26° Concours Mondial de Bruxelles 2019 ad  Aigle

26° Concours Mondial de Bruxelles 2019 ad  Aigle

 La 26°esima edizione del Concours Mondial de Bruxelles si è tenuta nel cuore del Centro Mondiale del Ciclismo a Aigle, nel Vallese Svizzero. Dal 2 al 5 maggio scorso, 63 giurie di 5 persone hanno ognuna valutato fino a 50 vini al giorno. I campioni erano divisi in serie e per parametri..

Da pochi giorni sono stati ufficializzati i risultati che vede svettare su tutti la Spagna (626 medaglie), secondo posto per la Francia (614) e terza l’Italia con 382 medaglie tra Grand’Oro, Oro e Argento (Puglia: 70; Veneto:  66; Sicilia: 60), quarto il Portogallo (365). Le varietà autoctone tricolore hanno comunque sbaragliato la concorrenza nella sfida della qualità, con Sangiovese (39), Primitivo (32), Glera (25) e Nero d’Avola (21).

La Toscana si è aggiudicato i premi ‘Vino Biologico Rivelazione Internazionale’ (Fabula Riserva 2015 di Montebelli) e ‘Vino Dolce Rivelazione internazionale’ (Poggio Salvi Bianco 2007 di Poggio Salvi di Jacopo Bameri & css).

I bilanci per il prestigioso concorso enologico itinerante che ha appena chiuso i battenti in Svizzera e che ora si prepara a sbarcare nella Repubblica Ceca per il 2020 (a Brno, 1-3 maggio) sono stati davvero molto lusinghieri. Erano 9.150 i vini provenienti da 46 Paesi produttori. Il Paese ospite (la Svizzera) ha iscritto al concorso circa 600 vini (oltre il doppio rispetto al 2018), posizionandosi al 5° posto per le iscrizioni, preceduto da Francia, Spagna, Italia e Portogallo. Per capire l’incremento avuto, basti pensare che la Svizzera partecipa al concorso sin dalla sua creazione nel 1994, e che in quella prima edizione aveva iscritto solo 8 vini. La competizione si è confermata ancora una volta essere un appuntamento imperdibile e di rilievo mondiale, registrando non a caso una crescita esponenziale sul fronte delle adesioni.

Guardando solo al Belpaese, ad esempio, le iscrizioni sono aumentate del 5% rispetto al 2018, percentuale che sale al 20% per il Messico, al 23% per la Repubblica di Moldova e addirittura al +260% per la Svizzera, che con i 600 vini (contro i 166 dello scorso anno) ha segnato un vero record storico. E proprio la nazione ospitante si è inoltre piazzata al quinto posto nella graduatoria complessiva dei paesi vincitori, con 172 medaglie (con in testa Chasselas, Pinot Noir, Merlot, Petite Arvine e Cornalin).

Nell’ambito dei vitigni a bacca rossa più premiati nel 2019, svettano Merlot (268), Tempranillo (260), Cabernet Sauvignon (221), Syrah (135) e Grenache (93), mentre tra i vitigni a bacca bianca i favoriti della giuria sono stati Sauvignon Blanc (102), Chardonnay (91), Chasselas (30), Verdejo (29) e Alvarinho (20). 

Da notare che solo l’1% dei vini degustati ha ricevuto l’ambita medaglia Grand’Oro, il riconoscimento più alto assegnato dal Concours Mondial de Bruxelles. Tra questi, appunto, le etichette italiane (19 su 88 medaglie Grand’Oro assegnate) che hanno primeggiato su quelle di Spagna (18), Francia (11), Portogallo (11) e Svizzera (7). E a dimostrazione della grande attenzione che la competizione riserva al rapporto qualità-prezzo, vale la pena ricordare che oltre il 50% di tutti i premiati viene venduto a meno di 8,5 euro (prezzo franco-cantina).

Ancora l’Italia è risultata primeggiare per le medaglie conquistate per i vini bio (46 su 153 totali), davanti a Spagna (32), Francia (32) e Cina (14).

La rivelazione più sorprendente di quest’anno, entrando ancora più nel dettaglio della sfida, è stato indubbiamente il Chant d’Eole Brut Blanc de Blancs – Cuvée Prestige dal Belgio, con i prodotti di Domaine du Chant d’Eole che sono riusciti a superare la concorrenza di oltre 700 vini internazionali ricevendo il punteggio più alto nella categoria “spumante“. Invece una conferma, ma questa volta per il Vino Biologico Rivelazione Internazionale, quella ottenuta dall’Italia per il secondo anno consecutivo grazie al Fabula Riserva 2015 dell’Azienda Agricola Montebelli in Toscana. Un primato ottenuto dal Belpaese anche guardando al Vino Dolce Rivelazione Internazionale (il Vin Santo del Chianti DOC, Poggio Salvi Bianco 2007, di Poggio Salvi di Jacopo Bameri & css) e al numero complessivo di medaglie conquistate per i vini bio (46 su 153 totali), davanti a Spagna (32), Francia (32) e Cina (14).

Come da consuetudine, inoltre, per ogni Paese è stato individuato il proprio vino rivelazione e, nel nostro caso, è stato il Veneto con l’Amarone della Valpolicella DOCG Pasqua Mai dire Mai 2011 di Pasqua Vigneti e Cantine S.p.A. a portare a casa il titolo di Vino Rivelazione dall’Italia.  Arriva poi dal Messico il Vino Rosso Rivelazione Internazionale del 2019: il Caipirinha 2016 (un blend di Cabernet Sauvignon, Syrah, Nebbiolo e Malbec) firmato dalla cantina di EL Cielo. Parlano infine spagnolo i vini che hanno ottenuto i punteggi più alti rispettivamente nella categorie Vino Bianco Internazionale (il 42 by Eneko Atxa 2015 – un vino del vitigno Hondarrabi Zerratia, originario dei Paesi Baschi – dell’azienda Gorka Izagirre) e Rosè Rivelazione Internazionale (il Quelias Rosado 2018 – un blend di Albillo 50%, Grenache 30%, Verdejo 10% e Tempranillo 10% – prodotto da Bodegas Sinforiano nella regione di Castilla-y-León).  

Al seguente link è possibile consultare tutte le Rivelazioni e i risultati del 2019: https://concoursmondial.com/it/risultati/

*****

Brno sarà il prossimo Paese ad ospitare il 27°esimo

Concours Mondial de Bruxelles nel 2020

La Moravia del sud e più precisamente la città di Brno nella Repubblica Ceca è stata scelta per ospitare il Concorso mondiale di Bruxelles nel 2020. La notizia è stata rivelata il 5 maggio, dopo l’ultima sessione di degustazione ad Aigle. 

Fedele alla tradizione della competizione, il sindaco di Aigle, Frédéric Borloz, ha consegnato solennemente il bicchiere di vino del Concorso mondiale al Dr. Bohumil Šimek, governatore della regione della Moravia meridionale. “Come amministratore fiduciario di Aigle e anche presidente della Federazione svizzera dei viticoltori, sono stato doppiamente onorato e orgoglioso di ospitare a casa il Bruxelles World Contest. Nel vedere i volti applauditi nell’ultimo giorno, penso che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di dimostrare la qualità dei nostri vini e della nostra Svizzera. Auguro ai miei colleghi di Brno il piacere di organizzare un evento prestigioso come il Concorso Mondiale di Bruxelles “.

Per celebrare l’occasione, la Repubblica ceca ha quindi invitato i membri della giuria del 26° Concorso ad un pranzo tradizionale al Castello di Aigle, accompagnato da uno spettacolo di musica popolare della Moravia. Principalmente noti per le loro birre, molti non sanno che il vino nella Repubblica Ceca è più vecchio del paese stesso. In realtà, la viticoltura nella regione della Moravia meridionale risale ai tempi dell’impero romano. “Con l’organizzare ogni anno il concorso in un paese diverso, abbiamo un’opportunità unica per scoprire le gemme nascoste del mondo del vino e far brillare i riflettori sulle regioni del vino che molti ancora ignorano”, ha affermato Baldwin Havaux, presidente del Concours Mondial de Bruxelles.  La Repubblica Ceca ha partecipato alla competizione sin dal suo inizio nel 1994. Nel 2019, hanno gareggiato 142 vini cechi, oltre il 20% in più rispetto all’anno precedente.

“Le regioni vinicole e vinicole della Repubblica Ceca godranno di maggiore visibilità grazie all’organizzazione di questo evento e alla sua ampia copertura mediatica” , ha affermato Pavel Krška, direttore del Czech National Wine Center.

 “Crediamo che la pubblicità associata al concorso contribuirà a sviluppare e rafforzare la consapevolezza della qualità dei vini della Moravia e della Boemia, non solo nel nostro paese, ma anche in tutto il mondo. Non vediamo l’ora di collaborare con giornalisti e degustatori in questo concorso di fama internazionale e promuovere la viticoltura e la Repubblica Ceca nel suo insieme”.   

Per un paese di queste dimensioni e un’area relativamente piccola (circa 17.900 ettari), la Repubblica Ceca produce più di 50 varietà di uva. Il 69% delle viti è piantato con uve bianche. Tra le nuove viti coltivate nel paese vi sono il moscato della Moravia, il pava e André. La città di Brno è situata nella regione vinicola della Moravia, dove si trova il 96% dei vigneti cechi. Thomas Costenoble, direttore del Concours Mondial de Bruxelles, sostiene la scelta della città per le sue eccellenti strutture per la degustazione e l’alloggio situato nelle immediate vicinanze del centro, così come la ricchezza dei vigneti circostanti. “Brno offre tutti i prerequisiti per una competizione di successo”, ha concluso Thomas Costenoble.  Il concorso mondiale di Bruxelles 2020 si terrà dal 1 ° al 3 maggio 2020 presso il centro esposizioni di Brno, uno dei più grandi centri espositivi in ​​Europa.

Qui di seguito potete vedere il filmato di Aigle: https://www.facebook.com/Karin.Meriot/posts/10213581765594767

A cura di Rocco Lettieri