L’azienda agricola “Benito Ferrara” di Tufo

Azienda Agricola Ferrara Benito di Ferrara Gabriella

L’azienda agricola “Benito Ferrara”, estesa su una superficie complessiva di circa 10 ettari è una azienda familiare con appezzamenti vitati rientranti nei territori sia del comune di Tufo (frazione di San Paolo – 6 ettari) e sia nel comune di Montemiletto (per i circa 4 ettari), zone altamente vocate alla coltivazione dei vitigni Greco di Tufo e del rosso Aglianico.

L’azienda inizia la propria storia nel dopoguerra, negli anni ’50, con Benito Ferrara che, grazie alla sua innovativa mentalità di lungimirante imprenditore, comincia a coltivare i propri vigneti a un’altitudine variabile tra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, dove i terreni godono di condizioni molto favorevoli allo sviluppo della vite, con una esposizione a mezzogiorno, terreni collinari di medio impasto. Non vende vini sfusi ma da subito vende vini in bottiglia. La prima cantina risale già in questi primi anni.  Dal 1994 le redini dell’azienda sono state prese dalla figlia di Benito, Gabriella Ferrara, la quale, con l’aiuto del marito Sergio Ambrosino, continuando sulle orme del padre e della madre Michelina, è riuscita a far crescere la sua cantina ritagliandosi un ruolo di prestigio nella produzione dei vini campani, conquistandosi importanti mercati nel panorama enologico italiano ed estero, in particolare negli USA.

In vigna, la conduzione agricola è convenzionale, ma l’uso di sostanze di sintesi è oculato e attento, sempre ridotto al minimo indispensabile. In cantina, ogni passaggio è volto a esaltare e valorizzare le peculiarità intrinseche varietali e di terroir, e nascono così etichette di assoluto livello qualitativo. Partendo dal richiestissimo Greco di Tufo “Vigna Cicogna” e passando per il Fiano di Avellino “Sequenzha” si arriva all’Aglianico “Quattro Confini”, bottiglie che recano ancora oggi stampato il nome di “Benito Ferrara”. Vini di carattere territoriale di eccellenza e di sicura affidabilità, anche come tenuta nel tempo.

Questa pandemia mi ha allontanato dalla Cantina Benito Ferrara, ma ho avuto modo di degustare il Fiano di Avellino DOCG “Sequenzha” 2020, che si presenta con un colore giallo paglierino/verdognolo, luminoso e brillante. I profumi che si avvertono al naso sono ampi e interessanti: floreali di erbe di giardino (salvia, timo) con note fruttate di mela annurca, agrumati di ananas e litchi, con finale di nocciolina americana (arachide). Al palato è ampio, asciutto, vivace, con grande sapidità e acidità diretta con gusto vellutato; nel finale la chiusura ha timbro minerale. Un vino ideale da bere tutti i giorni con una beva didattica per familiarizzare con il territorio. Una bottiglia che si presta per accompagnare aperitivi ma anche da tutto pasto in particolarmente per sposarsi a primi e secondi piatti a base di pesce.

Come dicevamo è un vino ottenuto da uve Fiano in purezza. La fermentazione del mosto si svolge spontaneamente a carico di lieviti indigeni in contenitori d’acciaio inox, dove il vino resta a maturare per un periodo di 7 mesi sulle fecce fini in acciaio prima dell’ imbottigliamento e la messa in commercio. Un vino che non vede passaggi in legno e dove tutta la sua carica la riceve dalle uve selezionate e dalla bassa quantità in pianta. Vino che si consiglia di acquistarlo e lasciarlo in cantina per almeno due anni per poterne apprezzare le nuances ancora più aggraziate dalla rotondità grassa di pan brioche.

Un vino con gradazione alcolica di 13° C, che in enoteca lo potete trovare dai 18 ai 23 euro.

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Azienda Agricola Ferrara Benito

di Ferrara Gabriella

Frazione San Paolo, 14 – 83010 Tufo (Avellino)

info@benitoferrara.it

www.benitoferrara.it

 

a cura di Rocco Lettieri

Le foto raccontano un momento di 10 anni fa quando si spiantarono viti di almeno 90 anni.