IDENTITA’ GOLOSE a Milano: Ospite il Regno Unito

Il Regno Unito è il Paese ospite a Identità Golose, il Congresso internazionale di Cucina d’Autore che si svolge a Milano a fine gennaio.

Dal 27 al 30 gennaio 2008 si svolgerà a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, la quarta edizione di Identità Golose
( http://www.identitagolose.it ), il congresso internazionale di Cucina d’Autore – ideato dal giornalista Paolo Marchi e prodotto e realizzato da MAGENTAbureau – ormai diventato un importante appuntamento dedicato a un universo creativo in grande fermento.

La formula del congresso prevede, come di consueto, l’alternarsi su palcoscenico dei relatori che, in circa quaranta minuti, illustrano a un pubblico di colleghi e giornalisti una ricetta emblematica, l’esecuzione di una nuova tecnica, l’utilizzo di prodotti insoliti o l’estrema padronanza della materia. Tutto eseguito e filmato dietro le quinte, assaggiato e commentato per il pubblico, che assiste alla preparazione live del piatto, proiettata sul grande schermo, alle spalle dello chef.

Il Paese ospite di questa quarta edizione è il Regno Unito e in rappresentanza della Nazione parteciperanno al congresso alcuni fra i più importanti chef di rinomati ristoranti britannici, fra cui il grande Heston Blumenthal.

UK Trade & Investment (http://www.uktradeinvest.gov.uk ) ha voluto quindi cogliere questa occasione, in cui verrà catalizzata sull’arte culinaria britannica molta attenzione, per mettere in risalto anche le materie prime provenienti da questo Paese ricco di risorse.

Per questo, durante tutta la durata del Congresso, nell’area espositiva al piano inferiore del Palazzo Mezzanotte, uno spazio realizzato da UKTI ospiterà una selezione di prodotti alimentari provenienti da diverse regioni del Regno Unito.

Nell’area riservata ai prodotti britannici verranno organizzate delle degustazioni dei prodotti presenti e verrà distribuito materiale informativo.

Inoltre, grazie alla presenza di Visit Britain ( http://www.visitbritain.com ), ente nazionale del turismo britannico, i visitatori potranno raccogliere informazioni di natura più generale sul Regno Unito e avere un assaggio di ciò che questo Paese può offrire a livello culinario, turistico e commerciale.

I giornalisti possono accreditarsi al Congresso sul sito di Identità Golose (http://www.identitagolose.it/italiano/accredito_giornalisti.php ).

Il congresso si svolgerà presso Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, 6 – a Milano.

Per qualsiasi ulteriore informazione contattare:

Raffaella Previtera, Head of Communications Team
Consolato Generale Britannico
Via San Paolo 7
20121 Milano
Tel: 02 72300228/215
CommunicationsMilan@fco.gov.uk

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Chi è Heston Blumenthal??

“Ogni scienza è nel cuoco”, scriveva nel XVII° secolo il poeta elisabettiano Ben Jonson. “Più che alchemista, più che Rosacroce/È un architetto, il cuoco, è un ingegnere,/Un soldato, filosofo, scienziato,/e in ogni matematica è versato”.

Niente di nuovo quindi se oggi gli chef si divertono con grafici, provette e misurini. È la gastronomia molecolare, altrimenti detta cucina scientifica, che conta fra i suoi massimi esponenti un ragazzo nato a Londra nel 1966.

La sua parabola folgorante dà ragione a quanti pensano che chi è digiuno (oppure ha digerito a modo suo) oggi parte avvantaggiato. Perché Heston Blumenthal, oltre che inglese, è anche autodidatta: una tabula rasa pronta ad essere scritta dai sismografi della cucina d’avanguardia.

Pochi avrebbero scommesso sul suo successo, di sicuro nessuno di quegli chef che cestinarono le sue accorate offerte di lavoro. Già allievo della John Hampden Grammar School, all’età di 16 anni Heston era stato folgorato da una provvidenziale vacanza in Provenza con i genitori. Galeotta fu un’estemporanea tappa all’Oustau de Baumanière, fondato da un autodidatta geniale e sognatore come lui, Raymond Thuilier: la salsa di aragosta versata sul soufflé e il cosciotto di agnello trinciato al carrello gli fecero esclamare “Ho trovato la mia strada”.

Raymond Blanc fu l’unico a rispondergli, ma l’esperienza fu troppo dura e troppo breve, appena una settimana. A seguire Heston ha fatto di tutto di più: apprendista architetto, cameraman, venditore di fotocopiatrici… Ogni briciola di tempo libero era riservata allo studio matto e disperatissimo dei classici della cucina, ogni penny alle trasferte di studio-lavoro nei santuari della gastronomia, in compagnia della moglie.

Altra data decisiva il 1986, quando Heston prende in mano il classico di Harold McGee On Food and Cooking; da lì partono le indagini scientifiche sui procedimenti culinari, ma anche l’esplorazione delle interazioni fra i sensi in sinergia con la sfera emotiva e la memoria.
È il 1995 quando finalmente apre il suo Fat Duck in un pub fatiscente di Bray: il menu è classico, ma dietro i gallicismi si celano tecniche scientifiche, cotture a bassa temperatura e patatine supercroccanti dopo innumerevoli steps. E la cucina prende il largo.

Fra gli studi che si sono avvicendati in questi anni, l’amplificazione delle bolle d’aria dovuta al sottovuoto (segreto del celeberrimo cioccolato areato), l’incapsulamento del gusto, la frittura a freddo con l’azoto liquido (sulle orme di Agnes B. Marshall, pionieristica Madame Curie della gastronomia), gli studi sinestetici con tanto di cuffiette (vedi l’effetto dell’amplificazione del crunch), la psicologia del gusto, nello scambio fra forme e contenuti.
Blumenthal ha fatto della cucina un calderone di discipline che sputa lecca lecca e caramelle incellophanate, perché il negozio di dolciumi è il paradigma degli strati ancestrali della memoria e della gola. Parola di un manipolo di luminari inamidati come Peter Barham e Charles Spence, complici nello studio dei procedimenti scientifici e degli effetti psicologici dell’interazione col sonoro.

a cura di ALESSANDRA MELDOLESI

Alessandra Meldolesi, umbra di Perugia con residenza a Bologna, è giornalista, sommelier Ais, pasticciera (voto très bien al corso di Lenotre a Parigi) e cuoca (vera), attività da cui ha staccato un lustro fa per dedicarsi interamente all’attività di scrittrice di cucina e dintorni felici. Lunghissimo l’elenco dei volumi tradotti (uno per tutti: il Grand livre de cuisine di Alain Ducasse) e di quelli curati, da Grandi chef di Spagna per Giunti a 6, autoritratto della Cucina Italiana d’Avanguardia per Cucina & Vini.

testo dal sito: www.identitagolose.it

A cura di erreelle