A lugano aprono due ristoranti in Piazza Riforma: il rinnovato FEDERALE 1855 e Meta
FEDERALE: la rinascita di un locale storico
Un simbolo di Piazza della Riforma, inconfondibile immagine con le sue tre arcate aperte sui portici, le decorazioni e l’insegna che spicca in facciata. Piazza della Riforma, per i luganesi è semplicemente la “piazza” dove darsi appuntamento, incontrarsi e sedersi ad un tavolo per condividere un momento di amicizia e socialità.
Le cronache cittadine parlano fin dal Medioevo di una Piazza Grande, cuore della vita luganese, ma l’attuale denominazione risale solo al 1830, quando venne così chiamata per consacrare alla storia la Riforma della Costituzione, all’epoca attuata dalle forze più progressiste del Cantone.
Quando si parla di locali storici, la memoria corre subito all’Ottocento allorché dapprima a Parigi e poi in tutta le principali città europee i circoli elitari, prima riservati esclusivamente all’aristocrazia, si andarono gradualmente aprendo ad un mondo che cambiava e nuove idee iniziavano a circolare: luoghi di discussioni e confronto tra politici, personalità locali, letterati ed artisti, ma anche, più semplicemente, ambienti caldi e accoglienti dove gli abitanti della città erano soliti rifugiarsi nelle fredde giornate invernali o sostare all’aperto per godere dei tepori della bella stagione.
Anche nel centro di Lugano si cominciò a respirare un’aria nuova e in Piazza della Riforma, e nelle immediate adiacenze, sorsero alcuni caffè dove ci si conosceva tutti, si parlava rigorosamente in ticinese, si commentavano i fatti del giorno e, ben inteso, la curiosità e il pettegolezzo erano sempre ben accetti.
Tra i primi ad aprire i battenti fu senz’altro il Caffè Federale che risale probabilmente ai primi vent’anni dell’Ottocento, e comunque al più tardi verso il 1840, anno in cui il Municipio cittadino iniziò a pensare di acquistare l’allora Palazzo Vescovile comprendente anche l’Osteria Grande. Di sicuro c’è una data accertata che lo porta ad essere la più antica e tradizionale insegna di caffetteria della piazza: 1855, come oggi viene orgogliosamente riportato nel logo del nuovo ristorante Federale.
“Ci vediamo in piazza”. Con questa frase semplice, ma chiara ed inequivocabile si è da sempre comunicato ad un amico che l’incontro sarebbe stato solito posto. Questa espressione, però, va oltre il suo significato puramente letterale: indica precisamente che cos’è una piazza. Costruita attraverso lente stratificazioni o realizzata ex novo, è lo spazio privilegiato, il luogo dell’incontro, dell’amicizia, dello scambio, ma anche teatro di rivolte o punto di raduno per pacifiche attività. Piazza della Riforma è dunque la dimensione della memoria, il centro della storia e della cultura luganese, il luogo in cui simboli, tradizioni e abitudini convivono quotidianamente in una forma armonica e la cui essenza è possibile rintracciare nell’ideale di sicurezza e benessere che una città deve saper offrire ai suoi abitanti. Ma Piazza della Riforma ancora oggi è l’incomparabile scenario per mostre d’arte, conferenze pubbliche, concerti, spettacoli, ogni genere di eventi: basti citare, tra gli altri, Natale e Pasqua in Città, Estival Jazz o la Festa d’Autunno.
Ma se è vero che il carattere di una piazza dipende da tante cose, certamente non può prescindere dai locali pubblici che la animano, creando atmosfere sue proprie. In questo contesto il piacere di un buon caffè, di un aperitivo, di un pranzo appetitoso o di una cena formale hanno trovato sin dalle origini un ruolo centrale, testimoniato dapprima dai caffe storici ottocenteschi sotto i portici della piazza, poi nei decenni successivi dai tavolini e dai dehors dei ristoranti che, con una proposta culinaria molto differenziata, hanno soddisfatto le richieste gastronomiche di generazioni di ticinesi e di turisti provenienti da tutto il mondo.
Il Caffè Federale ha riaperto i battenti
È stato un giorno di festa, martedì 14 Ottobre scorso! Infatti in Piazza della Riforma sono stati inaugurati due nuovi ristoranti: il Federale 1855 e il Meta (quest’ultimo trasferitosi da Paradiso dove era anche locale premiato con una stella Michelin). Si sono insediati in uno degli edifici che più caratterizzano la piazza simbolo di Lugano, Palazzo Mantegazza, che da almeno metà Ottocento ospita un esercizio pubblico. I lavori di ristrutturazione sono stati affidati all’architetto Stefano Tibiletti. Ambo i ristoranti sono della società Marmant di Mario Mantegazza che, sotto la «m» simbolo di tutte le attività della famiglia nel settore della ristorazione, raggrupperà i diversi aspetti finanziari, gestionali e operativi legati al Bistrot di Palazzo Mantegazza, al Federale 1855 e al ristorante Meta.
“In questa impresa – ha detto Mario Mantegazza – abbiamo scelto di impegnarci in prima persona ed infatti mi sono circondato di forze giovani e dinamiche: mia nipote Evelyn ha potuto assumere in virtù della sua formazione e dei titoli acquisiti il ruolo di gerente, mentre a mia figlia Chiara fanno capo tutte le attività di marketing e comunicazione. Marco Rossi sarà invece il direttore. Non da ultimo, un contributo decisivo è arrivato da mia moglie Ana, che ha curato la realizzazione degli ambienti e la scelta degli arredi”.
Ora, con l’arrivo del Federale 1855 e del Ristorante META, l’asticella si alza. Il primo propone una ristorazione contemporanea focalizzata sulle esigenze di una clientela, residente o di passaggio, che desidera gustare piatti di qualità, preparati al momento, in modo rapido e informale. Il META è invece un ristorante gourmet che intende confermare, e in prospettiva anche ampliare, la sua presenza nel mondo dell’alta cucina, già ampiamente riconosciuta con l’attribuzione di una stella Michelin. In entrambi casi questi due locali, insieme seppur distinti, rappresentano uno straordinario arricchimento e un forte motivo di attrazione per la vita di questa centralissima piazza e, in generale per tutta la città di Lugano.
“Con l’apertura di questi due locali – dichiara convinto Mario Mantegazza – mi auguro che abbia inizio una fase nuova per la vita della piazza più bella e più amata di Lugano. La voglia di intraprendere non manca e sono certo che altri imprenditori investiranno per favorire la crescita di una ristorazione e di un’accoglienza di qualità, uno shopping di livello internazionale, l’organizzazione di manifestazioni ed eventi all’altezza del prestigio di questa piazza. L’obiettivo è che essa sia sempre più animata, vissuta dai luganesi e dagli ospiti provenienti da tutto il mondo, valorizzata e rispettata come merita per la sua lunga stria. I luganesi non faranno mancare il loro appoggio a chi, operando nel pubblico e nel privato, avrà il coraggio e la passione per realizzare questo grande sogno”.
Il tipico salotto luganese
Se gli esterni sono pressoché immutati, è all’interno che si sono fatti i lavori più importanti a livello estetico, anche per differenziare fin dalla vista l’offerta. Il Meta, in particolare, richiamerà le atmosfere del tipico salotto luganese. «Il Federale 1855 – ha spiegato Mario Mantegazza – proporrà piatti ispirati alle radici gastronomiche locali e mediterranee, con sapori autentici e familiari. Al secondo piano, il Meta continuerà il suo percorso nell’alta ristorazione all’insegna della massima qualità delle materie prime utilizzate e dell’esperienza maturata nello studio delle ricette, nella tecnica delle cotture e nell’estetica delle presentazioni. In questo senso, l’executive chef Arturo Fragnito proporrà una cucina semplice e genuina, pensata per essere accogliente e alla portata di tutti. Il menu sarà incentrato sulla tradizione mediterranea, con piatti che parlano di casa e di stagionalità, senza dimenticare qualche proposta legata alla cucina locale. Anche al Bistrot (al pianterreno), che rimane attivo a Palazzo Mantegazza, portiamo avanti la stessa filosofia da tempo: qualità, stagionalità e rispetto per il prodotto. A completare l’offerta nel Bistrot ci sarà anche la pizzeria.
I due locali, pur nella differenziazione degli ambienti, si impongono per stile e raffinatezza e per la presenza di arredi di alta gamma appositamente realizzati. Il FEDERALE 1855, con tavoli all’esterno, al piano terra e al primo piano si ispira ad un design elegante ma al tempo stesso pratico e funzionale, in grado di interpretare le attese di una clientela diversificata e le esistenze di una cucina pratica e contemporanea. Le sale interne del META, al secondo piano, sono arredate in modo da creare un ambiente caldo e familiare che richiama alla memoria un tipico salotto luganese, generando una sensazione di accogliente benessere che invita ad una convivialità intima e riservata.
“Questa inaugurazione – ha dichiarato ancora Mario Mantegazza – rappresenta una nuova tappa nel percorso avviato nel 2009 quando abbiamo iniziato a dedicarci alla ristorazione a Paradiso. Negli anni il Ristorante META ha vissuto una esaltante avventura, dando vita ad una cucina sana e genuina che interpretava le tendenze del gusto contemporaneo, aperta a suggestioni provenienti da esperienze culinarie internazionali. La costante volontà di migliorarci è stata riconosciuta e premiata da importanti guide gastronomiche come Gault&Millau e 50 Top Italy, fino all’ottenimento della prima Stella Michelin. Ora, i nuovi spazi del META, moderni, funzionali e perfettamente attrezzati, ci consentono, con l’esperienza maturata e la determinazione che sempre ci contraddistingue, di puntare a traguardi sempre più ambiziosi”.
“Alla base della mia cucina – spiega lo Chef Arturo Fragnito – c’è una accettazione dei principi della cucina mediterranea, nel senso di un utilizzo esclusivo di prodotti freschi e genuini e di una grande semplicità delle cotture e delle preparazioni. Su questo presupposti mi piace poi innestare influenze derivanti da soggiorni all’estero dove ho avuto modo di approcciarmi con il meglio della gastronomia internazionale. Tutti i piatti del FEDERALE 1855 saranno cucinati al momento. Per il META abbiamo studiato proposte gastronomiche in grado di stupire e al tempo stesso incantare per il sapore e la bellezza dei piatti. È previsto un Menu Degustazione, un autentico viaggio nel gusto che sarà l’essenza della mia filosofia in cucina”.
Guardando al futuro e alle prospettive di crescita nell’ambito della ristorazione luganese, Mario Mantegazza non ha dubbi: “Con l’apertura del FEDERALE 1855 e del ristorante META sono convinto di poter dare un contributo alla crescita di nuova cultura dell’ospitalità, verso un modo più appagante di vivere gli spazi della città, guardando all’innovazione e al futuro, ma senza mai dimenticare le nostre tradizioni e i nostri valori. In una Piazza della Riforma sempre più viva e accogliente vogliamo regalare ai nostri concittadini e ai turisti quel gusto per la bellezza delle cose piccole che in realtà conservano un grandissimo valore”.
Chi sono gli autori del successo del nuovo rinnovato Federale 1855
ALBERTO RUGIANO: Quando il bello sposa la funzionalità
La progettazione e la realizzazione degli arredi è stata affidata a Rugiano, aziende chi si distingue per lo stile e la raffinatezza di prodotti unici, destinati a mantenere valore nel tempo.
Possiamo riassumere gli elementi fondamentali del concept che vi ha guidato in questo progetto di Interior design?
Esiste un filo conduttore che lega gli ambienti del Federale 1855 e del ristorante META ed è rappresentato dal fatto che entrambi, pur nella differenziazione degli ambienti, tendono a distinguersi per un sapiente e originale uso di materiali nobili, dai metalli ai legni al pellame, per uno studio attento delle luci e per la presenza di arredi di alta gamma appositamente studiati e realizzati da Rugiano. Prodotti senza tempo, interpreti di uno stile unico e molto personale che prende vita da una volontà, condivisa con la committenza e tutti i progettisti, di creare ambienti fortemente caratterizzati dove nulla è lasciato al caso ma la cura dei dettagli e l’attenzione al particolare si esprimono nell’utilizzo di nuovi materiali o nella rivisitazione di quelli classici e preziosi».
FLAVIO MOROSOLI: sapienza artigiana, tecnica professionale
In Ticino Morosoli è sinonimo di competenza e specializzazione nella progettazione, vendita e assistenza di cucine professionali e arredamenti su misura per tutte le tipologie di locali pubblici e non solo.
Quali sono stati i principali problemi di carattere tecnico e logistico che avete risolto nella progettazione delle cucine installate per il FEDERALE 1855 e per il Ristorante META?
“Si è trattato di un lavoro particolarmente complesso – spiega il Gastroplaner Enrico Trentini – ma al tempo stesso molto stimolante. Siamo stati chiamati ad operare in un contesto storico, gravato da vincoli e con spazi da ripensare integralmente. In questa prospettiva è stata fondamentale la collaborazione con i progettisti, con cui abbiamo studiato il modo migliore per rifare tutta l’impiantistica, indispensabile per poter poi installare nel modo più razionale e funzionale le nostre cucine. Teniamo poi conto che le cucine realizzate sono in realtà due, al primo piano per il FEDERALE 1855 e al secondo piano per il META, in grado di funzionare autonomamente oppure, in base alle esigenze, in modo congiunto e complementare”.
Artigianalità, innovazione, funzionalità: come è stato possibile conciliare questi concetti e come essi possono convivere in una cucina professionale?
“Il mondo delle cucine professionali si è andato profondamente evolvendo nel corso degli ultimi anni ed oggi possiamo ben dire di avere a disposizione prodotti che oltre a rispondere alle esigenze degli chef e degli assistenti di cucina che vi operano, sono anche esteticamente molti belli da vedere, pratici e veloci nella loro manutenzione e pulizia. Per il FEDERALE 1855 e il META sono state scelte soluzioni in acciaio di elevatissima qualità. Da notare inoltre che per il META si è ricorso per tutti i piani di lavoro al granito, accrescendo ulteriormente, se possibile, la bellezza e la funzionalità degli arredi delle cucine”.
ARCH. STEFANO TIBILETTI: storia, comfort e funzionalità
Lo studio Architetti Tibiletti Associati, fondato e diretto dal 2006 insieme all’architetto Catherine Gläser- Tibiletti, realizza molti progetti e partecipa a numerosi concorsi, di cui il più recente “Quartiere intergenerazionale” di Coldrerio li annovera vincitori.
Il progetto per il Caffè Federale nasce dal desiderio di restituire all’edificio storico un ruolo centrale nel tessuto urbano di Lugano. L’organizzazione interna del Caffè Federale è stata completamente ripensata per rispondere alle esigenze di comfort e funzionalità: il piano terreno ospita il ristorante Federale 1855 mentre ai piani superiori si distribuiscono due sale, di cui una destinata ad accogliere il ristorante META e l’altra polifunzionale, una cucina principale e una cucina di supporto. Il terzo piano accoglie gli spogliatoi per il personale e uno spazio destinato ad uffici. Per assicurare la privacy è stato aperto un accesso riservato e una agile scala che immette direttamente alla sala del ristorante META.
Quali sono i principali criteri progettuali che vi hanno guidato nell’affrontare questa ristrutturazione?
“Il progetto è stato guidato dal desiderio di restituire nuova vita a uno dei luoghi simbolo di Lugano, mantenendone la memoria storica e, al contempo, introducendo funzioni contemporanee legate alla ristorazione. I criteri principali hanno puntato sull’equilibrio tra conservazione e trasformazione: da un lato il rispetto per le tracce del passato, dall’altro la necessità di aggiornare l’edificio a standard funzionali e tecnologici attuali. Ne è scaturito un intervento capace di esaltare la stratificazione storica del Caffè Federale, trasformandolo in un luogo nuovamente vitale e centrale per la città”.
ARTURO FRAGNITO “Viaggio e Origini: la mia idea di cucina”
Arturo Fragnito, Executive Chef, guida un team di 40 professionisti impegnati tra il nuovo Ristorante META, il Federale 1855 e il Bistrot di Paradiso: una sfida ambiziosa, affrontata con determinazione, consapevolezza e la forza del suo gruppo.
Dopo cinque anni nel ruolo di sous chef al Meta a Paradiso, arriva per lei la grande occasione. Con quale bagaglio di esperienze si prepara ad assumere la responsabilità di un progetto così importante?
Le mie origini sono metà australiane, da parte di madre, e metà campane, precisamente di Benevento. Sono un figlio d’arte: mio nonno era pizzaiolo e mio padre ha gestito per molti anni un ristorante. Fin da ragazzo ho scelto di trasformare questa passione in un percorso di vita. Mi sono trasferito a Milano: una città dinamica e moderna, capace di offrire opportunità di crescita in strutture prestigiose e di permettere il confronto con grandi chef. Ho iniziato il mio percorso al ristorante Armani e poi al Bulgari: due esperienze determinanti. Lì ho imparato a lavorare per una clientela internazionale ed elegante, ho affinato tecniche e organizzazione e, soprattutto, ho sviluppato la disciplina necessaria per gestire contesti ad alto livello. Questo bagaglio di esperienze è ciò che oggi mi permette di affrontare un progetto così importante con chiarezza di visione e consapevolezza.
Dopo Milano, è arrivato il trasferimento in Svizzera. Come è nato questo passaggio e che ruolo ha avuto nella sua crescita?
I miei progetti di vita mi hanno portato a scegliere una destinazione meno caotica di Milano, ma che offrisse comunque tutte le opportunità di un centro internazionale. Così sono approdato al META, una realtà che mi ha permesso di crescere passo dopo passo. Sono stati cinque anni di intenso apprendimento, un periodo in cui ho affinato competenze, consolidato metodo e compreso quanta dedizione serva per arrivare a guidare un progetto di questa portata. Oggi mi sento pronto ad assumermi questa responsabilità e a portare avanti il percorso con determinazione e visione, ringraziando chi ha creduto in me e chi ogni giorno mi sostiene in questa sfida.
Come definirebbe la filosofia che guida il suo progetto di cucina?
La nuova filosofia del META non è una rivoluzione, è una maturazione. Una visione condivisa, che ha messo radici e ora guarda lontano. Ho voluto costruire questa nuova filosofia attorno a due pilastri: il viaggio e le origini. Il viaggio racconta il mio percorso umano e professionale, i luoghi e le persone che mi hanno segnato. Le origini sono il nostro ancoraggio: il legame con la terra, con la tradizione, con ciò che ci ha formati. Il mio desiderio è che chi si siede a tavola possa sentire questo racconto e ritrovare, in ogni piatto, un frammento di strada e di memoria.
Che tipo di proposta gastronomica avete pensato per il Federale 1855?
Il Federale avrà una proposta semplice e genuina, pensata per essere accogliente e alla portata di tutti. Il menu sarà incentrato sulla tradizione mediterranea, con piatti che parlano di casa e di stagionalità, senza dimenticare qualche proposta legata alla cucina locale. Anche al Bistrot, che rimane attivo a Palazzo Mantegazza, portiamo avanti la stessa filosofia da tempo: qualità, stagionalità e rispetto per il prodotto. A completare l’offerta del Federale 1855 ci sarà poi la pizzeria, con impasti leggeri e ingredienti di qualità, per dare a tutti la possibilità di trovare il proprio momento di convivialità.
Il ristorante META approda in Piazza Riforma portando con sé l’eredità di una stella Michelin!!??
Portare sulle spalle l’eredità di una stella Michelin è una responsabilità enorme. Sentiamo tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono stati prima di noi e li onoriamo ogni giorno. Sappiamo quanto impegno serva per restare a certi livelli, ma siamo pronti e determinati a fare la nostra parte. Crediamo che a definire il nostro percorso saranno la cura con cui facciamo le cose e il coraggio con cui affrontiamo ogni scelta.
Alcune foto sono di ©Lucrezia Roda x Meta-Restaurant e altre di ©Sofia Marzullo
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META RESTAURANT – II° piano
Piazza della Riforma, 9
6900 LUGANO – Ticino/Svizzera
Tel: +41. 91. 60 11 294
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A cura di Rocco Lettieri

























