INAMA – Un’azienda sul…vulcano

INAMA – Un’azienda sul…vulcano

La storia del vino italiano ha origini molto antiche. Già i Greci chiamavano l’Italia “Enotria”, terra del vino. Molte aree sono state vitate in epoca Romana ed hanno dato vita a vini che esistono tutt’oggi. Altre sono conosciute già dal medioevo. I vini pr ovenienti da queste zone storiche, divenuti poi D.O.C. (“Denominazione di Origine Controllata”) e D.O.C.G. (“Denominazione di Origine Controllata e Garantita”), hanno preso il titolo di vini Classici. I principali vini che si possono fregiare della qualifica “CLASSICO” sono il Soave, il Chianti, l’Orvieto, il Valpolicella e il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Ciò significa che all’interno delle aree D.O.C., definite nella seconda metà del 900, vi era un’area originaria, un “nocciolo” molto antico, da cui provengono i vitigni originali di quel vino. I romani, o chi per loro, sapevano bene quello che facevano e quello che volevano. La viticultura in quell’epoca era molto avanzata e, dai documenti che possediamo, sappiamo che avevano identificato le zone migliori per produrre il vino che corrispondevano al loro gusto.

Nel caso dei vini bianchi Classici, il Soave e l’Orvieto provengono da aree vulcaniche. Anche altri vini come l’Est Est Est, il G reco ed il Fiano, originatisi in epoca antica, provengono da aree vulcaniche vitate in epoca Romana.

Come mai molti di questi vini sono stati parzialmente dimenticati dai consumatori? Oppure il loro successo e la loro reputazione non sono all’altezza di quello di altri più recentemente prodotti? Eppure i vini Classici vengono dalle aree più antiche dove il territorio, l’adattamento della vite, la tradizione e la storia dovrebbero concorrere a renderli dei monumenti all’ottimo bere.

Esistono molte spiegazioni. La normativa della D.O.C. è stata gestita dai Consorzi di Tutela delle singole D.O.C. Questi hanno commesso una quantità di errori che sono andati poi a ricadere sulla reputazione dei vini e sulle generazioni future di vignaioli.
Le antiche aree vitate sono state le prime, già dagli anni ‘ 60 e ‘ 70, ad avere un certo successo, soprattutto grazie all’esportazione.

A questo ha fatto seguito spesso un politica priva di lungimiranza da parte dei dirigenti che hanno preferito investire a breve termine sui grandi quantitativi e sulla propria carriera piuttosto che sulla vite e sul vino. Ad esempio, sono nati Consorzi di produzione che avrebbero dovuto lavorare per il vero miglioramento e per la creazione nei vignaioli di una mentalità adatta a produrre grandi vini per mercati sempre più sofisticati, lasciando ad aree meno vocate la produzione di vini ordinari. Invece il grande cooperativismo ha creato spesso ciclopiche cantine sociali che ritirano anche uve scadenti pagate, in passato, addirittura ad un buon prezzo. Questo ha creato nei vignaioli la falsa percezione che quella fosse la strada da seguire. Nel caso del Soave l’area D.O.C. è stata allargata ben al di là dell’area Classica senza dare alcuna spiegazione al consumatore che, ignaro, beve spesso un vino mediocre con un nome antico e altisonante, traendone ovvie conclusioni e passando così a bere altro.

Di tutto ciò ha fatto le spese il vino Classico serio, prodotto spesso da viticoltori o da piccole cooperative che hanno mantenuto l’amore per il loro grande territorio Classico senza mescolare i vini, senza eccedere nella produzione, senza farsi prendere dalla smania del facile guadagno.

Noi produciamo solo Soave D.O.C. CLASSICO, con una varietà antica adattatta all’area Classica collinare e vulcanica da migliaia di anni: la Garganega. Raramente però il consumatore conosce il vero significato della magica parola CLASSICO, poiché la zona del Soave Classico è stata allargata di quasi dieci volte, fino a comprendere anche una vasta porzione di area pianeggiante, dove il terreno alluvionale è troppo fertile e le viti di Garganega non trovano più il proprio equilibrio. Spinte dai viticoltori a produrre molto, danno origine ad un vino ordinario e dozzinale. Purtroppo anche questo vino si chiama Soave D.O.C.

Azienda Agricola INAMA
Località Biacche, 50
37047 San Bonifacio (Verona)
Tel: 0039. 045. 6104343
info@inamaaziendaagricola.it

a cura di Rocco Lettieri