Presentato il libro ”I paesaggi a terrazze in Sicilia”

CHI BEVE PASSITO BEVE ANCHE IL PAESAGGIO DI PANTELLERIA

E’ stato presentato presso la cantina Donnafugata di Kamma il libro “I paesaggi a terrazzi in Sicilia”, edito dall’ARPA e scritto da Giuseppe Barbera, Sebastiano Cullotta, Ilaria Rossi-Doria, Iuliane Ruhl e Bernardo Rossi-Doria.

Alla presentazione in rappresentanza degli autori c’era il professor Giuseppe Barbera.

“Il libro – ha detto il professor Giuseppe Barbera – è il risultato di uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’universitĂ  di Palermo, sui paesaggi terrazzati di tutta la Sicilia. Questa tipologia di paesaggi sono quelli piĂš rappresentativi della natura del Mediterraneo e della storia di queste regioni. I popoli del Mediterraneo hanno dovuto scontrarsi con le montagne e su di esse “inventare” una tecnica di coltivazione ad hoc data la loro difficile natura. I terrazzamenti sono però ad oggi tra i sistemi agrari piĂš in crisi. Sono inadatti alla meccanizzazione e quindi vengono abbandonati e ciò determina la perdita della multifunzionalitĂ  dell’agricoltura. L’agricoltura non ha, infatti, il solo scopo di produrre, ma è sempre accompagnata da altre funzioni, l’agricoltura è lotta ai cambiamenti climatici, le sue ragioni ambientali sono fortissime ed a Pantelleria è talmente evidente che non credo sia il caso di ribadirlo.

L’agricoltura è l’altro modo di definire la sostenibilitĂ  di un ambiente”. “Oggi l’agricoltura a Pantelleria – ha continuato il professor Barbera – è ridotta ad un decimo della sua estensione originale dell’isola. Stanno scomparendo biodiversitĂ  coltivata, tecniche colturali, saperi agricoli, l’anziano che muore è un pezzo di territorio che scompare. Il paesaggio dei terrazzamenti di Pantelleria è l’identitĂ  di questo territorio ed io credo che Pantelleria non può rinunciare ai suoi terrazzamenti, non può farne solo una questione economica ed ambientale, perchĂŠ è anche e soprattutto una questione culturale: il paesaggio di Pantelleria è il risultato dell’intelligenza ma anche del cuore delle tante generazioni dell’isola che su questo territorio hanno lavorato e faticato”.

PER RICEVERE GRATIS IL LIBRO BASTA FARE UNA E-MAIL E RICHIEDERLO A g.segreto@arpa.sicilia.it

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L’UOMO SI ALLEA CON LA NATURA E LA COLTIVA CON INTELLIGENZA
Pantelleria ha un paesaggio unico al mondo.

Il professor Giuseppe Barbera ha sottolineato come Pantelleria ha un paesaggio unico al mondo. “Su questa terra – ha sottolineato Barbera – l’uomo si allea con la natura, non la doma, piuttosto con intelligenza la coltiva. Un’altra cosa che credo sia arrivato il momento di fare è la fondazione di un eco-museo, un museo del paesaggio, un museo etno-antropologico, insomma un luogo dove l’agricoltura di Pantelleria possa essere conosciuta, studiata, conservata ma non soltanto con funzione museale. Come avviene negli ecomusei della Francia o del nord Italia, occorre un luogo dove possa avvenire un continuo confronto tra i problemi dell’agricoltura e le sue soluzioni. Dico questo anche in riferimento all’esperienza con Donnafugata e con il FAI riguardo al Giardino Pantesco, un pezzetto del paesaggio agrario di Pantelleria che è bastato comunicarlo bene, attraverso il FAI, per avere poi file di visitatori che chiedono di vederlo. Quest’anno, con un piccolo finanziamento dell’ARPA, approfondiremo gli studi sul microclima del Giardino Pantesco, su questa straordinaria macchina per condensare l’umiditĂ  e farla diventare acqua per la vita delle radici degli alberi che vivono al suo interno. Io credo che tutto questo deve essere fatto a Pantelleria poichĂŠ può anche fungere da richiamo turistico extrastagionale. Il problema è che dopo 40 anni che lo diciamo sono stati due enti privati, come il FAI e Donnafugata a creare qualcosa del genere.”
Il professor Barbera, ha terminato il suo intervento annunciano l’organizzazione di una mostra per la stagione estiva 2011, in collaborazione con il FAI, presso i locali della cantina Donnafugata, nella quale saranno esposti numerosi scatti di Renato Bazzoni, architetto, fotografo, nonchĂŠ uno dei fondatori del FAI negli anni ’70, periodo in cui si recò a Pantelleria scattando una quantitĂ  considerevole di fotografie all’isola in quel tempo, andando quindi a costituire un patrimonio storico-fotografico dell’isola e del suo paesaggio di 30 – 40 anni fa.

GIACOMO RALLO: ”IL RISULTATO DI QUESTO LIBRO Ě STRAORDINARIO”
Il paesaggio non è indistruttibile, bisogna difenderlo

“Questo libro viene da un’iniziativa dell’ARPA, l’agenzia regionale per la difesa dell’ambiente.

Per fortuna questa iniziativa – ha detto a “Pantelleria Internet” Giacomo Rallo, il padrone di casa – è stata affidata anche al professore Barbera ed il risultato è semplicemente straordinario. Il lavoro che hanno fatto è un lavoro unico e devo dire che Giuseppe Barbera questa volta si è superato. Hanno prodotto un libro che è giusto acquisire nella sua sostanza culturale, ma soprattutto come messaggio forte per chi ama questa Sicilia terrazzata, questa Sicilia che viene da un percorso di dolore e di partecipazione. E’ un lavoro importante perchĂŠ finirĂ  per affinare i nostri sentimenti per un’isola come Pantelleria o anche di paesaggi come quelli dell’Etna che vanno difesi. Non si può pensare che sia qualcosa di indistruttibile il paesaggio dell’Etna o quello di Pantelleria. Bisogna avere coscienze attive e partecipative. Sono questi territori cosĂŹ come sono stati costruiti con tanto dolore, con tanta passione, devono ora essere difesi con partecipazione forte, con gli investimenti mirati per ricostruire a Pantelleria i muretti. Nel libro c’è questo parallelismo tra il paesaggio dell’Etna e quello di Pantelleria che lo rende interessante anche da un punto di vista letterario. Si va al di lĂ  di quella che è semplicemente ricerca scientifica”.

D) Donnafugata a Pantelleria ha contributo molto al recupero di queste terrazze. Quale è stato il lavoro che avete fatto?

R) “Noi a Pantelleria abbiamo seguito una linea tradizionale di difesa di valori straordinari e tra questi valori c’è anche l’organizzazione del paesaggio attraverso la difesa di questi terrazzamenti. Donnafugata ha recuperato, rimesso su qualcosa come 11 chilometri senza accedere a gran che di contribuzione comunitaria perché la burocrazia regionale ce l’ha un po’ impedito. Su un investimento nostro di circa 500 mila euro abbiamo avuto meno del 10 per cento.

D) Come mai avete voluto questa prima presentazione di questo libro a Donnafugata?.

R) “Non siamo stati noi a farci avanti. Siamo stati cercati. L’ARPA sa che siamo un’azienda che dal punto di vista ambientalista siamo ineccepibili, positiva. Pensano che la nostra presenza nell’isola è di difesa e di valorizzazione dei valori forti dell’isola”.

D) Che cosa bisogna fare per conservare nel tempo questo paesaggio di Pantelleria?

R) Io penso che innanzi tutto per tenerlo integro bisogna difendere la viticultura eroica che ti costringe a difendere il muretto, a difendere il dammuso. Per difendere questi valori architettonici bisogna produrre vini di alta qualità perché se non hai ritorni non puoi supportare economicamente la fatica del contadino. Ci vogliono prodotti ricchi che possano trovare un’alta definizione di qualità e, quindi, di prezzo per sostenere poi i costi esorbitanti di una coltivazione della vite che è stata straordinariamente impegnativa. Noi impieghiamo 800 ore lavorative per gestire un ettaro a Pantelleria ed appena 240 a Contessa Entellina.

Tratto da: News 7456, Pantelleria 28/04/2011 (Silvia Ferrandes)