Presentazione e degustazione del Terlaner 1991 Rarity

Terlaner 1991 Rarity: 25 anni di affinamento sui lieviti

Ieri 16 Maggio a Milano presso il Ceresio 7 Pool & Restaurant


Presentazione e degustazione del Terlaner 1991 Rarity

Verticale di Terlaner 2013 – 2012 – 2011

Degustazione da magnum di: Vorberg 2008 –Nova Domus 2009 – Quarz 2010



 Un vino unico, con un soffio di eternità: dopo un periodo di affinamento di un quarto di secolo, il Terlaner 1991 Rarity è stato finalmente imbottigliato nel 2016. Cantina Terlano è riuscita a creare un vino che, come nessun altro, si fa espressione delle caratteristiche di longevità e potenzialità di sviluppo del suo terroir. Questa Rarità ha fatto il suo debutto presso il ristorante a 3 stelle Enoteca Pinchiorri di Firenze.

I vini di Cantina Terlano sono veri e propri ambasciatori della longevità e il Terlaner 1991 Rarity ne è la perfetta dimostrazione. Questo vino conquista con la sua sorprendente giovinezza, che lascia intuire le sue incredibili potenzialità di maturazione. Alla base di questa Cuvée troviamo uve scelte appartenenti alle varietà Pinot Bianco 60%, Chardonnay 30% e Sauvignon Blanc 10%, provenienti dai vigneti del terroir unico di Terlano.

 

Dopo la vendemmia, il vino ha maturato per 12 mesi in botte grande di legno di rovere della capienza di 2.500 litri, e per i successivi 24 anni in vasche d’acciaio, per raggiungere il perfetto affinamento ed equilibrio. Nel gennaio 2016 è stato imbottigliato dall’enologo Rudi Kofler.




Il Terlaner 1991 ha avuto quindi un quarto di secolo per raggiungere il perfetto equilibrio nella sua maturazione. “Il tempo d’affinamento sui lieviti straordinariamente lungo caratterizza il Terlaner 1991 Rarity, ha affermato Rudi Kofler – Le mannoproteine e gli amminoacidi liberati dall’autolisi del lievito hanno affinato gli aromi ed il gusto. Questo vino seduce grazie al suo bouquet complesso e giovane, e convince al palato con la sua struttura importante ed elegante, caratterizzata da un lungo retrogusto sapido e minerale”.


 



Il Terlaner 1991 Rarity è maturato nella cantina delle rarità, che è stata recentemente ristrutturata. Questa costituisce lo scrigno di Cantina Terlano, nel quale riposano 15 annate straordinarie degli ultimi 30 anni. Di anno in anno, una di queste viene scelta in qualità di ambasciatrice della longevità che da sempre contraddistingue questa cantina nel mondo del vino. Un’ulteriore particolarità che rende speciale il Terlaner 1991 Rarity è la sua etichetta in puro argento. Questo metallo esclusivo, conosciuto anche come “polvere di stelle”, è stato scelto per un motivo ben preciso: la storia della miniera di Terlano, in piena attività nel sedicesimo secolo. Alcuni studi di storia naturale documentano la presenza massiccia dell’argento in questa zona. Inoltre, l’argento, simbolo di stabilità e longevità, rappresenta i 25 anni di affinamento del Terlaner 1991 Rarity.


 

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Klaus Gasser e Rudi Klofler che hanno presentato i vini e tenuto la relazione dell’UNICUM (Terlaner 1991 Rarity) hanno più volte ricordato la persona “cantiniere” che sin dagli ‘50 ha portato avanti con lungimiranza l’idea di tenere una scorta di bottiglie da dimenticare per future degustazioni e confronti: Sebastian Stocker (88 anni – che vive a Terlano). Ricordati ancora due personaggi che hanno dato valore alla Cantina di Terlano: Giorgio Grai, enologo di fama mondiale, (87 anni di Bolzano) e il famoso russo/americano André Tchelistcheff, nato a Mosca nel 1901 e deceduto in California il 5 Aprile 1994.



 

L’incontro riservato a 20 persone si è tenuto al Ristorante Ceresio 7 di Milano, con degustazione a tavolo dei tre Terlaner 2013-2012-2011 e del Rarity 1991. E’ seguito un lunch a buffet sulla terrazza/pool con la degustazione di Champagne Legras & Haas 2008 magnum, e dei tre vini: Vorberg 2008 –Nova Domus 2009 e Quarz 2010, tutti e tre da magnum.



 








Il Terlaner 1991 Rarity è disponibile nel numero limitato di 3.340 bottiglie.

 

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Cantina Terlano: esperti del blending dal 1893

La storia della cantina

 

Il vino è come una sinfonia: solo quando tutti gli elementi sono perfettamente in accordo nasce un’armonia. Lo stesso avviene nell’arte del blending, quando si crea un assemblaggio di diverse varietà, di uve di vigneti e altitudini differenti. Dal 1893 Cantina Terlano porta avanti una tradizione secolare ed ha una profonda esperienza nell’arte dell’assemblaggio che le ha permesso di ottenere valutazioni eccellenti dalle Guide enologiche internazionali nei vari segmenti (sia tradizionale che nelle selezioni. 

Cantina Terlano è diventata famosa come produttrice di Cuvée di alta qualità, create con le uve raccolte nelle zone di produzione intorno a Terlano. La sottodenominazione DOC Terlano certifica la presenza di un microclima, un terroir e un profilo del terreno omogeneo. “Sin dalla sua fondazione nel 1893, la nostra Cantina produce vini straordinariamente longevi e minerali che esprimono al meglio la zona di produzione e la sua grande complessità. I vigneti situati ad altitudini diverse tra i 250 e i 900 metri s.l.m., le condizioni omogenee del suolo, il cono di deiezione di Terlano e le differenze di temperature tra il giorno e la notte – con accumulo di calore del porfido quarzifero e la contemporanea ventilazione – contribuiscono in modo sostanziale a potenziare e rendere straordinariamente variegate le nostre uve”, afferma Rudi Kofler, enologo di Cantina Terlano.

 

La cuvée storica Terlaner è una elegante composizione delle tre varietà bianche tipiche di Terlano, vale a dire Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon. L’anno 1893 segna dunque l’inizio della lunga tradizione dell’assemblaggio di Cantina Terlano; un’arte che, nel corso degli anni, è stata costantemente affinata e perfezionata.

Champagne, Bordeaux e Rioja sono tutte realtà in cui il blending è molto diffuso. L’“invenzione” dell’assemblaggio si deve al monaco benedettino Dom Pierre Pérignon (1638-1715). Quest’arte, tenuta gelosamente segreta dalle aziende della Champagne, viene definita prosaicamente come “marriage” (matrimonio). Le interpretazioni del blending anche a Terlano sono molto diverse tra loro: dal blending di varietà, vigneti, altitudini e annate diverse al blending di carichi vinificati in modi diversi o di quantità ammissibili di vini di un’annata diversa. I vantaggi sostanziali del blending sono le enormi possibilità dell’enologo che, analogamente ad un direttore d’orchestra, definisce la direzione dei vini, equilibra le “disarmonie” e dà vita a vini complessi e molto ben struttura.


 

Esempi di blending sono il Terlaner Classico e il Nova Domus, entrambi assemblaggi di DOC Terlano di Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon trasformati in cuvée da varietà, vigneti e altitudini diverse. L’espressione più alta del blending in Cantina Terlano è rappresentata però dal Terlaner I Grande Cuvée: il “Primo” è la nave ammiraglia, l’essenza più pura di Cantina Terlano, che rivela tutto l’enorme potenziale dell’arte del blending.

Con estrema cura ed attenzione abbiamo selezionato le viti più storiche e di carattere situate sulle colline e nelle zone più ripide di Terlano. Il risultato è un vino di grande struttura e con un grande potenziale, estremamente minerale e longevo, espressione perfetta della verticalità e della linearità. L’annata 2013 fonde in sé Pinot Bianco (90%), Chardonnay (7%) e Sauvignon Blanc (3%)”.

 


 


 

Notizie fornite dall’ufficio stampa Cantina Terlano

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a cura di Rocco Lettieri