GOURMARTE a Fiera Bergamo – Terza edizione

GOURMARTE

Custodi, Maestri, Esploratori e Interpreti del Gusto

 I PRODOTTI DEL TERRITORIO SPOSANO LA FANTASIA

 

Milano – Palazzo Lombardia – Presentazione ufficiale alla stampa dell’Edizione numero 3 di GourmArte, la manifestazione che si terrà a Fiera Bergamo dal 29 Novembre al 1° Dicembre prossimi. Una tre giorni di ….fuochi sotto le padelle per l’importanza degli chef presenti e una tre giorni per degustare i migliori prodotti della Lombardia e non solo a prezzi decisamente alla portata di tutti. L’idea nata dalla mente vulcanica di Elio Ghisalberti, giornalista di vecchia data, Veronelliano puro, ha portato dopo due edizioni a importanti risultati confrontabili con i numeri delle presenze sia di pubblico che di partecipanti, selezionati da un panel di collaboratori e non per loro scelta e decisione di poter aderire.

 

La parola da subito all’assessore Gianni Fava all’agricoltura della Regione Lombardia: “La nostra è una regione di eccellenze, nella moda, nel design, nell’industria, nell’agroalimentare. GourmArte, giunta alla terza edizione, si conferma una delle manifestazioni più interessanti del panorama eno-gastronomico, in una provincia come Bergamo che ha degli esponenti di spicco nella ristorazione e delle produzioni di alta qualità, premessa essenziale per sviluppare una cultura del cibo”. “La formula innovativa che identifica soggetti che a vario titolo e con diversi ruoli coltivano, ricercano, difendono, raccontano e promuovono il cibo e i vini della Lombardia e, della Sardegna come regione ospite – ha proseguito Fava – contribuisce a riconoscere ruoli e attività di una filiera che nella nostra regione vale complessivamente oltre 12 miliardi di euro”. Promuovere i territori e i suoi prodotti, per l’assessore Fava, significa anche “favorire un percorso di valorizzazione dei marchi nella lotta alle contraffazioni, un pericolo per la salute dei consumatori e per il commercio.

 

Ha fatto seguito il secondo intervento da parte del dott. Ivan Rodeschini, Presidente Ente Fiera Promoberg che dopo aver salutato i presenti ha rivolto un ringraziamento non formale all’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, per l’ospitalità in questa prestigiosa e innovativa sede di Regione Lombardia. Un gesto che conferma l’apprezzamento e il sostegno di Regione Lombardia ai progetti di Promoberg. GourmArte, manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche lombarde, tornerà dal 29 novembre al 1° dicembre alla Fiera di Bergamo. Le due precedenti edizioni hanno confermato la bontà del progetto. Gli appassionati e gli esperti del settore hanno apprezzato la formula che abbina alla selezionata area dedicata alle degustazioni, l’altrettanto prestigioso ristorante “stellato”, che vede all’opera alcuni tra gli chef più titolati al mondo. Grazie a GourmArte,- ha continuato Rodeschini – gli amanti delle “cose buone in tavola” ritroveranno i “Maestri”, i “Custodi”, gli “Esploratori” e gli “Interpreti” del gusto”. Ovvero, le aziende, i contadini, gli allevatori, i vignaioli, gli imprenditori, i cuochi e i ristoratori che hanno consentito al nostro territorio di essere riconosciuto nel mondo per l’alta qualità e tipicità dei prodotti agroalimentari e della ristorazione. Ogni edizione ospita un territorio particolarmente significativo per l’enogastronomia. Quest’anno è la volta della Sardegna, che subentra al Canton Ticino: ai suoi rappresentanti il nostro più caloroso benvenuto. Tornando al tema delle eccellenze enogastronomiche, credo che possano essere – in gran parte lo sono già – uno dei fattori strategici dell’offerta turistica del nostro Paese. Ne eravamo convinti già quattro anni fa, quando decidemmo di sviluppare il progetto GourmArte. Eravamo certi che, insieme all’arte, alla storia, alla cultura e alle bellezze paesaggistiche, l’enogastronomia fosse uno strumento straordinario per la promozione e lo sviluppo dei nostri territori. I fatti ci stanno dando ragione. Lo stesso tema dell’Expo 2015 di Milano – “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” coinvolgerà milioni di visitatori in un viaggio attraverso i sapori e le tradizioni dei popoli. Lo stesso percorso che, in chiave lombarda, stiamo compiendo con GourmArte. Durante l’Expo, in scena da maggio a ottobre, GourmArte sarà uno degli eventi del territorio di Bergamo dedicati all’esposizione universale. Per tale motivo la quarta edizione di GourmArte nel 2015 sarà anticipata a ottobre. Concludo con la novità dell’abbinamento a GourmArte di Bergamo Arte Fiera (BAF). Il pubblico avrà così a disposizione un’imperdibile fusion tra le emozionanti opere dell’arte moderna e contemporanea e i capolavori dell’enogastronomia. Le due manifestazioni manterranno la giusta indipendenza, ma all’interno di un unico appuntamento dedicato a due eccellenze che il mondo c’invidia. Ringrazio le realtà che sostengono GourMarte: Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo, Ubi Banca Popolare di Bergamo, Credito Bergamasco Gruppo Banco Popolare, Ascom Bergamo, Accademia del Gusto, e Associazione italiana Sommelier.

 

Altro corposo intervento quello del dott. Luigi Trigona, presidente di Turismo Bergamo che ha sviluppato il tema: ARTE E CUCINA BINOMIO PERFETTO. Dalle sue parole: “Olivicoltori che commissionano opere da tenere tra gli olivi, artisti come Ugo Nespolo che creano installazioni da ammirare tra le vigne, ristoranti che diventano gallerie di quadri e chef che si ispirano a tele d’autore per creare nuovi piatti. L’arte cerca sempre più la compagnia del cibo e del vino. Perché i buongustai, oltre al buono cercano il bello. Cucina e arte riunite in un unico spazio: succede nei grandi musei, dove si punta al palato del visitatore, stuzzicandolo con piatti prelibati che riecheggiano la mostra in corso in ambienti che corredano la struttura museale. Ma dove troviamo questo binomio vincente? Nel mondo ci sono ristoranti di livello che operano nei musei di rango a partire dal Guggenheim di New York, ma quello che Promoberg propone rappresenta qualcosa di unico. Giocando sull’acronimo: gourmet e arte, è nata GourmArte, la fusione perfetta tra il bello dell’arte e il buono della cucina. Il format della parte “gourmand” dell’evento darà la possibilità a ghiottoni e amanti della buona tavole di alternare la degustazione di specialità enogastronomiche lombarde ad altre, provenienti da territori extra, ma “naturalizzate lombarde” o ancora di assaggiare vini che fanno parte del patrimonio vitivinicolo della nostra regione. Un programma nutritissimo, appositamente ideato per consentire a tutti i cultori della buona tavola di poter assaggiare il meglio della proposta enogastronomica a prezzi accessibili, ma anche un “educational tour” tra le cose buone che potrà concludersi anche con l’acquisto dei prodotti degustati con un comodo sistema di asporto, predisposto all’uscita del percorso. L’ “esplorazione” sugli oltre seimila metri quadrati di un padiglione della Fiera, sarà suddivisa in varie aree dove sarà possibile valutare il panel degli espositori suddivisi per categorie; i maestri, i custodi e gli esploratori del gusto. I primi si rifanno ad aziende che si sono messe in luce per l’elevata qualità del loro prodotto, per l’etica e per le capacità imprenditoriali e progettuali dimostrate nel corso degli anni. Dei secondi fanno, invece, parte i contadini, gli allevatori, gli artigiani e i vignaioli, che hanno mantenuto viva una tradizione strettamente legata al territorio e al modo di interpretarlo. I terzi, infine, sono assimilabili alle aziende commerciali che, con sede in Lombardia, si sono distinte per avere svolto un’opera di divulgazione di prodotti particolarmente ricercati, rigorosamente provenienti e selezionati nei territori d’origine. Una sottile suddivisione “ideologica” che sottende ad un minimo comun denominatore: l’assoluta eccellenza del prodotto. E ora passiamo all’altro tema dell’evento attraverso il fil rouge che ci fa spostare da un padiglione all’altro, ossia il cibo nell’arte. Il cibo ha sempre avuto un posto e un ruolo ben precisi nell’arte, in quella Classica e in quella Contemporanea, nelle scene religiose così come nelle nature morte, sullo sfondo oppure in primissimo piano, accessorio o al contrario protagonista. Nell’Arte Medievale e Moderna le vivande apparivano per ciò che erano, anche se talvolta potevano avere dei significati nascosti, misteriosi o al contrario facilmente riconoscibili; il Pane ad esempio rimandava all’Eucarestia, la Melagrana alla Fedeltà Coniugale, la Mela Morsicata alla Caducità della Vita…Il primo a stravolgere il senso e l’uso comune dei generi alimentari è stato senza dubbio Arcimboldo che, già nel Cinquecento, si divertiva a realizzare curiosi Ritratti con Frutta e Verdura, creando un divertissement unico per la corte asburgica. Eccoci quindi, idealmente calati, in Bergamo Arte Fiera dove pure avrete modo di ritrovare, tra le molte opere che saranno esposte, la modernità degli artisti che, spesso e volentieri utilizzino elementi relativi al cibo e alla tavola creando opere originali e di tendenza. E’ il caso delle tavole di Daniel Spoerri con la sua “Eat Art” (bellissimo il suo Giardino d’arte a Seggiano, in Toscana), che rappresenta in questo senso una delle più geniali creazioni che legano il cibo all’arte.

 

La presentazione di GourmArte è passata così attraverso le parole del suo ideatore: Elio Ghisalberti: “Dal 29 novembre al 1 dicembre, le prelibatezze della Lombardia torneranno in scena alla fiera di Bergamo, con la terza edizione di GourmArte. Una tre giorni di appuntamenti golosi, con un solo obiettivo: far conoscere al vasto pubblico vini (Franciarcorta DOCG, Garda DOC, Lugana DOC, Oltrepò Pavese DOC, Valtellina Superiore DOCG…), formaggi (taleggio DOP, mozzarella di bufala, parmigiano reggiano DOP, gorgonzola DOP, bitto storico, Bagoss, grana padano DOP…), salumi (salame mantovano, salame viadanese, lingua salmistrata, salame di Varzi DOP, lardo lonzato, brisaola sublime, salam nell’ola), dolci (torrone all’antica, nocciolini di Canzo, panettone, amaretti, praline di cioccolato…), e ancora: riso invecchiato Carnaroli, mostarda, confetture, birra, grappa, olio, acqua, salmone affumicato, miele, zafferano, pane di mais, funghi porcini… insomma, tutto quanto di buono e genuino nasce in Lombardia. Un appuntamento immancabile, per toccare con mano – e soprattutto assaggiare – tutto il meglio dell’enogastronomia lombarda: dal Franciacorta Docg Brut Nature 2009 di Barone Pizzini, al Valtellina Sforzato DOCG Albareda 2011 di Mamete Prevostini; dal Pata Negra di La Fenice, alla lingua salmistrata del Salumificio Migliorati; dal torrone all’antica della Pasticceria Morlacchi, alle birre artigianali del Birrificio Indipendente Elav, dalle mostarde di Fredo al Roccolo di CasArrigoni. Per il 2014, infatti, GourmArte mantiene e rinsalda i propri punti di forza: il format unico, che abbina alla zona degustazione un’ampia ed elegante area dedicata alla ristorazione, e la rigorosa selezione dei prodotti, operata da una commissione di intenditori che io stesso ho voluto con me in questa ricerca. Ogni artista del gusto che espone a GourmArte viene individuato e selezionato per un singolo prodotto, ritenuto l’eccellenza assoluta per la sua categoria; sarà proprio quel prodotto ad essere presente e gratuitamente offerto in degustazione a tutti i visitatori della fiera. Ecco dunque come all’interno della manifestazione vengono valorizzate realtà di dimensioni molto differenti, tutte unite sotto l’orizzonte comune della Qualità. Ci sono i “Custodi del Gusto”, che mantengono viva la tradizione del territorio lombardo, i segreti antichi e preziosi, tramandati attraverso le generazioni. Ci sono i “Maestri del Gusto”, aziende ormai mature, che nel corso degli anni si sono messe in luce per l’elevata qualità, l’etica e le capacità imprenditoriali e progettuali. La fiera da poi spazio agli “Esploratori del Gusto”, aziende con base in Lombardia, che si sono distinte per l’opera di divulgazione di prodotti particolarmente ricercati provenienti dai loro territori d’origine. La zona ristorante, attrezzata con cucine a vista, è invece dedicata agli “Interpreti del Gusto”: cuochi e ristoratori che hanno contribuito a elevare e divulgare il buon nome della ristorazione lombarda in Italia e nel mondo. Qui, con una selezione di piatti e di cuochi ogni giorno diversa, gli ospiti potranno gustare le specialità che hanno reso celebri Felice lo Basso di Unico (Milano), Stefano Masanti del Cantinone di Madesimo, Marco Sacco del Piccolo Lago (VB), e molti altri. Il tutto in un contesto di eleganza e relax, degno di un ristorante stellato. Un’altra grande novità golosa dell’edizione 2014 è rappresentata dalla regione ospite: al fianco dei colleghi lombardi, ad animare GourmArte ci saranno i migliori produttori e gli chef di un territorio dalla tradizione enogastronomica straordinaria: la Sardegna. Selezionati da esperti conoscitori delle realtà produttive locali, gli imprenditori, gli artigiani, i vignaioli (tra i prodotti selezionati figurano ad esempio il pecorino canestrato parvus della Latteria Sociale Santadi, il Carignano del Sulcis DOC Terre Brune 2009 della Cantina Santadi, il mirto di Sardegna Oro Bianco della fabbrica Liquori Artigianali di San Martino, l’olio extravergine di oliva denocciolato Bosana dei Fratelli Pinna e il Cannonau di Sardegna Rosato Pantumas 2013 delle Cantine Lilliu) e gli chef sardi (oltre a Sergio Mei del Four Seasons di Milano, Luigi Pomata dell’omonimo ristorante cagliaritano e Roberto Petza di S’Appossentu) faranno apprezzare a tutti i visitatori dell’evento le loro leccornie. Una prospettiva davvero ghiotta per i golosi riuniti a GourmArte, che avranno la possibilità di comporre degli originalissimi menu lombardo-sardi, dando vita a un’esperienza enogastronomica unica.

 

Questi i cuochi presenti a GourmArte con le loro brigate di cucina:

 

Fabio Abbattista – Vistalago Bistrò & Leone Felice – L’Albereta Relais & Chateaux, Erbusco (BS): classe 1977, origini pugliesi e una carriera brillante alle spalle, tecnica solida e una cucina garbata. Lo chef di Molfetta ha maturato esperienza in molti ristoranti di fama internazionale, dal Roof Garden Restaurant dell’Hotel Gran Bretagna di Atene, passando per la Francia di Alain Ducasse al Le Spoon di Parigi, al periodo di vicinanza a Michel Roux al ristorante Le Gavroche, alla parentesi londinese presso lo Square Restaurant; per giungere all’esperienza più significativa come secondo di Fabio Baldassarre all’Unico di Milano e raccogliere infine il testimone di Gualtiero Marchesi all’Albereta di Erbusco.

 

Andrea Alfieri – Macelleria Motta, Bellinzago (MI): Classe 1974, è nato a Milano da una famiglia di professori universitari ma il suo amore per la cucina l’ha portato a iscriversi all’Istituto Alberghiero. Negli anni Novanta diventa Executive Chef presso il ristorante Yar di Milano, conseguendo le “2 forchette” assegnate dal Gambero Rosso. È stato anche Executive Chef del ristorante “Majestic Gourmet Restaurant” a Madonna di Campiglio dove, rispettando sempre la cucina trentina, è riuscito a creare piatti in equilibrio tra tradizione e innovazione. Noto per le sue partecipazioni televisive (Mediaset, Rai, Gambero Rosso Channel e Alice,).

 

Umberto Bombana & Marino D’Antonio – Ristorante Otto e mezzo (Hong Kong): Il cuoco clusonese (che ai tempi della scuola alberghiera fu allievo di Roberto Benussi, oggi presidente dell’Associazione Cuochi Bergamaschi) è arrivato in Oriente vent’anni fa, nel 1993, dopo aver lavorato in prestigiosi ristoranti in Italia e a Los Angeles. Bombana è rimasto legatissimo alla sua terra. Infatti, non ha mai fatto mistero di rifornirsi in Bergamasca di formaggi e di pesce nonché di avere nel suo menù i «casonsèi», scritto proprio così, ma con la descrizione in inglese. A Hong Kong il suo team è guidato da Marino D’Antonio, con lui dal 2012.

 

Riccardo Camanini – Ristorante Lido84, Gardone Riviera (BS): Dopo aver ottenuto il diploma di cuoco presso l’Istituto Tecnico Alberghiero di Dario Boario Terme, lo Chef Riccardo Camanini inizia il suo percorso lavorativo collaborando con la scuola di Gualtiero Marchesi. L’attenzione alle materie prime, e la curiosità della scoperta lo guidano nella creazione di accostamenti, talvolta audaci, ma sempre armoniosi. 

 

Enrico e Roberto Cerea & Paolo Rota – Ristorante Da Vittorio, Brusaporto (BG) (tre stelle Michelin): Enrico Cerea, detto Chicco, primogenito di Bruna e Vittorio, è caduto bambino nelle pentole di famiglia… La passione lo ha contagiato a tal punto che ogni momento libero è diventato un pretesto per seguire, curiosare, studiare i segreti delle cucine di tutto il mondo. Sorretto da un talento mai autocelebrativo, ha acquisito uno stile personalissimo, miscelando le ricette della cucina di Vittorio con la sensibilità e la tecnica appresa negli anni. Non ha mai smesso di imparare. Al fianco di Enrico c’è Roberto (Bobo), fratellino colpito dalla medesima malattia del buon cibo. Anche per lui, un percorso di studio e applicazione sorretto dai tanti stages a cui ha partecipato, affinando tecnica e capacità di esecuzione. La predilezione per la sezione “primi” si è tramutata in una serie di ricette golose e suadenti, che si richiamano alla più alta tradizione della cucina mediterranea. Ad affiancare i due fratelli c’è Paolo Rota che completa il trio tristellato.

 

Enrico Derflingher – Interprete del Gusto: L’Officina d’Enrico Current Omotesando Jingumae, Shibuya-ku di Tokyo (Giappone) A contatto con centinaia di personalità, Derflingher è davvero un ambasciatore d’eccezione dell’Italia a tavola nel mondo. Nato a Lecco nel 1962, è cresciuto nelle più importanti cucine stellate internazionali. A soli 25 anni fu scelto come cuoco personale di Carlo e Diana d’Inghilterra tra migliaia di aspiranti. Primo cuoco italiano alla corte inglese dopo una lunga tradizione di francesi, Enrico ha poi attraversato l’oceano per arrivare direttamente alla Casa Bianca, dove è stato per due anni responsabile delle cucine, facendosi amare da George Bush Sr.

 

Antonio Borruso – Umami, Bormio (SO): Mettete un napoletano in Valtellina e mettete anche una cucina che offre un bellissimo spaccato sull’universo gastronomico partenopeo proprio in mezzo ai monti. Antonio Borruso classe 1979, ha lavorato come executive chef del ristorante Gimmy’s dell’Arish di Aprica, dove ha conquistato anche la sua prima Stella Michelin. Da dicembre 2013 è partita la sua avventura anche nella gestione di un ristorante, sempre sui monti, ovvio.

 

Giuseppe Cereda – Cucina Cereda, Ponte San Pietro (BG): La sua cucina rappresenta un elegante intreccio di tradizione e modernità, che si proietta verso il futuro senza però dimenticare il sapore genuino dei prodotti del territorio. Oltre alla rielaborazione di piatti della tradizione contadina bergamasca, come la ben nota “Panada”, lo chef propone creazioni originali contraddistinte da grande stile e dalla cura di ogni dettaglio.

 

Enrico Gerli – I Castagni, Vigevano (PV) 1 stella Michelin: a un passo dal diploma al conservatorio, Enrico scopre una grande passione che arde e che parte dai fornelli della casa di campagna di famiglia, alle porte di Vigevano. Ecco allora che la vena artistica lascia progressivamente il pianoforte e si sposta su altri strumenti; i diagrammi tecnici fanno spazio a profumati ingredienti, a raffinati vini, altra sua grande passione. I piatti della carta sono saldamente legati alla tradizione del territorio lombardo, punto di forza per una rivisitazione che premia la ricerca e l’estro gastronomico dello chef e che comunque non disdegna altre espressioni regionali.

 

Felice Lo Basso – Unico (Milano) 1 stella Michelin: La carta d’identità e le esperienze sono quelli da chef di ‘rango’: natali pugliesi, apprendistato in grandi ristoranti gourmet in Italia. Quindi l’approdo in un ambiente, la montagna, solo apparentemente agli antipodi rispetto al territorio dei procedenti impegni. Il trait d’union è la ricerca dei prodotti di qualità, la voglia di darsi da fare, di sperimentare forme e colori, di mixare i gusti, di metterci il cuore. Nel 2011 la prima stella michelin, e nel 2013 una nuova sfida: il trasferimento a Milano, alla guida di Unico.

 

Stefano Masanti – Cantinone, Madesimo  (SO) 1 stella Michelin: Il suo primo giorno in cucina è stato a soli 5 anni, per aiutare il nonno a bollire la base per il gelato alla vaniglia. Dai 5 anni ai 19 anni lavora come aiuto cuoco a casa quando serve e quando ne ha voglia. Dai 19 anni a oggi è alla guida del ristorane Il Cantinone. Nel 2005 con altri 3 colleghi fonda Slowcooking – cucina e cultura del territorio di Valtellina e Valchiavenna, cercando di recuperare i produttori e i prodotti tradizionali del suo territorio, salvaguardando biodiversità e cultura locale.

 

Matteo Maenza – Lefay Resort & Spa Gargnano (BS): Trent’anni, origini pugliesi. La sua esperienza professionale inizia subito dopo il diploma, a Roma, in Francia, in Spagna, in Grecia. Da gennaio 2013 è alla guida della brigata di Lefay Resort & SPA Lago di Garda, dove interpreta la cucina Lefay Vital Gourmet nei due ristoranti– “La Grande Limonaia” e la “Trattoria La Vigna”.

 

Sergio Mei – Four Seasons, Milano: “Mi piace sperimentare, ma credo anche che non ci sia nulla di nuovo sotto il sole”. “Reinvento e reinterpreto ricette tradizionali”. “La perfezione non esiste; ma esistono le ricette straordinarie”. Tre frasi che riassumono il pensiero di Sergio Mei da Santadi (Cagliari), classe 1952, dal 1994 executive chef dell’hotel Four Seasons di Milano. Ha sempre dichiarato di preferire “le materie prime povere al foie gras, al caviale e l’aragosta”. Un approccio umile che deve al padre, intagliatore di legno, eredità boschiva presente ancora oggi nel nostro cuoco, appassionato di piante, frutti di bosco, erbe.

 

Mattias Peri – Chalet Mattias, Livigno (SO) 1 stella Michelin: nato a Livigno il 29 Gennaio 1969. Si è diplomato alla Scuola Alberghiera di Sondrio. La sua esperienza lavorativa inizia molto presto come lavapiatti; lavora sempre a Livigno in alberghi e ristoranti facendo alcune aperture di nuovi locali, si ritiene un autodidatta.

 

Robero Petza – Ristorante S’Apposentu, Cagliari: 1 stella Michelin. Roberto Petza nasce nel 1968 a San Gavino Monreale, piccolo centro della pianura del Campidano. Dopo il diploma decide di affinare le proprie tecniche con una lunga permanenza nei migliori ristoranti in Italia e all’estero. Nel 1998 rientra in Sardegna e inaugura nel suo paese natale il ristorante S’apposentu, raccogliendo riconoscimenti e incarichi che ne attestano l’assoluto valore. Nel 2002 si trasferisce a Cagliari e fonda il ristorante S’apposentu al Teatro Lirico. La sua cucina è apprezzata da noti gourmet e le grandi guide gastronomiche nazionali e internazionali lo premiano fino ad arrivare alla stella Michelin. Nel 2010 una nuova sfida. Creare l’Accademia dell’alta cucina sarda nel paese della pasta: Siddi. Qui trasferisce anche il suo ristorante in una villa liberty dei primi del ‘900, proprio nella casa di famiglia dei proprietari dello storico Pastificio Puddu. Nascono così il ristorante S’Apposentu di Casa Puddu e l’Accademia Casa Puddu.

 

Roberto Pirelli – Il Ritrovo, Carate Brianza (MB): Attento alla migliore qualità e alla stagionalità degli ingredienti, Roberto propone un viaggio nei sapori mediterranei d’ispirazione siciliana, nei quali la tradizione dei piatti più antichi e degli ingredienti poveri si sposano in modo equilibrato con le moderne tecniche di cottura e lo studio di abbinamenti innovativi: pesce e crostacei freschi, olio extravergine d’oliva, erbe aromatiche, paste e dolci fatti in casa e un pizzico di creatività… un “Ritrovo” di emozioni, profumi e piacere da “A…Mare”.

 

Luigi Pomata – Next Lounge Café Pomata, Cagliari: La famiglia Pomata opera nella ristorazione da tre generazioni, cioè da quando il Nonno Luigi, agricoltore sardo, ma con una forte passione per la cucina, decise di prendere in gestione il ristorante dell’Hotel Riviera. La curiosità per le cucine del mondo ha portato Pomata a lavorare con importanti chef all’estero, e al di fuori della sua Sardegna. Esperienza che gli ha consentito così di rievocare nelle sue ricette quel tocco di “esotico” con nuovi gusti senza abbandonare i sapori tradizionali.

 

Renato Rizzardi – La Locanda di Piero, Montecchio Precalcino (VI) 1 stella Michelin: Renato crea continuamente piatti che nascono da una profonda conoscenza degli ingredienti e delle tecniche. Con la sicurezza di un amante di lunga data, cucina pietanze che mostrano una passione profonda e onesta per il suo mestiere. E che, talvolta, lasciano intravedere uno scorcio sul lato giocoso e creativo di quest’uomo dall’aspetto severo e imponente. In qualsiasi momento dell’anno, i suoi menu mettono in luce il meglio dei prodotti locali, con deviazioni per i sapori tipici e gli ingredienti unici di altre regioni italiane.

 

Marco Sacco Ristorante Piccolo Lago, Verbania (VB) 2 stelle Michelin: Marco Sacco, classe 1965, inizia la sua esperienza con la cucina e la ristorazione negli anni 80, nei due ristoranti di famiglia: prima al Bolongaro, e poi al Piccolo Lago, entrambi a Verbania. La formazione presso ristoranti stellati in Italia e all’estero permette a Marco di accrescere la propria esperienza in cucina, ed di diventare un rappresentante importante della cucina italiana e piemontese anche all’estero. Oggi Marco è anche presidente dell’ associazione CHIC (Charming Italian Chefs), e presenzia alcune tra le più importanti manifestazioni internazionali sulla cucina italiana: Hong Kong, Mosca, New York….Ma prima di tutto Marco è lo chef del Piccolo Lago (stella Michelin dal 2004), dove si può assaporare una cucina fatta di sapori locali rispettatiti nella loro natura e interpretati con estro e innovazione.

 

Claudio Sadler – Ristorante Sadler, Milano: Claudio Sadler è sinonimo di solidità: non che si tratti di un conservatore in senso stretto, etichetta che va stretta alla sua voglia di fare; ma di un purista e di un innovatore prudente, questo sì. Sadler è milanese per nascita e per passione, sebbene il suo cognome arrivi dal Trentino e sua madre dal Friuli. Tanto che per lui è più che naturale praticare una cucina italiana in senso lato, che rimescola le regioni a colpi di brodetti alla livornese e ossobuchi alla milanese, bagnetti gialli alla piemontese e bottaggi di verza estrapolati dalla gloriosa cassoela. «Mi piace portare all’estero senza compromessi il messaggio della cucina italiana, con il mio apporto personale», dice forte di una felice esperienza giapponese e di una più recente a Pechino. Ricopre il ruolo di presidente dell’Associazione Le Soste.

 

Premio Veronelli



Per la terza volta GourmArte ospiterà la consegna del del Premio Veronelli, giunto alla sesta edizione. La presentazione è stata affidata ad Arturo Rota che ha parlato di una edizione speciale in quanto concomitante con i 10 anni della dipartita di “Gino”. Infatti la presentazione si terrà proprio il prossimio 29 novembre, giusto il giorno della sua scomparsa. La giurìa vede come presidente Cesare Pillon, Gian Arturo Rota (Vicepresidente) e Roger Sesto (segretario). Il tema affidato ai “giudici” è stato quello di concentrarsi unicamente sui candidati che hanno privilegiato il tema ricorrente di Veronelli: “La Terra” all’infinito………

 


GOURMARTE

 

Orari:

Sabato 29 novembre:               10.00 – 22.00

Domenica 30 novembre:          10.00 – 22.00

Lunedì 1° dicembre:                 10.00 – 18.00

 

COSTI E RIDUZIONI

Ingresso GourmArte

intero:              15 euro

ridotto:             10 euro (*)

gratuito per i bambini fino a 13 anni compiuti

 

(*) RIDOTTO

> con prenotazione online

> per gli over 65

> presentando la tessera di appartenenza ad una delle categorie/associazioni sotto elencate:

o          Accademia Italiana della Cucina

o          AMPI, Accademia Maestri Pasticcieri Italiani

o          ASPAN

o          ASCOM Bergamo

o          PIPE

o          AAB Associazione Artigiani Bergamo

o          AIC Associazione Italiana Cuochi

o          AIS Associazione Italiana Sommelier

o          Confindustria Bergamo

o          FISAR

o          SLOW FOOD

o          ONAV

o          ONAF

o          TOURING CLUB

 


INGRESSO RISTORANTE

Ogni giorno, nelle cucine a vista del prestigioso Ristorante GourmArte, si alternano i migliori chef lombardi o che operano sul territorio lombardo e ai tavoli, con mise en piace rigorosamente all’altezza, verranno serviti i piatti dei più famosi cuochi.

Piatto salato + calice di vino selezionato in abbinamento:                      15 euro

Piatto dolce + calice di vino selezionato in abbinamento:                      10 euro

 

Per prenotazioni e informazioni:

 

Ente Fiera Promoberg

Via Lunga c/o Fiera

Tel. 035.32.30.911 –

Fax 035.32.30.966

24125 | BERGAMO

gourmarte@promoberg.it

www.promoberg.it

 

Segreteria Organizzativa

Multimedia

Via A. Costa, 2

20131 | MILANO

tel. +39 02 28040587

multimedia@multimediamilano.it

www.multimediamilano.it

 

Informazioni per la stampa:

Dott.ssa Giulia Mandrioli

cell +39 3405672486

giulia@multimediamilano.it

Alcune immagini della scorsa edizione:

Servizio a cura di Rocco Lettieri