Anteprima Benvenuto Brunello – Edizione 2011

Anteprima di Benvenuto Brunello – Edizione 2011

In degustazione l’annata 2006 di Brunello e 2009 di Rosso di Montalcino

Si è aperta all’insegna dei 150 anni dell’Unità d’Italia la nuova edizione di Benvenuto Brunello, il tradizionale appuntamento in cui i produttori ilcinesi presentano ufficialmente l’annata lanciata sul mercato e le anticipazioni su quella appena vendemmiata. Quest’anno molto spazio è stato anche dato alla celebrazione della storia del vino italiano attraverso i 150 anni dell’Unità. Come ogni anno, oltre 200 giornalisti e operatori nazionali e internazionali sono confluiti a Montalcino dopo aver già degustato Chianti e Nobile, per testare la nuova produzione di Brunello 2006 e Rosso di Montalcino 2009 delle 208 cantine riunite nel Consorzio. Molte le novità. Innanzitutto una nuova sede: sono stati, infatti, coinvolti nella manifestazione i principali edifici monumentali del centro storico medioevale di Montalcino. Gli assaggi riservati alla stampa si sono svolti nel chiostro di Sant’Agostino accanto al “Museo civico e diocesano”, mentre nel settecentesco Teatro degli Astrusi si sono tenuti i convegni.

Il programma della manifestazione è stato incentrato su una serie di appuntamenti attraverso cui è stata raccontata la storia del vino e dell’enologia italiana. L’anteprima di “Benvenuto Brunello 2010” è stata inaugurata dalla tavola rotonda condotta da Daniele Cernilli che ha riunito le più grandi famiglie del vino italiano per un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia e dell’eccellenza enologica italiana nel mondo. Ad alternarsi quali ospiti illustri il Barone Francesco Ricasoli, proprietario del Castello di Broglio feudo assegnato alla sua famiglia prima dell’anno mille da Ottone III, ricorda il suo antenato, Bettino Ricasoli, secondo presidente del Consiglio del Regno d’Italia dopo Cavour ed artefice del vino italiano di quell’epoca.
A seguire Rosanna Carpenè, quinta generazione della storica Carpenè Malvolti di Conegliano (Tv), l’azienda che ha dato i natali al Prosecco, fondata nel 1868 da Antonio di ritorno dalla seconda spedizione dei Mille. Ad Antonio Carpenè, scienziato chimico ed enologo laureato all’Università di Pavia nel 1864, va il merito di aver introdotto per primo in Italia, insieme a Gancia, il metodo “Champenoise”. La denominazione utilizzata per il prodotto era “Champagne Italiano”.
Ancora Lamberto Vallarino Gancia, che vanta il trisnonno Carlo che nel 1850, affascinato dallo champagne andò in Francia come cantiniere per impararne le tecniche di lavorazione in Francia. Ritornato a Canelli, fonda la F.lli Gancia ed applica le nozioni all’uva di moscato bianco, creando nel 1865 un nuovo tipo di champagne, che chiamò Spumante Italiano. Poi ancora Francesca Colombini, la signora del Brunello.
Quindi è stato il momento del filmato della RAI “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli dedicata ai 150 anni della storia del vino italiano, di cui il Brunello è un protagonista emblematico. Questa storia è raccontata a partire dalle sue origini, rappresentate dallo sfuso tipico delle osterie di metà ‘800, per arrivare fino alle bottiglie servite nei ristoranti di lusso di New York, Londra e Beijing, attraverso la testimonianza di alcuni suoi protagonisti come Biondi Santi, Ricasoli, Gancia, Carpenè, Rallo, Rivella, Cinelli Colombini, ecc.
Dopo questo bellissimo contributo video è intervenuto Ezio Rivella, da sei mesi presidente del Consorzio, uno dei protagonisti della storia del vino di Montalcino, amministratore della Castello Banfi, tecnico e legislatore, che ha augurato al Brunello un futuro fatto di qualità, definendola una filosofia che si attua prima nel vigneto, poi in cantina per migliorare il risultato del prodotto finale. E siamo quindi arrivati alla storia di oggi con tre personaggi che si sono innamorati di Montalcino: Sandro Chia, un grande maestro, proprietario del Castello Romitorio, Enrico Viglierco, direttore generale della Banfi e Riccardo Illy, che nel 2008 acquista l’azienda Mastrojanni di Montalcino. Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, ha delineato il significato della denominazione, mettendo in guardia dalla banalizzazione del meccanismo delle Doc. La denominazione è uno straordinario patrimonio che appartiene ad un territorio, legato a dei vitigni, patrimonio di cui abbiano una enorme ricchezza, ma stiamo rischiando di abusarne. Il proliferare di denominazioni non ci aiuta a rendere più chiaro il concetto nei confronti dei consumatori.
Ultimo intervento per Gianni Bruno, dal Vinitaly, responsabile dei progetti speciali, che ha presentato la bottiglia celebrativa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nata da un’idea del Presidente di Veronafiere. Si tratta di due vini, uno bianco ed uno rosso, due blend di 20 vitigni a bacca bianca e 20 a bacca nera, uno per ogni regione, scelti in base alla rappresentatività dagli Assessorati regionali all’agricoltura. Uniche anche le bottiglie che conterranno i vini, appositamente ideate e disegnate da Aldo Cibic, architetto e designer di fama mondiale, sotto la direzione creativa di Riccardo Facci, fondatore dell’agenzia creativa Facci & Pollini. In conclusione Daniele Cernilli ricorda che sul dollaro americano è riportato il motto e pluribus unum (da molti, l’uno). Questo significa che l’unità viene garantita dalle differenze delle persone, delle culture dalle diversità locali, ma ci deve essere. Un bel monito ed un augurio di speranza.

Sabato è stato il momento del racconto della vendemmia 2010 e soprattutto dell’annuncio ufficiale del rating assegnato dalla giuria degli esperti che ogni anno attribuiscono le “stelle” al grande rosso toscano. La commissione di esperti che ha valutato i 46 campioni ha assegnato le ***** (5) stelle al Brunello 2010 con la motivazione che questi vini sono eleganti, perfetta armonia, grandi ricchezze espressive e sostenuti da un’ottima struttura, importante per la tenuta nel tempo. Come consuetudine il rating è ufficializzato con la posa sulla facciata del Palazzo Comunale della piastrella celebrativa dell’annata 2010, realizzata quest’anno dal pittore Alessandro Grazi e che rappresenta l’immagine fotografica di una giovane donna con la fortezza di Montalcino adagiata sulla testa, perifrasi ironica ma ottimista della dama con la corona turrita che simboleggia l’Italia.

Sempre sabato c’è stata l’assegnazione del premio Leccio d’Oro, assegnato come ogni anno dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ai locali che hanno la Carta dei Vini, ovvero il listino, con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello di Montalcino e degli altri vini di Montalcino, in relazione sia alle diverse annate che al numero di etichette di aziende produttrici. La giuria del Premio è composta, come di consueto, dal Presidente del Consorzio, ora Ezio Rivella e dai componenti del Comitato di presidenza: Donatella Cinelli Colombini, Marco Cortonesi, Giancarlo Pacenti e Fabrizio Bindocci, a cui sono stati aggiunti quest’anno, Allan Bay, Faith Willinger, Antonello Maietta e Alfredo Tesio. Ciascun premio consiste in una targa, un soggiorno a Montalcino per due persone di 4 giorni, e una confezione regalo di 72 bottiglie di Brunello di Montalcino, 36 bottiglie di Rosso di Montalcino, 12 bottiglie di Moscadello di Montalcino e 24 bottiglie di Sant’Antimo, di differenti produttori.

Ad aggiudicarsi il premio Leccio D’oro quest’anno sono stati il Ristorante Romano di Viareggio (Lu) per la categoria ristoranti, l’Enoteca Mia Cantina di Padova per la categoria enoteche e l’Osteria/ristorante Nostrana di Portland (Oregon – Usa) per la categoria osterie.

Il Ristorante Romano (www.romanoristorante.it) di Romano e Roberto Franceschini nasce a Viareggio nel 1966 quando i giovanissimi Romano e sua moglie Franca, appena 16enne, aprono il primo ristorante in Via Mazzini. Dal 2001 il figlio Roberto entra a far parte della gestione del ristorante di famiglia, che vede sempre Franca in cucina e il marito e il figlio all’accoglienza e in sala. Dal ristorante Romano sono passati il Conte Giovanni Nuvoletti Perdomini e nomi noti della Versilia come Mario Tobino e Francesca Duranti. Nel ristorante si può gustare del buon pesce ma anche molti piatti di carne da abbinare ai numerosi Brunello presenti in carta.

L’enoteca La Mia Cantina (www.lamiacantina.it) di Nicola e Marta Valentini nasce nel 1979 per opera di Fracesco Valentini, il quale per trent’anni ha gestito con dedizione l’enoteca. La sua persona si è spesso sovrapposta, per il suo carisma, al marchio dell’azienda, facendo così crescere la fiducia di molti appassionati consumatori. Situata nel centro storico di Padova, l’enoteca offre una scelta di quasi 1200 etichette provenienti da tutto il mondo; 900 sono i vini italiani ed esteri con un’ottima presenza di Brunello e di vini di Montalcino.

L’osteria ristorante Nostrana (http://nostrana.com), miglior ristorante del 2005 per la rivista The Oregonian, nasce nello stesso anno nella città di Portland, in Oregon, grazie alla passione per i piatti autentici della chef Cathy Whims e del suo partner David West. Nostrana è una tipica taverna italiana che serve piatti di stagione classici e creativi che riflettono lo stretto legame tra Cathy e gli agricoltori del nordovest degli Stati Uniti. Sono molte le aziende di Montalcino presenti in carta, sia con il Brunello che con il Rosso di Montalcino.
Lo scorso anno furono premiati il Ristorante Locatelli di Londra, L’Enoteca Bonatti di Firenze e l’Osteria La Fattoria del Campiglione di Pozzuoli di Napoli.

La degustazione:
La giornata di venerdì 18 è iniziata con un clima molto freddo e per fortuna la nuova location aveva una giusta temperatura interna sia per i degustatori che per i vini di servizio. E veniamo ai numeri: 143 i campioni di Brunello 2006 in degustazione con l’ausilio dei sommelier, a cui si aggiungevano altre etichette di 19 Selezioni o Vigne.
Le Riserve di Brunello 2005 erano 14. I Rossi di Montalcino 2009 erano circa 190 più una ventina dell’annata 2008 (presentati in ritardo). I Moscadello di Montalcino 9 in totale. Per il Sant’Antimo 2007/2008 circa una ventina più qualche Vin Santo.
La mia degustazione personale di circa 70 Rosso di Montalcino 2009 mi ha dato belle impressioni sia come colore (vivi e di un viola melanzana) che come profumi (rose, violette e fragoline) e fruttati di frutta rossa fresca (ciliegia, amarena, susine e cassis) con finali freschi di anice e resina. In bocca bella rispondenza acido/tannica con giusti equilibri armonici che rendevano bevibile senza pesantezza; buona anche la permanenza nel retro gola. Tra le mie preferenze: Agostina Pieri, Banfi, Casanova delle Cerbaie, Cupano, I Cipressi, La Poderina, Le Ragnaie, Pacenti, Pian delle Querci, Pinino, Sassodisole, Sesti di Sopra, Solaria, Tiezzi e Uccelliera.

Per i “Brunello” 2006 valutazioni di certo positive con qualche perplessità per alcune bottiglie che avevano ancora sentori chiusi, vegetali, ancora con troppo legno e con strutture polifenoliche altissime che rendevano la beva pesante e disarmonica. Al cospetto di bottiglie giuste (a dir il vero ben poche) c’era da togliersi tanto di cappello: balsamicità al naso, spezie gentili appena annunciate, confetture e non marmellate, armonia vellutata in bocca con giusto calore e grande equilibrio sapido-acido-tannico con finali di liquirizia e cacao dolce, nocciole tostate e mineralità molta discreta. Chi ha portato a casa uve giuste ha in casa un prodotto che potrà ancora tenere per molti anni. Le mie preferenze degustative su circa la metà dei vini presentati che ho potuto fisicamente assaggiare sono state: Agostina Pieri, Pian delle Querci, Baccinetti, Baricci, Bel Poggio, Canalicchio di Sopra, Brunelli, Camigliano, Capanna, Caprili, Castello Romitorio, Castiglion del Bosco, Collemattoni, Donna Olga, Fuligni, Greppone Mazzi, Il Colle, Il Paradiso di Manfredi, Il Marroneto, Il Poggione, L’Aietta, La Fiorita, La Rasina, Lisini, Mastrojanni, Pacenti, Podere Brizio, Poggio Antico, Poggio Salvi, Sesti di Sopra, Silvio Nardi, Solaria, Tenuta di Sesta, Uccelliera e Ventolaio.

In chiusura una nota che ci ha fatto riflettere. Alle ore 10,50 di venerdì, dopo neanche un’ora e mezza di assaggi, veniva distribuito il seguente comunicato: “Dalle prime impressioni manifestate dai giornalisti ed esperti dopo le degustazioni di oggi, il 2006 si conferma un’annata eccellente. Un riconoscimento all’impegno dei produttori di un territorio ormai capace di produrre con costanza annate di ottima qualità…”
D’accordo su tutto, ma si poteva anche aspettare a dare questo annuncio dopo il pranzo. A quell’ora chiunque dei giornalisti presenti non poteva aver degustato più di una ventina di vini. E sui 143 vini da valutare, è quantomeno azzardato dare un comunicato ufficiale dopo solo poche ore.

Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
Tel: 0577.848246
info@consorziobrunellodimontalcino.it

A cura di Rocco Lettieri