VILLA FRANCIACORTA – 50 anni
VILLA FRANCIACORTA
Rivive la storia di un sogno nel suo 50° anniversario
“Un tempo le mappe dei viandanti segnavano solo Villa: Monticelli era di là da venire. Villa non esisterebbe se un imprenditore di Provaglio, Sandro Bianchi, non ne avesse fatto la realizzazione di un sogno: la sua Sabbioneta agreste”. Così scriveva lo storico giornalista Danilo Tamagnini su un quotidiano agli inizi anni Ottanta. La storia di Villa è la storia di una famiglia cresciuta a stretto contatto con la terra ed il territorio che la ospita, unita da una profonda passione per il mondo del vino, il rispetto per la natura ed i ritmi che la governano.
In occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione l’Azienda agricola Villa ha ricordato questa data con una serata di gala su invito. In questa occasione sono stati ripercorsi i cinquant’anni con domande e risposte tra il prof. Gaeta e il titolare Alessandro Bianchi con momenti di passione, emozioni, scommesse e soddisfazioni rivissute attraverso racconti, memorie storiche, foto e scorci di uno storico borgo che dal 1960 ha ripreso a vivere e a riappropriarsi dell’antico splendore. Villa rappresenta un nome che ha contribuito da sempre alla creazione del mito Franciacorta, essendo una delle ventinove fondatrici del Consorzio nel 1990. Ma questa è specialmente la storia di un uomo, Alessandro Bianchi, che in cinquant’anni di lavoro ha sempre anteposto la qualità del prodotto al guadagno immediato.
Nel 1960, anno in cui la famiglia Bianchi rilevò il borgo medievale Villa ed il centinaio di ettari di pertinenza, gli ambienti erano ormai in rovina e con essi anche i mezzadri che vi abitavano. Da subito Alessandro intuì le potenzialità di questa terra, investì nella ricerca geopedologica ed enologica arrivando in poco tempo a risultati incoraggianti. Da azienda mista Villa si trasformò gradualmente in azienda vitivinicola. Gli investimenti per questo passaggio e per il recupero degli antichi edifici furono enormi. I frutti col tempo hanno però ripagato i tanti sacrifici. Oggi la maison produce oltre 310.000 bottiglie, delle quali 260.000 sono rappresentate da Franciacorta DOCG e le restanti 50.000 da Curtefranca DOC e Sebino IGT. La cantina, che da sempre ha rappresentato il fulcro dell’attenzione aziendale, ha raggiunto quest’anno gli oltre 2700 mq. L’attenzione alla qualità (in primis del terreno e delle uve), la continua ricerca dell’eccellenza, la scelta di vinificare solo le uve provenienti dai 37 ettari vitati di proprietà e di “millesimale” ogni prodotto, fanno di Villa una componente significativa del territorio. Oggi l’antico borgo, oltre alla cantina, ospita l’incantevole agriturismo Villa Gradoni composto da 21 appartamenti, un ristorante ed un centro benessere. Villa Gradoni, dal nome del prestigioso vigneto posto alle spalle dell’azienda, è divenuto col tempo un ambiente suggestivo dove poter godere della pace e del relax che appartengono da sempre a questo luogo senza tempo.
In occasione di questa celebrazione è stata allestita una mostra fotografica all’interno dell’antico fienile dell’azienda, dove si è anche brindato con il Franciacorta VITA NOVA1993, sboccatura 2000 (in Jeroboam – solo 750 esemplari – bottiglia impreziosita da una formella staccabile e conservabile creata dallo scultore Mario Rossello che sta a significare l’albero della vita) per rivivere insieme agli ospiti e agli amici di sempre il sapore di una storia che parla di emozione. Un menù a km zero ha fatto seguito in un grande tendone illuminato a giorno con una cena di gala preparata dall’Antica Cascina San Zago di Salò. Si è partiti con Il Coregone alla moda lacustre con sottile croccante alla cipolla; a seguire I ravioli farciti con sarde e pomodori su fonduta di Bagoss; come secondo Manzo di Rovato in trasparenza dolcemente stufato come la vecchia tradizione, il tutto abbinato alla “sorpresa per il papà Alessandro” il RNA 2004 – Riserva Nobile Alessandro Bianchi Franciacorta Brut da uve 78% Chardonnay e 22% Pinot Nero in bianco. Un vino dal perlage finissimo e persistente, con colore cristallino dai riflessi dorati. Bouquet ricco, fragrante, intenso dal quale si sprigionano ampie e profumate note floreali, di crosta di pane e nocciola tostata. In bocca è secco, asciutto e ampio, dal gusto pieno, perfettamente equilibrato e di lunga persistente. Un vino capace di unire alla grande importanza della struttura l’estrema piacevolezza del gusto.
Lo stesso vino è stato offerto in vendita per sostenere un ambizioso progetto a scopo benefico a sostegno della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus a favore dei bambini di Haiti. 1000 bottiglie che andranno a sostenere una nobile causa per dare valore al proprio impegno, ma soprattutto per condividere con chi è meno fortunato un momento di gioia e trasformarlo in occasione di crescita. Queste le motivazioni alla base del progetto “Una bollicina per un sorriso” perché un’infanzia negata possa tornare a sorridere.
VILLA FRANCIACORTA
STORIA di CULTURA, di PASSIONE e RICERCA DEL SAPERE
Il viaggio nella storia dell’azienda Villa è una continua scoperta all’interno del gusto, protagonista indiscusso in ogni tappa del cammino. La ricerca del sapore, attraverso il sapere. La qualità che ha sempre primeggiato sulla quantità. L’umiltà all’autocelebrazione. Ricercare se stessi nella propria terra. Trasmettere ai figli i valori quali amore e passione. Il non arrendersi davanti alle difficoltà. Questa è certamente la carta d’identità dell’azienda Villa nel suo 50° compleanno. Un’azienda che in questa occasione si racconta in tutta la sua essenza. Tra le tappe che hanno segnato il cammino dell’azienda una menzione speciale va al Premio Europeo Giovanni Marcora ricevuto nel 2007. In ricordo del profuso impegno nel mondo agricolo come Parlamentare, Ministro dell’Agricoltura e imprenditore a partire dal 1986 è stato istituito in onore dell’on. Marcora questo ambito premio a livello comunitario. Il riconoscimento è stato attribuito all’Azienda per l’attenzione all’ambiente e per essersi distinta nell’agricoltura. Ripercorrendo altri momenti importanti che nella storia aziendale hanno coinvolto amici, clienti e stampa non possiamo non ricordare l’iniziativa “Villa in Verticale”, che quest’anno è giunta alla XVIa edizione. Iniziata tra pochissimi amici nel 1995 radunati intorno ad un tavolo per degustare le annate storiche dei vini firmati Villa, è divenuta col tempo un appuntamento imperdibile e di estremo interesse. Oggi circa ottanta persone si siedono per degustare e discutere le annate presentate dall’azienda. Ogni anno un diverso prodotto e vendemmie passate che si riscoprono. Dai cinque ai dieci millesimi che ogni volta sanno emozionare gli ospiti presenti, sottolineare la longevità dei prodotti e la lungimiranza della scelta.
Nel 2000 l’azienda Villa decide di iniziare il nuovo millennio con un’iniziativa speciale e prestigiosa e inaugura il premio Vita Nova. Dedicato a coloro che hanno saputo distinguersi con il loro impegno per “l’innovazione e la ricerca nelle arti e nei mestieri” attraverso le proprie capacità fisiche e intellettuali nella realizzazione di opere che racchiudono valori positivi. Il premio si ispira alle opere e alla figura di Dante Alighieri, che con i suoi versi ha indicato insegnamenti e momenti di riflessione sulla vita e sul suo percorso, ancor oggi attuali. Il nome “Vita Nova” rappresenta infatti lo stimolo del pensiero, della creatività, della ricerca tecnologica e scientifica. Nelle diverse edizioni, tutte presiedute dal prof. Gaspare Barbiellini Amidei, si ricorda il premio ad Aldo Bertelli, medico chirurgo all’Università di Milano; seguito da Guglielmo Gorni, docente all’Università di Ginevra, nel 2001; Padre Renato Kizito Sesana nel 2003, anima dell’associazione Amani, impegnata nell’assistenza all’infanzia disagiata dell’Africa; Ermanno Olmi, regista di spiccata sensibilità verso il mondo contadino, nel 2004; e nell’ultima edizione del 2006 il premio è stato assegnato all’Ambasciatore Italiano in Lituania Giulio Prigioni.
Il nome Villa è legato però anche ad un altro importante progetto: Sparkling Menù. Il Premio Sparkling Menù nasce nel 2001 con l’obiettivo di promuovere la cultura del Franciacorta a tutto pasto. Il tema del concorso è infatti la ricerca di abbinamenti cibo/vino che promuovano il Franciacorta Cuvette, dotato di corpo e ricchezza, come bollicina ideale a tutto pasto. Grazie alla sua complessità aromatica e alla generosità gustativa Villa Cuvette Brut millesimato, unico vino ammesso al concorso, si è dimostrato da sempre il Franciacorta per eccellenza in grado di farsi portavoce di questo messaggio. Con la preziosa collaborazione di noti ristoratori e importanti locali, la filosofia dello Sparkling Menù è stata via via apprezzata ed esaltata da un pubblico sempre più ampio, tanto da rendere oggi il concorso un irrinunciabile appuntamento per gli esteti del gusto. Lo Sparkling Menù, giunto alla IXa edizione, ha visto partecipanti illustri ed esperti ristoratori . Questi i vincitori delle otto edizioni passate: Ristorante Nicolin di Lecco, Cinque Sensi di Malo (Vi), Antica Cascina San Zago di Salò (Bs), Il Cambio di Bologna, Agli Amici di Udine, Sale e Pepe di Sondrio, L’Eremo di San Michele di Galbiate (Lc) e infine l’Hostaria 1735 di Rezzato (Bs). Attraverso la capacità di interpretare il territorio come risorsa primaria, innamorarsi della vigna nel susseguirsi di stagioni, aspettare con trepidazione ogni nuova vendemmia con la certezza che ogni volta la terra avrà qualcosa di nuovo da raccontarci aspiriamo alla meta dell’eccellenza. Per questo noi di Villa non ci sentiamo mai arrivati, siamo alla continua ricerca del sapere ed apprezziamo ogni tappa del cammino, perché sappiamo che niente più della terra saprà mai donare all’uomo.
STORIA DI UN BORGO
La storia di Villa, borgo medievale situato nel cuore della Franciacorta, si perde nella notte dei tempi. Accreditate ricerche storiche riportano alla luce i numerosi cambiamenti che hanno formato questa piccola frazione di Monticelli Brusati.
Tutto iniziò nel XVI secolo con Oliviero Rampinello “il magnifico”, come testimonia lo stemma perfettamente conservato sul caminetto della sala affrescata presente all’interno della casa padronale e le iniziali O.R. incise sulla piastra di fondo. E’ a cavallo tra il XVIII e XIX secolo che la proprietà viene acquistata dai coniugi Francesco Fenaroli e Benedetta Consoli. Siamo nell’epoca napoleonica, era di grandi cambiamenti territoriali e passaggi di proprietà. Il borgo Villa acquisisce pian piano le sembianze attuali. La Famiglia Fenaroli segnerà altre importanti tappe nella storia del Borgo e nonostante le diverse successioni e passaggi di proprietà il nome di questa dinastia farà parte di Villa fino alla prima metà del XX secolo. E’ in quegli anni infatti che il Borgo si lega alla famiglia Capuani. Legame che durerà solo pochi decenni perché nel 1960 Alessandro Bianchi, insieme ai fratelli Umberto e Nicola, industriali del settore metalmeccanico oleodinamico, rilevano l’intera struttura ed il centinaio di ettari che la circondano. Negli anni Sessanta i terreni non avevano mercato e i proprietari terrieri vendevano la terra in quanto l’agricoltura non consentiva la sopravvivenza.
Criticato dai più per aver investito nella terra, sinonimo di perdite continue, quando in piena ripresa economica sembrava più logico investire in finanza, in titoli di Stato o nell’industria, Alessandro Bianchi, confortato dalla certezza del padre che la terra non avrebbe mai tradito, portò comunque avanti con convinzione e passione la sua scelta, che il tempo trasformò in una visione lungimirante.
A quel tempo la fisionomia dell’azienda era del tutto diversa da come si presenta oggi. La produzione vinicola era, infatti, legata alla sola cantina del Cinquecento e accanto ad essa primeggiavano le coltivazioni di granoturco, frumento e la produzione del latte. Vigeva ancora la mezzadria e dopo ripetute grandinate gli abitanti del borgo erano ormai ridotti alla miseria.
Sembra di parlare di secoli fa, ma in realtà questo era ciò che appariva a chi si avventurava nella frazione Villa “solo” cinquant’anni fa: tetti sfondati e abitazioni dei contadini senza il minimo necessario per una vita dignitosa. L’unica parte integra del Borgo era l’abitazione padronale residenza estiva dei Signori di città.
L’amore per la terra e la passione per la natura fecero intravedere ad Alessandro Bianchi le enormi potenzialità di questo sito dal punto di vista vitivinicolo. Decise così di rilevare le quote dei fratelli con il sogno di riportare il Borgo agli antichi splendori e valorizzare le potenzialità dei terreni di proprietà. Da quel momento la storia di Villa cominciò a rianimarsi e con essa la vita dell’antico Borgo e i suoi abitanti. Nel 1991 iniziano i lavori di recupero e restauro delle abitazioni di alcuni salariati. Nacquero così i primi sei appartamenti dell’ agriturismo “Villa Gradoni”. Sorto ai piedi della collina omonima e da cui trae il nome, Villa Gradoni rappresenta un altro esempio concreto di lungimiranza nella storia aziendale. E’ infatti tra i primissimi agriturismi italiani presenti agli albori degli anni Novanta. Precursore di una tendenza che si diffonderà solo molti anni dopo, oggi l’agriturismo comprende 21 appartamenti tutti diversi tra loro, arredati con gusto e raffinatezza. Un recupero lento del prestigioso passato, un esempio tangibile di amore e passione per questo piccolo borgo antico, un sogno che col tempo è diventato il sogno di un’intera famiglia. Esempio concreto di “Slow Tourism”, Villa Gradoni fa parte del borgo medievale Villa. Ristrutturato rispettando la tradizione architettonica e le strutture preesistenti è però in grado di offrire tutti i confort di un complesso moderno. Un’oasi di pace dove rilassarsi e degustare pregiati vini abbinati a piatti della tradizione nel ristorante “Il Borgo in Franciacorta” e godere di piacevoli massaggi ayurvedici e shatzu presso il Borgo del Benessere. Nel cinquantesimo compleanno di Villa si rivive quello che 1960 era il sogno di un giovane di ventisei anni. Far rinascere un borgo dimenticato e riportarlo alla vita, intuire le potenzialità dei terreni mettendoli nelle condizioni di esprimersi per dare origine a vini di grande spessore, preservare la natura dall’abusivismo edilizio. Ecco cosa possono la passione e l’amore per la terra quando fanno parte di te, quando sono il patrimonio genetico che hai ricevuto dai genitori.
SVILUPPO ENOLOGICO e SUCCESSO PRODUTTIVO dell’AZIENDA VILLA
Già dagli anni ’60 Alessandro Bianchi da inizio allo studio dei 100 ha dei terreni che compongono la proprietà Villa. Pioniere in Franciacorta con l’aiuto di validi consulenti, tra i quali si ricorda il Dottor Vescia, commissiona lo studio geopedologico di ogni singola particella catastale volto ad identificare i terreni più vocati alla viticoltura dell’intera proprietà. Già dai primi anni si cominciò a parlare di zonazione, studio e selezione di cloni autoctoni e più ancora dell’ulteriore diversificazione dei portainnesti in base alle diverse tipologie di terreni.
Uno studio lento che ha richiesto anni, prima di poter arrivare all’attuale superficie vitata di 37 ha, i rimanenti a boschivo e coltivo. Nel 1974 la prima etichetta di bianco (4.620 bottiglie) e di rosso (2.848 bottiglie). Passarono altri quattro anni prima di poter vantare la prima bottiglia di bollicine. Era il 1978 e nascevano nella cantina di Villa 6.458 bottiglie di quello che allora era il “Pinot di Franciacorta” firmate dal già rinomato enologo piemontese Corrado Cugnasco, che ancora oggi collabora con l’azienda. A quell’epoca Villa era una delle primissime aziende a cimentarsi nell’avventura “bollicine”.
La produzione fu da subito incoraggiata dai numerosi premi ricevuti, primo tra tutti la medaglia d’oro alla Duja D’Or nel 1981 grazie al primo millesimo prodotto. Un’ulteriore soddisfazione giunse in occasione del convegno nazionale degli enologi ed enotecnici tenutosi durante una crociera sulla Eugenio Costa, dove il Pinot di Franciacorta delle cantine Villa fu scelto in rappresentanza delle bollicine italiane metodo “Champenoise”. Fin dalle prime ricerche sulle bollicine, Alessandro Bianchi dimostrò la sua sentita passione per questa nuova dimensione enoica.
Fu proprio negli anni Settanta che l’azienda cominciò a subire la prime trasformazioni. Da azienda mista si trasformò gradualmente in vitivinicola ed in breve tempo la qualità e l’eccellenza diventarono l’obiettivo dell’azienda.
Il rispetto per la natura, per le tradizioni e la ricerca costante della qualità fanno ormai parte del patrimonio genetico di questa azienda. L’utilizzo di sostanze biologiche e naturali per la gestione del vigneto, l’inerbimento controllato, le potature corte e l’uso delle sole uve di proprietà sono esempi concreti di una filosofia di vita alla quale i proprietari dell’azienda si sono da sempre ispirati fin dagli inizi in ogni singola scelta dell’intera filiera produttiva. Il passaggio fondamentale per la ricerca qualitativa dei vini inizia alla fine degli anni Sessanta, quando Alessandro Bianchi decise di procedere con la bonifica dei terreni, alla quale seguì lentamente il loro accorpamento, mentre venivano piantati vitigni quali Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero per i bianchi e le bollicine; Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Barbera e Nebbiolo per i rossi. Nei primi anni Ottanta un ulteriore rinnovamento dei vigneti determinò il grande salto di qualità. Furono intrapresi nuovi impianti nel 1980, nel 1982, nel 1985 e nel 1990 con la realizzazione, del vigneto Pian della Villa, giungendo così agli oltre 37 ettari attuali. Negli anni Ottanta iniziava inoltre il recupero del vigneto Gradoni, lavoro al quale l’azienda Villa attribuisce grande importanza. Ciò ha comportato un impegnativo sforzo nel rifacimento dei muri a secco, ma ha permesso la rinascita del magnifico vigneto alle spalle della cantina; un terreno di composizione singolarmente favorevole alla viticoltura, con una pendenza che in certi punti supera il 45%, avvicinandosi per disposizione dei terrazzi ai vigneti “eroici” di montagna.
Dalle quasi 45.000 bottiglie degli anni ’80 la produzione, grazie ai nuovi impianti, si è più che duplicata agli inizi degli anni ’90 con ben oltre 90.000 bottiglie.
Ed è proprio nel 1990 che Alessandro Bianchi ed altri 28 produttori fondano il Consorzio Volontario per la Tutela del Franciacorta. La crescita produttiva, che riflette il successo qualitativo ed economico vissuto dall’azienda, continua nel 2000, con 229.443 bottiglie delle quali oltre la metà è rappresentato dal Franciacorta Docg. Oggi la produzione ha raggiunto le 310.000 bottiglie (260.000 Franciacorta, 20.000 bianco, 30.000 rosso) un traguardo importante, considerando soprattutto la garanzia qualitativa che persegue l’azienda. L’utilizzo di sole uve di proprietà e la scelta di millesimare ogni Franciacorta sono la testimonianza reale dell’attenzione e della cura meticolosa messe in campo a beneficio della qualità assoluta. Parallelamente all’aumento delle bottiglie, anche gli spazi dedicati alla produzione sono stati ampliati e sviluppati. Cuore e passione della famiglia Bianchi, oggi la cantina rappresenta un monumento all’antica tradizione del Metodo Franciacorta. Composta da cinque locali comunicanti che insieme formano una superficie di 2700 mq, la cantina simboleggia un viaggio a ritroso nel tempo attraverso le diverse epoche di costruzione , dal 2010 al XVI secolo – .
Ad arricchire gli spazi preesistenti di 2500 mq nell’estate 2010 è stato aggiunto un nuovo locale di 200 mq dedicato alla pressatura delle uve. Il progetto, teso a migliorare ulteriormente la qualità del prodotto, nasce con lo scopo di creare una sala adibita alla selezione delle uve e al loro raffreddamento prima della pressatura.
Nelle emozionanti gallerie scavate nel cuore della collina Madonna della Rosa, il tempo, il silenzio, il fresco e l’oscurità sono le componenti essenziali della ricetta che ha permesso alle bollicine Villa di affermarsi come marchio d’eccellenza nel mondo enologico. Dagli anni Sessanta l’azienda Villa ha instancabilmente alternato scavi e lavori di costruzione. Oggi nella cantina riposano oltre 800.000 bottiglie di Franciacorta Docg nelle migliori condizioni di isotermia, dovuta alla naturale temperatura del sottosuolo che impedisce sbalzi termici e conserva in un “religioso” silenzio e nella quasi totale oscurità le bottiglie disposte dapprima in catasta e successivamente in pupitre, per essere rigirate a mano, secondo l’antica tradizione del remuage. Nelle cantine sotterranee, contigue alle gallerie delle bollicine, in locali che risalgono al XVI° secolo, si scorgono vasche moderne in acciaio inox, alternate a botti in legno pregiato di media capacità e una vasta serie di piccoli carati per l’affinamento dei rinomati rossi firmati Villa. La tradizione e l’esperienza sempre vive nell’animo, ma con uno sguardo attento a ciò che le nuove tecniche possono offrire a servizio di una sempre migliore qualità del prodotto. Oggi Villa Franciacorta, festeggia non solo cinquant’anni dalla fondazione, ma celebra il susseguirsi di successi che hanno segnato le più importanti tappe dell’azienda. Amore, rispetto, cultura, attesa, impegno. Ingredienti che rendono preziosi i nostri Franciacorta e hanno reso possibile la realizzazione di un sogno, VILLA.
UNA FELICE INTUIZIONE
Curiosa di degustare i mosti destinati al bland del Franciacorta Cuvette, regalo che mio padre volle farmi in occasione del mio matrimonio, fui subito colpita dalle vasche “Sella Chardonnay” e “Sella Pinot Nero” che spiccavano tra tante per l’intensità dei profumi. Chiesi conferma al nostro wine maker Ermes Vianelli e appoggiata nella scelta nacque l’idea di coccolare la piccola partita per esaltare quanto più fosse possibile le doti che la caratterizzavano. Questi terreni dotati di macro e microelementi non hanno mai deluso, confermando anno dopo anno qualità elevate. Ma questa volta ci si voleva spingere oltre e creare un cru nel cru.
Fu amore a prima vista, furono questi vini a farsi notare, a scegliermi, e, ancora non sapevo, ma per loro avevo in serbo un progetto speciale. Le cure per questa bollicina furono meticolose. Un elegante unione di Chardonnay e Pinot Nero con una lunga maturazione sur lie per cinque anni. Ripetute degustazioni durante questo lungo percorso ci confortavano e nasceva in me l’idea segreta di donare a mio padre una bollicina che portasse il suo nome, il nome di colui che ha creduto e crede nelle potenzialità insite di questa terra.
RNA – Riserva Nobile Alessandro Bianchi – ma anche Rna come patrimonio genetico di un terroir messaggero di qualità, di eccellenza. L’abito per questa preziosa riserva doveva essere quello delle grandi occasioni. Oro rosso, come i gioielli che la nonna indossava negli anni Sessanta; il simbolo del RNA in rilievo perché rilevanti furono le scelte che mio padre da subito decise di attuare e che porterà avanti sempre con coerenza millesimando tutta la produzione e utilizzando solo uve di proprietà. La scritta RNA in brail perché sempre alta è stata l’attenzione ai meno fortunati e ai bisognosi. Infine il classico scudo Villa che avvolge la bottiglia in un abbraccio che rappresenta le cure speciali riservate a questa riserva. Ma rappresentano innanzitutto l’abbraccio amorevole con il quale Villa accoglie i bambini di Haiti. RNA come “Riserva Nobile” perché è nobile il progetto che Villa si propone di promuovere con questa bollicina. La riserva del fondatore, RNA, sarà protagonista del progetto “Una bollicina per un sorriso” presentato in occasione dei festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell’azienda. L’iniziativa “Una bollicina per un sorriso” vuole sostenere il Progetto della Ricostruzione delle Scuole di Strada, con la donazione di un’Aula di una Scuola attraverso la vendita di 1000 bottiglie di RNA. Questo sarà un contributo importante per restituire ai bambini la possibilità concreta di tornare a scuola, alimentarsi, evadere da un mondo di miserie e ricominciare a sperare.
“A mio padre, che intuì le potenzialità di questi terreni dedico questa riserva e lo ringrazio per avermi tramandato l’amore per la terra, per ciò che ogni giorno sa trasmetterci con il suo agire e che è entrato a far parte del nostro DNA.”
(Roberta Bianchi)
Azienda Agricola Villa
Frazione Villa
25040 Monticelli Brusati (Brescia)
Tel: 0039. 030. 652329
info@villafranciacorta.it
www.villafranciacorta.it
per informazioni:
LISA LINI – cell: 338. 7574064
a cura di Rocco Lettieri

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