesce locale cernia, scorfani e pesce cipolla) a cui sono stati aggiunti due stufati, uno di peperoni e mandorle al basilico e uno di granchio; il tutto servito in una croccante cialda di parmigiano.

“Sono felicissimo di questa vittoria giunta dopo cinque anni di partecipazione al “Cous Cous Fest” – commenta lo Chef Giovanni Torrente – questo è stato il mio ultimo anno da capitano della squadra italiana e fortunatamente ne sono esco vincitore!”

A tutte la altre delegazioni ufficiali è stato consegnato un attestato di partecipazione. Sono stati premiati anche i ragazzi e gli insegnanti dell’Istituto Alberghiero di Sciacca e l’Unione Regionale Cuochi.
Sul palco di Piazza Santuario insieme a Sergio Grasso e Alba Parietti si sono alternati per la consegna dei premi il Sindaco di San Vito, Giuseppe Peraino, Giacomo Mojoli, Presidente della Giuria e Vice Presidente Internazionale di Slow Food, il Sottosegretario agli Interni, Senatore Antonio D’Alì, l’On. Antonio Croce, Presidente della Commissione Bilancio del Parlamento Siciliano, e la Dott.ssa Giulia Adamo, Presidente della Provincia Regionale di Trapani.

La grande Rassegna ha visto sfilare sul palco, durante le serate, i complessi di Nucleare (ritmi rock ed echi arabi con la voce di Rossana Filippine e al basso Maurizio Cocuzza, alla batteria Fabrizio Francoforte e alla chitarra Germano Seggio – per contatti: booking@cnimusic.it – 0039.06.86.39.85.59 oppure Paola Prestigiacomo 335.81.81.028), gli Upanishad, gli Agricantus, quindi Michel Pergolani e Renato Marengo, autori e conduttori di “Demo” su Rai Radiouno, che presentato il “Cous Cous Live Music”: sei band emergenti, accuratamente selezionate per farsi conoscere ed apprezzare dal calore della Piazza sanvitese. Abbiamo apprezzato anche la presenza della sicilianissima e stupenda Lucina Campisi, in veste di ospite, graditissima, dai tutti i siciliani e non solo.

Per sapere di più sul Cous Cous suggeriamo:

CUSCUS, di Pino Correnti – Dario Flaccovio Editore (tel .0039. 091. 20.25.33)

Cous Cous ed epopea della mia gente di Enzo Battaglia (Edizioni Campo – Alcamo)

Le Livre du Couscous di Hal Fatéma (Editions Stock, Parigi)

Pappamondo di Vittorio Castellani – e-mail : chef@kumale.net

Le serate sono state allietate dalla presenza dell’unico presidio Slow Food non food: Il Toscano, il sigaro italiano dal 1818, il mito!!! Nei formati: Toscano Antica Riserva, Senesi, Antico Toscano, Toscanello Special, Toscanelli aroma anice, Ammezzato Garibaldi, Toscano Garibaldi, il Moro e Toscano Originale Millenium, Amabile aroma pesca, Amabile aroma vaniglia, distribuiti dalla ETI spa di Roma. www.entetabacchi.it

Organizzazione, Comunicazione, Ufficio Stampa, P.R. e Sponsoring:
Feedback – Strategie di Comunicazione
Via Libertà, 103 – 90143 Palermo – Italy
Cell. ++39 335 7406260 – Tel/fax ++ 39 091 6263080 n. 4 linee r.a.
www.feedback.it
Ufficio Stampa Palermo
e-mail: ufficiostampa.pa@sanvitocouscous.com
Ufficio Stampa Roma – Stefania Lupi
e-mail: ufficiostampa.roma@sanvitocouscous.com

(Foto ed ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.sanvitocouscous.com)

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San Vito Lo Capo, piccolo ma incantevole paesino che, visto dall’alto, offre un quadro delizioso e imponente per le erte pareti “dolomitiche” del Monte Monaco che chiudono ad Est la baia dove una spiaggia bianca-dorata di sabbia finissima, fatta ad arco, si prolunga in un colorato abbraccio vivacemente contrastato dai turchini, azzurri, verdi, celesti e blu indescrivibili del mare. Più all’interno le bianche e basse casette, costruite alla maniera araba, sono adorne di gerani, ibisco, oleandri e generosi cespugli di bouganville che si arrampicano sui muri candidi in un’esplosione di colori, quasi fosforescenti, rallegrando le viuzze in modo coreografico e pittoresco. Nell’aria ricca di salsedine si mischiano armoniosamente i profumi dei gelsomini con quelli delle cassatelle e delle genovesi tra stuzzicanti aromi delle spezie odorose e dei pesci, prelibati e freschissimi, pescati giornalmente per la preparazione del più famoso piatto cittadino: il cous cous di pesce. E parlando di San Vito Lo Capo non si può non ricordare la “Riserva dello Zingaro”, luogo preservato per la straordinaria bellezza paesaggistica del suo mare, delle sue calette incontaminate, della sua aspra montagna ma ricca di flora e di fauna. Da notare che in questa zona un aspetto naturalistico importante è costituito dal “marciapiede a vermeti”, un sistema ecologico endemico tipico di queste coste a significare la qualità purissima dell’acqua “blu”, è il caso di dirlo, di questa zona di mare. Lo “Zingaro”, una riserva di terra vivente pronta a regalare a chi li sa cogliere, grandi emozioni e grande serenità

Servizio a cura di Rocco Lettieri

Le ricette sono state curate da Vittorio Castellani.
Office: tel & fax 011-9606010 – cell. 335-6647579
E-mail: chef@kumale.net – Web site: www.kumale.net

Per informazioni e ricette:
Municipio di San Vito Lo Capo
Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo
Piazza Vittorio Emanuele, 2
91010 San Vito Lo Capo – Tel. ++39.0923. 62.12.11
Internet: sanvitocouscous.com – e-mail: info@sanvitocouscous.com

A cura di Rocco Lettieri
ottobre 2002