Incontro a Montevecchia con Giacomo Mojoli

MONTEVECCHIA ED I SUOI VINI

 
 
In Brianza, e forse in tutta la Lombardia, la collina di Montevecchia è conosciuta, oltre che per i suoi vini, le robiole ed i salami, per la stupenda posizione. Ultima di una lunga serie di colline, quella di Montevecchia è un balcone che si protende sulla pianura dal quale, nelle giornate limpide e serene, si può spaziare per un raggio di un centinaio di chilometri tutto all’intorno sulla Brianza. La fortunata posizione fu il motivo principale della sua fama che risale al Medioevo in quanto, il castello posto alla sua sommità, faceva parte di una rete di segnalazioni tra le altre torri dei colli brianzoli come Erba, Montorfano, Cantù, Mariano, Seregno, Desio ed in pianura, a sud, Vimercate.

 

 

dal libretto: MONTEVECCHIA e i suoi Vini di Rocco Lettieri (anno 1984)

 

…… è doveroso ricordare la figura di un uomo che in tempi passati ha dedicato la sua vita di studioso alla valorizzazione dei vigneti e soprattutto dei vini della zona, e mi riferisco al compianto prof. Giovanni Battista Cattaneo, che fu pregevole e stimato umanista. Il prof. Cattaneo, non solo ha diffuso la viticoltura e la razionale coltivazione in Montevecchia, ma ha lasciato in eredità al figlio, oltre che all’amore per i vini della zona, una cantina tecnicamente attrezzata, in cui oggi è ancora possibile trovare vino di Montevecchia, sia bianco che rosso.

 

Reperire informazioni sicure e dati statistici e tecnici riguadanti i vini della zona non è stata cosa facile ma, con l’aiuto di amici, conoscenti e produttori, ci è stato possibile raccogliere dati sufficienti per avere un quadro abbastanza esauriente della situazione.

 

Dai dati raccolti dal prof. Cattaneo, si è appreso che intorno agli anni venti, la superficie viticola della zona si aggirava sui 120 ettari in coltura promiscua, con una produzione di 4.500 q.li di uva pari a circa 3.000 q.li di vino tra bianco e rosso.

 

 

…..Il censimento dell’ottobre 1970 in occasione della redazione del Catasto Vitivinicolo, da parte dell’Ufficio Centrale di Statistica, dava per il comune di Montevecchia una superficie viticola in coltura prevalente pari ad ettari 44,42 ed in coltura pura pari ad ettari 1,49 con una produzione di circa 1.500 q.li di uva a cui corrispondono un migliaio di quintali di vino.

 

A quell’epoca le aziende viticole interessate alla produzione di uva da vino erano ben 39; i recenti dati desunti dalle denunce della produzione per i produttori viticoltori che commerciavano uve e vini, relativi agli anni ‘80 e segnalati dal Comune, danno una superficie viticola di 13 ettari in coltura promiscua con una produzione di circa 230 q.li di uva riguardante 5 aziende viticole.

 

Anno 1979:      5 produttori      hl bianco:         75        hl rosso: 153

Anno 1980:      5 produttori      hl bianco:         95        hl rosso: 118

Anno 1981:      5 produttori      hl bianco:         98        hl rosso: 118

Anno 1982:      7 produttori      hl bianco:         95        hl rosso: 117

Anno 1983:      8 produttori      hl bianco:      104         hl rosso: 154

 

 

 

….. Una considerazione molto importante da fare e che scaturisce da un at­tento ed accurato sopralluogo fatto in loco, è che probabilmente una buona parte di viticoltori-produttori di piccoli quantitativi di uva, onde evitare i problemi della vinificazione, cedono le proprie uve alla più vecchia e conosciuta Azienda del luogo che è Cattaneo. Infatti, proprio dal Sig. Cattaneo si è rilevato che per l’anno 1983 sono stati vinificati nella sua Azienda ben 400 q.li di uva tra bianca e rossa, pari a circa 280 hi di vino. Accanto a Cattaneo un’altra azienda si è in questi ultimi anni inserita nel contesto enologico di Montevecchia, ed è quella dei Fratel­li Ghezzi di Rovagnate, che producono ed acquistano uve in Montevecchia, vinificando 130 q.li di uve pari a circa 90 hl di vino.

 
 
 

 

….. Per quanto riguarda il terreno della zona dal punto di vista agrario, si tratta di terreni cosiddetti di trasporto come tutti quelli delle Prealpi Lombarde, abbastanza profondi e composti di terre argillose-calcaree e marmose, ricchi di sostanze organiche che, oltre a conferire una struttura ottimale per la sua sofficità, lo fa apparire anche di colore scuro. La giacitura è di collina a gradoni con declivio variabile in elevazione di circa 300 m.

 

Le viti sono orientate a mezzogiorno e disposte a corona lungo il ciglio dei vari gradoni che circondano la collina. Salvo che in un unico vigneto di recente impianto che li ha in cemento, i pali di sostegno sono in castagno. Il sistema di allevamento della vite è una modificazione del sistema Guyot classico, su due fili, dove i capi a frutto in numero di due ed a volte anche di tre, sono piegati orizzontalmente e legati al filo più basso (archetto doppio).

 

In genere si effettua una potatura ricca in quanto le piante sono vigorose e la vegetazione è lussureggiante. Non esiste inoltre una differenziazione tra i vigneti ad uve bianche e quelli ad uva nera. Le uve bianche che danno un vino profumatissimo e delicato, sono nel vigneto in rapporto di 1 a 5 rispetto alle uve nere. Il portainnesto americano abitualmente adottato in zona è l’ibrido Berlandieri x Riparia Teleki selezione Kober 5 BB, in quanto questo portainnesto per il suo vigore e per il suo multiforme spettro di adattamento, si è qui rivelato ineguagliabile. Per quanto riguarda i vitigni si ha a tutt’oggi una notevole miscellanea di varietà.

 

 

….. Tra i vitigni ad uva bianca ricordiamo: il Pinot Bianco, il Riesling Italico, il Sauvignon, il Trebbiano toscano, la Malvasia, il Cortese, il Greco delle Marche, il Guarnazze, il Berzemino, l’Ugade ed infine il Moscato.

 

Tra i vitigni ad uva nera: la Schiava grossa lombarda, il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, la Croatina, la Barbera, la Bonarda, il Nebbiolo, il Merlot, il Ciliegiolo, il Sangiovese, la Negrara, il Groppello, il Pinot Nero, il Syrah ed infine la Marcellana. È interessante notare che quasi tutte queste varietà di vite, coltivate fin dai tempi più remoti nella zona, corrispondono quasi totalmente alle varietà di viti raccomandate dalla Regolamentazione Comunitaria per gli impianti di vigneti nella provincia di Como.

 

Le Marcellane dei vigneti vecchi costituiscono i vitigni tipici di Montevecchia e conferiscono al vino, il frizzante ed il colore rubino chiaro. La gradazione alcoolica dei vini è variabile notevolmente in relazione all’andamento climatico della stagione.

 

 

 

…. Questi vini hanno inoltre il pregio di depositare presto le fecce e la loro caratteristica è la limpidezza, il gusto di vino frizzante, leggermente amaro ed aromatico molto delicato al palato e che invita a bere per il suo sapore schietto.

 

 

 

….. Il bianco di Montevecchia è un vino dai riflessi paglierini, molto limpido, brillante, gradevolmente profumato, dal sapore secco e con un leggero retrogusto di mandorla amara. La temperatura di servizio è attorno ai 9°C ed è gustosissimo accompagnato ai salumi ed ai formaggini locali, nonché al pesce dei vicini laghi di Pariniana memoria e del Lario.

 

I vini rossi si presentano di colore rubino chiaro, brillanti, morbidi, profumo ed aroma spiccati, sapore asciutto, armonico ed equilibrata sapidità. La loro temperatura di servizio è attorno ai 15-17°C e si accompagnano egregiamente alle pastasciutte e agli insaccati in generale.

 
 
 

 
 
Servizio e foto di Rocco Lettieri