Gianfranco Soldera di Montalcino

Gianfranco Soldera e i suoi “Brunello”

Il giornalista russo M. Umnov, dopo l’incontro con Gianfranco Soldera e la visita all’Azienda, ha significativamente titolato il suo articolo: “Uno che non scende a compromessi”. E come non essere d’accordo. Una visita a Gianfranco Soldera è comunque un’esperienza. Se poi si è con amici quali Andrea Capelli (giornalista), Bruno Bruchi (fotografo), Claudio Tipa (produttore di Collemassari e Grattamacco) e Pasquale Forte di Podere Forte a Castiglione d’Orcia, l’incontro lo si può definire straordinario.

Ma chi è Gianfranco Soldera?

I vini Soldera sono il risultato di una filosofia che pone al centro il rispetto della Natura, in un luogo già straordinariamente felice per la coltura della vite: terreno collinare di origine eocenica a 320 m di altitudine, esposizione a Sud-ovest, clima asciutto, lungamente soleggiato, non nebbioso, luce limpidissima. Per permettere alla Natura di esprimere le sue migliori potenzialità, dall’acquisto di questo podere abbandonato nel 1972, Graziella e Gianfranco Soldera hanno favorito a Case Basse lo sviluppo di un ecosistema complesso. Da questo progetto in continua evoluzione sono nati due ettari di giardino botanico, ricchi di piante di molteplici varietà, uno stagno, nidi artificiali per numerose specie di uccelli e insetti, tutto armoniosamente integrato nel microclima locale. La signora Graziella, appassionata di botanica e architettura del paesaggio, colleziona rose antiche, ritrovate anche Oltreoceano (come la Noisettiana “La Biche” cercata per oltre due anni). Tra le rose, arbusti perenni, bulbose di rara bellezza e reperibilità. Dai giardini “Al Sole”, a quelli del “Sottobosco”, nasce il Giardino Bianco tanto amato dagli impollinatori notturni. Una cornice di ulivi, cipressi e boschi di querce centenarie, fa da sfondo ai giardini, inseriti armoniosamente nella macchia mediterranea.

La coltura della vite e la vinificazione, sposano l’esperienza del passato con lo studio e la ricerca in collaborazione con alcune prestigiose Università italiane, nel tentativo di capire in profondità quanto la Natura offre. Le tecniche di coltura tradizionali sono rispettate e migliorate. I vitigni sono impiantati nell’ecosistema complesso, habitat ideale per la coltura biologica e naturale. Le estensioni delle vigne sono ridotte per permettere la lavorazione manuale e la vendemmia in tempi brevi. La potatura è duplice: quella invernale, corta, e quella verde. Il diradamento dell’uva e una limitata sfogliatura autunnale favoriscono l’illuminazione dei grappoli e la maturazione ottimale del frutto. La concimazione è fatta con sostanze organiche naturali, non si fa uso di diserbanti e tutti i filari delle viti sono lavorati a mano. L’estensione dei vitigni e le rese per ettaro sono bassissime perché solo dalla piccola quantità si può curare e ottenere l’altissima qualità. Si vinificano solo uve dei vigneti di Case Basse e la vinificazione avviene solo in tini di legno e botti di rovere di Slavonia. Non si effettuano controlli della temperatura, non si aggiungono lieviti selezionati, ne altre sostanze lecite ed ammesse. Numerosi rimontaggi; nessuna chiarifica né filtrazione. Il Brunello Soldera riposa per cinque anni in grandi botti di rovere di Slavonia, lontano da qualsiasi rumore, sbalzi di temperatura e odori nella nuova cantina, costruita per garantire le condizioni ottimali di invecchiamento. L’affinamento in bottiglia del Brunello Soldera dura da 6 a 12 mesi. Nel passato, in alcune annate, Gianfranco Soldera ha prodotto, sempre con le proprie uve di Sangiovese, il vino IGT “Intistieti”, la cui maturazione in botte ha avuto una durata inferiore a quella del Brunello. Per la sua produzione di altissimo pregio, Gianfranco Soldera ha voluto etichette di grande eleganza che si distinguono per il simbolo significativo del delfino, sacro al dio Dioniso, che è stata creata da Piero Leddi, famoso pittore contemporaneo.

La Nuova Cantina di Case Basse
Alla continua ricerca dell’eccellenza, Case Basse ha realizzato nel 2001 la nuova cantina, progetto esclusivo ideato da Gianfranco Soldera e realizzato dall’Arch. S. Lambardi nel rispetto dei materiali naturali per assicurare condizioni ottimali di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento.

Curiosità, “verità”, sul personaggio Soldera e su i suoi vini:

Nel numero di ottobre 2005 di Berebene è stato pubblicato un ampio articolo intitolato “Una Riserva d’oro”, dedicato a Case Basse e al Brunello di Montalcino 1999 Riserva Soldera, vino apprezzato come un tesoro, “imperdibile“, scrive Giorgio Rinaldi, presidente dei Sommeliers di Como, per chi vuole bere un grande vino.

Una rarissima, straordinaria, degustazione verticale di sei annate del Brunello di Montalcino Riserva Soldera si tenne presso il Ristorante “Pierino Penati” di Viganò Brianza il 2 febbraio 2006. Si degustarono le annate: 1999, 1998, 1997, 1996, 1995, 1994. Ed il risultato fu grande in particolare per l’annata 1999; dagli appunti di Rocco Lettieri: rosso rubino violaceo carico, limpido. Naso di impatto balsamico, fresco di frutta rossa e frutta piccola di bosco, finale di mandorla e ciliegie sottospirito; in bocca si presenta sapido, ampio, ancora tannico, minerale, di grande lunghezza, cioccolatoso ma non pesante. Un vino di grande futuro”.

Pensieri solderiani tra gli appunti di una visita alla Cantina e di una cena con i suoi Brunello al Ristorante Enoteca Il Leccio di Sant’Angelo in Colle (tel. 0577. 844175):

Per me la più grande annata prodotta è 1979, poi segue il 1983.

Su trentradue annate, 30 sono state eccellenti.

La vita del vino sta nel sottrarre, non nel dare.

Non è importante mettere le etichette a mano; è importante mettetre in bottiglia un grande vino.

Solo diraspare uve mature e sane. Mai pressare. Poi fare giusti rimontaggi.

Smettiamola di comperare ciofeghe che poi non si berranno mai.

Se non metto caro il mio vino, lo vendo troppo in fretta.

Faccio solo 15.000 bottiglie all’anno e figurano tra le 50.000 bottiglie ottime che si producono.

E’ sempre sbagliato scaraffare un vino.

Chi mette il vino in barriques non aveva buon vino e lo doveva mascherare.

Cemento e acciaio per vini cattivi. La botte grande per avere grandi vini.

Se uno fa merlot e perché non poteva fare altro.

La terra ha bisogno di attenzioni giornaliere, la fabbrica molto di meno.

Un grande vino è longevo, è raro, è insostituibile.

Armonia, eleganza, complessità, naturalità, tipicità, unicità, rarità, longevità: ecco un grande vino.

Volume: TRA NATURA E PASSIONE – Montalcino e il Brunello di Gianfranco Soldera
di Angelo Tondini Quarenghi illustra, con splendide immagini e ispirati testi, la passione di Gianfranco Soldera per la Natura e il vino. Edito dalla Veronelli Editore, costa 29 Euro.

Az. Agr. Case Basse di Gianfranco Soldera
Villa Santa Restituta
53024 Montalcino
Fax 0577. 84 61 35
Tel: 335. 77 27 315
gianfranco.soldera@casebasse.it
www.soldera.it

Servizio a cura di Rocco Lettieri