Anteprima del Chianti Classico – edizione 2011

Anteprima del Chianti Classico – edizione 2011

Alla Stazione Leopolda di Firenze sono come convenuti oltre 200 giornalisti presenti provenienti da 29 diversi paesi europei e extraeuropei. Presenti 152 aziende e oltre 400 etichette di Chianti Classico in degustazione nell’arco di due giorni dedicati a uno dei territorio vinicoli più prestigiosi del mondo. Il via il 15 febbraio, dedicata esclusivamente alla stampa che ha avuto la possibilità di assaggiare i vini seguiti da bravissimi e professionali sommelier. Prima problema tecnico. Una sola giornata per poter degustare i vini con il servizio. Al massimo un pur bravo e valente degustatore ne assaggia una centinaia. Ma che Anteprima è se non si da il tempo materiale e fisico per poter degustare? D’accordo che il giorno dopo sono entrati in scena i produttori con le ultime annate di Chianti Classico insieme agli Igt prodotti nel territorio e alle anteprime di un 2010 promettendo belle sorprese. Il neonato Chianti Classico, infatti, almeno dai pochi assaggi fatti, si sta comportando bene, intenso nei colori e nei profumi, buona l’acidità, bella potenza e spalla, gradazioni alcoliche senza eccessi, a vantaggio di prodotti equilibrati, che lasciano spazio a un ricco bagaglio aromatico, tali da fare prevedere una buona attitudine alla tenuta nel tempo. Anche al pubblico esterno è stato dato modo di assaporare le novità in bottiglia, nelle differenti sfumature che le diverse zone riescono a regalare ai vini dei suoi produttori. Ma a noi degustatori, pur bravi a driblare le domande dei responsabili e PR aziendali è venuto a mancare quel tempo, quella tranquillità, quella motivazione per poter giudicare le diverse offerte messe a disposizione. Un vero peccato!

Aggiungiamo che nel contesto di Chianti Collection c’era la possibilità di assaggiare diversi oli (davvero interessanti), ma anche qui stesso discorso. Il tempo! Si spera che in futuro gli organizzatori si preparino ad allargare i tempi e le occasioni di incontro non con due striminziti giorni ma con tempi adeguati a chi dovrà scrivere di queste grandiose bottiglie che piange il cuore vedere scorrere a fiumi per poi finire, si spera, almeno a fare un gradissimo aceto. Deliziosi e bravi i partner della manifestazione come Il Consorzio del Parmigiano Reggiano, che insieme a quelli della Tutela del Formaggio Asiago e del Formaggio Gorgonzola e all’Acqua di Toscana San Felice (per noi importante per diluire i fumi dell’alcol), hanno offerto per tutto il tempo della manifestazione. Eccellente la cena preparata dagli chef toscani. Bravi davvero.

Presentazione Vendemmia Chianti Classico 2010

Da un punto di vista strettamente meteorologico il 2010 ha presentato condizioni climatiche difficili con situazioni alterne: le temperature si sono stabilizzate spesso sotto le medie dei periodi di riferimento degli anni più recenti. A un inverno degno di questo nome, che ha riportato in Chianti temperature vicine allo zero, ha fatto seguito una primavera fresca e piovosa, con temperature che hanno causando un rallentamento dello sviluppo vegetativo e una fioritura tardiva. Il caldo di fine giugno/inizio luglio ha permesso di riequilibrare le fasi fenologiche della vite. In vendemmia l’uva si è presentata in buone condizioni. L’uva vinificata è risultata veramente interessante. Insomma, nel 2010 del Gallo Nero cala la quantità ma non la qualità, per un millesimo, che come già si è detto sopra, si prospetta ricco di aromi e profumi e con una grande struttura conferita da ottimali livelli di acidità che fa sperare in un Chianti Classico da invecchiamento. La parola è andata al presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Marco Pallanti: “La crisi economica dell’ultimo biennio è stata molto violenta e, seppur in maniera diversa, ha colpito tutti i settori. Anche il comparto vitivinicolo ha risentito di una decisa contrazione del mercato con un calo della domanda sia interna che estera dovuto anche al forte cambio dell’euro. La ripresa del dollaro, nonché la maggiore vivacità del mercato mondiale, ci fanno finalmente intravedere una via di uscita da questo tunnel negativo. Per fronteggiare la situazione il Consorzio Vino Chianti Classico ha ritenuto necessario delineare una risposta nel breve periodo tesa ad incoraggiare una rapida inversione di tendenza. La decisione di ridurre la resa (-20%) di Chianti Classico per ettaro, peraltro già presa altre volte in passato, è un indubbio sacrificio distribuito equamente su tutti i Produttori del Territorio preso nell’interesse della collettività e della denominazione Chianti Classico. L’obbiettivo è quello di fornire un piccolo contributo alla stabilità dei prezzi del vino commercializzato in cisterna e allo stesso tempo inviare un segnale forte al mercato al fine di accelerare la ripresa che tutti ci auspichiamo e che la qualità di questo vino impone». Una buona causa di cui vedremo di certo i benefici.

La leggenda del Gallo Nero

Ogni anno in occasione delle Anteprima del Chianti Classico ci viene riproposta la storia del Marchio Gallo Nero. Anche per i lettori de Il Chianti e le terre del vino è interessante conoscerla e noi ve la proponiamo: “Il marchio che da sempre accompagna le bottiglie di Chianti Classico è il Gallo Nero, storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel fiorentino Palazzo Vecchio. La storiografia di questo simbolo comprende anche una singolare leggenda ambientata nel periodo medievale. La sua vicenda segnò in pratica l’unità politica dell’intero territorio chiantigiano, perché fu proprio il comportamento di un gallo nero a deciderne il destino. La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema. Si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato dato dal canto del gallo. Decisione, quest’ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali. Nei preparativi dell’evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia e pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione. Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l’alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell’antagonista, il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere. Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della repubblica fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa”.

La degustazione:

Sempre ben organizzata la messa in scena della sfilata delle bottiglie presentate dal Consorzio del Chianti Classico per l’anteprima dei vini che andranno in commercio. Dei nostri commenti ne abbiamo già parlato. Ora diamo spazio al Chianti Classico e alla maratona di degustazione concentrata in un solo giorno.
Le proposte erano:
Chianti Classico DOCG 2009, 52 campioni;
Chianti Classico DOCG 2008, 87 campioni;
Chianti Classico DOCG 2007, 22 campioni
Chianti Classico DOCG 2006, 2 campioni
Chianti Classicio DOCG Riserva 2009, 2 campioni
Chianti Classico DOCG Riserva 2008, 33 campioni
Chianti Classico DOCG Riserva 2007, 72 campioni
Chianti Classico DOCG Riserva 2006, 17 campioni
Chianti Classico DOCG Riserva 2005, 4 campioni
Chianti Classico DOCG Riserva 2004, 2 campioni per un totale di ben 293 vini.

Per la mia degustazione professionale alla presenza del sommelier, ho scelto di non degustare al tavolo i campioni del 2009, riservandomi di farne qualcuno con i produttori il giorno dopo, unitamente a quelli dell’anteprima 2010. Ho preferito dare precedenza ai campioni dell’annata 2008 e alle Riserve del 2007. Gli assaggi di Chianti Classico 2008 si presentavano come due annate diverse, quasi scomposte. Alcuni vini avevamo grande equilibrio, fruttuosità e florealità, bella potenza ed equilibrio degustativo che si prolungava sino al retrogola con finali balsamici e minerali, mentre altri vini avevano ancora sentori vegetali e poca finezza, con palato ancora astringente e tannini ruvidi, decisamente poco armonici, segno di maturazioni che non sono giunte al punto giusto.

Tra le mie preferenze di Chianti Classico 2008, degustati 57 campioni:

4 ****
a Castello di Volpaia; Isole & Olena; La Porta di Vertine; Lamole Vigna Grospoli; Ormanni; San Fabiano Calcinaia; Villa a Sesta.

3 *** a Castellinuzzi e Piuca; Castello della Paneretta; Castello di Lucignano; Castello di Meleto; Fietri; Fonterutoli; I Massi di Colombaio di Cencio; Le Miccine; Renzo Marinai; Tenuta di Lilliano.

2 ** a Val delle Corti; Casa Sola; Casaloste e Mannucci Droandi.

Ottimi gli assaggi dei vini Chianti Classico Riserve 2007, degustati 38 campioni, davvero ottimi, in grado di superare in grandezza i pur buoni vini più giovani. Vini con colori ancora vivi, grande pulizia al naso e ancora tanta fresca frutta, sentori di legni molti contenuti; in bocca si presentavano caldi, corposi, con tannini lineari e non ruvidi; maturità fenoliche e giusto equilibrio acido/tannico completavano un quadro generale di bella eleganza anche nel finale.

Tra le mie preferenze delle Riserve 2007:

5 ***** a Capannelle e Monsanto.

4 **** a Badia a Coltibuoni e Coltassala Castello di Volpaia

3 *** a Bandini Villa Pomona; Borro del Diavolo Ormanni; Caparsino; Castello di Verrazzano; Ceppeto Mannucci Droandi; Don Vincenzo Casaloste; Castello della Paneretta; Fattoria Nittardi; Lodolaio di Vèscine; Rignana; Vigna del Sorbo Fontodi; Vigneto San Marcellino Rocca di Montegrossi.

2 ** a Castello di Radda; Fattoria di Cinciano; Fattoria Le Fonti; Malaspina Castello di Starda e Villa Sant’Andrea.

Ottimi, quasi a sfiorare l’eccellenza i tre Chianti Classico DOCG 2007 di Castello di Ama (Vigneto Bellavista, Vigneto La Casuccia e Castello di Ama).

Sui campioni delle annate 2009 (troppi campioni di botte) e sui pochi 2010 non mi sento di dare giudizi perché tutti troppo giovani e pieni di disarmonia e grandi sentori di vernice (smalto).

A cura di Rocco Lettieri