RENZO MARINAI …DAL CAMPO ALLA TAVOLA…
PODERE SAN MARTINO A CECIONE
L’azienda agricola Renzo Marinai occupa uno dei più affascinanti scenari del Chianti, posta su una collina che sovrasta le valli ed i terreni circostanti. Il podere Cecione prende il nome dall’antica chiesa di San Martino a Cecione vicino al Castello di Panzano risalente all’anno 1600. La sua storia è molto antica: ne troviamo menzione già dal 1163 in una pergamena redatta in luogo dal Sancto Martino Cisconi ed in un’altra del 1208 referente di un contratto di vendita. Dal 1498 attestate documentazioni -registro dei libri catastali- dichiarano il podere proprietà dell’antico ospedale fiorentino di Bonifazio e luogo di produzione agricola. Verso la fine del ‘700 l’ospedale fece redigere un quadro in cui vennero riferite tutte le coltivazioni di Cecione e nel quale apparve la predominanza delle piantagioni di grano rispetto ai vigneti, oliveti, coltivazioni cerealicole e di legumi. Oltre ai generi alimentari il podere possedeva diverse specie animali quali suini ed ovini, ma soprattutto bovini indispensabili per la lavorazione della terra e ricercati per le loro carni nutrienti. Dai primi dell’800 Cecione divenne proprietà della famiglia Cipriani che ne rimase a capo fino al 1960.
In questi anni il podere passò nelle mani della famiglia Marinai che lo acquistò, sì per la sua magnifica posizione, ma soprattutto per la presenza di un grande ed antico forno a legna, dove ancora oggi si continua a sfornare pane di grano tenero della varietà Verna ottenuto da una macinazione grossolana dei chicchi.
Ad oggi ogni sistema di concimazione chimica è stato eliminato per essere sostituito con una coltivazione che risulta totalmente biologica nel pieno rispetto della natura.
A Cecione si è così ristabilito l’ecosistema primitivo naturale con l’utile ricomparsa di animali come i lombrichi, le farfalle, i ragni ed i carobidi.
Renzo Marinai è alla guida dell’azienda dal 1996, affiancato da due collaboratori, l’enologo Giovanni Cappelli e l’agronomo Fabrizio Balò, con i quali ha intrapreso un restyling totale del luogo, introducendo nuovi sistemi di coltivazione biologica.
Cecione si estende su circa 30 ettari di terreno, 6 dei quali sono coltivati a vigneto, 12,50 ad oliveto seminativo, mentre il rimanente costituito da boschi di querce e lecci. Il terreno si trova ad un’altezza di 400m sul livello del mare, coltivato a bassa intensità di impianto (2,80×0,80) ed è tutto galestro. La messa a dimora dei nuovi vigneti è stata fatta mantenendo le linee di livello dei terreni. Tra le uve rosse il Sangiovese occupa il primo posto, seguito dal Cabernet Sauvignon e Canaiolo e da una vigna autoctona costituita da Mammolo, Cilegiolo, Prugnolo, Colorino e Sangiovese a foglia tonda. Le uve bianche, invece, sono il Trebbiano, la Malvasia e lo Chardonnay. Il grano duro è costituito dalla varietà Cappelli che si estende per due ettari, mentre quello tenero è il Verna che si sviluppa per un ettaro e mezzo.
LA PASTA
La Pasta Renzo Marinai è prodotta in piccolissima quantità perché ottenuta da grano biologico, seminato e raccolto a mano a Panzano; la qualità di questo frumento è detta “Cappelli”. Fino agli anni ’60 era uno dei cereali maggiormente coltivati nel sud della penisola, ma da quel momento si iniziarono a perdere le tracce. Il “Cappelli” ha caratteristiche peculiari che lo rendono un grano difficile da coltivare; le sue spighe, alte più di un metro ed ottanta, sono soggette ai danni del vento che, facilmente, può buttarle a terra, rovinando, così, il raccolto di un anno intero. Un altro problema da non sottovalutare è, sicuramente, la difficoltà che si incontra al momento della battitura: a causa della sua altezza, infatti, è necessario svolgere il lavoro o a mano o con antiche trebbiatrice oramai in disuso. Questo frumento, comunque, è una varietà in sé molto produttiva; ha, infatti, un elevato numero di spighe fertili, ma le perdite dovute all’allettamento (coricamento per agenti atmosferici) lo rendono a bassa resa con i suoi scarsi 28 quintali per ettaro. Nell’ultimo decennio questa varietà è stata riscoperta da persone che non hanno voluto perdere di vista l’importanza dell’uso di ottime materie prime. La qualità del frumento Cappelli è straordinaria e lo si vede dalla consistenza ruvida e porosa e dai profumi di pane appena sfornato che riesce ad emanare. La Pasta Renzo Marinai è lavorata artigianalmente secondo le antiche usanze: trafilata in stampi di bronzo ed essiccata a bassa temperatura e l’intero processo di lavorazione richiede quasi una settimana di tempo.
PRODOTTI DELL’AZIENDA
CHIANTI CLASSICO: Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: 90% Sangiovese, 10% Cabernet
Produzione: 45 Hl per ettaro
Maturazione: 10/12 mesi in botte
Affinamento: 3 mesi in bottiglia
Di colore rosso rubino brillante, questo Chianti Classico ha un profumo composto, delicato e lungo, il gusto è asciutto, pieno e sapido, con buona stoffa. Si abbina ai formaggi e alle carni rosse.
CHIANTI CLASSICO RISERVA: Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: 100% Sangiovese
Produzione: 35 Hl per ettaro
Maturazione: 12/14 mesi in barrique
Affinamento: 6 mesi in bottiglia
Il Chianti Classico Riserva Renzo Marinai ha un colore rosso rubino intenso, un profumo armonico con bouquet molto ampio, elegante e persistente; in bocca è asciutto, equilibrato e caldo, con notevole corpo.
Si abbina agli arrosti di carne rossa e ai brasati.
GUERRANTE; Rosso Toscano – Indicazione Geografica Tipica
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: 50% Sangiovese, 50% Cabernet
Produzione: 30 Hl per ettaro
Maturazione: 12/14 mesi in barrique
Affinamento: 4 mesi in bottiglia
Il Guerrante si presenta di colore rosso rubino carico e brillante, al naso è ampio, intenso ed armonico, molto speziato. Il gusto è asciutto, con grande stoffa e nerbo. Si abbina molto bene agli arrosti e alla cacciagione.
BIANCONE; Bianco Toscano – Indicazione Geografica Tipica
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: 100% Chardonnay
Produzione: 40 Hl per ettaro
Biancone si presenta di colore giallo paglierino, con un bouquet delicato, elegante e continuo; il gusto è ampio e gradevole con sentori di mela, banana e pesca; ideale con gli arrosti di pesce e crostacei.
CECIONE DI CECIONE: Bianco Toscano – Indicazione Geografica Tipica
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: Trebbiano Toscano,
Malvasia del Chianti, Chardonnay
Produzione: 70 Hl per ettaro
Questo vino bianco è caratterizzato da un colore giallo paglierino scarico, ha un profumo fresco e fruttato, in bocca è asciutto e secco, con sentori di frutta fresca, banana e mela.
VINSANTO DEL CHIANTI CLASSICO – Denominazione di Origine Controllata
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Uvaggio: Malvasia e Trebbiano
Produzione: 25 Hl per ettaro
Maturazione: avviene in piccoli fusti di castagno sigillati, per 5 anni
Il profumo è la spiccata caratteristica di questo Vinsanto, intenso e complesso con sentori di uva passita e frutta secca, di colore giallo ambrato ha un gusto alcolico tipico del passito e leggermente zuccherino. Ideale con i formaggi, dolci e frutta.
GRAPPA DI CHIANTI CLASSICO
Area Produzione: Chianti Classico
Uvaggio: Sangiovese, Canaiolo Nero,
Trebbiano Toscano, Malvasia del Chianti
Metodo distillazione: Distillazione continua a vapore diretto e ridistillazione delle flemme alcoliche con colonne sottovuoto. Affinamento: 6/12 mesi in acciaio
La Grappa Renzo Marinai ha un aroma stimolante e persistente, il gusto è intenso, equilibrato con sensazioni finali leggermente fruttate.
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
Area Produzione: Panzano – Greve in Chianti
Varietà olivi: Moraiolo, Coreggiolo, Frantoio, Leccino
Dalle olive del Chianti Classico raccolte in Novembre e lavorate a freddo, si ottiene un olio di colore verde con riflessi dorati che si presenta con un leggero amaro e con una sensazione tipica di carciofo e di erba fresca, in gola si avverte una leggera presenza piccante.
RELAZIONE AGRONOMO DOTT. FABRIZIO BALO’ sull’azienda Marinai
L’Agricoltura biologica è un sistema complesso di produzione che ci consente di ottenere dei prodotti senza utilizzare in nessuna fase della produzione sostanze chimiche di sintesi. Questo tipo di agricoltura è pertanto una evoluzione della produzione integrata, che attualmente rappresenta lo standard qualitativo che caratterizza il moderno produrre. Con l’agricoltura biologica si tende a valorizzare al massimo i fattori positivi dei complessi agro-ecosistemi producendo nel rispetto della natura.
L’Azienda Agricola S. Martino in Cecione da anni aderisce al Regolamento CEE 2092/91 relativo al Metodo di Produzione Biologico di Prodotti Agricoli. Tutta la superficie aziendale viene gestita nel massimo rispetto dell’ambiente, utilizzando le più profonde conoscenze dei fenomeni biologici per assecondare le esigenze degli organismi viventi invece di forzarli alle necessità produttive. La superficie aziendale interessata alla coltivazione della vite è di circa sei ettari. Le coltivazioni presenti sono quelle tipiche dell’ambiente chiantigiano quali Sangiovese, Colorino, Trebbiano, Pugnitello, Mammolo, Foglia Tonda e due grandi vitigni internazionali quali il Cabarnet Sauvignon e lo Chardonnay. Al momento dell’impiego del vigneto, molte attenzioni sono rivolte alla valutazione-scelta dell’apprezzamento, del portainnesto, delle coltivazioni, della concimazione e della forma di allevamento. Per quanto riguarda la tecnica di conduzione dei vigneti, nel rispetto del Disciplinare dell’Agricoltura Biologica, si adottano interventi agronomici che prevedono come fertilizzazione l’antica pratica del sovescio (con favino e orzo) integrata da elementi minerali di potassio e fosforo. La difesa in agricoltura biologica non consente l’ uso delle potenti armi disponibili in agricoltura convenzionali e soprattutto non dispone di prodotti ad azione curativa, pertanto si deve attuare una strategia di tipo preventivo cioè creare tutte le condizioni sfavorevoli all’ insorgenza della malattia fondamentale e quindi ricreare un’ ambiente naturale ricco di fitoseidi, organismi antagonisti delle varie patologie,che possono contrastare l’ insediamento di malattie come la peronospora e l’ oidio. In certi periodi dello sviluppo vegetativo delle piante è necessario intervenire con prodotti a base di Solfato di Rame (questo elemento possiede una buona azione fungicida contro la peronospora) utilizzando dosaggi ridotti in virtù delle restrizioni nell’uso del rame da parte della Comunità Europea. Per contrastare l’oidio, malattia molto temibile nelle zone collinari, si utilizza sia Zolfo bagnabile che Zolfo polverulento. Tutte le lavorazioni al terreno sono eseguite seguendo le buone tecniche agronomiche e sono finalizzate alla salvaguardia della vitalità microbica del terreno. Una particolare attenzione è rivolta alle operazioni di potatura a secco e a verde. Con la prima si evita l’ aumenta del vigore vegetativo, cercando di razionalizzare la distribuzione delle gemme nello spazio consentito dalla forma di allevamento, mentre con la seconda attraverso interventi rigorosamente manuali di scacchiatura, sfogliatura e cimatura si cerca di creare un microclima particolare che consente l’arieggiamento dei grappoli, migliorando notevolmente l’ efficienza degli interventi con rame e zolfo. Ogni anno nei vigneti dell’azienda, in collaborazione con vari Enti, viene effettuato il monitoraggio dello Scaphoideus Titanus vettore del fitoplasma della Flavescenza Dorata che causa una delle malattie più temibili della vite di questi ultimi anni. Gli scopi che si prefigge l’azienda sono quelli di ottenere uve di alta qualità con il minore impatto ambientale possibile e di legare la produzione aziendale (vino, olio, frumento…) al territorio per mantenere un’identità produttiva ben precisa.
LA BATTITURA DEL GRANO, UN RITO NEL MONDO AGRICOLO
Una tradizione e un simbolo della campagna toscana. Anche per l’anno 2007, torna la “Festa della Battitura” presso l’azienda Marinai, simbolo di storia e di tradizione.
Sicuramente questa festa affascina per il messaggio che vuole trasmettere sia da un punto di vista storico che agro alimentare. Vuole celebrare un mondo di semplicità e di valori inseriti in un contesto di modernità.
Il tutto arricchito, alle ore 17, da un convegno sul biologico: La sostenibile capacità di fare biologico nel Chianti. Etica, ecologia ed economia nell’agricoltura moderna”.
In serata tutti a cena con la pasta ed i vini di Renzo Marinai e la famosa “ciccia” di Dario Cecchini.
A cura di Rocco Lettieri e di Roberta Perna e lo staff di Leonardo Romanelli.

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