7-10 Novembre 2014 – MeranoWineFestival

Merano, la capitale dei più grandi vini del mondo

7-10 Novembre 2014 – MeranoWineFestival al Kurhaus

 


Indispensabile, imperdibile, esclusivo. Esserci a tutti i costi. Il Merano WineFestival rappresenta in assoluto l’evento più importante dedicato al vino in Italia. Da Merano, per le schiere di appassionati che per oltre due decenni affollano il Kurhaus, solo certezze. I piú grandi vini del mondo, quelli che lo diventeranno. Uniti negli stessi spazi, vini e produttori che diventano il desiderio di tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza unica ed irripetibile. Ogni anno Helmuth Köcher segna la via, traccia le linee ben prima di tutti grazie alla sua capacitá di visione e al grande intuito organizzativo. Prove tangibili di questo successo crescente il SOLD OUT dello scorso anno e il programma sempre ricchissimo e stimolante. Da CULT2014 al WWEF, Merano assume la dimensione di vera e propria capitale d’autunno del vino.

 

L’evento CLOU

Impossibile rinunciare. L’evento CLOU del Merano WineFestival si brucia in poche ore, come una immensa supernova. Solo Helmuth Köcher poteva tanto. Esserci significa poterlo raccontare, un piacere riservato a pochissimi. I pionieri del vino italiano ci saranno tutti, davvero tutti a Merano. Un evento è così unico che possiamo usare solo aggettivi superlativi per tentare di descriverlo. Il Pavillon des Fleur si trasforma nel tempio del vino dove i 40 selezionatissimi produttori consentiranno ai pochi fortunati di immergersi completamente nella incredibile Storia del vino italiano. Non è per niente scontato trovare in un evento dedicato al vino nomi come Gravner, Dal Forno, Antinori. Anzi. Ecco perché alla base della forza propulsiva del Merano WineFestival – che in CULT2014 trova la perfetta sintesi – c’è un elemento distintivo. Intuito e capacitá di persuasione, consapevolezza di offrire ad ogni singolo produttore un ruolo di protagonista che va ben oltre alle solite manifestazioni del vino. E tutto questo concentrato di creativitá, capacitá di sintesi e senso vero della Storia del vino italiano diventano la scossa elettrica che attiva un cortocircuito carico di grandi, indimenticabili emozioni. CULT2014, per poter dire “io c’ero”.

 

Focus on Romania. Parla Helmuth Köcher.

Il vino romeno grande espressione di un grande territorio. La Romania vanta una storia della viticoltura di almeno 6000 anni e dagli scritti degli antichi romani risulta che il territorio era particolarmente vocato per la coltivazione della vite. Leggende dicono che Dioniso, il dio del vino, sia nato in Romania e che quando i romani nel 106 a.C. arrivarono, trovarono i vini di qualità superiore ai loro da cui deriva la denominazione “Dacia Felix” proprio grazie alla bontà dei suoi vini. Dopo la seconda guerra mondiale la Romania divenne uno stato comunista e durante l’“impero” di Ceauşescu dagli anni 60 a fine anni 80 vantava una delle più vaste estensioni di vigneti in tutta l’Europa con vini di scarsa e media qualità soprattutto orientati verso la quantità.

La “nuova“ storia del vino di alta qualità in Romania che si ispira alla sua vera storia è stata riscritta appena dopo la rivolta popolare nel 1989 e con maggiore attenzione e dedizione soprattutto alla fine degli anni novanta, in particolare dopo l’entrata nell’Unione Europea nel 2007. Trovandosi alla stessa latitudine tra la Borgogna in Francia, la Toscana in Italia e il Priorato in Spagna la Romania gode di un clima temperato dall’influenza del mar Nero, dal Danubio e dal riparo dei Carpazi con un terreno di ottimo drenaggio  e un esposizione solare che raggiunge anche oltre 2300 ore all’anno.

Grazie a Marinela Ardelean ho avuto la possibilità di conoscere un paese dalle grandi potenzialità baciato dal dio del vino che sicuramente nei prossimi anni diventerà sempre di più un protagonista importante sul mercato internazionale del vino di alta qualità. Il suolo romeno ha trovato un habitat importante per vitigni internazionali quali Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon, ma la massima espressione che rispecchia in primis tradizione, cultura, storia e la dedizione e convinzione dell’uomo si evolve nelle vere varietà romene in particolare nei vitigni rossi Babeasca e Feteasca Neagra e nei vitigni bianchi Feteasca Regala e Alba, Cramposia e Tamioasa romaneasca.

Soprattutto la Feteasca Neagra vitigno rosso più importante e di esclusiva “proprietà” romena, che con la sua corposità, complessità e le note speziate è molto similare allo Syrah, ha tutti gli ingredienti di un grande vino, mentre tra i vitigni bianchi la Cramposia  dalle origini antiche, con un profilo aromatico molto complesso, può concorrere sicuramente nella categoria dei vini bianchi di alta classe. Proprio per tutte queste particolarità di notevole valore ribattezzerei la viticoltura romena in: “Dacia Vinum felix”. 9 Novembre: Czerny Saal – 10.00-18.00 – Focus in Romania

 

Bio&dynamica

Il venerdì, primo giorno del Merano WineFestivall, è dedicato come tradizione a bio&dynamica, ovvero la selezionata rassegna di cantine che praticano viticoltura biologica, biodinamica e/o naturale. La rassegna, nata nel 2005, è giunta quest’anno alla nona edizione, presenta al pubblico ben 60 vignaioli, italiani ed europei, che hanno scelto di coltivare le loro vigne e produrre i loro vini lavorando “secondo natura”, o seguendo la filosofia steineriana, ma sempre con l’obiettivo primo di salvaguardare e valorizzare il territorio attraverso l’adozione di una viticoltura sostenibile e rispettosa della natura. Rudolf Steiner fu l'ispiratore dell'agricoltura biodinamica che si propone di produrre in modo sostenibile e nel rispetto dell'ecosistema terrestre. Questi vini, i sistemi della cura dei terreni, della vite e della lavorazione dell'uva sono una risposta importante per tutti coloro che oggi chiedono sempre maggiore rispetto della natura e della cura in tutti i passaggi della lavorazione delle uve. bio&dynamica è infatti uno spazio che cresce insieme a tutto il Merano WineFestival, coinvolgendo nel ragionamento su questo particolare settore sempre più addetti ai lavori e proponendo sempre ulteriori riflessioni, sia sui prodotti sia sugli sbocchi che si aprono con costante aumento nei vari mercati. Il ruolo che sta assumendo – soprattutto nella viticoltura francese grazie a Nicolas Joly – il biodinamico è sempre di maggiore rilievo. Pur non essendoci, nei disciplinari europei, espliciti riferimenti per la viticoltura e la vinificazione biodinamica, la produzione di questi vini è sempre più diffusa e praticata. Se esiste un aspetto caratteristico del vino biodinamico, questo è dato dal legame con la terra e la sua fertilità e con le tecniche di coltivazione. Diciamo che assume importanza la cosiddetta “fase enologica”, espressione legata al terroir. Cosa, ad esempio, definisce una lavorazione biodinamica? Il raffreddamento nelle vasche, il controllo dalla fermentazione attraverso la temperatura che non comprometta la qualità del mosto e una scelta oculata tra le più diffuse tecniche utilizzate in enologia.

http://www.meranowinefestival.com/it/biodynamica/biodynamica

 


Direttamente dalla homepage si possono acquistare on-line i biglietti per la prossima edizione del Merano WineFestival, compresi gli eventi bio&dynamica e CULT2014. 

La vendita on-line a prezzo ridotto terminerà il 20 ottobre alle ore 24.00; la vendita a prezzo intero terminerà il 6 novembre alle ore 24.00.

 

Ospite d'eccezione: Oscar Farinetti



 

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Servizio a cura di Rocco Lettieri