i 50 anni del San Domenico di Imola **

50 anni del San Domenico di Imola

Una storia che ha passato il mezzo secolo alla grande

Nato il 7 Marzo del 1970 sotto il segno dei fratelli Marcattilii e detentore di due stelle dal ‘77, il ristorante San Domenico di Imola – definito tempio dell’alta cucina italiana e tra le più grandi tavole dello Stivale da La Guida MICHELIN – festeggia oggi e per tutto l’anno in corso i suoi primi straordinari cinquant’anni.

Anniversario unico da più angoli e prospettive con i simbolismi del fortunato numero sette (come i colori dell’arcobaleno, come i pianeti dell’astronomia antica, cifra della completezza secondo il buddismo e della perfezione nel mondo islamico) ad accompagnare le tante date memorabili di una storia deliziosa e gloriosa. Scandita dalla perpetua ricerca della migliore qualità possibile come quotidiano punto fermo affiancato da sincero senso dell’accoglienza e sensibilità culinaria dei fondatori; veri artisti dell’ospitalità e autori di un atemporale affresco di ristorazione “classica ad effetto”. Casa e cucina del fantasmagorico uovo in raviolo – certamente tra i piatti più gustosi e imitati al mondo – e da mezzo secolo illustre ambasciatore delle migliori materie prime dall’Emilia Romagna, il San Domenico è sempre riuscito nella complessa impresa di armonizzare, senza futili forzature gastronomiche, innovazione e memorie, tradizioni e ricerca, passato e attualità.

Doti che hanno permesso alla celebre insegna di Via Sacchi – caratterizzata da sale lussuose, sontuosa carta dei vini e raffinata mise en place – di assecondare le mutevoli esigenze dalle diverse epoche storiche con grandi attenzioni riservate ad ogni momento della proverbiale esperienza gourmet. Negli ultimi anni supervisionata anche da Massimiliano Mascia: nipote di Valentino e Natale Marcattilii (sempre presenti e operativi nei rispettivi reparti di competenza) lucido e concreto nel facilitare il potenzialmente critico avvicendamento generazionale. Una responsabilità gestita da chef Max con abilità, studio e talento così da mantenere ben saldo il legame con territorio, filosofia e piatti cult del ristorante, aggiungendovi inedite visioni contemporanee e nuove proposte capolavoro come lo scampo al vapore con spuma di patate e caviale. (testi dal sito della Michelin – 43 anni continuativi stellati)

 

La storia

Il ristorante aprì il 7 marzo 1970. Nel 1973 la prima segnalazione sulla Rossa, nel 1975 la prima Stella Michelin e nel 1977, 40 anni fa, la seconda. Il San Domenico, dagli anni ’70, portò avanti l’idea di Gianluigi Morini che consisteva nel poter dare a tutti la possibilità di conoscere e apprezzare la grande cucina delle case nobiliari italiane. Un’idea nuova, soprattutto in quel periodo. Uno spazio per la felicità proposta con eleganza riservata, in ambienti raffinati, dove i clienti diventano ospiti.

Oggi, a garantire il futuro della “casa”, in cucina, in qualità di chef troviamo il nipote Massimiliano Mascia con il sempre presente Valentino, in sala Natale con il giovane figlio Giacomo e con il trentenne sommelier Francesco Cioria, con già alle spalle una carriera di successo. Un segno di continuità nell’innovarsi e nel rinnovarsi, conservando solide radici nella tradizione gastronomica italiana. Avrei molto da raccontare su questo cinquantenario  ma ho già avuto modo di farlo e non vorrei ripetermi. Quindi se volete leggere qualcosa in più vi invito a cliccare su questo link: http://simpatico-melograno.it/?p=4850

La festa

Purtroppo i festeggiamenti causa il corona virus si sono svolti sottotono dovendo rispettare le regole, giustamente imposte, in questa grave situazione. Rispettando le disposizioni, pochi gli invitati alla cena (quasi tutti locali e/o imolesi) e con un aperitivo in cantina rispettando in un affollamento e la distanza di almeno un metro. Grande serietà e responsabilità. E bisogna dire che il primo comunicato ufficiale della zona rossa in tutta Italia è arrivato alle ore 22,30, quando si era quasi in chiusura. BRAVI!

 

 

 

 

 

 

 

 

La cena è stata degna del nome. Tre piatti su cinque dedicati specificamente a Nino Bergese. I vini secondo le aspettative.

Questa la successione dei piatti previsti in un gratificante Menu con un tovagliolo di lino personalizzato per ognuno degli ospiti:

Pasticcio di fegato d’oca in terrina, gelatina al Porto e brioche tostata. 

Scampi e Caviale con emulsione di patata.

Uovo in raviolo “San Domenico” con burro di malga, Parmigiano dolce e tartufo di stagione. Una apoteosi!!!

Controfiletto di vitello “Nino Bergese” con crema di latte al guanciale affumicato.

Piccola Pasticceria San Domenico

Torta Fiorentina “Nino Bergese”  in salsa profiterole e sorbetto di pere William.

La mostra
Sempre per causa corona virus non è stata inaugurata la mostra dedicata ai primi 50 anni del San Domenico. Si inaugurerà in data da definire. Saranno esposte nel Museo Civico di San Domenico, proprio di fronte al ristorante, le immagini fotografiche che ripercorrono le tappe fondamentali di questi 50 anni, i personaggi famosi tra attori, politici, amici che si sono susseguiti nelle sale del San Domenico. Le foto ricordo raccontano una lunga storia, fatta di successi e riconoscimenti, ritraendo gli “attori” del San Domenico insieme ai numerosi clienti e ai più grandi personaggi che hanno frequentato il locale.

Oggi entrare al San Domenico e trovare Valentino, Natale e Massimiliano pronti a ripetere quei piatti che hanno fatto e faranno anche in futuro la storia di un’Italia che può sfidare ai fornelli chiunque, significa perpetuare un sogno possibile.

Perché il San Domenico è un luogo, familiare, conviviale, dove il tempo si ferma e non vorresti ripartisse più.

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Le ultime 7 foto sono dedicate a Tony May mentre illustra ad amici e colleghi ristoratori il piano dei lavori per il nuovo San Domenico (SD 26) che sarà poi inaugurato il 09.09.2009. Tra questi Giorgio Grai, Sergio Mei e Alberico Penati (* Michelin a Parigi).  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho ricordi bellissimi di collaborazione con Valentino e con Paul Bartolotta, unitamente al “fraterno” Gianluigi Morini e Tony May.

San Domenico: 50 foto per 50 anni ben portati.

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Servizio e foto di Rocco Lettieri