BE ITALIAN – Biondelli al Vinitaly e invito a Venezia

“Be ITALIAN”

Seminario e degustazione condotti da Claudia Bondi a Verona

Vinitaly – LunedĂŹ 7 Aprile 2014

 

La Storia

Le origini della famiglia Biondelli si ritrovano nel patriziato cittadino di Piacenza, ai tempi del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Fu durante il secondo conflitto mondiale con Giuseppe Biondelli, Ambasciatore d’Italia, che il destino della famiglia Biondelli incrociò la Franciacorta. Egli decise di stabilirsi a Bornato in seguito al matrimonio con Clementina dei Conti Maggi di Gradella. Fu per amore di sua moglie (profondamente Franciacortina), che l’allora Console Generale decise di acquistare la villa e la proprietà agricola in precedenza appartenute ai Conti Fè d’Ostiani. Oltre al desiderio di venire incontro all’amore di sua moglie per la Franciacorta, Giuseppe Biondelli era rimasto profondamente colpito non solo dalla bellezza dei luoghi, ma anche da quella atmosfera particolare che si respirava in quegli anni che molti definirono la “belle époque” della Franciacorta. Basti pensare alla vicinanza con il territorio di Calino, dove era la tenuta del conte Aymo Maggi, cugino della moglie Clementina ed uno dei fondatori della storica gara di auto “Mille Miglia” (la cui nascita ufficiale è fissata al 2 Dicembre 1926). Una storia quindi molto affascinante, che continua fino ai giorni nostri con Carlottavio Biondelli, figlio di Giuseppe, il quale da sempre si occupa delle attività agricole di famiglia, implementando la cultura della vite e sviluppando l’attività di cantina, anche mediante la ristrutturazione della cascina cinquecentesca ubicata nel cuore della proprietà. La nascita ufficiale della cantina è nel millesimo 2010. Joska Biondelli, figlio di Carlottavio, conduce oggi l’azienda vinicola personalmente.

 

PROGETTO:

Joska Biondelli afferma “Siamo viticoltori prima, e produttori di vino poi”. In questa significativa frase è racchiusa la filosofia di una famiglia che da molti anni coltivava uve e che nel tempo ha iniziato a credere fortemente nelle potenzialità del terroir della Franciacorta in generale e nella concreta possibilità in particolare di produrre un vino che fosse espressione totale di questa specifica area e che al contempo potesse, con gli anni, raggiungere delle vette qualitative sempre più elevate. Che il vino si faccia in vigna e non in cantina è un principio considerato naturale sia dalla famiglia Biondelli sia da tutti i collaboratori attivi in questo progetto. La stessa condivisione vale anche per l’altro motto spesso ribadito dallo stesso Joska: “La ricerca della qualità è un obbligo”. L’attenzione estrema per l’ecosistema è sempre stata evidente come vocazione e nelle opere: l’azienda ha terminato nel 2013 il processo di conversione ad agricoltura biologica.

 

Territorio e Vigne

TERRITORIO: ci troviamo a Bornato di Cazzago San Martino, nella parte di Franciacorta a Sud del Lago d’Iseo. Questa zona è contraddistinta da un terreno di origine morenica, per la precisione di unità vocazionale identificata come “morenico sottile”. Il clima è caratterizzato da inverni rigidi ed estati di caldo prevalentemente secco, con altissime escursioni termiche tra il giorno e la notte che sono provocate dalle correnti di aria fredda provenienti dalle Alpi che si incanalano nella valle del Lago d’Iseo, e che si rivelano preziose ai fini del processo di maturazione delle uve e della preservazione di acidità e profumi.

 

VIGNE: le nostre vigne si estendono per 10 ettari coltivati a guyot, di cui 8 di Chardonnay e 2 di Pinot Nero. Essi si trovano ad un’altitudine di 250 metri s.l.m., l’esposizione è Sud e la densità di 4.000 ceppi/ettaro. I vigneti sono 5, ed ognuno ha un proprio nome, già presente in documenti cartografici:

 

1) NAVE è’ il vigneto principale, dove sono coltivati 3 ettari di Chardonnay. Come suggerisce il nome, ha la forma di una barca ed è caratterizzato da un andamento pianeggiante. Qui lo Chardonnay si esprime con una superba complessità.

 

2) TERRAZZE Collina dove viene coltivato il Pinot Nero: le piante sono giovani (4 anni) e ancora non utilizzate.

 

3) BROLO Nome che da sempre indica un orto o frutteto cinto da un muro o da una siepe; qui abbiamo un ettaro di Pinot Nero.

 

4) STAZIONE Prende il nome dalla vicina stazione, ed ospita piante di Chardonnay.

 

5) PAINI L’unico distaccato come locazione dai precedenti, che formano un corpo unico: in esso lo Chardonnay esprime un particolare livello di acidità

 

I Vini

La prima produzione della cantina Biondelli è stata effettuata con le uve vendemmiate nel 2010. 19.000 bottiglie di Franciacorta Brut e 6.000 bottiglie di Franciacorta Satèn, presentate rispettivamente nel Dicembre 2012 e nel Luglio 2013. Questi “primi nati” furono figli di una vendemmia non semplice, messa a dura prova dalla grandinata del mese di Luglio, che è stata neutralizzata nei suoi effetti più nefasti grazie alla pratica della vendemmia selettiva.

Con il 2011 il numero delle bottiglie è incrementato, arrivando a 25.000 unità per il Brut e 8.000 per il Satèn. Questa è stata una vendemmia praticamente perfetta, con un rapporto tra acidità e zuccheri egregiamente bilanciato. L’operazione di sboccatura, fin dal primo anno, viene effettuata per scelta aziendale in diversi momenti.

In occasione del Vinitaly 2014, è stato presentato in anteprima il Franciacorta Brut ottenuto con uve vendemmiate nel 2011: anche in questo caso, come già avvenuto per il 2010, si tratta di “millesimi non dichiarati” e l’uvaggio prevede uva Chardonnay al 100%.

L’etichetta dei vini è stata creata da Joska insieme al padre Carlottavio. L’idea di fondo è da un lato trasmettere i valori della famiglia e dell’azienda (semplicità, eleganza e rispetto per la tradizione) e dall’altro evidenziare alcuni elementi (i nomi “Biondelli”, “Franciacorta” e lo stemma di famiglia) necessari ai fini di una immediata assunzione di responsabilità da parte della famiglia Biondelli. Joska sostiene, infatti, che mai quanto nel settore alimentare è fondamentale che il produttore si esponga sempre in prima persona in modo da poter rispondere personalmente della qualità del proprio vino di fronte ai consumatori.

 

La Franciacorta

Con la locuzione “curtes francae” venivano designate le comunitĂ  di monaci benedettini che nell’Alto Medioevo avevano sede nella zona collinare nei pressi del Lago d’Iseo. Questi luoghi si trovarono a godere di franchigie, cioè dell’esenzione dal pagamento dei dazi legati al commercio, perchĂŠ i monaci, con la loro opera, avevano apportato notevoli migliorie ai terreni mediante bonifiche ed avevano istruito gli abitanti circa le varie tecniche di coltivazione delle colture. Inoltre le origini del nome Franciacorta affondano le radici nel 1277, quando il toponimo “Franzacurta” venne riportato per la prima volta negli annali del Comune di Brescia per indicare quella specifica zona situata tra i fiumi Oglio e Mella, a sud del Lago d’Iseo. Di particolare interesse risulta la redazione nel 1570 da parte del medico bresciano Gerolamo Conforti del “Libellus de vino mordaci”, uno dei primi testi al mondo a descrivere il processo di vinificazione dei vini a fermentazione naturale in bottiglia e dove viene riportato quanto fosse esteso il consumo di vini briosi e spumeggianti, che Conforti definiva “mordaci”.

Nel 1967 venne sancita la DOC Franciacorta, divenuta poi DOCG nel 1995, con due importanti primati: è stata infatti la prima volta che un vino prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (Metodo Classico) ha ottenuto la DOCG ed è anche l’unica denominazione in Europa (insieme a Champagne e Cava) per questa tipologia che può fregiarsi di riportare in etichetta il solo termine “Franciacorta” come onnicomprensivo di area territoriale, metodo di produzione e vino. Nel 2008 il Disciplinare è stato sottoposto ad una revisione.

Il 5 Marzo 1990 venne fondato il “Consorzio per la Tutela del Franciacorta”, che ha sede ad Erbusco. Nel 1992, per scelta ed impulso dei produttori della Franciacorta, fu iniziato lo studio di zonazione da parte dell’Università di Milano sotto la guida del Prof. Attilio Scienza, e sono state rilevate 6 “unità vocazionali”, cioè tipologie di terroir che determinano specifici comportamenti vegeto-produttivi e che influenzano in maniera peculiare il profilo sensoriale dei vini.

 

Le Persone

 

Joska Biondelli, nato il 2 Febbraio 1981, di formazione classica studia economia a Milano e si specializza in relazioni internazionali prima a Roma e in seguito a Londra. Terminati gli studi, decide di rimanere in Inghilterra dove matura una duratura esperienza come “head hunter” nel settore finanziario della City. Tuttavia, durante la lunga assenza da casa, il rapporto con la Franciacorta non si è mai interrotto. Presente ad ogni vendemmia e partecipe con il padre Carlottavio ad ogni decisione riguardante il processo di ammodernamento della cantina, Joska non ha faticato a reinserirsi nel contesto Franciacortino. Forte di oltre un decennio passato lontano da casa, dal 2010 si occupa a tempo pieno della attività in vigna e in cantina con una visione molto chiara riguardo al futuro dell’attività di famiglia.

 

Cesare Ferrari, con oltre 50 anni di attività enologica alle spalle, è unanimemente riconosciuto come uno degli enologi più esperti d’Italia e come uno dei “padri” di molti dei vini che hanno reso la Franciacorta celebre e apprezzata in Italia e all’estero.

 

Roberto Ravelli è enologo e agronomo. Con oltre 30 anni di esperienza nel mondo del vino, le sue mansioni non si limitano alla direzione del comparto commerciale, ma si estendono ad ogni fase produttiva: dalla scelta dei tempi di vendemmia, agli assaggi di cuvÊe e liqueur, al packaging e alla presentazione dei prodotti fino alla definizione dei prezzi e delle strategie di vendita.

 

Diego Uberti è l’agronomo e responsabile dei lavori in vigna e in cantina. Con oltre 30 anni di esperienza in Franciacorta, Diego è uno strenuo sostenitore dell’agricoltura biologica. Armato di una buona dose di buon senso, Diego sostiene tuttavia che il metodo di agricoltura biologica non si possa applicare indistintamente ad ogni terreno. Solamente i vigneti realmente vocati possono produrre un’uva che sia sana e di grande qualità senza dover ricorrere ad antiparassitari, diserbanti e prodotti chimici in genere.

 

Cantine BIONDELLI

Via Basso Castello, 2 – Fraz. Bornato  

25046 Cazzago San Martino (BS)

Tel. +39 030-7759896 ∙

info@cantinebiondelli.com

www.cantinebiondelli.com

 

 

 

ITALIAN WINE TREASURES

 

Un ciclo di degustazioni per gli appassionati del vino Italiano all’Hotel Danieli di Venezia

 

Dopo un esordio di grande successo, continua il ciclo di eventi “Italian Wine Treasures” presso la Danieli Wine Suite dell’Hotel Danieli di Venezia.

Il secondo appuntamento avrà come protagonista la cantina BIONDELLI di Franciacorta, e sarà una serata di festa, all’insegna della musica e della joie de vivre, dove l’atmosfera sarà vivacizzata dalle bollicine Brut e Satèn e dalle creazioni finger food appositamente studiate dal nostro resident chef Dario Parascandolo. L’evento potrà contare sulla presenza del produttore Joska Biondelli, che presenterà la sua cantina, mentre i vini saranno raccontati da Claudia Bondi di Perle & Perlage e già Ambassadeur du Champagne per l’Italia.

 

Hotel Danieli – Danieli Wine Suite

 

• ITALIAN WINE TREASURES – BIONDELLI:   numero di posti limitato

• Martedì 10 giugno, dalle 19:30

• Euro 49 a persona – degustazione e finger food

 

Per informazioni e prenotazioni: Tel.: 041.782786 – c ell: 366 3977113

 

Servizio a cura di Rocco Lettieri