FERNANDO BOTERO a Casa Rusca di Locarno

Mostra di Fernando Botero

Inaugurazione: sabato 19 marzo, ore 17.30, Casa Rusca

Dal 20 marzo al 10 luglio 2011 la Città di Locarno presenta presso la Pinacoteca Comunale Casa Rusca un’importante mostra dedicata a Fernando Botero.

L’esposizione a cura di Rudy Chiappini e allestita in stretta collaborazione con l’artista, si concentra in particolare sulla produzione artistica degli ultimi quindici anni, offrendo così ai visitatori l’opportunità di conoscere la più recente evoluzione pittorica del maestro. Il maestro colombiano è considerato uno degli artisti più rappresentativi del nostro tempo ed è noto in tutto il mondo per il suo peculiare linguaggio pittorico, caratterizzato da una cifra stilistica riconoscibile a prima vista.

L’universo artistico di Botero è profondamente influenzato dalle sue origini colombiane. Nei suoi dipinti, infatti, si assapora quel clima favolistico tipico dell’America del Sud, in cui la realtà viene filtrata dalla fantasia e dal desiderio nostalgico di un mondo in via di smarrimento. È in questa atmosfera magica che Botero colloca i suoi personaggi, le sue nature morte e i suoi paesaggi; un’atmosfera che favorisce l’esagerazione e l’esuberanza del racconto.

La mostra presenta una sessantina di opere di grande formato riconducibili alle tematiche predilette dall’artista: la reinterpretazione dei grandi capolavori del passato, i nudi, i ritratti di religiosi, la corrida, la natura morta, il circo, la gente e la vita latino-americana. Emblematiche dell’artista sono le figure dalle forme abbondanti, soprattutto femminili, caratterizzate da un linguaggio ridondante e originale che accentua i volumi e la plasticità tridimensionale. Botero dilata le forme: uomini, oggetti e paesaggi acquistano dimensioni insolite, apparentemente irreali, e i grandi volumi creano quella sensualità che nella pittura suscita piacere allo sguardo. Questa dilatazione è funzionale anche a far comprendere l’importanza del colore, steso in grandi campiture piatte e uniformi, senza contorni e ombreggiature. Il quadro diventa un ritmo di volumi colorati in cui l’immagine assume il ruolo di pretesto rappresentativo. Dell’artista colpisce soprattutto il modo di raffigurare i protagonisti dei suoi dipinti: i personaggi di Botero sono sempre privi di stati d’animo riconoscibili, non provano né gioia né dolore. Di fronte ai giocatori di carte, alla gente del circo, ai vescovi, ai matador, alle donne nude e ai ballerini Botero non esprime alcun giudizio. Tutti gli individui che animano le sue opere incarnano l’emblema del “personaggio popolare” che non ha bisogno di essere giudicato. Nei suoi soggetti scompare la dimensione morale e psicologica: il popolo, in tutta la sua varietà, semplicemente vive la propria vita di ogni giorno, assurgendo a protagonista di situazioni atipiche nella loro apparente ovvietà.

L’evento espositivo di Casa Rusca sarà accompagnato da un importante catalogo pubblicato dalle Edizioni Salvioni, che conterrà i testi dei più autorevoli esperti dell’opera di Botero e la riproduzione a colori di tutte le opere esposte.

Sede: Casa Rusca – Pinacoteca comunale – Piazza San Antonio – 6600 Locarno
Tel: 091 756 31 85
Orario: Da martedì a domenica 10.00–12.00 / 14.00-17.00
Lunedì chiuso (ad eccezione del 25 aprile e del 13 giugno 2011)
Informazioni e Prenotazioni: Servizi culturali – Città di Locarno
Casorella – Via B. Rusca 5 – 6600 Locarno – Tel.: 091 756 31 70

Fernando Botero
Biografia

Fernando Botero nasce il 19 aprile 1932 a Medellín. Gli anni dell’infanzia e della giovinezza, vissuti in un’agiata e colta famiglia cattolica nella tumultuosa Colombia degli anni Trenta e Quaranta, sono un periodo fondamentale per la comprensione della sua opera. Nel 1952 si trasferisce a Bogotà, dove ha l’opportunità di conoscere alcuni personaggi dell’avanguardia colombiana. Ventenne, parte per l’Europa e raggiunge la Spagna. Dapprima è a Barcellona, in seguito a Madrid, dove si iscrive all’Accademia San Fernando e “incontra” i grandi del Museo del Prado: Velazquez e Goya, ma anche Tiziano e Tintoretto. Dopo un anno si trasferisce a Parigi e passa la maggior parte del tempo al Louvre studiando i capolavori dei maestri antichi. Nel 1953 raggiunge l’Italia e, arrivato a Firenze, entra all’Accademia San Marco. Botero lavora come un artista del Rinascimento, copiando Giotto e Andrea del Castagno; si reca ad Arezzo a vedere i dipinti di Piero della Francesca, poi a Siena, a Venezia, a Ravenna e in altri centri artistici del nord Italia.

All’inizio del 1956 si trasferisce a Città del Messico. Qui, influenzato dai murales messicani, Botero scopre la possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme. Nel 1957 è a Washington, negli Stati Uniti, dove visita i musei di New York e scopre il mondo dell’espressionismo astratto. Nel 1958 è nominato professore di pittura all’Accademia d’Arte di Bogotà e incomincia ad affermarsi come il più importante tra i giovani artisti colombiani. L’anno successivo vince il premio Guggenheim International e in rappresentanza del suo paese partecipa alla V Biennale di San Paolo del Brasile.

Nel 1963 si trasferisce nell’East Side e affitta un nuovo studio a New York. Si appassiona a Pieter Paul Rubens e diviene come lui un importante collezionista di opere d’arte, che più tardi donerà al museo di Bogotá. Intanto il Museum of Modern Art di New York, riconoscendo il valore della sua opera, gli acquista la prima versione di Monna Lisa all’età di dodici anni. Botero trascorre la fine degli anni Sessanta tra la Colombia, New York e l’Europa. Nel 1973 si trasferisce a Parigi, dove inizia a realizzare le sue prime sculture. È un momento di grazia per il pittore, ormai artista affermato di fama mondiale. Si susseguono le decorazioni e le mostre personali e antologiche. Nei due anni successivi si dedica quasi esclusivamente alla scultura, riproducendo i soggetti più svariati.

Tra il 1978 e il 1981 numerose retrospettive a lui dedicate si svolgono in Belgio, Norvegia, Svezia e Stati Uniti. Da quest’anno in poi, durante il periodo estivo, l’artista si stabilisce a Pietrasanta, in Toscana, dove lavora alle sue sculture nelle fonderie del luogo. Botero è ormai un artista consacrato a livello internazionale ed espone le sue opere in tutto il mondo. Tra gli eventi di maggior rilievo si ricordano la mostra delle sue enormi sculture sugli Champs-Elysées a Parigi nel 1992 e numerose esposizioni nei più prestigiosi musei quali Palazzo Ducale a Venezia, il Museo Nacional de Bellas Artes a Madrid, il Pushkin Museum a Mosca, lo State Hermitage Museum a San Pietroburgo, Palazzo Reale a Milano, l’Israel Museum a Gerusalemme, Palazzo Venezia a Roma e il Museo de Arte Contemporaneo a Caracas. Oggi Fernando Botero, grazie al suo stile inconfondibile e alla coerenza della sua ricerca, è considerato uno dei maggiori artisti viventi.

a cura di Rocco Lettieri