Contadi Castaldi di Adro – Franciacorta

CONTADI CASTALDI
di ADRO (Brescia) – Franciacorta – Italia
Uscita autostradale: Rovato A4 – distanza dal casello km. 8
Distanza da Brescia: km. 27

servizio a cura di Rocco Lettieri

La Franciacorta è una delle più ridenti zone collinari della Lombardia disseminata non solo di vigneti curati alla perfezione ma anche di ville e palazzi ricchi di storia, attigua ad una riserva naturale che lambisce le sponde del Lago di Iseo. Di solito, ci si arriva da Rovato proseguendo sulla provinciale che conduce ad Iseo da dove si dipartono tutte le stradine che portano ai comuni vitati della zona.

LA STRADA DEL FRANCIACORTA

La Franciacorta può essere “gustata” anche in una sola giornata, attraversandola in tutta la sua larghezza e facendo tappa nei luoghi e nelle cantine più significativi. A chi ha poco tempo, ma vuole farsi un’idea di questa bella zona (magari per tornarci con più calma) suggeriamo il seguente percorso che parte da Brescia e arriva a Paratico sul lago d’Iseo, facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale A4 di Palazzolo. Destinato a diventare la strada del vino Franciacorta, un progetto a cui sta lavorando l’Associazione della Strada del Franciacorta in collaborazione con il Consorzio di tutela e il sostegno della Regione Lombardia insieme ad altri enti e strutture locali. La partenza è dunque da Brescia e le tappe successive sono Gussago, Rodengo Saiano, Ome, Monticelli Brusati, Camignone, Passirano, Bornato, Calino, Cazzago San Martino, Rovato, Coccaglio, Cologne, Erbusco, Borgonato, Provaglio d’Iseo, Timoline, Colombaro, Nigoline, Adro, Capriolo, Paratico. L’itinerario si snoda fra le colline e porta alla scoperta di antichi borghi, castelli, abbazie, ville e cantine. Dal prossimo anno, la Strada del Franciacorta sarà segnalata con tabelle ed indicazioni e tutte le cantine aderenti, riconoscibili da una apposita insegna con il logo della Associazione Strada del Vino Franciacorta lungo il percorso, organizzeranno visite e degustazioni.

LA PRODUZIONE VINICOLA DELLA FRANCIACORTA

Una terra dove la vite è coltivata da sempre

Con il nome Franciacorta, la cui origine toponomastica risale intorno all’anno Mille con la nascita delle “Corti Franche” monastiche, si identifica un piccolo territorio collinare della Lombardia, provincia di Brescia, delimitato ad oriente dalle colline rocciose moreniche, a occidente dalla sponda sinistra del fiume Oglio, a nord dalle sponde del lago d’Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche e, infine, a sud dal declivio subcollinare verso la Pianura Padana. La Franciacorta si caratterizza per la conformazione di un anfiteatro morenico formatosi nell’era geologica Secondaria e Terziaria per opera di un grande ghiacciaio che, proveniente dalla Val Camonica, subito dopo la conca del lago d’Iseo si divise in due rami: uno piccolo a occidente e uno molto più grande e più importante a oriente. Le caratteristiche proprie della zona morenica alloctona sono determinate da una ricchezza incredibile di minerali, diversi da quelli derivati dalle rocce presenti in terreni autoctoni e costituiscono un insieme di componenti del substrato fondamentali per garantire un’agricoltura orientata alla qualità. I minerali sono infatti fondamentali per una efficiente viticoltura; i micro e macro elementi pur non essendo assorbiti dalla pianta di vite in quantità elevate hanno un’importanza notevole quali catalizzatori delle reazioni di sintesi dei precursori degli aromi. Un’altra caratteristica molto positiva dei terreni della Franciacorta è dovuta alla conformazione e alla loro struttura granulometrica ricca di sassi, che conferisce al terreno delle ottime qualità di percolazione delle acque in eccesso. Inoltre, lo studio di zonazione, che definiremmo una preliminare base di lavoro, ha permesso, attraverso un approfondimento e una ricerca degli elementi climatici e pedologici, di classificare e identificare diversi ambiti territoriali della Franciacorta, che abbinati alla interazione vitigno x ambiente, hanno confermato le capacità intrinseche delle varietà di vite tradizionali (Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco) di rispondere in modo differenziato ed estremamente preciso ai condizionamenti ambientali.

Storia dell’enologia franciacortina

Pur vantando una storia viticola antica, come tutta l’Enotria tellus, il nuovo corso della vitivinicoltura della Franciacorta inizia a tutti gli effetti al principio degli anni ’60. Da quando è cresciuto il numero delle aziende produttrici di vino. Alcune sono aziende agricole esistenti da sempre che vengono continuamente ammodernate, altre sono aziende create ex novo. Tutte sono dotate di cantine moderne, razionali, tecnologicamente all’avanguardia, che sono d’ausilio per trasformare la materia prima, l’uva, in un ottimo prodotto con le bollicine. Oggi la Franciacorta può contare su una superficie vitata di millecinquecento ettari, mentre tra poco la produzione toccherà il traguardo di quattro milioni di bottiglie di Franciacorta DOCG, conquistando il primato nazionale di produzione del Brut. La scelta difficile, ma lungimirante, della DOCG per le bollicine di Franciacorta partita nel 1991 per volere unanime dei viticoltori e concretizzata con il riconoscimento del nuovo disciplinare di produzione dalla vendemmia 1995, sottolinea la volontà degli imprenditori franciacortini di credere nel valore come unico riferimento e priorità il nome di origine geografica. I produttori della Franciacorta, fin dai primi anni ’70, avevano optato per forme di allevamento che ottimizzassero la captazione dell’energia solare e la ripartizione degli elaborati nella pianta ma che permettessero anche una riduzione dei costi di produzione, in particolare, quelli di potatura e raccolta.

Questo spiega la forte diffusione in Franciacorta (anni ’80) del sistema guyot, spalliera e cordone con vegetazione ridotta, potature corte e poche gemme. Seppure non è mai giusto pensare e credere di aver raggiunto il traguardo, i produttori franciacortini sono consci di aver ancora margini di miglioramento qualitativo e per questo hanno adottato negli ultimi anni impianti con maggior densità di piante (4.000 ceppi/ettaro), con portinnesti meno vigorosi, resistenti alla siccità ed al calcare, e sempre più diffusamente forme di allevamento meno espanse (guyot e cordone speronato) al fine di ridurre la carica potenziale di gemme per ettaro e quindi la produzione massima, favorendo così la competizione radicale indotta da una maggiore densità di radici nel terreno.

La produzione di Franciacorta non potrà avere un aumento eccezionale in quanto la superficie di vigneto è strettamente delimitata dai confini territoriali e non sono pensabili espansioni di rese e di produzione (almeno per chi crede veramente nell’istituto della DOCG, come il più alto livello della piramide italiana), mentre una sempre più precisa e controllata applicazione del regolamento di produzione, gli studi e le analisi vocazionali interattive fra “loci” e tipologia, fra vitigno e elaborazione della cuvée, fra caratteristiche organolettiche e scelte tecnologiche di cantina e di affinamento e gli approfondimenti continui e annuali sulla zonazione territoriale porteranno necessariamente a un’ulteriore crescita qualitativa.

Come nascono le prestigiose e nobili bollicine DOCG

Il metodo di produzione del Franciacorta prevede l’impiego di nobili vitigni (di uve bianche: Chardonnay e Pinot bianco e di uve rosse: Pinot nero) e della lenta rifermentazione in bottiglia. Le uve intere vengono sottoposte direttamente a pressatura soffice. Il mosto viene frazionato così da destinare alla lavorazione una quantità pari ad una resa del 65% massimo sul peso delle uve. Quindi si sfeccia spillando il mosto che viene poi lasciato fermentare fino a completa conversione degli zuccheri. Il vino, travasato e filtrato, tenuto in singoli recipienti viene preparato per le unioni (cioè le cuvée) che si realizzano in primavera. La cuvée è una mescolanza di vini Franciacorta, spesso di origine e di età diverse, scelti sulla base di attente degustazioni al fine di determinare delle precise caratteristiche. La cuvée viene filtrata ed arricchita di sciroppo zuccherino e lieviti attivi (un milione di cellule per ml) delle specie Saccharomyces Cerevisiae. Il vino così trattato viene messo in bottiglie sigillate con tappo a corona di acciaio inox (tiraggio) e accatastate orizzontalmente ad una temperatura di 11-13°C. La presa di spuma si determina mediante una lenta fermentazione naturale che sviluppa nella bottiglia la pressione di un’atmosfera ogni 4 g/l di zucchero aggiunto. Si raggiungono così le 5-6 atmosfere.

L’invecchiamento del vino a contatto con il lievito può durare da un minimo di 18 mesi in su (anche diversi anni), durante i quali si forma nella bottiglia un deposito che va allontanato senza sensibile perdita di pressione. Terminato l’invecchiamento, infatti, le bottiglie vengono poste su doppi piani inclinati e infilate per il collo in fori ogivali che consentono di modificare l’inclinazione fino alla posizione quasi verticale.

Per oltre un mese le bottiglie vengono mosse in senso rotatorio mentre viene aumentata l’inclinazione. In tal modo il deposito di lieviti si stacca dalle pareti e si addensa nella parte della bottiglia più vicina al tappo. Conclusa questa fase, si provvede alla sboccatura, operazione di grande fascino e prerogativa del metodo classico. Si tiene la bottiglia in posizione verticale, si toglie velocemente il tappo avendo cura che la perdita di liquidi e di pressione sia minima, si ricrea il precedente livello e si applica il tappo definitivo. Il metodo utilizzato per questo tipo di operazione è la sboccatura ghiacciata. Il collo delle bottiglie disposte “in punta” in appositi cestelli viene immerso in una miscela refrigerante. In poco tempo si forma un tappo di ghiaccio che ingloba le spoglie dei lieviti, le quali vengono in tal modo espulse togliendo il tappo, senza pericolo di intorbidamento. Il ripristino del livello del vino nella bottiglia può avvenire sia con l’introduzione dello stesso vino nel caso dei Franciacorta completamente privi di zuccheri (non dosato, pas opéré, nature, dosage zéro), che con l’aggiunta di uno sciroppo e distillato di vino e zucchero. A questo punto la bottiglia viene richiusa con il caratteristico tappo di sughero ancorato con una gabbietta avvitata al collo. Il vino così imbottigliato rimane ad affinare ancora nelle cantine a temperatura controllata (15-18°C) per almeno 2 mesi prima della spedizione.

Contadi Castaldi (Presentazione)

Contadi Castaldi è un’azienda e un progetto. La cantina, che occupa le strutture di una fornace dei primi del ‘900 sapientemente restaurata, si trova nel comune di Adro, ai limiti occidentali della Franciacorta. L’Azienda è produttrice di Franciacorta (spumanti) e Terre di Franciacorta (bianco e rosso fermi). Il metodo di produzione “ Franciacorta DOCG “ è sinonimo di vitigni di pregio (uve bianche: Chardonnay e Pinot bianco; uve rosse: Pinot nero) e di vini ottenuti con la rifermentazione in bottiglia. Per la produzione, attualmente nell’ordine di 200.000 bottiglie, l’azienda raccoglie e vinifica le uve provenienti dai diversi vigneti di numerosi comuni (Adro, Capriolo, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Cortefranca, Cazzago S. Martino, Erbusco, Gussago, Paratico, Passirano e Rodengo Saiano) che un tempo corrispondevano alle antiche contee della Franciacorta.

Accanto alla produzione di vini d’eccellenza, Contadi Castaldi affianca un’intensa attività di ricerca culturale ed enologica mirante ad approfondire le potenzialità territoriali della Franciacorta atte ad individuare le caratteristiche peculiari delle uve in funzione della destinazione enologica della materia prima. Ideatore di questo progetto è Martino de Rosa, amministratore delegato di Terra Moretti, holding di controllo del Gruppo Moretti, il quale ha affidato la conduzione dell’azienda al dr. Mario Falcetti che per anni ha coordinato i progetti di zonazione realizzati dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

I ” FRANCIACORTA ” di Contadi Castaldi

Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e si ottiene dalla maturazione ed elaborazione per almeno 25 mesi dalla vendemmia di cui almeno 18 mesi di lenta fermentazione in bottiglia a contatto dei lieviti.

Franciacorta D.O.C.G. Brut Contadi Castaldi
Uvaggio di Chardonnay 75%, Pinot Bianco 20%, Pinot Nero 5%.

Franciacorta D.O.C.G. Zero Contadi Castaldi
Uvaggio di Chardonnay 75%, Pinot Bianco 20%, Pinot Nero 5%.

Franciacorta D.O.C.G. Brut Satèn Contadi Castaldi
Uvaggio di Chardonnay 80% e Pinot Bianco 20%.

Il Franciacorta Satèn è la massima espressione dell’armonia, del piacere e del gusto. E’ ottenuto solo con uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco, con una pressione inferiore o uguale a 5 atm e un contenuto di zucchero non superiore a 12-15 g/litro, cioé solo nella tipologia di sapore brut. Le caratteristiche e le peculiarità sensoriali che identificano e differenziano il Franciacorta Satén sono: il perlage finissimo e persistente quasi cremoso, il colore giallo paglierino anche intenso con riflessi verdognoli, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola); al gusto, una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta. E’ cremoso, armonico e morbido, ideale a tutto pasto, ma eccezionale con le paste al forno, i risotti delicati e piatti a base di pesce (storione, salmone, trota, coregone, tinca, pesce azzurro).

Franciacorta D.O.C.G. Brut Rosé Contadi Castaldi
Uvaggio di Pinot Nero 60%, Chardonnay 30% e Pinot Bianco 10%.

Le uve bianche e rosse sono vinificate separatamente con una pressatura soffice delle uve intere. La preparazione della cuvée con vino Chardonnay, vino Pinot bianco e il 15% almeno di vino Pinot nero avviene a fine fermentazione. Durante la presa di spuma il Franciacorta presenta una leggerissima tonalità rosa. E’ possibile, per arrivare all’ideale colorazione, nella fase di sboccatura aggiungere uno sciroppo di spedizione con vino vecchio pinot nero appositamente preparato. Dal colore rosa confetto ad un rosato brillante non intenso, profumo netto e caratteristico del pinot nero con esaltazione del sentore di lievito (crosta di pane), sapore fresco e acidulo, di corpo e stoffa. E’ un vino da fine pasto, ottimo con dolci a base di biscotto, crema e cioccolato, ma anche da tutto pasto.

Franciacorta D.O.C.G. Magno 1995 Contadi Castaldi
Uvaggio di Chardonnay 70%, Pinot Bianco 25% e Pinot Nero 5%

Il Franciacorta millesimato rappresenta una tipologia di prodotto particolarmente curata che necessita una scelta d’origine del vino base diversa in modo da sprigionare nel tempo la massima classe, qualità e gusto. Per Franciacorta millesimato si intende un vino ottenuto da uve raccolte in condizioni sia climatiche che vendemmiali molto favorevoli, al fine di avere i vari grappoli selezionati con una maturazione omogenea e giudicata ottimale. Per questo fondamentale motivo, i millesimati hanno una personalità sensoriale e gustativa diversa ogni anno, perché rispecchiano più di ogni altro Franciacorta le condizioni climatiche dell’annata e le espressioni qualitative delle uve di una specifica vendemmia. Per il consumatore è una felice scoperta, diversa ogni volta. Si può dire che ogni millesimato è frutto sapiente della natura vocazionale del territorio reso unico e speciale da quella certa vendemmia. Ciò che distingue il Franciacorta di queste vendemmie dagli altri delle cuvée tradizionali è che i millesimati derivano da un insieme di vini solo prodotti esclusivamente in quel certo anno e non dall’unione di basi di annate diverse, come invece normalmente avviene per avere un prodotto finale con caratteristiche di continuità. E’ un vino ideale per tutto il pasto, perché intenso negli aromi con un colore paglierino più carico, complesso e strutturato nel gusto, corposo e si sposa bene anche con i piatti a base di carne. Sull’etichetta i millesimati riportano l’indicazione dell’annata della vendemmia (il millesimo appunto). Inoltre nessun millesimato può venire messo in commercio prima che siano trascorsi almeno 37 mesi dalla vendemmia di cui 30 mesi lentamente trascorsi a maturare sui lieviti. Di solito in Franciacorta, però, i millesimati sono invecchiati per almeno 4 anni.

Terre di Franciacorta D.O.C. Bianco Contadi Castaldi
Uvaggio di Chardonnay e Pinot Bianco in percentuali variabili.

Le uve utilizzate sono unicamente Chardonnay e Pinot Bianco, coltivate in Franciacorta. Ha colore giallo lucente con tenui riflessi dorati. Il profumo è netto di frutta matura, di grande finezza, ampiezza e intensità. Il gusto, di eccellente piacevole equilibrio che perfettamente risponde al naso, dà sensazione chiara della fresca venatura acidula, che prolunga la già piacevole persistenza in bocca. Può evolvere positivamente anche oltre i due anni. Temperatura di servizio: 10°C. Il Terre di Franciacorta bianco viene prodotto con uve Chardonnay, in maggior parte, e Pinot bianco. Il Terre di Franciacorta bianco è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, di gusto particolarmente delicato. Il sapore è asciutto, fresco e vellutato. La gradazione minima è di gradi 11. Il Terre di Franciacorta bianco con il toponimo di “vigna” identifica un prodotto superiore, maturato per almeno 12 mesi e lungamente affinato in bottiglia; acquista così particolare importanza e sprigiona profumi di fiori e di frutta particolarmente intensi, caratteristici e fini. Adatto a tutte le portate di pesce, ben si sposa con le specialità lacustri del territorio della Franciacorta, come la tinca al forno.

Terre di Franciacorta D.O.C. Rosso Contadi Castaldi
Uvaggio di Cabernet, Barbera, Merlot e Nebbiolo.

Il Terre di Franciacorta rosso viene prodotto principalmente con uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon; in minima parte Barbera, Nebbiolo e Merlot. Ha colore rosso rubino di buona intensità, con medi riflessi ciliegia propri di una perfetta maturazione. I profumi sono di prugna e di puro frutto Cabernet, di grande intensità, finezza ed ampiezza. Il gusto, piacevolmente equilibrato, esalta i profumi percepiti dall’olfatto. Di medio corpo, ha una gradazione minima di almeno 11 gradi. Il Terre di Franciacorta rosso che reca in etichetta il toponimo di “vigna” identifica un prodotto superiore e invecchiato per più tempo, è prodotto solo in vigneti selezionati ed in annate particolari. Di colore granato, vellutato ed intenso, con una gradazione minima di 12 gradi, invecchiato in legno e affinato per almeno 24 mesi. Trova il suo abbinamento ideale con carni rosse e con una specialità eccezionale delle terre di Franciacorta: il manzo all’olio.

Pinodisé Contadi Castaldi
Da uve Chardonnay e riserva di Brandy

Pinodisé (…questo vino è pieno di sè…) è una curiosa proposta di Contadi Castaldi: un vino liquoroso, sintesi ideale tra la tradizione e il gusto moderno. Il mosto è ottenuto da uve Chardonnay selezionate sul finire della vendemmia nei vigneti della Franciacorta. L’avvio della fermentazione è stato immediatamente bloccato con l’aggiunta di brandy nazionale. Questo assemblaggio di alcool e mosto, mantenuto in condizioni ossidative per due anni, si è affinato ed evoluto fino a raggiungere l’equilibrio proposto in bottiglia. Il Pinodisé si presenta ad essere gustato come aperitivo (6/7°C) o, in abbinamento con diversi piatti, a temperatura di cantina (13/15°C). E’ ideale anche sui piatti al cioccolato.

Terre di Franciacorta Bianco Mancapane

MANCAPANE®, è il primo cru di Terre di Franciacorta bianco realizzato da Contadi Castaldi. La zona di provenienza delle uve è una piccola parcella di 0,80 Ha, situata sulle pendici terrazzate del Monte Alto nel comune di Adro a 300 metri sul livello del mare. La favorevole ubicazione del vigneto, ben esposto e ventilato dalle miti brezze di Sud-Ovest provenienti dal Lago di Iseo e dalla Valle Camonica, e la tipologia del terreno (ghiaioso con buona capacità di ritenzione idrica) rappresentano i fattori naturali che insieme a quelli biologici (impianto a Guyot) e umani (gestione viticola ed enologica: 9 mesi in acciaio e 15 mesi in barrique di 4 differenti origini) hanno permesso la piena espressione del potenziale vitivinicolo di questo “terroir”. Grazie all’insieme di queste componenti pedologico-climatiche, Mancapane® ha potuto pienamente esprimere il proprio carattere. La peculiarità dell’ambiente di coltivazione è riassunta nel suo stesso nome che rimanda ad antiche tradizioni. In un lontano passato, infatti, quando i terreni dovevano innanzitutto produrre cereali, esistevano due tipi di viticoltura: una, popolare, era condotta a mezzadria e doveva garantire il sostentamento; l’altra, aristocratica, era condotta da monaci e nobili e aveva come fine la produzione di vini di ottima qualità destinati ad accompagnare le libagioni di corte. Questo secondo tipo di viticoltura si “accontentava” delle zone collinari prossime alle abbazie ed ai castelli, sfruttando terreni magri e siccitosi che l’agricoltore indicava come “incapaci di fornire il pane” a causa della scarsa produzione che se ne otteneva. Con il termine “Mancapane” si indicavano pertanto le terre “incapaci di fornire il pane”, terre magre, asciutte, poco profonde e a basso tenore d’argilla: l’ideale per una viticoltura di qualità caratterizzata da produzioni unitarie modeste. Se questi terreni erano incapaci di fornire il pane, infatti, erano tuttavia in grado di produrre vini eccellenti degni di stare alla tavola dei “grandi”. Da questi stessi suoli, “magri”, perché poco profondi e a basso tenore di argilla, che in Franciacorta si trovano nelle superfici di collegamento tra il corpo dei cordoni morenici e le depressioni ad esse interposte, nasce il Mancapane® di Contadi Castaldi, vino che ha già trovato positivo riscontro in numerose guide.

Ad esempio l’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2001 di Luca Maroni. lo cataloga come “vino frutto”, ovvero “vino di pregio superiore per la fruttuosità e la piacevolezza”, e gli sono stati attribuiti 85 punti (Consistenza: 25 – Equilibrio: 31 – Integrità: 29). Citiamo testualmente dalla Guida: “ Sensazioni: che impatto aromatico questo vino: un sibilo di speziosa bananosità con turbo al mentolo. Le spezie giocano allora un ruolo importante, ma il frutto risponde con agrumeggiante e fresca euforia ad ogni mentosa provocazione. Davvero gradevole, ampio, disteso, morbidamente attivo su fronti di balsami e di frutti aromatici questo nitido e vivo profumo, questo continuissimo profumo. Continuità recata dall’alcol, che dà reiterato vigore al luminescente, balsamico e tropicale pot-pourri di profumi che si trova a dover spingere. Carezze arrivano anche dal gusto. La prima è tattile carezza. Un tocco viscoso che segnala la ricchezza del vino in estratti. Quindi, alla morbida apertura, il seguito nutrito in vigor acido e freschezza. Come tocco di limone equilibrante la convessità di crema pasticcera. Cui non segue l’amara coda in deglutizione, ma ancora la morbida e conchiusiva carezza tonda di morbidezza uvosa. A comporre il sapore in una sfera di vivissima suadenza acido-morbida. Si senta come le spezie stanno dentro ad ogni tonda spora di frutto. Si senta come il pistacchio implementa potenza e dolcezza della banana. Si senta infine come la menta del legno glassa di balsamo la delicatissima pera di base. Un vino-frutto allora, di intensa e viva morbidezza, di integrità pressoché eccellente.

IL VIGNETO SPERIMENTALE
Realizzato nella primavera del 1997, il vigneto sperimentale-dimostrativo di Contadi Castaldi è nato con l’obiettivo di verificare il comportamento sia dei vitigni ammessi dal disciplinare di produzione Franciacorta sia di altri che, in prospettiva, potrebbero risultare interessanti. L’idea prende corpo da un’esigenza didattica emersa grazie al particolare rapporto con i viticoltori instaurato dal direttore dell’azienda Mario Falcetti, che ha portato in Franciacorta un’innovativa gestione del rapporto con i viticoltori. In Contadi Castaldi, infatti, ogni singolo viticoltore viene seguito e consigliato direttamente dal direttore dell’azienda e dai suoi stretti collaboratori e questo avviene a partire dalla fase di impostazione e gestione dei vigneti sino alle scelte vendemmiali e alla vendemmia stessa. Le visite dirette a ciascun viticoltore sono intervallate da riunioni tecniche in azienda e proprio durante una di queste riunioni è nato il progetto di un vigneto sperimentale. Una palestra per dimostrare sul campo ai viticoltori che conferiscono le proprie uve l’impostazione e la gestione di un vigneto ”a spalliera”, verificando l’efficacia di moderne tecniche di coltura ed il comportamento e l’adattamento di 15 differenti tipi di vitigni. Per questo esperimento è stato scelto il terreno collinare antistante l’azienda alle pendici del Monte Alto. Il vigneto, realizzato secondo una geometria ”a stella”, è strutturato in 50 filari che si dipartono concentrici per allontanarsi, con lunghezza variabile, in tutte le direzioni della rosa dei venti a formare i quattro moduli della sperimentazione, ognuno con obiettivi specifici.
Il primo modulo, denominato TERRE DI FRANCIACORTA ROSSO DOC, si compone delle 5 varietà che costituiscono l’uvaggio del Terre di Franciacorta Rosso D.O.C., ovvero Merlot, Barbera, Nebbiolo, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon.
Il secondo modulo, identificato come TERRE DI FRANCIACORTA BIANCO, è costituito dalle 3 varietà ammesse dal disciplinare dei Franciacorta DOCG e del Terre di Franciacorta Bianco D.O.C., ossia Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero.
Obiettivo di entrambi i moduli è la verifica dello sviluppo e della maturazione di questi vitigni in un medesimo microclima. Il terzo e il quarto modulo sono dedicati ad ALTRE VARIETÀ DI VINI BIANCHI E ROSSI per un totale di 371 ceppi.
Le varietà del bianco messe a dimora sono il Riesling, il Sauvignon bianco e il Semillon e per esse l’obiettivo è quello di osservarne l’evoluzione ai fini dell’ottenimento di un vino da vendemmia tardiva, originale ed innovativo per la viticoltura bresciana. Per il rosso, i 18 filari di Gamay, Petit verdot, Syrah e Rebo (incrocio con Merlot marzemino) sono finalizzati a fornire informazioni sull’adattamento di questi 4 vitigni all’ambiente franciacortino con riferimento alla loro particolare attitudine enologica in purezza e in assemblaggio.
L’impianto è stato realizzato a Guyot, distanziando le piante 1 metro sulla fila. La palificazione è stata realizzata con un tutore innovativo prodotto dalla ditta Ecophoenix, costruito a partire da una miscela di materie plastiche riciclate e rinforzato da un’anima in acciaio. I fili sono stati scelti nella gamma Rodacciai – Consortium. Il protocollo di controllo prevede lo studio delle cinetiche di maturazione, delle caratteristiche dei mosti alla vendemmia, della stima del rapporto vegeto-produttivo e della valutazione dell’effetto esercitato dalle principali pratiche agronomiche (defoliazione, diradamento dei grappoli ecc.) sulla qualità delle uve.
Il vigneto sperimentale non è che una piccola appendice dell’estesa attività di ricerca condotta dall’Azienda. A Contadi Castaldi è stata infatti affidata la sperimentazione viticola di un vigneto situato ad Erbusco in località ”sottomonte”. Da questo vigneto, impiantato con 16 diverse varietà di vite e realizzato secondo il Reg. Cee. N 822/87, emergeranno nuove indicazioni e nuove ipotesi produttive.

Presentazione vini e relativa degustazione a cura di Rocco Lettieri

Scheda del vino: FRANCIACORTA SATÉN
Annata: 1995
Denominazione: DOCG

Vitigno/i Chardonnay 80% e Pinot Bianco 20%
Zona di provenienza: Comune di Adro
Terreno: Ghiaioso con buona capacità di ritenzione idrica; esposizione sud-Ovest.
Densità di impianto: 6.000 ceppi per ettaro
Sistema di allevamento: Guyot
Età media delle viti: minimo 10 anni
Resa per ettaro: 80 quintali di uva
Gradazione alcolica: 12,5% in Vol.

Vinificazione: La cuvée è arricchita per una parte da vini-base, parzialmente affinati in legno (barrique). Un attento dosaggio al momento della preparazione della cuvée permette di ottenere una pressione, alla sboccatura, leggermente inferiore rispetto al Brut (4,5 atm. anziché 5,5 atm.) in modo da esaltare la morbidezza del prodotto.
Fermentazione: In bottiglia con il sistema del metodo classico.
Maturazione: In bottiglia con lunga permanenza sui lieviti per almeno 36 mesi.
Affinamento: 4 mesi in bottiglia dopo il degorgement.
Franciacorta Satén è il primo millesimato della storia enologica di Contadi Castaldi.

Colore: Perlage finissimo e persistente quasi cremoso, di colore giallo paglierino anche intenso con riflessi verdognoli.
Profumo: Presenta note di crosta di pane e lieviti, quindi leggeri sentori floreali e di agrumi; segue uno sfumato ma deciso profumo di frutta matura a polpa bianca, accompagnato da delicate note di fiori e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola) con finale di miele e di vaniglia.
Sapore: Una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta. E’ cremoso, armonico e morbido, carezzevole, equilibrato nel suo rapporto acido. La piacevolezza si chiude con gusti di limoncella fresca.
Abbinamenti: L’originalità e la morbidezza rendono questo Franciacorta Satèn particolarmente adatto al palato giovane e femminile; ideale per aperitivi e da abbinare a frutti di mare e piatti di pesci (storione, coregone, trota di lago) conditi con olio extra vergine d’oliva. Servire a 8° C

Scheda del vino: TERRE DI FRANCIACORTA BIANCO MANCA PANE
Annata: 1998
Denominazione: DOC

Vitigno/i Chardonnay 100%.
Zona di provenienza: Comune di Adro – Vigneto Le Tese di 0,8 ettari a 300 m s.l.m.
Terreno: Ghiaioso con buona capacità di ritenzione idrica; esposizione sud-Ovest.
Densità di impianto: 4.000 ceppi per ettaro
Sistema di allevamento: Guyot
Età media delle viti: minimo 9 anni
Resa per ettaro: 87 quintali di uva
Gradazione alcolica: 13% in Vol.

Vinificazione: Macerazione a freddo con enzimi selezionati per 12-14 ore.
Fermentazione: In vasche di acciaio AISI 316 a temperatura semiautomatica controllata sui 16-18° C.
Maturazione: In barriques francesi di legni diversi: Allier, Tronçais, Never e Vosges per 15 mesi “sur lie” poi riposto ancora in acciaio per altri 8 mesi prima dell’imbottigliamento.
Affinamento: 10 mesi in bottiglia

Colore: Giallo lucente e brillante con riflessi dorati; archetti ben sostenuti sulle pareti del bicchiere.
Profumo: Impatto aromatico di frutti esotici (banana e lychee), frutta a polpa bianca e sentori vegetali di fresca menta; a seguire un intenso e ben marcato profumo di miele e di vaniglia.
Sapore: Carezzevole, ampio, caldo, equilibrato nel rapporto acido/alcool/legno. La piacevolezza si apre anche a gusti di limoncella e pistacchio fresco. In finale una leggera nota mandorlata che ripresenta ancora la menta del naso e un delicato gusto di pera Martin Sec. Un vino/frutto di intensa e piacevole morbidezza.
Abbinamenti: Insalate di frutti di mare; piatti di pesci anche salsati e carni bianche (pollo, coniglio); formaggi a pasta morbida tipo taleggio.

Scheda del vino: MARCO NERO
Annata: 1998
Denominazione: Sebino IGT Rosso

Vitigno/i Cabernet Sauvignon 100%
Zona di provenienza: Dal “morenico profondo”, una delle sette unità di paesaggio della Franciacorta; comune di Erbusco – Vigneto Marco Nero, in corpo unico di 0,6 ettari, impiantato nel 1993.
Terreno: Colline moreniche, ghiaioso con buona capacità di ritenzione idrica; esposizione sud-Ovest.
Densità di impianto: 4.000 ceppi per ettaro
Sistema di allevamento: Spalliera alta
Età media delle viti: 8 anni
Resa per ettaro: 85/90 quintali di uva
Gradazione alcolica: 13% in Vol.

Vinificazione: L’uva viene immediatamente pigiadiraspata e dopo l’inoculo di lieviti selezionati, il mosto fermenta in acciaio per 8 gg. con frequenti rimontaggi (nei primi giorni anche sino a 6 al giorno).
Fermentazione: Il mosto viene posto in acciaio inox per 3 mesi sino a completare la fermentazione alcolica.
Maturazione: Svinato viene elevato in barriques di rovere francese nuove (30%) e di secondo passaggio (70%) per 22 mesi. Prima dell’imbottigliamento viene fatta una massa unica che riposa ancora due mesi in acciaio inox.
Affinamento: 6 mesi in bottiglia

Colore: Rosso cupo violaceo intenso con unghia netta; gli archetti sono fitti, stretti e sostenuti.
Profumo: Intenso, fruttato di prugna e di more; finale speziato di pepe nero e cannella, buona liquirizia e sentori erbacei ma non coprenti.
Sapore: Bocca di impatto fruttato, con ricordi già avvertiti al naso; polposo, ampio, caldo e complesso, quasi da masticare.
Abbinamenti: Piatti della tradizione franciacortina (manzo all’olio; trippa di vitello con passata di borlotti; spiedini misti; piccione al forno) e formaggi bresciani d’alpeggio (bagoss).
Ĕ il vino della filosofia di Mario Falcetti: Una sola vigna: Marco Nero
Un solo vitigno: il Cabernet Sauvignon
Sosta in cantina: paziente elevazione in barriques

Scheda del vino: PINODISÉ Contadi Castaldi
Annata: s.a.
Denominazione: vino liquoroso

Vitigno: Chardonnay 100% e brandy invecchiato due anni
Zona di provenienza: Uve selezionate in diversi vigneti della Franciacorta
Terreno: Ghiaioso con buona capacità di ritenzione idrica
Densità di impianto: 6.000 per ettaro
Sistema di allevamento: Guyot
Età media delle viti: da 8 a 15 anni
Resa per ettaro: molto bassa e variabile di anno in anno (uve solo sanissime e raccolte a piena maturazione)
Gradazione alcolica: 15,5° C. in Vol.

Vinificazione: Il mosto ottenuto da una spremitura soffice, dopo una breve macerazione, risposa per 5-6 giorni in vasche d’acciaio ad una temperatura prossima a zero gradi. Con questa operazione il mosto si illimpidisce ripulendosi delle parti solide. Successivamente, in una fase che precede la fermentazione, il mosto viene ”tagliato” con brandy sino ad ottenere una gradazione finale pari a 15,5 gradi alcolici.
Maturazione: L’assemblaggio (mistella) così ricavato affina in vecchie botti di rovere della capacità di 4 hl per almeno quindici mesi. In questo periodo il brandy conferisce calore, struttura e morbidezza alla freschezza ed alla fruttuosità tipiche di un mosto ottenuto da un’accurata vendemmia.
Affinamento: Due mesi per permettere al tappo di stabilizzarsi nel collo della bottiglia.
Colore: Giallo carico con riflessi dorati; brillante; la lenta scorrevolezza sulle pareti del bicchiere sta a dimostrare una grande concentrazione di alcool e zuccheri residui.
Profumo: Intenso e complesso, persistente, floreale di fiori bianchi (zagare) e gialli (camomilla, tiglio); al secondo naso si presenta con aromi di frutta (mela, datteri, uva passa, albicocca, fichi) ed erbe aromatiche (lavanda, eucalipto) e profumi finali che ricordano l’anice stellato.
Sapore: Suadentemente dolce, carezzevole, caldo, ampio, morbido ed equilibrato, non stucchevole perché sostenuto da una buona base acida; lunga la persistenza gusto-olfattiva che si prolunga piacevolmente con ricordi di marmellata di fichi e tabacco dolce.
Abbinamenti: Il Pinodisé si presta ad essere servito sia come vino da meditazione che come ideale accompagnamento per paté, formaggi dal sapore deciso e per dessert al cioccolato.

Contadi Castaldi
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Internet: www.contadicastaldi.it

Si ringrazia il Consorzio per la collaborazione nella redazione dei testi
già pubblicati sulla rivista Il Simpatico n. 41.

Consorzio Tutela Vini di Franciacorta
Via G. Verdi, 53
I – 25030 Erbusco (Brescia)
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